Le Specie Videoludiche – Parte 1

Comincia con questo post un viaggio nel mondo dei videogiocatori, quegli strani esseri che affollano i forum di tutto il mondo e che amano passare il tempo a guardare schermi pieni di strani personaggi e lucine colorate. Ma cominciamo con brio:

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Il Fanboy

Il Fanboy è un animale che vive dentro ognuno di noi, ma che bisogna imparare a domare per poter ambire ad essere considerati esseri umani. Il Fanboy ha gli occhi accesi da tonnellate di rabbia repressa, che sfoga tentando di far affermare la sua macchina da gioco come la migliore del mondo. Generalmente si lega ad una multinazionale in particolare, diventandone il portabandiera, un guerriero sempre pronto a scendere in campo a difendere la propria macchina, anche a costo di sparare cazzate grosse come macigni o di iniziare insulsi flame portati avanti al suono di offese e frasi senza senso. Il Fanboy non ha cognizione di quello che dice e non ha nessun interesse nell’analizzare oggettivamente il mondo dei videogiochi, per lui conta soltanto riuscire a dimostrare di avere fatto la scelta giusta e di essere schierato dal lato vincente.

Ovviamente nella testa del Fanboy i videogiochi sono il mezzo primario con cui combattere la sua guerra: ama spassionatamente e acriticamente ogni esclusiva per la su macchina, anche se considera il multipiattaforma un male necessario per non lasciare campo libero al nemico.

Una delle sue attività preferite è quella di spulciare fra le micro differenze dei giochi usciti per diversi formati… ovviamente cercando di dimostrare che la versione per la sua macchina è sicuramente la migliore.

Esistono vari tipi di Fanboysmo. Il più diffuso è quello che lega il Fanboy alla sua macchina da gioco in modo indissolubile, arrivando ad eccessi di idiozia, come ad esempio acquistare un console della concorrenza per farsi filmare mentre la si distrugge e poi mettere il tutto su YouTube. Un altro tipo di Fanboysmo, sicuramente meno diffuso del precedente, è quello che riguarda i singoli videogiochi. Doom 3 vs Half-Life 2, Fifa vs PES ecc. Un altro tipo di Fanboysmo ancora, forse il più patetico, è quello dei quarantenni schierati che proseguono le guerre storiche di cui non frega praticamente più niente a nessuno. Ad esempio come considerare quelli che si scannano ancora per decidere il computer migliore tra il C64 e lo Spectrum?

Fatevi un favore, se incontrate un Fanboy su un forum, in una chat o in qualsiasi altro posto, evitatelo e non dategli spago. Questi esseri vanno compatiti e assecondati.

Ma passiamo ora ad esaminare nel dettaglio i Fanboy delle macchine da gioco più diffuse.

fanboy d

SonyBoy (Sonaro)

Quando il Nintendo 64 era superiore tecnicamente alla PSOne, e quando l’Xbox era superiore tecnicamente alla PS2, il Sonaro aveva come slogan: “tanto sono i giochi che contano”. Ora che è la PS3 ad essere tecnicamente superiore alle rivali, ma i giochi latitano così come i risultati, il Sonaro ha un nuovo slogan, che sfodera in ogni discussione “la PS3 è più potente, vedrete quando arriveranno i giochi che la sapranno sfruttare”. Per affrontare degnamente la console war della next gen, il Sonaro ha comprato dei corposi manuali tecnici, con cui spiattellare le caratteristiche dell’ultima macchina della Sony in ogni dove. In realtà non capisce bene cosa dice, ma intanto lo dice. Ovviamente per lui il formato del futuro è il Blue Ray e la stentata partenza della PS3 è solo un abbaglio che annuncia un futuro roseo fatto di decine di milioni di console vendute. Il Sonaro aspetta Killzone 2 come il nuovo messia, nonostante il primo non fosse granché, aspetta Gran Turismo 5 come una rivelazione e aspetta, soprattutto, che tornino le esclusive nel frattempo migrate altrove.

