Mass Effect ed il sesso lesbico

Non ho mai capito il piacere perverso di Bioware di introdurre sempre superficiali contenuti di romance in tutti i loro titoli. Nella maggior parte dei casi si rimaneva sempre su interazioni scialbe, prive di contenuto e che raramente generano un reale attaccamento affettivo e diventano un’altra delle operazioni di min-max da effettuare nel gioco per ottenere il massimo vantaggio, meccaniche non molto diverse da quelle presenti negli ultimi Final Fantasy, dove la tresca te l’aspetti come la sesta trasformazione finale del super-real-true-endgame boss. A meno di non essere un adolescente emozionalmente instabile, il tutto sa di frettoloso e superficiale. Eppure l’ultima volta che ho controllato l’età media dei gamer si era intorno ai 30 anni, un’età più che adatta per introdurre contenuti più maturi ma non necessariamente a pecoreccio sfondo sessuale.

Così, quando l’intera campagna di marketing pre-launch di un game developer di successo verte sul sesso lesbo, si alza solo un sopracciglio con fare interrogativo. Dalle reazioni della massa bovina è risultato subito chiaro che quella sequenza, veramente ben fatta e allusiva al punto giusto (viene da dire adulta e matura), era troppo poco soddisfacente, in particolare per tutti gli iperproteici maschi americani che hanno comperato 8 milioni su 12 delle 360 in circolazione e che sono cresciuti a suon di bigottismo e Sport Illustrated.

Ecco quinche che, quando la campagna viene resa ulteriormente più esplicita, per generare ancora più hype, ci si sente insultati come gamer. Se non fosse perché si è passati da promuovere un dialogo interessante e maturo a promuovere il contenuto fine a sé stesso e slegato dal contesto, contenuto che probabilmente non sarà nemmeno presente nella release finale del gioco (mica tutti hanno la fortuna di essere ignorati dai cacciatori di streghe come Gothic 2 ed arrivare in retail con diversi intermezzi di sesso esplicito).

Spero vivamente che in ME ci sia altro sesso oltre a quello lesbico, e che quindi si possano vedere maschioni che fanno il trenino ed eterosessuali che si lanciano in altrettanto scialbe coreografie erotiche. Se non fosse così si rischia di credere che EA stia vendendo Mass Effect ai soliti stereotipati maschi nerd pipparoli che vengono fuori ogniqualvolta si parla di videogame.

Questo mi offende molto, perché sino ad oggi, persino i siti votati alla consacrazione dell’intrattenimento a stelle e strisce targati Microsoft come Kotaku parlano solo ed esclusivamente di Mass Effect come del gioco dove si può trombare un’aliena blu con un’altra donna. Non mi ritengo offeso per il sesso in sé (anche se lo ritengo inutile e superflo in titoli non di carattere erotico) ma per come l’industria vede e generalizza i videogiocatori, quelli che, sempre più spesso lasciano soldi per venire più o meno velatamente insultati. Si passa dalle catene videoludice che ti trattano con la condiscendenza dello spacciatore di crack per strapparti un preordine tramite sovrapprezzi ed undestock accuratamente pianificati, per arrivare ai publisher che piazzano belle fighe a condurre lo sviluppo promettendo anche inesistenti speciali in costume sulle riviste per soli uomini (gratz per per la flessibilità del concetto di “emancipazione femminile”), oppure che riducono anni di lavoro ad una scena lesbo di 20 secondi per pompare le vendire e sperare di fare almeno il break-even.

Per ora di Mass Effect i più sanno che ha una bella grafica, che si tromba, e che forse è un gioco action-oriented a squadre, più Adventure che RPG. Dovrò giocarci per decine di ore e, in prossimità del lancio, le uniche cose che so con certezza dalla pubblicità di massa hanno poco o nulla a che fare con l’esperienza di gioco e si riducono a pochi minuti di contenuti sul totale dell’opera.

