Ragazze e Videogiochi

Che i videogiochi siano un passatempo maschile, come il calcio o le moto, è uno stereotipo ancora molto diffuso in occidente.
In questa affermazione c’è del vero, ma non per una intrinseca “mascolinità” del medium, ma semplicemente perché, tendenzialmente, tendono (tendevano?) a essere programmati da ragazzi per un’utenza di ragazzi.
Ciò era, comunque, certo più vero in passato; oggi, considerato anche l’enorme successo che i videogiochi si sono guadagnati col tempo, le cose non sono più così. Ma si sa, le vecchie idee sono dure a morire.

I primi videogiochi pensati esclusivamente per il gentil sesso risalgono pressappoco ai tempi del Mega Drive (Crystal Pony Tale, graziosissimo platform game dedicato alle bambine) e del Super Nintendo (Angelique ed Haruka naru toki no naka de, serie che tutt’ora godono di una grandissima fama nel Sol Levante) e, nella maggioranza dei casi, sono di provenienza nipponica. La mentalità tipicamente classista dei giapponesi infatti, se da un lato impone terribili restrizioni, dall’altro crea anche dei vantaggi: per un giapponese esiste la letteratura per femmine e la letteratura per maschi, i film per femmine e i film per maschi, la musica per femmine e la musica per maschi… è facile fare il passo ed arrivare ai giochi per femmine e ai giochi per maschi.

I vantaggi sono molteplici: le ragazze sono a tutto diritto utenti di videogiochi al pari dei ragazzi e il fatto che il nuovo episodio, per PlayStation 2, di Haruka naru toki no naka de si sia guadagnato il quarto posto nella classifica dei videogiochi più venduti in patria è la definitiva dimostrazione della vasta quantità di utenti del gentil sesso che il medium videoludico potrebbe avere, soddisfando le richieste di quella particolare fascia.

Ciò, tuttavia, non risolve completamente il problema qui in Occidente, a causa del gap culturale. Nonostante la recente moda giapponese si sia molto diffusa in Europa e negli USA, la mentalità di fondo è comunque diversa. Dal punto di vista Occidentale, i vecchi Baldur’s Gate davano sì la possibilità di impersonare un personaggio femminile, ma al prezzo di alcune limitazioni narrative (lo stesso problema in parte ripetuto dal moderno Mass Effect). Neverwinter Nights 2, invece, riuscendo a sviluppare nel gioco un punto di vista sufficientemente femminile qualora si scelga di essere unA protagonista, si è guadagnato una fama considerevole tra donne e ragazze.

Questo introduce il secondo punto. NWN2 non è certo un gioco pensato per l’utenza femminile, eppure si è guadagnato la sua approvazione. Pertanto, i giochi che NON sono pensati solo per le ragazze, ma finiscono col piacere anche a loro. In questo modo hanno il vantaggio di non relegare le videogiocatrici come “nicchia” a parte (al contrario di quanto accade spesso in Giappone) ma di includerle finalmente nel campo dei videogiochi “normali”.

Un gioco che possa casualmente finire nell’interesse delle videogiocatrici può avere diverse caratteristiche: personaggi maschili bellocci e piacenti (perché le fanciulle, al pari dei ragazzi, possono cascare in simili squallidi trucchetti di marketing), oppure una trama sviluppata e dialoghi complessi, oppure la possibilità di allevare/vestire/costruire…. Le ragazze ad esempio si dedicano ai mmorpg non perché attirate dall’aspetto competitivo come i loro colleghi maschi, ma perché affascinate dalla possibilità di vestire il personaggio, possedere animaletti graziosi, e così via. Le saghe di Devil May Cry e di Kingdom Hearts invece, appartengono al genere che attira anche le ragazze solo per via dei personaggi carini. Giochi come il sopracitato Neverwinter Nights 2 o come la saga di Metal Gear Solid catturano invece l’interesse delle donne per il loro intreccio narrativo e per i lunghi ma interessanti dialoghi.

