Dovendo lanciare Dragon Age II, alla BioWare tutti i giorni ne dicono una nuova, cercando di far credere che le scelte fatte per il loro nuovo prodotto siano quelle giuste. Oggi tocca a Mike Laidlaw, uno degli sviluppatori, spiegarci che il primo Dragon Age era troppo difficile e ha fatto piangere un sacco di bambini.
Parlando con The Escapist, il buon Mike ha affermato che la difficoltà Normal è stata abbassata (ce ne siamo accorti giocando la demo, caro) per evitare all’utente morti frequenti e la necessità di dover usare attivamente tutto il party, pratica considerata troppo difficile e complessa per il videogiocatore medio, evidentemente immaginato come una scimmia capace solo di sbucciare banane (in effetti… sono tentato di dargli ragione), incapace di resistere alla terribile frustrazione di morire un paio di volte di fila senza iniziare a pensare che, in fondo, il Wii non è poi troppo male.
Insomma, corazzate il vostro avatar e non avrete problemi a finire il gioco premendo tasti a caso, la sopravvivenza è assicurata dai tester di BioWare. Chi invece volesse una sfida che richieda di gestire tutto il gruppo, dovrà puntare sui livelli di difficoltà più alti, Hard e Nightmare, dove Hard va idealmente a corrispondere al livello di difficoltà Normal del primo Dragon Age (quindi Normal è più o meno il livello Casual).
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Che modo confusionario e sofistico di adattarsi alle esigenze del pubblico: se non voglio avere difficoltà è ovvio che io scelga la modalità Casual, mentre da quella Normal dovrei aspettarmi un minimo di “azione” (d’altronde non mi sembra che, giusto per citare un altro media, Frodo e Sam arrivino in aereo a Mordor).
Critiche fuori luogo.
A parte Dragon Age2, è sempre e comunque difficile tarare la difficoltà e dare un nome alle modalità.
Chiamarle normal/high/nightmare/etc serve solo a complicarsi la vita, perchè io ho sicuramente delle aspettative differenti dalla difficoltà normal rispetto ad un altro giocatore.
Ci sono dati che evidenziano che moltissimi giocatori non finiscono completamente i giochi. Le cause sono molteplici, ma tra queste ci sta sicuramente una progressione della difficoltà non perfetta o, peggio, non adattiva.
Benvenga quindi una nuova taratura più adatta all’utenza di Dragon Age2.
Queste critiche hanno il sapore dell’harcoregamer che deride i giochi su facebook senza neanche sapere di che si tratta, il che non penso valga per l’autore, che mi pare in altri articoli abbia preso esattamente la posizione opposta.
Ci sarebbe da lamentarsi se ci fosse solo questo “nuovo” normal, ma inseriscono anche le difficoltà superiore, qual è il problema?
Ma qual’è l’utenza di Dragon Age 2?
I due milioni di Mass Effect 2 o i cinque di Dragon Age?
Rimango stupefatto di quanto il marketing della GI sia arrogante e spesso, ancora grandemente inesperto. Il mercato dell’intrattenimento è da tempo evoluto nell’economia delle nicchie e i grandi publisher di videogiochi insistono con questa ansia da omologazione che paga solo nel brevissimo tempo e ha rischi altissimi. Eppure esempi virtuosi nel settore ce ne sono.
Bioware era uno di essi, una volta. Poi sono arrivate le manie di grandezza e l’economia di un tanto al chilo dei publisher mainstream.
Se i publisher hanno l’ansia di omologazione, i giocatori hanno paura che il successo trasformi la loro piccola nicchia in oscenità commerciali.
Ampliare il bacino d’utenza non equivale a diluire l’esperienza di gioco, se solo fatto nel modo corretto.
Di esempi ne pesco anche tra gli shooter di vent’anni fa, non è una novità.
Marketing fallace? Pienamente d’accordo. Di recente mi viene in mente We Dare di Ubisoft.
II problemi di DOA, secondo me, erano ben altri.
Io a DA avevo un gruppo con 2 ladri un fighter e un mago, e mi divertivo abbastanza proprio perchè ogni combattimento era impegnativo e andava ben pianificato. Poi a lungo andare mi sono accorto che:
1. I Fighter sono inutili. Gli puoi dare tutte le abilità che vuoi, non servono. Finiranno sempre a terra.
2. Con due maghi e un curatore il gioco scala di due livelli di difficoltà verso il basso.
3. Che tutti i combattimenti si risolvono nel mettere temporaneamente fuori gioco il grosso dei nemici coi maghi mentre gli altri eliminano a uno a uno i rimanenti.
…e quindi ho pensato: “Ma l’hanno testato proprio bene questo gioco…” e l’ho lasciato perdere.
E ora lo vogliono fare più facile ancora? Bene, diventerà Dynast Warrior in Dragon Age…
Va beh, mi hanno fottuto col primo, con questo ovviamente no…