Resta inoltre da capire perché con tutte le potenzialità che i videogiochi moderni promettono e non mantengono (magari se sostituissero Jade Raymond con Ambra Angiolini le cose migliorerebbero?) sia proprio necessario focalizzarsi su aspetti secondari come una scena di sesso, piuttosto che su contenuti più attinenti al ludico per promuovere un gioco. Si sta forse implicitamente ammentendo che il mercato è pieno di titoli troppo generalisti ed interscambiabili? Tanto che anche una grande casa come Bioware debba grandefratrellizzarsi per sperare di risollevarsi dal baratro post-Atari e della frettolosa vendita ad EA per recuperare il costosissimo e travagliato sviluppo di Mass Effect?

17 commenti su “Mass Effect ed il sesso lesbico

  1. Mah, in effetti la visione di quel filmato spinto, mi ha lasciato abbastanza interdetto. E’ palese che sia stata una mossa ad hoc per costringere all’interessamento chi non ha mai calcolato questo gioco (e credetemi, sicuramente non sono pochi tra i cosiddetti giocatori occasionali). Onestamente una mossa così bassa non me la sarei mai aspettata da parte di Bioware, non avrebbero dovuto pubblicizzarla, ma pazienza.
    E’ proprio vero, ci considerano dei pipparoli (ma forse è anche vero, in alcuni casi) e ce lo dicono chiaramente. Alla fine spero che il gioco sia ricco di contenuti ludici di un certo livello (sono abbastanza fiducioso).

    A volte mi sembra di vivere la TV italiana odierna, piena di trasmissioni in cui si vede una tetta ogni due per tre e in cui vengono assunti ulteriori cameramen per cogliere delle “casuali” pose discutibili assunte dalle varie donnette (Buona Domenica su tutte). Amarezza.

  2. Non so se una scena del genere debba essere considerata matura solamente per la nudità, i dialoghi sono imbarazzanti (“È stato bellissimo”, “Sei pronta per il secondo round?”, /alieninaridacchiante/: “Oh, capitano!”) e il montaggio ad immagini allusivo/pseudo-artistica durante l’amplesso sono, sinceramente, ridicole.

    Già di par mio non sono un estimatore del transessualismo avatariale a meno che il design scarso dei PG maschili non mi obblighi ad una scelta in tal senso, ma se poi si sceglie l’avatar femmina sostanzialmente per fottersi safficamente l’alienina, come cubizzazione della sindrome “sono maschio e gioco con Lara perché è la mia bambola” mi cascano un po’ i bracci.

    Concordo con d3ltr33 quando auspica per una una libertà sessuale comprendente, per delirio, eterosessualità e omosessualità maschile (tabù questo che sembra intoccabile). Il target nerdy, gode il doppio con la marine e l’alienina, dunque perché non sbattere in primo piano (verbo scelto bene tra l’altro) le scolpite natiche bluastre che si avvinghiano sullo scultoreo bacino della Nostra? Sinceramente ho più rispetto per un hentai che per una cosa del genere.

    BioWare a me sinceramente fa abbastanza tristezza, sarà una “grande casa” (nel termine di puro potere economico) ma i loro “grandi giochi” risalgono a una quantità di anni fa e sono prodotti a ciclostilo, da BG in poi. Questo matrimonio di convenienza con l’action-shooter poi è stato come una conferma dopo un Jade Empire, sinceramente, abbastanza ridicolo.

  3. Vorrei fare l’avvocato del diavolo ma lascio la causa per indifendibilità del mio assistito. Peccato, perché Mass Effect mi piace pure, almeno sulla carta (o sul video). Il fatto è che non dovremmo neppure comprarlo: se un prodotto ammicca a lati di noi inesistenti, o ci manca di rispetto, lo si dovrebbe lasciare dov’è. Se uno non si riconosce in quel trattamento delle tematiche o pensa di meritare un gioco diverso, può benissimo guardare altrove. Peccato per Bioware: 20.000 righe di dialoghi, speriamo non di quel livello (il secondo round? ma voi parlavate così da ragazzini?).