Infine, è il caso di parlare di quei giochi tipicamente “maschilisti” ma a cui tuttavia alcune ragazze giocano. Questo perché non hanno la necessità puramente istintiva di riaffermare costantemente la loro identità sessuale, e non si sentono quindi sminuite nella loro femminilità qualora si divertano a giocare con un gioco pieno di avvenenti e pettorute fanciulle (alla Dead or Alive) o con un gioco più testosteronico di un film di Schwarzenegger (alla Turok). E’ decisamente molto più facile e normale quindi che una ragazza giochi a un gioco vagamente “maschilista” piuttosto che il contrario.

36 commenti su “Ragazze e Videogiochi

  1. Concordo con l’articolo, essendo fidanzato con una videogiocatrice.
    Aggiungo una cosa, ma si tratta più di una domanda che di un’affermazione: difatti ho notato che, talvolta, le ragazze tendano ad avvicinarsi in maniera più ragionata e intellettuale al videogioco.
    Mi spiego meglio: è come se le donne si rendessero conto di “star giocando”, accettando in modo consapevole le regole del gioco stesso; al contrario, ho l’impressione che molti uomini si avvicinino al gioco in modo meno inconsapevole e, diciamo, più istintivo. E’ solo una mia impressione o la condividete?

  2. — Risposta per Dario Oropallo

    Secondo me questo deriva sempre dall’approccio non-competitivo ai videogiochi tipico del gentil sesso. Le ragazze quando ci si mettono possono diventare più fanatiche dei ragazzi, ma in una maniera così completamente diversa da non poter essere paragonabile. Non troverai mai, credo, una ragazza che si esalta per il numero di Achievements sbloccati su una Xbox360, ma invece è facile trovare una ragazza disposta a lunghe conversazioni su quale sia la vera personalità e storia data al personaggio di un videogioco.

  3. Mah io so che alcune ragazze quando vincono a puzzle bobble non
    smettono di esultare mai. Non so, per la mia esperienza non ho
    incontrato molte ragazze videogiocatrici ma quelle con le quali
    sono venuto a contatto o giocavano a puzzle game oppure a picchiaduro
    stile Soul Calibur, SF no perchè non riescono a saltare 😀

    In ogni caso l’approccio ragionato e consapevole non l’ho proprio
    notato.

  4. Sì Nevade, avevo un’amica davvero fanatica di MGS, ogni volta che la incontravo si finiva con il parlare delle vicende di Snake.

    Bell’articolo, interessante ed articolato.
    Non ho elementi per poter dare un parere, non ho molti esempi di ragazze videogiocatrici se non per periodi sporadici della mia vita, è interessante avere un’analisi di questo aspetto solitamente affrontato in maniera fin troppo superficiale.

  5. — Sì, Nevade, la saga di Metal Gear ha una notorietà più che accettabile fra le ragazze. Ci piacciono le trame complesse. E Snake. 😛

    — Grazie per l’approvazione, Badman!

  6. Sarà, ma a me piace discutere su storia e personalità date ad un personaggio, non sono prettamente competitivo specie nei mmorpg in cui prediligo coop, trama e ambientazione.
    Poi boh, al giovedì sera mi trovo con una mia amica, il suo ragazzo e suo fratello a giocare ad Halo2 su xbox (halo non mi piace affatto, ma il multiplayer ci si diverte e su xbox non è che ci sia altro). Beh, sono l’unico a cui non frega molto di segnare i punti mentre la mia amica sta sempre a discutere su quante vittorie abbiam fatto noi e quante loro. E diciamo che lei ha sempre giocato un po’ a tutto.

    Non ci vedo nemmeno nulla di male a prediligere uno stile di chara design con personaggi carini o stilosi, e non ne faccio di certo una caratteristica di uno o l’altro sesso. Così sembra quasi che i maschi giochino solo con personaggi nerboruti, alti 2 metri e che si esprimono a gesti e grugniti, mentre guardano donne pettorute e guidano auto.

