Tutto Zzap! su Issuu

Con gioia e letizia, ma anche con Marina e Antonella, vi annunciamo la pubblicazione su Issuu di tutti i numeri di Zzap! Rivista di videogiochi di qualche anno fa (sigh e sob) dedicata al mondo dei videogiochi su computer a 8-bit (C64, Zx Spectrum, MSX e Amstrad CPC). Quante ore ci avrò passato con questa rivista? Ricordo che quando l’acquistavo la sfogliavo avidamente per ore e ore, rileggendo gli articoli anche trenta volte. In fondo è anche colpa di Zzap! se Ars Ludica si occupa di videogiochi e non di coprofagia. Se ci odiate, ora sapete chi dovete cercare per fargliela pagare della nostra esistenza!

Comunque, bando ai sentimentalismi e all’ultraviolenza e vediamo come è stata dato l’annuncio sul SITO UFFICIALE del progetto:
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Cari amici nerd nostalgia, oggi il vostro retroemulabile sito inaugura la sua libreria virtuale su Issuu (ma anche su Scribd, che però è leeento) con una primizia d’altri tempi: tutti i numeri del glorioso Zzap! italiano, che già da tempo erano stati passati a fil di scanner dai prodi del Progetto Zzap! Italia (presso cui potete trovare anche le immagini originali ed un database di tutte le recensioni pubblicate).

Nel lasciarvi alle vostre lacrimucce formato 5 pollici e un quarto in turboloader, vi anticipiamo che la prossima pubblicazione delle prestigiose Librerie Recensopoli potrebbe essere proprioKuella.

[Diario] Cronache Zzappiane: Italici supereroi paladini del copyright

Diamo il benvenuto al mitico Danilo Dellafrana, appassionato di retrogaming, collezionista di riviste di settore e conoscitore di millemila chicche sui videogiochi più disparati. Ci omaggerà del suo sapere ogni qualvolta ne avrà voglia.

Ogni appassionato di videogiochi con una cultura retro quantomeno decente ricorderà il caso Giana Sisters: che abbiate vissuto o meno quel periodo ne avrete sentito parlare così tante volte che la metà basta. Forse però non tutti ebbero la fortuna di leggerne la recensione sul numero di Zzap! Targato luglio/agosto 1988. Eh si, all’epoca le riviste di videogiochi pubblicavano un numero unico per i due mesi estivi che veniva letto e riletto con il maniacale attaccamento del tossico che, privo della sua dose, trova il suo metadone nella logorante arte della rilettura ad oltranza. Bene, tale recensione, peraltro entusiasta, vedeva l’apparizione di un singolare, italico commento accanto a quello del buon Paul Glancey (oh, ma quanto gli assomigliava l’avata….faccina, all’epoca erano le “faccine di Zzap!”) .

Questo era scritto da colui che in seguito, durante lo stesso anno si sarebbe firmato come “Il caporedattore mascherato, il difensore del copyright”, l’alter ego del mitico Fabio Rossi, redattore d’annata extraordinaire. Sostanzialmente si lamentava del plagio effettuato da Trenz e soci ai danni della Nintendo, ovviamente citando Super Mario Bros. come opera lesa. Ce ne eravamo accorti tutti eh, addirittura i pirati avevano scritto un hack che sostituiva gli sprite di Giana e Maria con il baffuto idraulico nintendaro: le cassette pirata che tutti (si, anche tu) compravamo in edicola ne erano piene. Ma quello schietto e onesto commento, così spontaneo rispetto ai rigidi pareri di Rignall e soci ci piaceva.

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