Un nuovo inizio

Ciclicamente, nella vita di ognuno di noi, si avverte la necessità di un cambiamento, di compiere un redde rationem del passato e partire poi verso dimensioni nuove, magari più consone all’evoluzione del proprio spirito. Ciò è avvenuto per Ars Ludica: mi piace pensare che il progetto, dopo la giovinezza trascorsa sul forum di tgmonline, dopo l’adolescenza impegnata tra webzine e blog, sia finalmente giunto alla sua maturità grazie alla piattaforma sulla quale si trova adesso (completa di forum e archivio, ma in futuro ancora più ricca).

Ho anelato all’indipendenza di AL sin dal suo primo vagito, sin dalla prima timida discussione nella quale tutto nacque una primavera di qualche anno fa, perché ritengo che solo tramite una sostanziale (non ottusa e né austera, attenzione) autarkeìa si possa fare in modo di lasciare una traccia, un segno pure minuscolo ma riconoscibilissimo, capace di avere una dignità propria, slegata da “vettori” ingombranti. Nell’era della massificazione, della standardizzazione di culture, simboli e metodi, è mia profonda convinzione che si debba ricercare la tutela della personalità, per non far assomigliare il famoso e venturo “villaggio globale” ad una serie di capannoni tutti uguali.

Voci, indiscrezioni, screenshot, anteprime, speciali, interviste, esclusive si susseguono nel mondo dell’editoria dei videogiochi ad un ritmo infernale, senza la possibilità di fermarsi un attimo a riflettere, senza lasciare spazio alla meditazione. Oggi, in soli sei giorni si fa un viaggio di andata e ritorno negli USA, si prova un gioco, si parla velocemente con due o tre sviluppatori, magari si firma uno di quei famigerati NDA che tanto piacciono ai publisher, si scrive una recensione, e avanti il prossimo. Questo modello, ormai diffusosi pressoché ovunque, sia su Internet sia sulle riviste cartacee, non è condiviso da Ars Ludica, che vuole altresì affermare il primato della riflessione, dell’emozione, sulla mera cronaca videoludica.

Seguiteci, non ve ne pentirete.