Il sonaro è talmente schierato e succube del marchio Sony che riesce a difendere un gioco mostruoso come Lair anche di fronte all’evidenza. In fondo gli è stato promesso che si sarebbe trattata di una delle Killer Application necessarie alla console per risollevarsi… come può il sonaro contraddire la Sony? E quindi eccolo prodursi in artifici dialettici per cercare di dimostrare che, in fondo, se la grafica è stupenda allora il sistema di controllo può anche andare a cagare.

Gioco preferito: Gran Turismo XXX
Personaggio Preferito: ics, cerchio, quadrato, triangolo
Sogno Proibito (donna): riuscire a pronunciare sixaxis senza farsi venire il ciclo
Sogno Proibito (uomo): eliminare Kojima per aver annunciato MGS 4 anche sull’Xbox 360

fanboy b

 

 

 

XboxBoy (Boxaro)

Il Boxaro è un animale strano, sempre in trincea. Quando la prima, pesante, Xbox è apparsa sul mercato, il Boxaro si scopre tale ed elegge a suo salvatore Master Chief. In preda a raptus isterici ogni volta che un gioco per la sua macchina può essere confrontato qualitativamente con i classici per PS2, il Boxaro cresce con il complesso degli FPS e approda nella next gen deciso a vincere su tutti i fronti. L’Xbox 360, arrivata sul mercato un anno prima delle macchine della concorrenza, vende bene ma non fa risultati esaltanti, cosa che costringe il Boxaro a dichiararsi vincitore della console war (pur sapendo di stare correndo da solo), ma con riserva e sempre con una certa inquietudine, accresciuta negli ultimi mesi dagli inaspettati risultati del Wii, capace in meno di un anno di vendere quanto la macchina Microsoft in due.

Ovviamente l’anno di vantaggio ha dato al Boxaro delle carte da giocare in ogni occasione, come Gears of War e il recente Bioshock, capolavori che da soli riescono a glorificare il suo ego.

Il Boxaro guarda con diffidenza al Giappone, luogo dove la sua amata console non riesce proprio a vendere, e ha sviluppato un tale livello di nevrosi da possibile ribaltamento della situazione attuale, che lo vede vincitore provvisorio sulla concorrenza, da farlo scagliare contro le rivali anche quando si parla dei peli pubici delle marmotte egiziane.

Il top del patetismo del boxaro viene raggiunto quando parla delle numerose rotture che la sua console si concede, costringendo il suo proprietario a continue visite all’assistenza tecnica. Ecco, al boxaro la console continuamente rotta pare non dia fastidio e, anzi, la considera un modo per socializzare e per esaltare la velocità dell’assistenza tecnica di Microsoft.

Gioco preferito: Halo XXX
Personaggio Preferito: Master Chief
Sogno Proibito (donna): esistono giochi per ragazze su Xbox 360?
Sogno Proibito (uomo): passare un’intera giornata dentro Dead or Alive Xtreme Beach Volley

fanboy a

 

 

 

NintendoBoy (Nintendaro)

Il Nintendaro ha avuto un periodo di profonda crisi, superato brillantemente negli ultimi anni. Dopo il dominio del mercato dei videogiochi negli anni 80, il declino degli anni 90 ha segnato irrimediabilmente il Fanboy Nintendo, facendolo diventare più saggio, oltre che un amante viscerale delle console portatili, unico ambito in cui il dominio della grande N è da sempre incontrastato. La vittoria delle prime due PlayStation sulle macchine Nintendo ha irrimediabilmente segnato la vita psichica di questo individuo che, vittima di una crisi d’identità, spesso si è abbandonato acquistando altri sistemi da gioco ma subendo effetti collaterali nefasti come l’impotenza permanente o il sognare tutte le notti un Pikachu triste violentato da Ratchet. Ovviamente è rimasto fedele ai personaggi Nintendo, ma non sono mancati i Nintendari voltagabbana che hanno lasciato la retta via per abbracciare il male rappresentato da Sony. Comunque, negli ultimi anni, il Nintendaro si è ripreso, grazie soprattutto alle vendite stratosferiche del DS, che ha doppiato la PSP, e a quelle del Wii, che in un solo anno ha raggiunto le vendite della Xbox 360 e ha doppiato la PS3.