  7. Sembra quasi che noi maschi vogliamo i giochi ciaciaroni con birra, donne e calcio 😀

    Le donne invece, raffinate, vogliono i dialoghi, la storia e l’amore 😀

  8. MIKO, naturalmente non metto in dubbio che anche ai ragazzi piacciano gli sviluppi psicologici dei personaggi etc. Altrimenti gli rpg sarebbero solo per ragazze (mentre gran parte dei giocatori lì sono comunque di sesso maschile).
    Alex, ma in effetti in linea generale è proprio come hai ironicamente scritto tu. Bada, ma sempre e solo in linea generale. Io sono un ragazza ed apprezzo infatti i dialoghi lunghi e la storia d’amore. Però d’altro canto con la mia PS3 gioco anche ad Unreal Tournament 3 e sto finendo Turok, dopo aver già finito Conan.

    Insomma, la mia generalizzazione è più che altro un tentativo di abbozzare quali siano le linee generali di “visione” del mezzo videoludico da parte di un pubblico femminile e di un pubblico maschile. Tengo a precisare poi che il “campione base” su cui mi sono basata per il mio articolo non sono solo io, ma anche le mie amiche videogiocatrici (decisamente meno “sfegatate” di me, ma sempre più o meno interessate), le quali invece SI’ che apprezzano solamente i giochi coi personaggi carini etc.

  9. Sembra quasi che noi maschi vogliamo i giochi ciaciaroni con birra, donne e calcio 😀

    Le donne invece, raffinate, vogliono i dialoghi, la storia e l’amore 😀 <——

    appunto, ma quanti stereotipi sono ficcati in quell’articolo?

  10. Nell’articolo c’è un marchiano errore di fondo, dal momento che si rapporta se stessi e ciò che è personalmente piaciuto a tutta l’utenza femminile, senza prendere in considerazione differenze individuali diverse allo status uomo/donna (come il proprio bagaglio culturale, formativo, educativo o conoscitivo..). Mica parleremo di videogioco in salsa pop, per cui a produzione mirata corrisponde una precisa utenza di riferimento, no? Ma la cosa veramente fastidiosa è rappresentata dallo sminuire la videogiocatrice in quanto tale, risultando perfettamente conformista alle logiche di mercato. Insomma; chi lo dice che Kingdom Hearts e Devil May Cry piacciono alle “ragazze” solo perchè ci sono i personaggi carini? Nulla di male ma questo varrà per le tredicenni/sedicenni che scrivono nei forum, forse. Ho visto donne trentenni divertirsi con entrambi per via del gameplay immediato. Saranno per questo poco femminili, boh? Spero che da qualche parte – nel mondo – ci siano videogiocatrici che schifano MGS perchè dice cose sciocchine e nel farlo si spara ridicole pose plastiche. O che detestano Turok semplicemente perchè è un FPS brutto, nato da canoni vecchi realizzati col culo. Qualsiasi ragazza io abbia visto in sala giochi da bambino, è una videogiocatrice mille volte migliore delle gamers domenicali descritte in questa sede. Che faranno anche il grosso del mercato ma la caratteristica è unisex e ampiamente risaputa. Peccato perchè gli spunti discorsivi sull’argomento non mancherebbero, meritano solo maggiore approfondimento.

  11. —- risposta per DOOM

    Bé, Doom, mi sa che qui non ci siamo proprio capiti. L’utenza appassionata di Kingdom Hearts eccetera è quella che vedo praticamente ogni settimana, e si tratta di ragazze che hanno tutte almeno superato i 20 anni. Ripeto, io mi sono basata sulla mia esperienza personale. Se mi fossi basata solo sulla MIA esperienza, avrei completamente tagliato alcune osservazioni dall’articolo. Ma, da quanto ho visto io stessa in giro, mi sono fatta una idea piuttosto chiara del rapporto fra ragazze e videogiochi. Naturale poi che a TE che sei un maschio vadano a raccontare del gameplay immediato, non credo che ti interessi sapere quanto è carino Nero su DMC4. Ma ahimé toglici Sora o Dante (o toglici anche solo certe atmosfere sognanti etc.), e del gameplay immediato non gliene infischia granché, credimi.

    In quanto allo “sminuire le logiche di mercato”, bhe, guardati attorno nel panorama videoludico dal C64 ad oggi e nota la vastissima quantità di donnine sensuali e compiacenti. Il mio affermare che le ragazze invece vanno a guardarsi i bellocci giapponesi dei videogiochi non è certo uno sminuire le logiche di mercato, ma un constatare come queste stesse meccaniche siano state, almeno in Giappone, estese anche all’utenza femminile.