  4. Che problemi 😀 Avessero fatto vedere una scene di sesso etero, ci si sarebbe lamentati che non c’era quello lesbo.

  5. @ Monopoli

    Non è per il sesso eh, in God of War non mi ha dato per niente noia, l’ho trovato anzi spiritoso. Sbandierarlo come aggancio per accrescere l’aspettativa invece, questo mi pare un po’ da poveretti. Tanto più che si tratta di una scena senza grande gusto.

  6. Spero vivamente che in ME ci sia altro sesso oltre a quello lesbico

    Ma certo che in TE c’è altro sesso oltre a quello lesbico. Cioè, non mi figuro anzi come faccia starci quello lesbico a dire il vero :/

    /FINE SPAM

    Mettiamo che il gioco venda, e tanto; dal loro punto di vista non è forse un successo? Chi vuole il gioco di qualità mica starà a vedere gli spot, no? Baderà alle prove sul campo di qualcuno di cui si fida. E se riesci a vendere un gioco di qualità al popolo bue, anche se non l’inganno, non è un’azione benemerita?

    Ehm.

  7. Mi sembra un’articolo che non tiene conto dei numerosissimi filmati che hanno preceduto questo, tutti orientati a mostrare fasi di gameplay,che poco c’entrano con questo sfogo.
    Il fatto della pubblicità è condivisibile, ma non credo che i Bioware abbiano spinto su questo lato, non dimenticate che Bioware e Pandemic sono state acquistate da Electronic Arts ultimamente….;-)

  8. D3ltr33 tira e segna.
    Che ci volete fare, quando qualcuno sperimenta con successo che il mondo è vulvocentrico e le vendite sono direttamente proporzionali all’apparizione della suddetta, più o meno mediata, tutti si convincono che il sesso gratuito sia una componente essenziale per avere i “killer games”. Passi il conflitto di interessi Square/Enix (ragazze in vestiti minimi, ma che al massimo arrivano a un casto bacio al chiaro di luna, e solo perchè con la luna piena si trasformano in Baciatrici Mannare), ma qui proprio non ci siamo.

    Una volta, quando i videogames se li filavano solo quattro “nerd” (epiteto che comincia a suonare quasi come un complimento), bastava poco per scatenare le ire delle associazioni di genitori e metterli in relazione con sparatorie, stupri, suicidi e bassezze varie di cui è capace il genere umano nella sua interezza. Colmo dei colmi, a quei tempi il sesso videoludico era solo immaginario, e l’oggetto della furia era, invece, l’enorme e pixellosissima chiazzona di sangue sul pavimento sul quale, un istante prima, si ergeva l’orrendo boss di fine livello. Possiamo anche ammettere che giochi come Duke Nukem 3D abbiano spinto per un clima più ironico, crudo e, diciamolo, senza veli/veti, ma senza mai sbilanciarsi pur sfoggiando una certa tamarrezza di fondo. Adesso invece, sembra che tutto faccia brodo.

    Orripilante ironia della sorte, non credo che qualcuno che non appartenga alla schiera dei players-per-gameplay si interessi a un gioco del genere. E quando parlo di genere, intendo dire che la gente “normale” (cioè i soliti pecoroni) ha sempre preferito i games sportivi (una volta Fifa, ora Winning Eleven/Pro Evolution Soccer), quindi si tratta unicamente di animazioni (fatte male, imho: se rimangono imbronciate anche in quei frangenti, allora perchè fare tutto ciò?) sprecate.

