A quanto pare, dei rumor in Ready at Dawn confermano la data di uscita di Okami per Wii al 25 Marzo. Sono in molti a pensare (me compreso) che questa volta sarà un successo.

Ultimo parto dell’ormai in chiusura Clover Studio, laboratorio di Capcom creato proprio per produrre nuove proprietà intellettuali, Okami trovò una strada del tutto in salita, complice una promozione inesistente ed una veste grafica non proprio facile per un gioco sconosciuto ai più. Nonostante tutto, il titolo riscosse un successo via via crescente man mano che veniva rilasciato nelle varie regioni del mondo, partendo da un deludente debutto nipponico ad un promettente lancio europeo, castrato però dalle scarse copie stampate. Grazie alla schiera di appassionati che il gioco ha saputo creare, ora c’è un mucchio di gente che è incuriosita da Okami ma che non può comperarlo.
Okami non è un titolo fortemente originale nel suo impianto di base: Hideki Kamiya, il suo creatore, non ha mai negato la sua ammirazione per Zelda ed il gioco non nasconde le sue influenze. Quello che distingue Okami è l’innovazione nel visual design e degli elementi di gameplay che ne derivano: tutto il gioco si svolge in un sognante dipinto giapponese con il quale il giocatore può interagire disegnando con un pennello calligrafico (è chiaro che questo aspetto, unito alle peculiarità del sistema di controllo del Wii, potrebbe rivelarsi determinante). Le potenzialità del sistema sono ben sfruttate e l’introduzione del pennello anche nelle sequenze di combattimento crea un ottimo presupposto per ore di gioco nel segno della sperimentazione.
Il gioco vede Amaterasu, dea del Sole e della Creazione, richiamata in vita per guarire un mondo divorato da oscure tenebre portatrici di caos e morte. Dietro tutto sembra esserci l’antitesi di Amaterasu, il drago ad otto teste Orochi, che la lupa ha già sconfitto in passato, e che è stato confinato in un sepolcro per l’eternità dall’eroe Susano. Ovviamente non tutto sarà così semplice e la nostra eroina dovrà vedersela con cospirazioni, inganni e molti altri intoppi prima di poter arrivare alla resa dei conti finale con il male che sta distruggendo il mondo.
Rispetto a Zelda, il gameplay è molto più stratificato. Da un lato c’è un mondo molto più interattivo, che Amaterasu può cambiare a piacimento e che diventa quasi il personaggio comprimario della vicenda, dall’altro c’è un’interazione molto stretta con i comprimari (tutti in prestito da figure mitologiche giapponesi) e gli NPC che spesso si riveleranno determinanti per il corretto dipanarsi della verbosa e lunghissima storia. Non tutti agiranno per il bene del mondo e molti assisteranno Amaterasu solo per cercare di arrivare ai propri scopi ultraterreni, grandi o piccoli che siano. A chiudere il circolo c’è un sistema di combattimento molto profondo che vede una improbabile quanto efficace commistione di equipaggiamento, combo da beat-em-up ed utilizzo del pennello. I boss sono una delle altre rivelazioni di Okami, complessi, affascinanti e mai scontati, sono dei puzzle nel puzzle e lo sconfiggerli non può che rappresentare una grande soddisfazione.
Va detto che Okami è un gioco difficile per il giocatore medio: molto testo, riferimenti ovunque ai miti shintoisti, tantissime allegorie (molte delle quali sessuali), sequenze animate ed intermezzi che indugiano sulla particolarità visuale del gioco hanno messo in ombra la profondità di un titolo che raramente stanca e che riesce a stupire in più di un’occasione, ammesso che non si rimanga storditi dalla lunghissima introduzione e dalle prime fasi di gioco, veramente troppo didattiche.
Non resta da sottolineare altro che la magistrale colonna sonora, che ammonta a ben 5 CD di tracce orchestrali, tutte scritte a tema per i vari eventi e personaggi, che riescono a coinvolgere emotivamente anche i giocatori più distaccati. Okami è uno dei pochi action adventure in cui la componente aurale è usata con consapevolezza e maturità, forse è anche per questo che il titolo rimane scolpito dentro di chi lo prova.
Resta da vedere se la seconda occasione di Okami renderà giustizia ad un titolo osteggiato da politiche commerciali e distributive altamente discutibili. Di sicuro questa volta troverà migliaia di persone in attesa e potrà contare su una platea meno condizionata, più disponibile alla sperimentazione e meno vittima delle richieste di realismo ad ogni costo che stanno letteralmente uccidendo la fantasia dei videogiocatori hardcore.
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Ma i jappo si sono scimuniti tutt’insieme?
Hanno snobbato sia Phantom Hourglass sia Okami, si vede che ormai Brain Training gli è andato al cervello 😛
Grande articolista, come sempre.
Okami ho voluto provarlo e non mi ha convinto nel ritmo di gioco; e guarda caso, nell’ultimo numero di GamePro troviamo proprio un’intervista ad Atsushi Inaba (ex responsabile di Clover, ovviamente coinvolto nella nascente PlatinumGames) in cui ammette questo errore, nonostante vada molto fiero della realizzazione e dell’opera in sé. Davvero un uomo con la testa sulle spalle, spero possiate leggere l’articolo.
Stavo valutando l’idea di ricomprarlo. vedrò 🙂
Tranne il supporto al 16:9 (il prog. scan già c’è con quella che si chiama “modalità LCD” nelle opzioni) per ora non hanno ufficialmente confermato altri extra, quindi non so se valga la pena di ricomperarlo per usare le brush tech con il Wiimote.
Ready at Dawn ha detto però che alcune idee per una Extended Edition ci sono, il problema è che sicuramente non ci lavoreranno i PG\Seed (il vecchio Clover Studio).
Piccola perla, forse un pò “diluita” nell’ultima parte ma assolutamente E’ gia un successo.
Anche secondo me (spero, in ogni caso) farà il botto, su Wii – come spirito è molto vicino ai titoli tipici di Nintendo (più di Ico o SOTC). Tra l’altro ho avuto difficoltà con la levetta analogica su PS2 nelle sessioni di pittura; d’accordo, non ho mai provato il wiimote, ma a stima direi che ben si accorderebbe col gioco.
Magari avrò la mia seconda occasione con Okami quando prenderò il Wii, allora 😛 (ricordo che mi si frisse il salvataggio)
(Ah, a me la verbosità non ha del tutto schifato)
L’ultimo parto della defunta Clover è l’ancor più meritevole (e incompreso) God Hand.
Tz tz tz