    Nel mio citare Turok non volevo certo discutere se il gioco sia bello o meno (a me piace, i gusti son gusti), volevo solo ribadire che non è esattamente il gioco che tipicamente ad una ragazza piace giocare.

    E qui non voglio affatto essere sessista, ma il fatto è che pur con questo clima di “emancipazione sessuale” non dobbiamo mai dimenticare che la donna è la donna e ragiona in un modo, l’uomo è l’uomo e ragiona in un altro modo.

  12. Noto anche la realizzazione di un altro stereotipo:

    1) Una ragazza scrive qualcosa su Internet.
    2) Si rivela come ragazza
    3) Tutti chiedono una foto 😀

    Questa è una variante di
    1) su IRC appare una persona con nick ambiguo (es. Sognante86)
    2) uno aprirà un canale privato per chiedere “Sei m o f?”
    3) se sognate dice “f”, il tale cincischierà per poi chiedere di fare “sesso virtuale”

    Oh, siamo proprio beceri 😀

  13. Qualsiasi ulteriore commento di provolaggio non simpatico o off topic verrà eliminato, vi avverto 😛 (nnnò, non sono geloso -.-)

  14. Tornando in topic (Ehi ovviamente ero venuto solo per chiedee la foto che credevate? asd) credo che di base l’ unico vero stereotipo che i vg siano prettamente maschili l’ abbiano creato le donne stesse.Perchè? Perchè semplicemente non ho mai visto un gruppo di ragazze che dicessero: adniamo a casa a giocare a wonderboy o a supermario oppure è uscito iil gameboy compriamocelo.Questo perchè? Perchè non si va oltre il messaggio massmediatico comunicativo stesso, dove il prodotto viene pubblicizzato prevalentemente per uomini e non donne (Quante donne avete visto nelle sale giochi? Io nessuna).Non reputo soddisfacente la scusa della mancata scoperta di questo mondo perchè “poco femminile”, non regge, vista la curiosità femminile.Fortunatamente per le fanciulle, a salvare il loro animo videoludico è venuto a dar man forte l’ estro videoludico giapponese, dove profondità e trama superano l’ aspetto tecnico e d’ azione adrenalinica opponendosi a misere operazioni commerciali (Crystal’s Pony etc).E’ ora di accettare le console portili e non come strumento unisex al fine di espandere il concetto videoludico ad una massa più ampia per contenuti e usufruibilità.

  15. Credo che qualsiasi sviluppatore di videogiochi (la maggior parte son uomini) esprima ciò che l’ ambiente lavorativo richieda, progettuale determini ed emotivo lo condiziona senza tener strettamente in considerazione la particolarità del sesso della persona che si avvicini a tale gioco: per l’ artista un gioco è un gioco.Non dimentichiamoci che in Ninja Gaiden, Tenchu , Shinobi, nei vari picchiaduro si possa usare anche un personaggio femminile senza stravolgere completamente la trama ma solo guardandola da un’ altro punto di vista: questo va ulteriore conferma di come le donne non siano propriamente spinte verso i videogiochi perchè loro stesse vivano una vita mentale ed affettiva complessa difficilmente racchiudibile in un gioco.

  16. In conclusione cosa sperare per il futuro? Sicuramente ci sarà una crescente fetta di utenza femminile che si avvicinerà per curiosità e stimolo ai videogiochi ma non mi sento di essere fiducioso nel prospettare una rivoluzione in tale ambito anche in un’ evoluzione bilaterale dei vari generi di gioco. Da videogiotore maschio capisco profondamente di quanto nel generis, una donna tenda ad aver un approccio piuttosto casual al videogioco (come se i vg fossero dei maschi, semplici e carini da usare quando stimolano asd) puramente di intrattenimento “on the road, flash, istantaneo” senza entrare nel merito analitico e psicologico che l’ opera vuol trasmettere, tendenza più maschile ad essere predato dai sentimenti in quanto soggetto puramente e a tendenza logico sequenziale di natura.