Ovviamente il Nintendaro sa di non poter confrontare la sua macchina con quelle delle rivali dal lato tecnico. La sua parola d’ordine, ormai, è “originalità”, anche se questa significa l’annunciato gioco del fitness per Wii, che va contro tutti i principi del videogiocatore medio (ovvero stare sbragati in poltrona sfoderando una discreta pancetta mentre si gioca).

Il Nintendaro si sente ormai fuori dalla console war per il semplice fatto che la sta vincendo, contro tutte le previsioni e su tutti i fronti.

 

Gioco preferito: tutti quelli della grande N
Personaggio Preferito: tutti quelli della grande N
Sogno Proibito (donna): sposare un idraulico italiano grasso e baffuto che indossa tutine dai colori improponibili e che mentre fa l’amore urla in continuazione “mamma mia”
Sogno Proibito (uomo): vedere Super Mario che si masturba filmando un rapporto sessuale tra la Samus Aran, Link e la Principessa Peach, che nel frattempo si masturba analmente con un telecomando del Wii con sopra serigrafato Pikachu

fanboy c

 

 

PCBoy (PCista)

Il PCista ha paura. Paura che nessuno faccia più giochi per PC. Paura che qualcuno inventi una protezione efficace contro la pirateria. Paura di non poter giocare a 120 frame per secondo all’ultimo FPS.

 

Considera i possessori delle console dei bambocci incapaci di apprezzare i videogiochi veramente profondi, anche se lui stesso, negli anni, ha rinunciato a gran parte della profondità di alcuni generi, ad esempio gli RPG, a favore di meccaniche più arcade (non diteglielo, però, che tanto non ci crede).
Il Pcista ama parlare di originalità, ma snobba completamente i giochi originali che vengono pubblicati. I suoi giochi preferiti sono quelli che dimostrano l’incontrovertibile superiorità dei computer sulle console. Ad ogni dove ama ricordare che “i computer non servono solo per giocare”, anche se lui stesso passa intere giornate a fare soltanto quello. Ovviamente il PCista glorifica il mouse e la tastiera, aberra i joypad, strumenti del demonio incapaci di far godere appieno dei videogiochi, e vive nell’assoluta convinzione che il PC non morirà mai come macchina da gioco, anche se nel suo profondo ha paura che questo accada.

Ovviamente il PCista è legato a quei generi che su console non riescono proprio a rendere bene (FPS ed RTS su tutti) anche se questo ha significato per anni giocare a videogiochi fotocopia. Ma non diteglielo, potrebbe rattristarsi e cadere in depressione.


Gioco preferito: i driver della sua scheda grafica
Personaggio Preferito: le DirectX
Sogno Proibito (donna): poter incontrare Scamarcio in un FPS
Sogno Proibito (uomo): che tutti i giochi per console escano anche per PC

71 commenti su “Le Specie Videoludiche – Parte 1

  1. Ragazzi di Arsludica,
    vi considero una fonte “autorevole” dell’informazione videoludica in Italia. Però, fatevelo dire, questo tipo di articoli (SECONDO ME) sono inutili.
    Quante volte sui forum assistiamo a pagine e pagine di flame tra gli estimatori di una o di un’altra console? Io dico basta a queste diatribe che francamente hanno anche stancato e sono molto adolescenziali.
    Perchè non “investire” il vostro prezioso tempo (che con il trascorrere degli anni diventa sempre meno) su argomenti come dossier e reportage? Se continuamo con questi servizi ci sarà sempre scarsa considerazione da parte dell’opinione pubblica nei confronti del videogioco con conseguenti mancati investimenti da parte del privato. Non so se mi sono spiegato. Se volete posso darvi alcuni spunti (e voi di Arsludica potete e dovete fare lo stesso a me). Ho lanciato la bomba. 🙂

  2. Purtroppo senza “serietà” (che poi questo termine vuol dire tutto e niente) noi comunicatori e appassionati del videogame (mi permetto di mettermici anche io :D) in Italia verremo sempre visti come dei ragazzini. Purtroppo è così, almeno questo è quello che penso e che mi fanno notare altre persone. Rischiamo di non diventare e apparire credibili (anche se sappiamo quanti sacrifici facciamo)!

