About Simone "Karat45" Tagliaferri

Nacqui, e già questo è un miracolo, vista la mole. Da piccolo ero restio al cibo, poi ho smesso (di essere restio). Appassionato di videogiochi sin dalla più tenera età, in cui un Frogger casalingo mi rubò l'anima, sono cresciuto a pane e 8 bit, poi 16 bit, poi 32 bit, poi 64 bit e infine un numero indeterimnato di bit che mi hanno fatto salire il colesterolo ma anche fatto scoprire un sacco di mondi eccezionali (ad esempio quello di Samantha Fox). Ad oggi sono tormentato da una domanda: ci sono più carboidrati in una fetta di pane o in New Super Mario Bros.? Non ci dormo la notte. Ma forse è colpa del caldo (se leggete questo profilo d'inverno sappiate che è stato scritto a fine Giugno). Ho fondato, insieme agli altri tizi presenti in questa pagina, Ars Ludica sperando di poterlo riempire di pornazzi. Ho capito troppo tardi che doveva essere un blog sulla cultura dei videogiochi scritto da sfigati. È l'essere evidentemente sfigato che non mi ha permesso di tirarmi indietro. Così eccoci qua.

Le domande di A. Belli a R. Carbone su Gioventù Ribelle

Alberto Belli ha deciso di porre le classiche 10 domane a Berl… ahem, a Raul Carbone sul suo blog. Argomento? Gioventù Ribelle. Ne rubiamo due:

– Cominciamo ovviamente da Gioventù Ribelle e cerchiamo di fare chiarezza: il progetto ha ricevuto dei finanziamenti pubblici oppure no? Sei realmente convinto che presentare un prodotto del genere faccia bene al mercato italiano? Perchè è stato presentato in un modo e realizzato di fatto in un altro?

– Facciamo ora un salto indietro nel tempo: Wingers. Doveva essere pronto a novembre del 2009, non è ancora uscito ad aprile del 2011. Anche qui si parla di finanziamenti pubblici per 800.000 Euro, in parte confermati anche da te, all’epoca del mio primo articolo (successivamente rimosso dall’editore). Qual’è la verità? Dove sono andati a finire questi soldi e quanti sono quelli impiegati realmente per lo sviluppo del prodotto? Il sito sembra indicare come partner la regione Lazio e FILAS Lazio. In che modo sono state coinvolte queste istituzioni? A che titolo? Soprattutto: dov’è finito Wingers?

Per leggere le altre andate su Eldastyle

Osada per immagini

Osada è un’avventura grafica molto semplice, realizzata da Amanita Design (Samorost, Machinarium). Tutto quello che bisogna fare è trovare i punti interattivi e cliccare, quindi non aspettatevi qualcosa di impegnativo a livello di enigmi. Noi vi proponiamo una galleria di immagini, che riescono a descriverlo meglio di qualsiasi recensione scritta.












Osada

[podcast] Ringcast EP. 45

No, un altro Ringcast no! Ve lo segnalo per non farvelo scaricare! Lasciatelo online!
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C’è qualcosa di orribilmente sbagliato quando alla stazione vedi un quarantenne con la barba che gioca con un Nintendo DS rosa mentre aspetta il treno. Ma di certo i vostri amici di RingCast non sono da meno, visto che sia Ferruccio che il nostro rutilante ospite Pierre147 sono uomini ormai sull’orlo della pensione, che imperterriti si comprano console da prima elementare. Ma noi siamo fatti così, che ci volete fare. In questo secondo esperimento “rawdog” (Google > Urban Dictionary) si parla di molte cose belle.

Ad esempio: ma che è sta copertina con ‘sto neg…no, dicevo, cose belle. Tipo: i bonus preorder sono una cazzata? Il Nintendo 3DS fa venire gli occhi storti? Il Videogioco è meglio del Cinema, in culo a Roger Ebe(r)t(e)? Poi: torna la disperazione umana alla massima potenza in Terra Bruciata, e si conclude in bellezza con un Barile Esplosivo ti Stimo che alla fine piangevo. E cliccate!

In streaming: QUI

link itunes: QUI

feed RSS: QUI

Link diretto MP3 (Episodio 45): Click con il tasto destro del mouse > Salva con nome QUI

Blog: http://www.parliamodivideogiochi.it

Who’s That Flying?

Sviluppato da Mediatronic | Pubblicato da Kalipso Media | Piattaforme: PC | Rilasciato nel 2010

Who’s That Flying? è uno sparatutto a scorrimento orizzontale senza troppe pretese, che richiede al giocatore di affrontare ondate aliene senza farle uscire dalla parte sinistra dello schermo, per non fargli distruggere la città sottostante. A parte l’arma base non ce ne sono di supplementari; c’è solo una barra che cresce ammazzando gli alieni e che, riempendo delle caselle, fornisce degli attacchi speciali.

La modalità storia è divisa in quattro città da proteggere, più un livello finale che si sblocca dopo aver terminato gli altri. Ogni città è divisa in tre livelli, alla fine dei quali c’è un boss da abbattere. L’unica variante allo sparare sono i nemici speciali, che dopo aver subito diversi colpi richiedono l’esecuzione di una specie di evento filmato per essere eliminati definitivamente.

Il livello di difficoltà della modalità storia è impostato verso il basso, mentre ci sono delle modalità extra (infinite e challenge) che offrono sfide più impegnative e che richiedono un po’ di dedizione per essere completate.

Non c’è molto altro da dire su Who’s That Flying?, a parte che visivamente ricorda uno dei tanti cartoon seriali americani e che gli intermezzi che raccontano l’esile trama sono patetici.

In realtà è tutto il gioco a non trascendere mai e a scorrere un po’ troppo aleatoriamente. Non ha mai cadute, ma nemmeno picchi. È uguale a se stesso dall’inizio alla fine. Non dura molto, ma, una volta finito, non si desidera che fosse durato di più. Verrebbe da descriverlo con un solo aggettivo: superfluo, ma in fondo non merita tanto impegno o cattiveria. L’unico vero pregio è il prezzo bassissimo.