Nasce un nuovo podcast: Archeologia Videoludica

Fa sempre piacere sapere che nel mondo ci sono altre persone, oltre a te, che dispongono di abbastanza tempo da buttare via nella registrazione di un podcast. Questo sembra pure fatto molto bene! Archeologia Videoludica ci parla di un’epoca in cui l’Anelli era fan della BioWare e il Rubbini Rubacuori non aveva ancora iniziato a fare la escort. Anni d’oro!
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1×00 (PUNTATA PILOTA) Misteriose racchette antiche

Benvenuti a questa prima, entusiasmante puntata di Archeologia Videludica, la prima trasmissione dell’era IPN che ci racconterà e ci farà discutere della storia del videogioco e della cultura degli anni settanta, ottanta e novanta.

In questa appassionante escursione archeologica Giuseppe “Professor Jones”ScalettaMarco “il Distruggitore” Gualdi ci faranno compagnia, coadiuvati alla conduzione da Simone Pizzi.
Cogliamo l’occasione per scusarci della non eccelsa qualità del formato audio, che sarà di gran lunga migliore già dall’episodio 1.

Ringraziamo infine i tester (Michele Shuren, Rocco Caprella, Julien di Rock House, Matt e Graz di Nowherecast) che ci hanno permesso di rifinire in corsa questo episodio e grazie ai quali realizzeremo i miglioramenti futuri.

Vi invitiamo a partecipare e inviare le vostre critiche e suggerimenti, tanto il Distruggitore le ignorerà, ma il Prof. Jones ci tiene e quindi fatelo contento 🙂

Ascolta il podcast

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IN QUESTO EPISODIO

Videoche?
Come prima cosa, grazie ad alcune diciture trovate in rete, ma soprattutto grazie a Wikipedia, cerchiamo intanto di dare una definizione al videogioco:

“Il videogioco è un gioco le cui regole sono gestite automaticamente da un dispositivo elettronico che utilizza un’interfaccia uomo-macchina basata sul display come sistema di output. Come qualsiasi gioco, il videogioco riproduce simbolicamente determinati contesti culturali, astraendoli dal loro ambito di default ed applicandoli a contesti e situazioni che possono andare dalla simulazione più fedele fino alla parodia.”

La preistoria videoludica
Il percorso del Professor Jones e soci inizia proprio dagli albori, anche se resta labile la definizione di videogioco, almeno nelle intenzioni. Il primo esempio di intrattenimento o interazione risulterà essere un dispositivo a valvole che simulava il lancio e il direzionamento di un missile verso un determinato bersaglio.
OXO, il classico gioco del filetto, o tris, invece ci pone davanti al primo esempio di interazione e intrattenimento realizzato proprio con un calcolatore elettronico. Concepito dal suo creatore proprio per dimostrare le potenzialità di interazione tra l’uomo e la macchina.
Tennis for Two invece è proprio quello che potremmo definire il primo esempio di videogioco, con finalità di intrattenimento e divertimento, realizzato con un oscilloscopio. Il gioco è un antesignano, sebbene molto più evoluto per certi versi, del più popolare Pong, al quale molti danno il merito di essere il primo vero videogioco dell’era moderna.

Brani in questo episodio
Rock’n’Roll Hall Of Fame – Pornophonique

Links
EDSAC, un supercomputer per far girare OXO
The Edsac Simulator
Tennis For Two su YouTube
100 di questi videogame, Willy Higinbotham
Celebrating Tennis for Two

LICENZA DEL PODCAST. Questo podcast può essere usato e liberamente distribuito o diffuso. Consentito l’uso per scopi commerciali. Non è possibile modificare l’opera.

 

6 commenti su “Nasce un nuovo podcast: Archeologia Videoludica

  1. @ Peppe “Jones” Scaletta:
    Ci sarebbero molte cose da dire!
    Intanto saluto Peppe che avevo avuto come ospite di recente in YourSelection su Radiogame. 🙂
    Poi faccio i complimenti: il trio Scaletta – Gualdi – Pizzi si muove molto agevolmente su elevati standard radiofonici sia nel tono di voce, sia nel ritmo della conduzione, sia nella realizzazione tecnica in ogni sua parte. Il discorso qualità audio, che avete anticipato, non incide poi così tanto sulla resa finale.

