Giochi PS2 su PSN: un’altra conferma

In una recente intervista, Peter Dille ha implicitamente confermato la già trapelata eventualità di avere a breve titoli per PS2 su PSN.

Prima di Natale, infatti, era trapelata una lista di line-up per PSN che vedeva elencati diversi titoli PS2, tra cui la serie di GTA e diversi titoli Sega usciti per PS2. Nel documento si fa esplicita menzione anche a dei port da Dreamcast, cosa che sta già accadendo per Xbox Live.

L’eventualità di vedere titoli PS2 emulati è tutt’altro che assurda: l’ultimo batch di PS3 retrocompatibili lo era grazie ad un emulatore software, che secondo indiscrezioni è persino più affidabile (ma ancora tutt’altro che infallibile) del vecchio sistema con hardware dedicato, che per incompatibilità implementative era soggetto ad occasionali perdite di dati e glitch nella gestione dell’input.

Resta da vedere come Sony gestirà il region lock e l’assortimento dei vecchi titoli su PSN, visto che l’Europa, al momento, è molto più che penalizzata sia quantitativamente che qualitativamente (sul serio: perché rilasciare nello store europeo la versione stretchata con bande nere di Final Fantasy VII quando il gioco non è localizzato?).

Il tema si fa ancora più caldo se si considera l’imminente introduzione di alcuni piani di abbonamento per PSN avranno come benefit l’accesso flat ai classici Playstation.

Fonte

The Tester. Ma anche no

Pensate che lavorare in un call center sia poco cool e dia troppe sicurezze?

Sony ha il lavoro giusto per voi: il playtester. Una professione talmente figa che si è meritata un reality (The Tester, per l’appunto) su PSN in cui i pretendenti dovranno umiliarsi nei modi peggiori possibili per vincere un lavoro di merda (scusate la brutalità, playtester di tutto il mondo). Se questo non è un simbolo della crisi mondiale credo che dovrò aspettare la riabilitazione completa di Craxi.

Cosa vuol dire fare il playtester? Di solito vuol dire lavorare in una specie di sede-ghetto (in particolare per gli europei) dove si fanno i controlli di qualità, quindi scordatevi la leggenda che dal playtesting si diventa game designer (o meglio, lo era ai tempi di David Jaffe, ora quelli come lui hanno un ruolo di potere, perché dovreste avere l’occasione di usurparli?). Il lavoro non è affatto figo: non consiste nel giocare tutto il giorno ma nell’iniziare la build di un gioco, andare a caccia di bug (seguendo alla lettera delle procedure prestampate oppure improvvisando), trovarli, riempire un form pieno di domande strane (questo potrebbe essere un test di accesso agli strati superiori dell’industria videoludica, considerando le domande dei colloqui di Google) e poi ripetere tutto dall’inizio sino al prossimo, inebriante baco (si, ogni volta si riparte da zero, capito perché i lunghissimi giochi giapponesi ci mettono almeno 6 mesi ad essere tradotti?).

In questo caso si vince un posto da tester ufficiale, che è un grandioso passo avanti: l’unica differenza è che i tester precari fanno la fila di buon mattino di fronte alle sedi di lavoro, sperando di essere presi per una sana giornata di invidiabile lavoro al minimo sindacale.

Sito Ufficiale

PS: Proprio oggi Sony ha dimezzato il numero di personale nell’ennesima sede europea. Si vocifera che la competizione possa essere rinominata in “The Soon-To-Be Jobless“.