[E3] Il gioco di Michael Jackson

Merita una news l’annuncio del gioco di Michael Jackson, che come tutti sanno non è morto ma vive da qualche parte su questo pianeta in totale relax, grazie ai soldi fatti con le vendite postume. Ovviamente sarà un gioco musicale. Ma leggiamo il comunicato stampa ufficiale, che è meglio:
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UBISOFT ANNUNCIA IL VIDEOGIOCO DI MICHAEL JACKSON

Ubisoft presenta un’esperienza interattiva unica realizzata in collaborazione con la Michael Jackson Estate

Milano – 14 giugno 2010 – Ubisoft® annuncia lo sviluppo di un videogioco ispirato a Michael Jackson, il leggendario re del pop. Il gioco offrirà una straordinaria esperienza interattiva e consentirà a tutti di vestire i panni di Michael Jackson, per rivivere le sue più celebri esibizioni di canto e ballo. Il titolo includerà i brani più famosi della vasta discografia di Michael Jackson, tra cui Beat It e Billie Jean, insieme a un’ampia gamma delle sue più celebri mosse. I giocatori potranno imparare i movimenti per emularli nel corso delle loro performance, mentre saranno impegnati a cantare, dando prova di tutte le loro capacità artistiche.

Michael Jackson è stato uno degli artisti più amati e conosciuti di tutti i tempi e la sua produzione discografica ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura e nella musica pop. Durante la sua straordinaria carriera, Jackson ha venduto oltre 750 milioni di dischi in tutto il mondo, lanciando 13 singoli che hanno conquistato la prima posizione nelle classifiche e diventando uno dei pochi artisti a essere ammesso due volte alla Rock and Roll Hall of Fame. Michael Jackson ha vinto 13 Grammy Awards e ricevuto il Premio per l’artista del secolo agli American Music Awards. Il suo album “Thriller” è il più venduto di tutti i tempi, con oltre 110 milioni di copie.

“Michael superava sempre ogni limite per offrire ai suoi fan un’esperienza indimenticabile, sia nei video che nelle registrazioni o nei concerti. Ora, grazie a questo prodotto interattivo, abbiamo l’opportunità di portare il genio creativo di Michael nelle case di tutto il mondo, in un perfetto connubio tra il suo talento e quell’intrattenimento per famiglie. Bambini, genitori, familiari e amici avranno l’opportunità di ritrovarsi tutti insieme e provare la musica e le mosse di Michael in modo innovativo, emozionante e divertente” ha dichiarato John Branca, co-esecutore per la Michael Jackson Estate.

Inoltre John McClain, sempre della Michael Jackson Estate, ha dichiarato: “Nessun artista poteva infiammare la scena musicale come Michael Jackson. Il suo dono divino per la musica e la danza è qualcosa che le nuove generazioni di fan apprezzeranno ancora di più con il passare del tempo. La realizzazione di questo gioco è un’estensione naturale di ciò che avrebbe fatto oggi per portare il suo talento a nuovi livelli per i fan di tutte le generazioni. Questo è un gioco con cui l’intera famiglia potrà divertirsi e sarebbe piaciuto moltissimo anche a Michael.”

“Siamo molto felici di avere l’opportunità di sviluppare un gioco basato sui brani e le performance di uno dei più straordinari artisti di tutti i tempi” ha dichiarato Yves Guillemot, direttore generale di Ubisoft. “Il gioco esprime tutta l’energia, la musica e il ballo del re del pop e riunirà davanti allo schermo tutti i fan di Michael Jackson per un sano divertimento in compagnia di familiari e amici.”

Il gioco sarà disponibile a Natale 2010 per Kinect™ per Xbox 360® e per PlayStation 3 con supporto per PlayStation®Move, oltre a PSP®, Nintendo Wii™ e Nintendo DS™.

