I videogiocatori tedeschi protestano contro le censure del governo!

Il 5 giugno scorso una folla di circa 400 persone si è radunata nelle strade di Karslruhe, in Germania, per protestare contro le recenti manovre censorie delle autorità: molti governi locali hanno infatti proibito la rappresentazione pubblica di Counter-Strike, portando alla cancellazione di LAN party anche piuttosto importanti, come quelli organizzati dalla Electronic Sports League. Ad aggravare la situazione, proprio il 5 di giugno, i sedici ministri dell’Interno che formano il governo federale hanno fatto richiesta al Parlamento di attivarsi per proibire la produzione e la distribuzione sul suolo nazionale di tutti i videogiochi considerati violenti.

La comunità dei videogiocatori tedesca non si è certo fermata a questa singola manifestazione: il 25 luglio sono in programma tre cortei che si terranno contemporaneamente nelle città di Colonia e Berlino, oltre alla già citata Karlsruhe. Inoltre, i promotori hanno sfruttato la possibilità (quasi incredibile per noi italioti, ndEmack) fornita ai cittadini da parte del Parlamento stesso di avviare petizioni mediante un forum istituzionale, chiedendo (testo integrale) di rinunciare al concetto fuorviante di “killer games”, di affidarsi alle valutazioni del PEGI (e di utilizzarle effettivamente per proteggere i più giovani), di avviare un programma di alfabetizzazione di scuole e famiglie sul mondo videoludico e infine di cogliere e incentivare le opportunità professionali dell’industria relativa. La petizione ha già raggiunto quota 45.000 firme (su 50.000 necessarie affinché il Parlamento prenda in esame la questione) in soli quattro giorni.

La Germania non è nuova a pratiche censorie piuttosto aggressive nei confronti dei videogiochi; la situazione è precipitata quando si è scoperto che l’autore della strage dell’11 marzo scorso in un liceo di Winnenden (16 morti) giocava a Counter-Strike. Media generalisti e politici non hanno perso quindi l’occasione di attaccare a testa bassa la violenza dei videogiochi e, data l’imminenza delle elezioni (indette per il 27 di settembre), non hanno saputo elaborare una risposta migliore del proibizionismo dinanzi all’evidentemente pressante problema del disagio giovanile.

Dinanzi ad una minaccia seria si è riscontrata una reazione altrettanto seria: i videogamer tedeschi non si sono rinchiusi nella torre d’avorio dei blog e dei forum per manifestare il proprio dissenso ma, scendendo in piazza e cercando il confronto con le istituzioni, si sono mostrati disponibili al dialogo e hanno svelato la loro umanità al resto della gente. Le loro richieste sono semplici: informazione, tutela dei più piccoli attraverso gli strumenti che già esistono (perché rivenditori e genitori permettono che un minorenne possa acquistare titoli che già il PEGI classifica prodotto per maggiorenni?), di non fungere da “agnello sacrificale per tutti ciò che non funziona nella società“. La piena accettazione dei videogiochi passa anche attraverso dibattiti come questo… O no?

Seguiranno aggiornamenti.

7 commenti su “I videogiocatori tedeschi protestano contro le censure del governo!

  1. forse in germania quelli che prendono a cuore la questione “videogame” non sono solo i soliti nerd del mazzo capaci solo di polemizzare dove non li sente nessuno anzichè fare davvero qualcosa di utile per la “causa”.

    semba l’inizio di qualcosa di bello.

  2. Quoto Simone “Karat45” Tagliaferri: del resto non è un caso che Marx vedesse nella Germania il paese capace di attuare la rivoluzione socialista e che, negli ultimi trent’anni, le più importanti correnti filosofiche (e non solo) siano nate proprio dalla Scuola di Francoforte.

    Ad ogni modo, come segnalato nella news, la piena accettazione del videogioco passa anche per questo…almeno in parte.

  3. Spero riescano a ottenere qualcosa, purtroppo la censura videoludica è sempre stata opprimenti in Germania (non sono pochi i giochi AAA che non escono perché troppo violenti, vedi ad esempio i due Gears of War) eppure è vero che basterebbe che i negozianti facessero meno i furbi.

  4. Prendersela con i genitori e con i rivenditori mi sembra un pò controintuitivo: se si avalla la convizione che sia una reponsabilità davvero significativa il far arrivare certi giochi ai minori, come si fa poi a richiedere più indulgenza verso tutto il resto?

  5. Più attivi ma anche più cattivi, in quanto tedeschi. Ovvie battute a parte, è pur vero che il recente impatto storico ancora si riflette sulle odierne posizioni politiche. Soprattutto in riflesso di certi andazzi sociali. Senza considerare le bricioline oramai raccolte dalla Deutsche Volksunion, c’è tale partito nazionaldemocratico (vera è propria successione degli ideali proposti dal tristemente noto fuhrer) che si è visto nell’ultimo quinquennio triplicare i propri iscritti, con tanto di democratico 9,2% nelle celebri elezioni di Sassonia dello scorso anno. La fetta è prevalentemente composta da neo diciottenni (per cui è anche parzialmente giustificabile il voto testicolare) e soglia massima di 31/33enni (con certi orrendi cinquanta/sessantenni a fare da portavoce). Sembra una generazione cresciuta nell’ideologia silenziosa del “nazi è sbagliato”, nel senso che in famiglia si può passare dal silenzio assoluto a tavola alle sculacciate se fai qualcosa di anche lontanamente riconducibile al nazionalismo. Tipo usare il sapone. Mancanza di dialogo, dubbi sedimentati, facile e quasi necessaria quindi l’uscita di sicurezza della naturale sovversione alle carenze o oppositi del proprio imprinting. Per questo temo maggiormente la maggioranza silenziosa (!) dei giaccaincravattati impiegatucci col capello fluente, rispetto ai 2.500 boriosetti che manifestano in bomber ogni fine settimana. 2.500 manzi rasati e incazzati vs. 400 tizi con l’alopecia e gli occhiali, a chi deve dovrebbe dare ragione un governo democratico? Ma è solo una superficialissima opinione personale che avrebbe da corollario decine di ipotesi più o meno teoriche. Dovute comunque ad una straripante vicinanza alla cultura del pueblo germanico che non augurerei a nessuno, pur essendo mediamente elevata e socialmente efficiente nel delineare un rapporto uomo-natura quasi.. tolkeniano (rendono al supermercato anche le bottiglie in plastica di Sprite, magggici!).
    Il fatto è che il videogioco è considerato in Germania un media-veicolo per menti giovani, anzi giovanissime (…). Il veto legislativo che ha lanciato l’anatema sulla rappresentazione figurativa della svastica e sul sangue non è evidentemente bastato! Intensificare l’attenzione e le misure rappresenta, al solito, il palliativo di chi poco conosce il mezzo e lo reputa alla stregua del giocattolo, sorta di passatempo fra una puntata di bimbumbam e “cow-boy vs. indiani sopra la spiaggetta di lava che esplode a causa del sottostante getto di pompa”. Sorry, reminescenze giovanili. L’argomento è denso e meriterebbe ampio approfondimento ma non vedo come 400 anime possano fare notizia, sopratutto nel videogioco. Si saranno mica tutti dati appuntamento su facebook??

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