  3. Vorrà dire che differenzieremo l’offerta, sventolando davanti agli occhi di ciascuno quel che vuole farsi sventolare 😛

  4. Ogni tanto qualcuno mi scrive lamentandosi il perchè alcune riviste rimangano ancorate ad un linguaggio “infantile”. Io ritengo che questo modo di comunicare ormai possa considerarsi superato e che l’opinione pubblica è pronta per argomenti di cultura (e il videogame lo consideriamo cultura) anche perchè i mass media “classici” (soprattutto TV) non offrono quasi più nulla in questo senso? Quindi perchè non attivarci proponendo dossier maggiormente improntati sul made in Italy? Il mio discorso è generico e non si riferisce ovviamente ai vostri articoli, molti tra l’altro molto molto interessanti (scusate il gioco di parole).

  5. Non credo che l’infantilità del linguaggio sia un nostro problema. Ci si dibatte un po’ tra la scrittura tradizionale da rivista (seria), quella da blog, quella da giornale (magari di satira), però infantilità non ne vedo. Il discorso della satira, in particolare, ci è piuttosto a cuore, perché quando manca la satira (o un equivalente atteggiamento di (auto)critica a tutto campo) magari c’è più “serietà”, ma c’è meno integrità morale.

  6. Attenzione,
    forse mi sono spiegato male. Non critico Arsludica (anzi!) ma critico il modo di comunicare nel settore videogame, troppo ancorato ai noob e rivolto agli adolescenti.

  7. A me fa ridere e mi sembra sia stato compilato con una certa conoscenza della materia. Il fanboysmo è un angolo oscuro del videogiocare quanto il tifo sfegatato lo è per lo sport, l’unico modo per trattarlo è sbeffeggiarlo. Anche perché facendolo si sbeffeggia un po’ anche ognuno di noi che, inconsciamente o meno, ha dentro di sé un piccolo fanboyino.

    È una cosa che mi ha sempre fatto ridere e pensare questa delle “bandiere videoludiche” il fatto che “il mio modo di giocare è quello giusto”, già si litigava alle elementari per i vari giochetti che si facevano a ricreazione figuriamoci. Si potrebbe riflettere sul perché il gioco ci coinvolga sempre in maniera così intima e profonda. Tante cose al mondo mi infastidiscono e le chart di vendita dove dominano i giochi “sbagliati” sono nella mia top ten (visto che ormai il cinema l’ho dato per defunto). “Perché giocate con quella roba?” mi disturba molto di più del “Perché guardate quella roba?”. Però non so se è vero, se penso ai Vanzina.

    Bah

  8. Ok Mando,
    ma discutere sul quale gioco è più bello sono solo chiacchere che definisco “da bar”. Certo, devono esistere anche quelle ma alla fine…A cosa serve discutere se “è più veloce la mia PS3 o la tua XBox360” oppure “meglio la PSP che il DS”? Rischiamo di essere associati a coloro che sono attaccati unicamente ai gadget e al design e soprattutto, rimanere ancorati alla mentalità di studente dei primi anni di scuola superiore (nulla contro di loro ovviamente, solo che a 16 non si è maturi, questo è un dato di fatto).
    Mi spiego: secondo me Arsludica dovrebbe orientare i propri articoli verso un pubblico desideroso di argomenti più maturi anche perchè non sono molti i siti che trattano il videogame in questa maniera. Avete una grande opportunità, non sprecatela. Molti articoli sono ben fatti!

  9. Questo articolo non partecipa alla console war, ma la stigmatizza e ci ironizza sopra. è satira di costume, mentre rubriche come “Gli ani in faccia” sono più orientati verso la satira “politica”. Come i greci insegnano, la satira e la tragedia ì vengono recitate negli stessi teatri davanti allo stesso pubblico.