[Retrocrap] Moonwalker

Prodotto da U.S. Gold | Sviluppato da Emerald Software | Piattaforme Amica, Atari ST, Commodore 64, ZX Spectrum, Amstrad CPC e altre | Rilasciato nel 1989

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C’era una volta un uomo nero che era diventato bianco. Qualcuno lo accusò di pedofilia per cacciarci un po’ di soldi, visto che il tipo in questione era molto ricco e decisamente eccentrico. Quest’uomo è morto pieno di farmaci. La gente comune, quella semplice che non si pone troppi problemi, quella che vive alla giornata, ma sì dai, tipo quella massa di coglioni che si incontrano per Via del Corso il Sabato pomeriggio, come sempre accade con i morti, non ha tardato a mostrargli tutto il suo amore; anche quelli che fino al giorno prima lo ingiuriavano e usavano il suo nome per condire le barzellette sconce. C’è gente che, senza conoscerlo, quando ha saputo che è morto si è fatta venire un infarto soltanto per partecipare attivamente al clima di commozione generale (si saranno detti che se gli dedica uno speciale Italia 1, sarà pur qualcuno per cui vale la pena farsi venire un colpo al cuore). In questo effluvio di sentimenti contrastanti, nessuno ha ricordato la sua colpa maggiore, quella per cui non esiste inferno adatto all’espiazione (altro che pedofilia): Moonwalker per Commodore 64.

Ora, si dà il caso che altri videogiochi con protagonista Michael Jackson non siano malaccio. Moonwalker per Megadrive, e la versione coin-op, sono degli ottimi titoli, pur diversi tra loro, che ancora oggi fanno parte dei sogni erotici di molti videogiocatori. Purtroppo lo stesso non si può dire delle versioni per computer a 8 e 16 bit che erano semplicemente agghiaccianti; non al livello del frullato di caccole che ho bevuto questa mattina, ma ci andiamo vicini.

La versione oggetto di questa recensione è quella per Commodore 64. Ci giocai all’epoca della prima edizione (ce l’avevo addirittura originale) e ora potete capire come ho fatto a diventare lo stronzo che sono (dieci minuti d’applausi, per favore). Avviato il gioco ci troviamo alla guida di uno sprite deformato e mal colorato che deve recuperare degli oggetti in un labirinto, ovvero una visione profetica di quello che Michael Jackson sarebbe diventato. A metterci i bastoni tra le ruote ci pensano degli strani tizi su carrozzelle e cavalli che dovrebbero essere dei fan. Problema numero uno: il labirinto è bello grosso e Michael Jackson è molto lento. Può correre, è vero, ma la corsa si esaurisce e sprecarla per esplorare significa trovarsi scoperti nel caso di un assalto nemico, poiché tutti i freak che girano per il labirinto sono più veloci di Jacko. Da qui deriva il problema numero due: per attraversare il labirinto ci vuole un sacco di tempo e bisogna impararselo a memoria, visto che è pieno di vicoli ciechi che obbligano a ritornare spesso sui propri passi. Ergo, quando si gioca è necessario tenere a portata di mano una carriola per reggere il peso delle palle gonfiate dalla noia più nera.

Noia che esplode quando si arriva al secondo livello, praticamente identico al primo, solo più incasinato. Ok, sopportiamo. Da bambino l’ho finito. Come diavolo ho fatto? Forse per la bella musica (le versione MSX e Spectrum non avevano nemmeno quella)? Come ho resistito? Ero io? Oppure ricordo la vita di qualcun altro che poi è diventato un tossicodipendente? Perché Michael Jackson ha permesso che la sua immagine venisse apposta su questa mondezza? Perché nessuno gli fa pesare una simile colpa ora che è morto? Esiste un girone infernale dei prestatori di faccia per giochi di merda? Non lo si può rievocare con un rito voodoo per dirgliene quattro?

Elencare i difetti di questo gioco è piacevole come cadere di culo su dei chiodi arroventati. Come descrivereste il genio che ha riempito il labirinto di corridoi larghi come i nemici, rendendoli delle trappole mortali spesso inevitabili? Cosa direste a chi ha deciso che ogni volta che si perde una vita bisogna ritornare all’inizio del livello? Eppure ce la faccio. È brutto ma si riesce ad avanzare, anche perché si inizia con un godziliardo di vite. Poi arrivano le fasi sparatutto e il mondo crolla. Mai visto niente di più lento e statico, roba che due vecchi che trombano sono più dinamici. È tutto così lento che tra un colpo e un altro riesco a pettinarmi le sopracciglia con un piede. Roba da perderci il sonno.

Commento: è che a noi Michael Jackon piace ricordarlo come il protagonista di quel piccolo gioiello che è il coin op della Sega, non come questo putrido mucchio di pixel scorreggiati sullo schermo.

Da ricordare: la colonna sonora e i mesi di stitichezza causati da sessioni di gioco più lunghe di dieci minuti.

Giudizio sintetico: it’s bad.