  17. Bhe, FrAnCe5c0, ma che fiume di parole! 😛
    Bada però che secondo me la teoria del fatto che le ragazze in Occidente spesso non si avvicinino ai videogiochi perché “poco femminili”, secondo me regge eccome. Per “poco femminili” si intende che tendano ad avere comunque una visione maschile o addirittura maschilista. Certo nei videogiochi più moderni è un fenomeno che sta attenunandosi.

    Io invece ho buona fiducia nel futuro delle donne che giocano ai videogiochi; già vedo alcuni personaggi femminili affascinanti ma molto meno stereotipati (la Nariko di Heavenly Sword, la tizia di Uncharted).

    Ah, e bada a chiamarlo “misera operazione commerciale” prima di giocarlo. A me Crystal Pony Tale è piaciuto. XD Sono un po’ troppo grande per trovarlo un gioco adatto a me, ma se fossi una bambina, ci avrei giocato tantissimo, è piuttosto ben fatto.

  18. >> @FrAnCe5c0 : Quante donne avete visto nelle sale giochi? Io nessuna

    Io ne ho incontrato non una, un gruppo, GRUPPO.
    E’ stato un caso ma per la prima volta, dopo qualche sfida, ero io
    che volevo scappare dalla sala..non ne potevo più.

    Poi una me la sono fatta ;D

  19. >> Francesco: .Non dimentichiamoci che in Ninja Gaiden, Tenchu , Shinobi, nei vari picchiaduro si possa usare anche un personaggio femminile senza stravolgere completamente la trama ma solo guardandola da un’ altro punto di vista: questo va ulteriore conferma di come le donne non siano propriamente spinte verso i videogiochi perchè loro stesse vivano una vita mentale ed affettiva complessa difficilmente racchiudibile in un gioco.

    Bah, le donne sono di una competitività così accanita che sono in grado di
    non utilizzare l’avatar popputo.

    Secondo me bisogna anche accettare che le donne sono decisamente diverse
    da noialtri maschietti, se sono meno propense al gioco va bene così.
    Vorrà dire che mentre gioco, mia moglie preparerà la cena..qualcuno
    dovrà pur farlo, no? 😀

  20. — risposta a Cherno

    Bada, però, che il tuo discorso è proprio uno di quelli limitanti e forse un poco sessisti. Quando io affermo che, innegabilmente, le donne sono diverse dagli uomini (anche mentalmente voglio dire XD ), NON sto sostenendo che le donne infatti non sono fatte per i videogiochi o non li apprezzano. Sto solo dicendo che il divertimento videoludico è nato, soprattutto in Occidente, come fenomeno indirizzato a un pubblico di ragazzini, e solo adesso si sta estendendo non solo agli adulti ma anche al gentil sesso.
    Il che non c’entra niente coll’affermare che le donne sono “meno propense al gioco”, perchè ti assicuro che non è vero.

  21. No non è nè limitante, nè sessista: ho riportato la mia esperienza la
    quale reputo essere in linea con tutte le statistiche. Non dico che le
    donne non sono portate al gioco, semplicemente non sono attratte come i
    maschietti: da bambini le ragazzine erano quelle che smettevano di
    giocare ad acchiapparella o nascondino, per dedicarsi ad altro.
    Su alcune cose siete molto più pratiche di noi, il che è buono e giusto.

    La prova è che quando è uscito pong, due barrette ed un quadratino, ai
    tempi non c’era intenzione commerciale come oggi e lo schema di pong
    non esclude proprio il gentil sesso, noi nerdacci ci siam fiondati di
    testa come se fosse sceso Gesù Cristo, le donne giustamente avran pensato
    “Cos’è quella merda?” 😀
    E’ un pò come quando si fa l’amore: avete bisogno che tutto sia al posto
    giusto secondo il vostro schema. Stessa cosa la applicate ai giochi, non è
    discriminante, siete fatte così. Vi si ama anche per questo, dico 😉

