Quale democrazia per Saga of Ryzom?

Lo spunto è l’annuncio della bancarotta di Nevrax, sviluppatore del MMORPG Saga of Ryozom, e della conseguente costituzione di un progetto/fondazione allo scopo di rilevare la “proprietà intellettuale” del gioco e renderla software libero. Allo stato attuale delle cose non è ancora chiaro se il gioco sarà effettivamente rilevato dal progetto Free Ryzom o se ci sono altri nomi in ballo, ma cogliamo la palla al balzo per qualche considerazione spicciola.

Nei panni di qualcuno che non ha mai sentito parlare di Saga of Ryzom prima d’ora, né mai (ovviamente) l’ha giocato, mi trovo a leggere di come questo tentativo di creare qualcosa di mai visto prima non arrivi proprio inaspettato: il gioco (dice Punto Informatico e io mi fido senza approfondire) era fin dalla nascita animato da un motore sviluppato sotto licenza GPL (GNU General Public License, forse – ahinoi – la più ideologica delle licenze open source); e il primo espansion pack, Ryzom Ring, portava con sé qualcosa di silenziosamente rivoluzionario per un MMORPG: la possibilità per gli utenti di creare scenari personalizzati, giocabili in singolo o invitando altri utenti, animandolo in tempo reale come master o lasciando lo svolgersi degli eventi in balìa di quanto preordinato.

Non stupisce dunque che la proposta di “liberazione” di codice e altre risorse sia appoggiata da (ex-)membri della stessa Nevrax; così come non stupisce che vi siano persone dubbiose sul successo di tale iniziativa: quel che è certo è che non era mai capitato nulla di simile prima; quel che è probabile è che valga la pena di provare, di testare sul campo un modo diverso di creare divertimento, anche per dare altro respiro a un mercato omogeneizzato.

Un modello di evoluzione “democratico”, dunque, potrà essere un buon motore per il venturo Ryzom? Può, in generale, essere un buon motore per lo sviluppo di un qualsiasi gioco? Ricordo il caso di Star Wars: Galaxies, abbandonato da molti giocatori non appena fu fatto il passo indietro populista di rendere accessibile a tutti, e non solo a pochi “fortunati” giocatori casuali, la possibilità di diventare cavalieri Jedi. In questo senso, un gioco community-driven potrebbe forse andare a scuola nientemeno che dalla migliore politica, quella delle scelte impopolari ma “giuste”, giacché è noto che non sempre l’uomo ha a disposizione tutte le informazioni necessarie per prendere decisioni, né spesso sa analizzare o esprimere razionalmente i propri desideri.

C’è chi riassume in poche efficaci parole molte critiche avanzabili all’atto di sostituire, in primis lo sviluppo “a cattedrale” delle software house (che poi non sono certo tetragoni impenetrabili) a quello “a bazar” delle comunità open source, e in secundis la “dittatura illuminata” del game design classico con il game design “democratico” (per ora tutto quanto ci è dato di sapere sulle intenzioni del progetto è contenuto nel suo contratto sociale). Il vero punto focale della questione è il concetto di democrazia che vogliamo considerare: nell’era della comunicazione, in cui il feedback popolare è immediato e manipolabile a piacere, sempre più spesso si confondono gli atti di democrazia propriamente detti (elezioni, referendum popolari) con gli obblighi politici mediaticamente indotti (populismo). Ma se guardiamo allo sviluppo del software open source per eccellenza, il kernel linux, scopriamo che, nonostante gli sviluppatori siano migliaia, tutto passa al vaglio di una cerchia ristretta di incaricati, le cui decisioni sono legge; e questo modello di sviluppo, pur con tanti difetti, resiste da anni e il suo prodotto sta distribuendo utili per un numero elevatissimo di persone e imprese.

Quanto al rischio di fork del gioco, io dico: ben venga, se serve ad evitare l'”effetto Star Wars: Galaxies”; se una nutrita minoranza vuole giocare in un certo modo, invece che in quello preferito “da tutti”, perché non può fare una colletta per un server da qualche centinaio di giocatori, implementare nel gioco quel che più le garba, e vivere felice?

11 comments on “Quale democrazia per Saga of Ryzom?

  1. il gioco originale l’ho provato, ma abbandonato dopo poche ore di gioco perchè non essendo un tipo socievole non riesco a giocare ai mmorpg.

    Io penso che un gioco debba essere sviluppato da chi ne ha le conoscenze e sa dove vuole andare a finire. l’utente non ha tutte le conoscenze (come dici tu) per poter decidere cosa deve essere fatto e cosa no.

  2. Wow, hai eccitato talmente tanti pensieri nella mia testa che ora mi sento confuso su cosa scrivere…

    E infatti non aggiungo niente, tranne che secondo me hai centrato un punto fondamentale: come dovrebbe evolvere una democrazia.

  3. Potete immaginare cosa ne pensi… 😀 sinij, il tizio del link, ha fatto un intervento meraviglioso. Secondo me il “videogioco democratico” proprio come concetto è un po’ una bestemmia (quasi come il “film democratico” o il “libro democratico”), e credo che perda inevitabilmente di magia. Se c’è comunque chi è contento di confezionarsi gioco e regole su misura, buon per lui, io me ne tengo accuratamente alla larga (potrebbe interessarmi solo in casi particolari).