  9. Sarà che conosco molto di peggio (leggasi hentai games), e quindi la presenza o meno di scene di sesso (anche tra lesbiche) in Mass Effect proprio non mi tange, ma posso comprendere il disappunto di D3ltr33 per il fatto che una simile mossa di marketing possa apparire sgradevole, specialmente nel contesto di un gioco che sembra prendersi abbastanza sul serio. Però come ha fatto notare Bishop, non credo che la decisione sia partita da Bioware, che è lo sviluppatore, ma probabilmente dal publisher. Aggiungiamo anche che i vari siti di news (Kotaku in primis, come hai citato), non hanno fatto altro che cavalcare l’onda dell’hype continuando a scrivere e a schiaffare informazioni su un elemento che paradossalmente è tutto fuorchè cardine del gioco stesso. Voglio dire, sapevamo già da mesi attraverso interviste varie che in ME ci sarebbero state scene di sesso (esplicite o non) sia etero che omosessuali, era davvero il caso (e qui mi rivolgo ai siti di news) di continuare a calcare il tasto su filmati, screenshots e altro su quest’aspetto secondario del gioco? Di questo passo l’utente medio, che si informa per sentito dire o per passaparola, alla domanda “conosci Mass Effect?” rischia di rispondere “ah, quello dove si tromba?” anzichè “ah quel RPG nello spazio?”. :\

  10. Sinceramente a me non crea problemi che ci siano scene di sesso e anche per quanto riguarda gli hentai, credo che va bene che esistano anche quelli e non sono da bistrattare a priori. Penso si possa giocare a un po’ tutti i generi, l’importante è che ci sia consapevolezza da parte di chi gioca e ammissione da parte di chi produce di che genere di prodotto sia. Tentare di venderlo come altro o generando curiosità è solo subdolo.
    A Mass Effect ero molto interessato e se ci sta sotto anche la possibilità di una storia complessa, variegata, influenzabile e perchè no anche adulta da certi punti di vista non penso faccia male. A me non dispiacevano nemmeno le romance di BG e Kotor seppur poco influenti, sarà che forse se fatte bene aumentano l’immersione nella storia.
    Strano pure che fino ad ora si siano visti filmati di gioco e delle features e poi se ne escano con quel filmato che sembra voler annullare gli altri pregi del gioco.
    Quindi in quest’ottica non sono per niente daccordo sull’uso che hanno fatto della pubblicità.

  11. Un po’ in ritardo, credo, a rispondere a questo topic, ma abbiate pazienza, non ho molto tempo ed ArsLudica me lo spulcio pian piano. XD

    Dunque, fondamentalmente sono d’accordo con i commenti sopra: non sono per niente contraria al sesso nei videogiochi, anzi, se fa parte del contesto ben venga, o censurare il sesso quando “serve” al contesto sarebbe come fare un Mortal Kombat senza violenza (ops, che dite? Ne hanno appena annunciato uno? XD ). Sono pero ultracontraria a campagne pubblicitarie squallide che puntano solo sul sesso.

    Ma non penso la colpa sia di Bioware: guardatevi attorno e fate il conto; noterete che una grande quantità di pubblicità di qualsiasi cosa (non solo videogames, ma anche film, accessori, cibi) è impuntata sull’elemento erotico (solo femminile, per giunta: come se le donne non avessero anche loro una libido, magari da sfruttare squallide pubblicità). Quindi qui non si tratta di videogiocatori trattati da nerd, ma ben più generalmente del potenziale acquirente di qualcosa che viene considerato come una bestia in calore senza discernimento.
    E, aho, se continuano con campagne così, evidentemente sotto sotto funziona pure….

    Ultima nota: ‘sta cosa del tabù (occidentale) delle scene erotiche uomo-uomo è solo un’altra riprova di come il videogioco sia qui da noi considerato ancora come un qualcosa di unicamente “per ragazzi”. Avevo già spiegato questa cosa del maschilismo nei videogiochi in un altro commento, ma non ricordo più qual era l’articolo di ArdLudica. ;___;

  12. Il discorso sul maschilismo nei videogiochi mi interessa molto, ed è un punto spesso sottovalutato quando non del tutto ignorato. E dire che da un’impronta forte all’industria. Ossidiana perchè non riapri un nuovo topic al riguardo? 🙂

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.