    Parliamone 🙂

  22. L’analisi dell’articolo di Lun-Sei va bene per il mercato Giapponese, dove la maggior parte dei giochi che hanno successo tra il pubblico femminile lo hanno proprio più per la presenza di personaggi maschili attraenti (i bishounen) e la presenza di romance/relazioni personali tra i personaggi che non per la “sostanza” vera e propria del gioco. Ma non se in Occidente si possa dire altrettanto. Io posso solo riportare la mia esperienza personale, visto che la mia ragazza gioca solo ad FPS (Counter-Strike ed UT, per la precisione), e mia madre gioca a Commandos e Puzzle Quest (e ogni volta che vado a trovarla per le vacanze mi costringe a sfidarla in LAN, lol). Due esempi che vanno totalmente contro l’analisi. Sarà un’eccezione? Dubito, perchè paradossalmente ho conosciuto giocatrici occidentali votate più alla competizione (su Starcraft, Warcraft 3, per esempio), mentre le mie amiche asiatiche (maggior parte di origine cinese) si rispecchiano esattamente nel “prototipo” descritto da Lun-Sei. Senza contare poi che ogni persona fa storia a sè e bisognerebbe andare a considerare il contesto sociale e culturale nel quale tale persona è cresciuta, aldilà dell’appartenenza al sesso femminile o a quello maschile.

  23. lunsei…..il mio ex capo gilda su guild wars….

    dopo leggo tutto 🙂 ora i minuti del pc della facoltà stanno finendo 🙁

  24. La mia ragazza gioca principalmente alle versioni ps2 di The Sims.

    Non so perchè preferisca le versioni console, forse perchè più strutturate dal punto di vista narrativo (mi è parso di capire che abbiano missioni o altro).

    Sinceramente non so nemmeno se sia il caso di farle provare altre tipologie di gioco, anche perchè non saprei come presentargliele. Anche Kingdom Hearts, non mi pare sia adatto a lei.

    Un’altra videogiocatrice che ho incontrato, giocava solamente ad Age of Empires.

    Per quanto riguarda l’articolo, mi pare però di capire che le esperienze dell’autrice siano relative ad una nicchia di ragazze con interessi comuni. Le tue amiche?
    Sinceramente mi sembra costruito attorno ad un campione poco rappresentativo, ecco.
    O meglio, il campione è poco rappresentativo perchè fatto tra persone con gusti comuni.
    Da mia esperienza ogni ragazza fa storia a sè, esattamente come ogni ragazzo.

  25. La madonna, quanti commenti.
    Questa è la prova che le donne dovrebbero scrivere di più riguardo ai videogiochi. E di sicuro ce n’è bisogno.

    Condivido un pochetto la critica del “particolare reso universale”; avrei gradito qualche riferimento diretto alla tua esperienza personale oltre ad esempi riferiti genericamente all’utenza femminile.

    Comunque sia trovo molto buono questo articolo, ben scritto (solo in alcuni casi ho trovato la punteggiatura po’invasiva) e ragionato.

    Aspettiamo il prossimo! 😉

  26. Rispondo forse leggermente in ritardo agli ultimi commenti! ….Speriamo di essere ancora in tempo, ArsLudica si aggiorna ad una rapidità pressoché giornaliera!

    — risposta per ray

    Dai, era nella mia gilda su Guild Wars?? Dimmi il nome del tuo personaggio principale così ti riconosco!!

    — risposta per Zeavis e Maelzel

    Potresti avere ragione tu, Zeavis. Dati gli ambienti che frequento, se non ho spesso a che fare con ragazze orientali ho a che fare anche e soprattutto con ragazze occidentali totalmente coinvolte nelle mode e nelle mentalità orientali. Avendo voluto basare l’articolo solo su quanto ho potuto verificare di persona, è possibile che ci siano inesattezze di genere. Però, volendo fidarmi delle statistiche che si raccolgono su Internet (anche se non l’ho fatto per il mio articolo), si nota moltissime ragazze occidentali che corrispondono alla categoria da me descritta, e francamente non penso che tutte loro siano cultrici dello stile asiatico.

    — risposta per Mario Morandi

    Grazie per il commento! Ci conto anche io, di avere presto un nuovo articolo pronto. Mi diverte molto! :3

  27. Io per esempio sono una videogiocatrice, e lo sono dalla veneranda età di 10 anni o giù di lì—-mi rendo contò della stagionatura di questa piccola discussione…. ma voglio che si alzi a gran voce questo grido
    VIDEOGIOCATRICI DI TUTTA ITALIA … UNITEVI !!!

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