Sulla console war

Per un interesse meramente socio/antropologico sono diventato un fan della console war. Non tanto dei suoi contenuti, che continuo a considerare assolutamente inconsistenti, quanto delle diverse reazioni dei vari trogloditi che si prodigano nella difesa a spada tratta del proprio sistema di gioco. Entri su un forum ben popolato e la butti lì in un topic a caso: “l’Xbox 360 è superiore”, “la PS3 è superiore”, “il Wii ha più giochi” e così via. Basteranno pochi secondi per assistere all’arrivo dei cavalieri della guerra santa, i crociati delle multinazionali del divertimento, quelli che vedono un’anima nella scatola di plastica che hanno acquistato a caro prezzo e con cui copulano, pardon, giocano tutti i giorni. Bastano in paio di attacchi ben assestati ed ecco arrivare l’opposta fazione che, manganelli testuali alla mano, si dimostrerà recettiva e pronta a caricare l’esercito rivale. In breve si scatenerà una guerra fra gladiatori impazziti che se le daranno di santa ragione, urlandosi addosso frasi senza senso (sempre relativamente ai forum) e sparando tesi a caso per dimostrare di avere ragione.

Esiste niente di più bello di bambini di venti anni o più che tentano di prevaricarsi verbalmente per avere la meglio su una questione assolutamente inutile? È che mi piace immaginarli infuriati, con la faccia rossa dietro allo schermo, con un colino di bava sulla bocca, che digitano parole biliose convinti di essere dalla parte giusta e di stare conducendo una specie di battaglia voluta da qualche divinità superiore. Questione di vita o di morte.

Di base uno dovrebbe deprecare queste attività, ma con gli anni ci si deve rendere conto che fanno parte del gioco e che sono insite nel cervello umano. La necessità di dimostrare la superiorità di quello che si è, rapportato a quello che si ha, è una delle cause prime dello sviluppo della società come lo conosciamo.

Se come dice Vattimo è dallo scontro che nasce la verità, allora lo scontro è inevitabile, per quanto becero possa apparire. Ovviamente nel nostro caso la verità non emerge dai contenuti dello scontro stesso ma da qualcosa che gli sta sopra, una specie di sovrastruttura ineliminabile che lo determina. È un po’ come identificarsi in una visone politica o in una religiosa e scontrarsi continuamente anche su dei valori che, discussi a tavolino con calma e razionalità, sarebbero condivisi.

Generalmente si segue l’istinto che rende comodo pensarla in un certo modo e il mondo dei videogiocatori non è escluso da questa ineluttabilità del pensiero, ovvero da una sua predeterminazione di cui lo scontro è soltanto l’effetto immanente e più evidente… la sabbia gettata negli occhi, insomma.

Foto di: Chris Bury

12 commenti su “Sulla console war

  1. In passato frequentavo assiduamente le varie sezioni “Console War” dei forum in cui ero iscritto. Pian piano, crescendo e acquisendo una mentalità più aperta, ho trasformato una accesa passione in una sorta di divertimento: anzichè partecipare attivamente, mi piace stuzzicare o cogliere in contraddizione, e quindi smentire clamorosamente le affermazioni dei fanboy più… irrecuperabili. Ma al di là di questo, più passa il tempo e più mi infastidiscono gli integralismi di un certo tipo.

    Il guaio, e ahimè me ne sono reso conto solo in tempi relativamente recenti, è che la CW paga: esistono delle realtà commerciali nelle quali la sezione CW ha più post delle singole sezioni monotematiche!

    Mi sembra pertanto evidente che anche dall’altro lato (se così si può dire) del monitor non ci sia, spesso, un grosso interesse a porre un freno al proliferare di questi -quasi sempre, IMHO- inutili e sterili battibecchi.

  2. Oooh, Karattolo, con questo fleim sei riuscito a fare un po’ incazzare anche me che di solito me la ghigno!

    … perché hai citato Vattimo, mica per altro.

  3. Preferirei essere uomo da console war. Non esserlo significa semplicemente attendere per comprarsi tutte le console esistenti.
    Povero portafoglio.

  4. > quindi la chiesa, ostacolando la libertà sessuale, alimenta di fatto la (console) war.

    Discutibile, visto che i militanti della console war non hanno altro dio al di fuori della console favorita.

  5. Ho frequentato per svariati mesi una sezione dedicata alla console war su uno dei maggiori portali internet. Inizialmente mi avvicinai a quel luogo a causa dell’acquisto di una nuova console, speranzoso che lì avrei trovato altri giocatori appassionati, cosa che ero solito fare da sempre in ambito PC. Inutile dire che non trovai nulla di simile.

  6. In effetti, per la ferocia della dialettica e la inconsistenza dei contenuti, il tema della “console war” ben si adatterebbe ad una puntata di “Porta a Porta”…magari nel periodo natalizio prima delle immancabili puntate: “Panettone o pandoro?” e “le feste sono passate…tutti a dieta!”.

  7. …come il C64 era decisamente meglio dello ZX Spectrum!!!
    Ormai le console wars sono diventate un atto caritatevole nei confronti del brand di riferimento. Quella odierna ha meno ragioni d’essere rispetto alla console wars di 15 anni fa (vogliamo mettere Megadrive Vs. Snes con X360 Vs PS3?) per il semplice motivo che oggi ci si accapiglia sulle strategie commerciali mentre un tempo si discuteva soprattutto sui giochi. Ciò che ora è l’eccezione aka “esclusiva” un tempo era la regola. La lisergia è stata raggiunta con la guerriglia consolara fra PS3/X360 Vs. Wii, puro delirio.

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.