Uomini che vengono battuti dalle donne e perdono la testa

Ringrazio Single Player Co-op per avermi fatto conoscere il blog Fat, Ugly or Slutty, dove vengono raccolti gli epiteti che i videogiocatori esprimono alle videogiocatrici (l’immagine a corredo della segnalazione è presa da lì). Che dire? Come fatto notare dal buon Ferruccio Cinquemani, sembra che i videogiocatori tollerino poco di essere battuti nei videogiochi da una donna (in realtà anche dagli uomini, viste alcune reazioni folli delle quali sono stato testimone) e che a volte reagiscano in modo decisamente smodato a un frag di troppo o a una cocente sconfitta. In realtà, notavo anche una certa ripetitività dei temi degli insulti, che denotano una scarsa capacità di rapportarsi con il mondo femminile se non attraverso un immaginario dettato completamente dal mondo del porno e attraverso alcuni luoghi comuni francamente risibili. Mi piacerebbe leggere le esperienze in merito delle videogiocatrici che leggono Ars Ludica (se ce ne sono) e sapere dai ragazzi se si sentono a disagio a essere battuti in un videogioco da una donna (mi sembra il periodo giusto per affrontare l’argomento, visto quello che sta accadendo in Italia).

Il fascino vagamente erotico delle console e dei controller

Oggi giornata leggera leggera. In realtà il tema meriterebbe un approfondimento che mettesse in luce come, con l’affermarsi delle console sul mercato di massa, con gli anni si sia sviluppata una nicchia di feticismo che le ama vedere associate a donne più o meno discinte e procaci.

In realtà vorrei far mia la massima di un mio amico: “ma secondo te, se metti una bella donna nuda vicino ad una tazza del cesso, c’è la possibilità che qualche uomo non la trovi comunque gradevole?”

In effetti bisognerebbe capire se l’erotismo nasce dall’associazione degli oggetti con le donne o, più semplicemente, dalle donne in se.

C’è però un altro aspetto da considerare: non è questo un altro modo per raffigurare la donna come un oggetto sessuale e sottolinearne la mera funzione “ludica”? Insomma, anche l’erotizzazione delle macchina da gioco è frutto del maschilismo più sfrenato?

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