Recensione – The Simpsons Game

Prodotto e sviluppato da EA| Piattaforme Nintendo DS | Data di Pubblicazione 11/2007

The Simpsonnnnnnns

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Chi non ha mai visto una puntata del cartone animato con protagonista la famiglia gialla più gialla che mai, alzi un braccio che glielo taglio.

Lo sapete che hanno realizzato l’ennesimo videogioco dedicato alla serie? Sì? No? La risposta non è molto interessante, sinceramente.

Visto che sono alternativo (e povero), non vi parlerò delle versioni Xbox 360 e PS3 ma di quella per Nintendo DS, che poi venderà più delle altre ma nessuno ne parla.

Tutto iniziò avviando la console e rimanendo stupito dalla qualità dei filmati infilati nella cartuccia. Peccato però che il gioco è sterco puro di uno che ha mangiato la caponata a mezzanotte, ma i filmati sono bellini e su DS fanno un certo effetto.

The Simpsons Game su Nintendo DS è un platform che cita in continuazione il mondo dei videogiochi e se stesso. Tanto per dire uno dei boss è Will Wright, mentre alcuni minigiochi citano classici quali Frogger, i Final Fantasy, Space Invaders e vari altri. Non manca neanche l’apparizione di Super Mario e di molti altri personaggi che non vale la pena citare per questioni di praticità. Una tarantinata, insomma.

E arriva il gioco.

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Ogni Simpsons ha dei poteri caratterizzanti: Bart plana, spara con la fionda e usa un rampino; Homer può gonfiarsi rotolare e volare; Marge, le cui fasi sono simili a dei picchiaduro con qualche puzzle di contorno, può sfruttare degli alleati (ce lo vedete Ned Flanders a prendere a pizze un poliziotto?) ; Lisa, infine, può usare la mano di Buddha per spostare oggetti e sollevarsi fino a piattaforme poste molto in altro.

The Simpsons Game è un platform pesante e squilibrato, in cui opinabili scelte di design rendono spesso arduo compiere operazioni semplicissime e in cui i livelli hanno una difficoltà calibrata in modo schizofrenico. Alcuni livelli sono difficilissimi fino a diventare frustranti, mentre altri sono così semplici che si superano senza accorgersene (tra cui i vari boss). Nel mezzo sta la scelta di dare vite infinite al giocatore (interessante: quello che in passato era un cheat è ormai diventata una feature, segno che gli incapaci hanno dettato le regole del mercato) che di fatto sembra quasi un alibi per il pessimo design.

Facciamo un esempio: ogni Simpsons può usare i suoi poteri sono quando previsto dal gioco, ad esempio Bart, per poter lanciare il suo rampino, deve vedere apparire sulla sua testa l’icona apposita e trovarsi nei pressi di un punto di aggancio. Qual è il problema? Nelle fasi lente nessuno, ma nelle fasi che richiedono una certa rapidità e coordinazione, è normale ritrovarsi a mezz’aria senza sapere che fare perché il punto di aggancio è fuori schermo e l’icona appare solo all’ultimo momento.

Insomma, ad avanzare si avanza, ma solo perché le vite infinite impediscono l’arrivo del game over. Per la serie: il design dei livelli fa schifo, però arginiamo il problema rendendo obbligatorio un cheat. Wow, da piccolo sognavo che tutti i videogiochi fossero così.

Non cito neanche i livelli in cui si sale e, regolarmente, si cade dovendo ripetere decine di volte salti già compiuti (alla fine li ho citati, ma vabbé, non fateci caso), o quelli in cui una certa pesantezza dei controlli rende arduo schivare anche il più sciocco degli ostacoli. Ma mi fermo qui. Sappiate soltanto che questo gioco val bene una messa, nel senso che andrebbe seppellito e affidato alla cura dei vermi e di Dio (che oltretutto va anche affrontato alla fine del gioco… e vaffanculo agli spoiler).

Voto finale: una giallissima cagata pazzesca

9 commenti su “Recensione – The Simpsons Game

  1. vedo che siete tutti appasionati dei simpson…beh io pureeeeeee…sono splendidi!!!!!!anch’io ho il gioco x il nintendo…beh mi sono bloccata da un paio di giorni…nn riesco ad andare avanti con lisa nel livello del dott.Frink…..aiutatemi…………………………………………

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