  10. Karat45,
    sono un fiero sostenitore della satira (poi te l’ho già detto che mi piace il tuo modo di scrivere e lavorare altrimenti non ti avrei chiesto di collaborare a Sognireali.com :D).
    Ritengo tuttavia che, per quanto riguarda l’argomento videogame, al momento non possiamo permetterci di ironizzare in quanto l’opinione pubblica 1) non ci considera 2) è pronta a screditare il veicolo “videogame”, visto ancora come un passatempo pieno di violenza e molto bambinesco 3) (spesso) in Italia si parla di videogame quando c’e’ da associarlo a fatti di cronaca nera o di alienazione della società.
    Dobbiamo quindi creare una struttura di divulgazione di informazioni CREDIBILE, AFFIDABILE e sopratutto diretta all’opionione pubblica (ovvero i genitori e gli imprenditori) altrimenti di soldi in questo settore ne gireranno sempre pochi (pochi soldi=poco lavoro e sviluppo di prodotti made in Italy=emigrazione dei nostri cervelli all’estero).

  11. Il problema è che in Italia quasi non esiste un’industria dei videogiochi che possa far valere le sue ragioni con la politica a suon di Euro. Paradossalmente negli anni 80 e nei primi anni 90 le cose andavano meglio e c’erano molti più progetti italiani. Mi hai fatto venire voglia di scrivere sull’argomento… possibile che di Simulmondo, Genias, Idea e simili non sia rimasto nulla?

  12. Gianluca, mi sembra che stai chiedendo di mettere la polvere sotto il tappeto. Poi per quanto riguarda i soldi che in questo settore mancano in Italia, be’, è solo prosciutto sugli occhi, perché basta fare un passo oltre frontiera per vedere che è un mercato dai (possibili) giganteschi profitti e dalle imponenti prospettive di crescita. Se sviluppare un mercato italiano vorrà dire essere colonizzati, be’, almeno sarà positivo per le prospettive di lavoro.

  13. Ok che non c’e’ una industria paragonabile a quella francese o inglese. Se si parla maggiormanente di un argomento e dei possibili sviluppi che ruotano attorno al videogame penso si possa creare negli anni quello strato “critico”, di ricerca nei confronti del videogame.

    PS:
    Simulmondo mi pare fu venduta agli americani. Se non ricordo male scrissi un articolo su Login qualche anno fa. 😀

  14. Karat,
    per quanto riguarda l’articolo che vuoi scrivere, secondo me è inutile rimembrare società che, per un motivo o per un altro, sono ormai scomparse. Sarebbe controproducente per chi desidera investire nel settore. Meglio concentrarsi sul presente e sulle possibili proposte future. Certo però si deve dare consapevolezza che è settore molto competitivo!

  15. Karat,
    questo non lo considero un flame, anzi. Secondo me stiamo parlando di come migliorare il modo di affrontare l’argomento videogame. Questo è soltanto un bene (sempre secondo me!!). 😉

  16. Secondo me se anche per fare satira uno deve prima pensare agli investitori e alle reazioni del mercato, o al fatto che l’opinione pubblica associ i videogiochi all’alienazione (non del tutto a torto), la satira è bella che seppellita. 🙂

    Spero che Ars Ludica non diventi mai una roba troppo “accademica”, che non inizi a prendersi eccessivamente sul serio, inseguendo certi sentieri altamente “sboroni” tracciati da altri (non mi riferisco naturalmente a Gianluca), perché mi starebbe tremendamente sulle balle. 🙂

  17. Il problema invece è un po’ più profondo di “quale gioco è il migliore” si tratta invece di “quale modo di giocare sia il migliore”, non è a livello microscopico ma macroscopico e, personalmente, io sono convinto che non sia affatto la stessa cosa.

    Stiamo parlando di “filosofie”, sistemi omnicomprensivi che abbracciano: scelte di marketing, game design, politiche economiche, puro immaginario. E il fanboy ignora tutto questo, Karat evidenziando il fanboy per litote invece difende la riflessione seria.

    Direi :asd:

  18. Salve a tutti.
    Gianluca penso tu abbia ragione solo in parte.
    Scherzare sull’argomento Videoludico è un modo per sdrammatizzare l’aria che aleggia da anni attorno a questo mondo, che ovviamente viene attaccato esclusivamente dalla vecchia generazione che purtroppo non riesce a capire ed accettare questa realtà.
    Certo anch’io sento la mancanza di interviste + approfondite e un attimo più professionali.
    Leggere che questo o quel gioco ha una grafica da paura è un commento che per me è blando e totalmente insufficiente.
    Quello che vorrei vedere sono articoli mirati a chi questo settore lo vive non solo dal lato del videogiocatore, ma anche dal lato di chi come me produce e realizza.