    Infine ci tengo a dire che secondo me un’esigenza fondamentale quella di trattare il videogioco in senso storico: a dire il vero era da molto tempo che stavo meditando riguardo a un Radiogame History per colmare questa lacuna. E anzi di recente avevo anche preso a buttare giù lo script e contattare i possibili collaboratori. Nessun problema però, anzi. Rimetto volentieri nel congelatore, e per un altro bel pezzo: la gestione e il coordinamento di altri collaboratori oltre a tutto il resto necessitavano di tanto tempo a disposizione che al momento faccio molta fatica a trovare.

    Ho seguito con molto interesse questo episodio, e sono rimasto piacevolmente sorpreso per la capacità di spaziare parecchio all’interno di storia, cultura generale, che sono più di un contorno al succo del discorso. E’ un approccio maturo e che può interessare molti tra i non addetti ai lavori, e spero che non deluda i videogiocatori più sfegatati. Tra l’altro per me è anche un piacere assistere a un approccio completamente differente da quello che avevo in mente; ciò ha salvato il progetto che avevo in cantiere dalla cestinazione completa.

    Unici appunti che mi sento di fare:
    -la base funky utilizzata nella parte principale del programma si apprezza per pochi minuti, poi ci si rende conto che ruba troppo l’attenzione. Ci vorrebbe qualcos’altro di più soft e più “invisibile”. E un po’ meno ripetitiva.
    -Anche se appunto ritengo un’ottima cosa quella di saltare di palo in frasca pur mantenendo un filo conduttore, a volte mi sono disorientato. Un po’ di più compattezza strutturale aiuterebbe a fare un discorso organico e più mirato che personalmente mi avrebbe soddisfato maggiormente.

    Per il resto, continuate così. Seguirò ogni puntata con estremo interesse! 🙂

  2. Ciao Mario,
    intanto grazie per le parole che hai speso per Peppe, me e Marco. Ma soprattutto apprezzo infinitamente il tuo commento alla trasmissione perché reputo ci sia stata la comprensione piena di qualche voleva essere questo nuovo podcast: ossia una trasmissione diversa dalle altre, con un approccio più storico e di scoperta.
    Per quel che riguarda la tua idea, il tuo script, considera che io sto cercando, anche se profondamente a malincuore qualcuno che mi possa sostituire alla conduzione principale del podcast, dato che questa trasmissione è inserita in Italian Podcast Network, ossia un feed unico nel quale ci saranno varie trasmissioni e non vorrei inflazionarlo con la mia presenza su tutte le trasmissioni. Anche se non so precisamente se la lascerò definitivamente o no. In ogni caso siamo aperti a candidature 🙂

    Tornando alle questioni relative alla trasmissione, le basi, gli stecchetti, sono generalmente il problema che molti criticano a questo pilot. Io volevo distaccarmi dal sound ottobit sebbene ammetto anche di non essere riuscito a trovare ne nel sound tradizionale, ne nel sound ottobit, materiale da inserire quindi siamo aperti a suggerimenti, soprattutto da chi conduce radiogame 😉

    Ancora grazie e a presto.

    PS: fateci pervenire le vostre critiche che serviranno a rendere questa trasmissione sempre migliore.

  3. Ah ah! Simone, se dici ad AIO che vuoi staccarti dai cliché del sound ad 8-bit, guarda che hai sbagliato persona! 😀
    Grazie Mario, da buon appassionato credo sia riuscito a cogliere i nostri intenti che non sono strettamente storici quanto di meraviglia nella riscoperta del nostro (ma anche no, dato che si parla di quando neanche eravamo nati) mondo preferito, anche perché più entriamo in ricostruzioni storiche fini a se stesse, più rischiamo d’annoiare un pubblico meno addentrato. Cercheremo di capire qual è il nostro target. Le date e i fatti ci staranno, ma condite dai nostri commenti e ricordi.
    Come ha già scritto Simone (che dubito lascerà presto il timone del podcast, nonostante i suoi impegni 😛 ) sulla parte audio stiamo lavorando. Certo che i consigli di un podcaster come te, diciamo una personalità dell’audio nei videogiochi, ci fanno comodo quindi… fatti sotto e sappi che siamo aperti anche a collaborazioni in merito, anzi!

    Un saluto in chiptune,
    Peppe

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