    (Riguardo a SWG mi sembra di ricordare che le polemiche, più che a quel particolare, per quanto importante, fossero rivolte a una generale “consolizzazione”).

    Post effettivamente ricco di spunti: quando ho digerito tutto, tra qualche mese, magari posto pure qualcosa di più sensato… ^^

  4. Ottimo pezzo.

    Ci sono delle piccole inesattezza su Ryzom Ring, che in fondo, rispecchia la Nevrax che era un’azienda che basava il suo business sull’Open Source. Ring è stato un progetto nato morto, si, un ottimo editor di scenari (ma non all’altezza di quello di NWN, per fare un esempio della sua accessibilità) ma del tutto slegato dal gioco. Nulla di quello che avviene in Ring ha un senso nel gioco “vero”. Spendere oltre un anno di sviluppo su un addon così superfluo e costoso rispecchia un po’ quella che è la mentalità del “fare” dell’Open Source e quella di altrettanti potenziali ottimi giochi che non sono mai usciti dalla fase “continuiamo ad aggiungere pezzi, basta che funzioni”.

    Nevrax ha iniziato la sua crisi quando ha aperto ai giocatori qualunquisti, introducendo mediocri quest lineari solo perché tutti i MMOG li avevano, aggiungendo una free trial che NON era assolutamente rappresentativa del gioco e focalizzando tutto il suo potenziale in Ring quando con molto meno (più spazio alle gilde, meno grinding, eventi con più effetto nel mondo di gioco) sarebbero potuti arrivare in quell’olimpo in cui al momento c’è solo EVE Online…

    Un’altra vittima del mainstreaming dei MMOG, direi.

  5. Scusa ma ogni volta che si parla di Ryzom (il mio terzo MMOG preferito) provo un misto di rabbia e tristezza.

    Concordo con tutto il resto che è stato detto, non vorrei dare l’impressione di aver avuto una opinione negativa quando invece si trattava solo di amareggiamento.

  6. Leggiucchiavo che in teoria gli scenari migliori degli utenti avrebbero potuto diventare ufficiali (il che, a dire il vero, aveva forse il vantaggio principale che gli utenti non avrebbero dovuto pagare per farseli ospitare, il che parte già in negativo e non è bello).

    Dici bene che spesso nello sviluppo open source si impiega più tempo a facilitare il delegare che a sviluppare attivamente… e si sbandiera il “puoi modificartelo come vuoi” chiudendo un occhio sul “ma non c’è niente da modificare, sarebbe da riempire piuttosto”. Ma ragionamenti simili si possono fare con certi FPS commerciali e i relativi mod, quindi non sono a senso unico.

    E ti ringrazio dei commenti che fai, io non ho mai la pretesa di parlare ex cathedra e anzi sono contento come una pasqua quando mi si aiuta ad apprendere…

  7. Riporto dalla newsletter di Ryzom.org:

    On Tuesday night, the Free Software Foundation had an urgent meeting

    in which they decided to help the project with a pledge of $60.000

    (around 45.000 euro). Taking this pledge into account, we’ve now

    reached a total of 135.000+ euro in accumulated pledges, which means

    we expect to be able to make an offer of over 200.000 euro on the

    reviewed plan that’s got to be presented today.

    We’re very happy to receive the FSF support, since this is very

    important for any free software initiative, and we hope this will make

    us an even more solid option to be considered by the judges this days.

    The decision, as previously stated, is expected to be made public some

    day before the 19th of December.

    You can read the full press note at:

    http://www.ryzom.org/page/fsf_press_release

    http://www.fsf.org/news/free-ryzom

    Quim Rovira,

    on behalf of the ryzom.org community.

  8. Fine dei giochi, probabilmente.

    Hello,

    I have bad news this time. Our offer to buy Ryzom and release it a Free

    Software MMORPG has been declined by the court.

    At the end, there were three offers presented, and the other two were

    bigger than our’s. They are keeping more employees than we do, and

    offer more money. We should get the details of the other offers soon,

    so we should be able to know more more then. In the meantime, I would

    like to personally congratulate the winner, Gameforge, and I wish them

    good luck.

    However, even if a conventional company is winning the bid here, the

    campaign is still a success. It has made a lot of noise on the Net, it

    has been covered by mainstream medias, we have found two FOSS

    investors, we have got the backing of the FSF, 170 K€ of donation

    pledges have been registered, and – perhaps the most important – we

    have found we were not alone dreaming having of own our A-Grade MMORPG,

    of owning a world.

    We are currently discussing how we could still achieve that. If you want

    to join us, please come and take a seat in our boards:

    http://www.ryzom.org/forums/viewforum.php?f=1

  9. Pingback: Ars Ludica » Blog Archive » Ci si convinca che l’open source non è un asso pigliatutto

  10. Pingback: Ryzom diventa il primo MMORPG commerciale rilasciato come open source - Ars Ludica

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