  19. Dico solo questo:
    anche nella più seria delle lezioni universitarie si trovano 5 minuti per scherzare.

    Karat45 ha dimostrato più e più volte di essere dotato e saper affrontare temi i più disparati, non capisco perché il problema sorga per un singolo post.

    Per una discussione del genere c’è gran spazio nel forum.. 🙂

  20. A parte che “serietà” non è per forza di cose sinonimo di “qualità”. Si può essere “non seri” ma con qualcosa da dire. E sinceramente penso che oggigiorno sia proprio la qualità a mancare.

  21. Tengo a ripetere che non ce l’ho con Karat, anzi lo considero un talento, uno degli articolisti che leggo sempre con molto piacere (e non sto scherzando).
    La mia era soltanto un’annotazione (come del resto tutte le altre).
    Da una parte sono contento che si sia accesa questa discussione, il problema è sempre lo stesso. Siamo quattro utenti, tutti appassionati di videogame da anni. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano coloro che conoscono poco il settore, o meglio, che idea si sono fatti della situazione italiana e dell’industria videoludica in generale?

  22. Premetto che ho letto volentieri l’articolo scritto con sapiente sarcasmo e credo comunque sia un testo ad uso e consumo di un gruppo di persone che conoscono bene l’argomento e quasi sicuramente fanno parte di una delle suddette categorie.
    Sicuramente la nostra industria deve emanciparsi dalla teoria che videogioco=prodotto per bambini, non abbracciata da tutti ma comunque ancora presente nel retaggio culturale delle persone. Al giorno d’oggi sempre più adulti videogiocano semplicemente perchè sono generazioni già cresciute con la tecnologia in casa. Scusate, non ditemi che la PS3 è prodotto per teenagers sia per costo che per concept generale?
    Vorrei inoltre affermare che l’informazione informatica ha il dovere di elaborare una dignità nuova per il mondo del videogioco in genere.

    Forse perchè lo sono di natura ma sono ottimista perchè credo che il trend sia comunque in naturale miglioramento.

    Concludo dicendo che se dobbiamo diventare come i coreani allora preferisco restare così. ^^

  23. DiegS, noi siamo sempre aperti a tutte le collaborazioni. Se tu o qualcuno che conosci ha piacere di scambiare quattro chiacchiere sullo sviluppo dei videogiochi, o addirittura scrivere direttamente qualcosa in proposito, la nostra e.mail è redazione@arsludica.org ;). Potresti anche pensare di farti torchiare da Gianluca per il suo Sogni Reali, però, se lavori nel campo in Italia 🙂

    Gianluca, raggiungere un pubblico (cioè più di uno o due persone) di non videogiocatori lo vedo un po’ come una chimera.

  24. Stm,
    riguardo l’ultima frase secondo me sbagli. Non bisogna attendere gli interlocutori, bisogna bensì svolgere un’attenta attività di public relation per farsi sentire. All’interno di questo sito ci sono molti temi interessanti che meriterebbero più attenzione da parte del pubblico e invece…Li leggono i “soliti” 4 appassionati (che stanno anche invecchiando :D). Sai quanta gente potrebbe essere interessata a dire la propria opinione e a dare consigli ma purtroppo non sa neanche che esiste Arsludica?
    Voi direte…Chisseneimporta! 🙂
    Ok, ma sai quanta gente che al posto di investire nel Cayenne da 80 mila euro potrebbe invece decidere di investire nel settore videogame in Italia (se solo avesse un minimo di consapevolezza nell’esistenza del settore)?

  25. Io e Gianluca siamo in contatto da un bel pò tramite MSN … trà l’altro mi ha recensito sul num di Luglio di TGM angolo TZ.
    Per ora stò sbattendo su un progetto per DS … uffff
    Cmq, si, mi farebbe piacere fare quattro chiacchiere sull’argomento, conosco un pò la situazione Italiana del GameDev (e qui mi riallaccio al discorso di Gianluca)… è una piccola realtà che invece di crescere, purtroppo si sega le gambe da sola … Per dirla in parole povere, tra un paio di anni anche gli Africani faranno giochi e saranno sicuramente superiori ai nostri.

  26. StM,
    che sia un blog, un sito per cellulare o un portale secondo me non fa differenza. Il blog è il mezzo di comunicazione, il mass media. Ovviamente uno gestisce il mass media che si può permettere (è normale che non tutti possono permettersi 3 emittenti televisive). Il lavoro dell’articolista è molto delicato, si divulgano pur sempre contenuti che possono essere letti da molte persone.

  27. Beh intanto il fatto di parlarne è + importante del come se ne parla … se ci si scherza su non vedo il problema … ridere su una cosa è il primo passo per apprezzarla … che poi manchi totalmente una rivista, un blog, un forum o quel media che volete voi, che si interessi alla nostra realtà o che aiuti a crescere in tal senso è sicuro.
    E’ + facile vendere un rivista che mostra quattro immagini di Assassin Creed che venderne una che ti parla di GameDev, anche perchè c’è da studiare ed Italia (che nessuno me ne voglia) c’è un ignoranaza abbissale in materia.
    E non parlo solo di produzione vera e propria (programmatori e grafici), parlo di Marketing e Merchandising e anche del lavoro di Team e le figure che vi partecipano… (dall’Idea fino ad arrivare al lancio sul Mercato).
    I giochi nascono per essere giocati anche da chi non si sa allacciare le scarpe (è l’unico modo per venderne tante copie).

  28. Per un po’ ho letto il flame,poi mi sono bruciato 🙂 meglio stufato ! Gira e rigira non si esce dalle roccaforti che si è costruiti, piuttosto che dibattiti di mentalità aperta a me sembrano più prigioni mentali al quale qualcuno ci ha abituato, questo è un riferimento per le generazioni più giovani della mia, i tempi cambiano ma questo lo dicevano anche i romani ! Il problema reale secondo me è che l’80% dell’informazione è fiziosa, viziata, falsa e ipocrita ! il ristante 20% è un problema di articolazione della mandibola e fonatura delle corde vocali e pulizia del canale uditivo.
    Io personalmene come utente, anonimo VORREI una informazione possibilmente pulita, autentica di voi giornalisti professionisti quali siete senza perdersi in flame che non fan altro che alzare fumo! (senza arrosto) 🙂 !

    cordiali saluti

  29. A mio avviso, “il video game” non è politica. Sicuramente il vostro impegno è importante. Mi sembra di aver letto spesso opinioni personali e alla fine di questo flame “Tutti” sono rimasti arroccati nelle proprie opinioni di partenza.
    Vero o Falso ?

  30. Claudio,
    sono una persona aperta a qualsiasi consiglio. Cosa proponi? In fin dei conti abbiamo tutti lo stesso scopo, quello di divulgare l’argomento “videogame”.

  31. Claudio,
    non sopporto le definizioni del tipo “il videogioco è arte”. Che vuol dire? Meglio guardare in faccia la realtà e considerare il videogame come un prodotto che può servire sia a divertirsi che a comunicare. Dipende da come lo si sfrutta.

  32. A mio avviso, il videogioco deve servire per giocare, quindi divertirsi. non vedo altre funzioni. E’ quando si supera questa soglia che si creano problemi.

  33. uno dei miei prossimi articoli verterà proprio sul tema “che cosa è il videogioco?”
    è molto meditato perché sto cercando di non tirare fuori le solite ovvietà.

  34. Però solo su Ars Ludica poteva succedere che, da un post semibuffo, invece dei soliti lol e rotfl spuntasse fuori una discussione del genere!

    Siam troppo avanti u_u

    (è colpa del Masina, però xD)

  35. Karat45

    Perchè prima di scrivere l’articolo, non apri un forum di discussione
    e poi in seguito a ragion veduta di chi ha postato posti l’articolo

    secondo me non trai beneficio nel dire “scrivere” da “Io scrivo”, in quanto
    a conti fatti, io come utente finale leggo solo quello che pensi tu!

    Meglio dire “scriviamo” non credi. Allora si che nell’articolo compare una visione
    globale dell’insieme e non un singolo pensiero.

    per il resto colgo l’occasione di fare i complimenti a voi tutti !

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