PSN Premium verrà annunciato all’E3?

Apparentemente Sony svelerà all’E3 il nuovo pacchetto PSN Premuim, un abbonamento a pagamento per PSN.

Il rumor se non falso è per lo meno discutibile, date le condizioni d’uso trapelate.

L’abbonamento Premium a PSN costerebbe meno di 60-70 € l’anno (è improbabile che Sony applicherà un cambio di 1:1 sulla sterlina, a differenza di quanto fa con il dollaro su PSN e Station) e garantirebbe agli utenti un gioco PSN gratis al mese, selezionabile da una lista di due-quattro giochi (probabilmente come per gli sconti su Live Arcade saranno titoli a fine ciclo di vita). Non è dato sapere se finalmente il catalogo di PSN sarà uniforme per tutte le regioni: al momento su PSN europeo la scelta è molto meno varia, con differenze drammatiche nell’offerta PSP.

Si pagherà anche per utilizzare un sistema di audiostreaming con ads simile a Spotify, che non è chiaro quanto sarà migliore di un Finetune o di altri sistemi di audiostreaming compatibili con il browser di PS3.

L’audiochat integrata, che Sony ha inspiegabilmente tenuto alla larga da PSN sin’ora, non farà parte del servizio Premium ma sarà accessibile a tutti gli utenti. Sony non vuole fornire dei vantaggi agli abbonati per quanto riguarda i servizi per il gaming online, scelta saggia e sensata.

La fondatezza del rumor scricchiola ma ricordiamo che Sony non è nuova a servizi online costosissimi, come i canoni di abbonamento per i suoi MMOG, decisamente fuori mercato.

Fonte

Torchlight vende 500.000 copie (retail + DD)

Il gioco di ruolo d’azione alla Diablo della Runic Games è andato piuttosto bene, considerando che si tratta di un titolo dai bassi costi di sviluppo e pubblicato senza troppo clamore inizialmente solo su Steam. Certo, contando che si tratta di uno dei maggiori successi di vendite dell’anno su PC viene da ridere confrontandolo con alcuni dei best seller per console che superano tranquillamente i quattro milioni di copie vendute (sommando la versione PS3 e quella Xbox 360, ma in alcuni casi basta anche una sola versione).

Ma bando alla ciance e non polemizziamo perché i primi ad essere soddisfatti del risultato sono gli sviluppatori… e lo sono talmente tanto che si sono fatti immediatamente comprare per circa 9 milioni di dollari da un publisher cinese specializzato in MMO, Perfect World, probabilmente in previsione del lancio della versione MMORPG di Torchlight.Chissà se la versione Mac recentemente rilasciata insieme alla versione melosa di Steam darà un ulteriore boost alle vendite.

Fonte

Per Bioware Final Fantasy XIII non è un RPG

Dopo il pessimo exploit di Mass Effect 2, la figuraccia con Awakening e quella ancora più grave dopo la patch 3.30 su PS3 (ricordo che su PS3 Dragon Age è passato dal funzionare male al non funzionare affatto), cosa fa una software house in crisi palese?

Inizia di nuovo una sterile polemica contro uno dei suoi più acerrimi avversari al botteghino: Final Fantasy XIII, illudendosi che mettere le parole in bocca ai suoi fan più accaniti possa colmare il divario di vendite tra un Mass Effect 2 ed un Final Fantasy XIII (indizio: il triplo). O tra un Mass Effect 1 ed un Mass Effect 2, se vogliamo giocare in casa.

La tesi: lo staff Bioware di Old Republic, forte di un franchise che fa vendere milioni di copie anche alla tazza di Jar Jar Binks, pensa che Final Fantasy XIII non sia un RPG, che detto da uno che lavora ad un MMOG è un’affermazione di un certo peso. Resta da capire quale sia il nuovo, inarrivabile standard di Bioware per gli RPG. Un clone di Call of Duty 2 con progressione predeterminata ed un sistema morale inesistente? Con le spade laser?

Nonostante tutto, lo staff di Old Republic non fa proprio una figuraccia, visto che anche The Escapist fa loro notare che Square Enix stessa ha dichiarato a 1UP di non aver creato il gioco seguendo i canoni degli RPG tradizionali (e purtroppo si vede) al fine di orientarlo ad un mercato più vasto.

Resta da capire perché anche Old Republic sia entrato nel giro dell’hype da strapazzo di stampo EA. L’annuncio del ritardo del gioco e questo tipo di uscite farebbero pensare alla preparazione ad una release affrettata per limitare i danni, come fatto per Mass Effect 2.

Intanto il pubblico pagante si chiede perché invece di sprecare risorse per interviste idiote Bioware non rimedi al caso Dragon Age: tra meno di una settimana escono i nuovi DLC (speriamo funzionanti, stavolta) ed il gioco freeza ancora ogni 10 minuti.

Il sito di Lost Horizon


Visto che questa avventura mi sembra promettente, sfrutto l’annuncio del lancio del sito ufficiale per darle un po’ di visibilità. Gli screenshot mi ricordano molto il secondo Indiana Jones, come atmosfere generali, ma potrei stare scrivendo una grossa castroneria meritevole della castrazione chimica. Comunque, visto che gli autori sono gli stessi dei Secret Files, sono parecchio fiducioso.
——————————————————————————
Deep Silver, marchio videoludico di Koch Media, azienda leader nella produzione e distribuzione di prodotti d’intrattenimento digitale, ha aperto un portale d’informazione su “Lost Horizon” dedicato ai fan delle avventure. Progettato per assomigliare a un’anteprima cinematografica, il sito web http://lost-horizon.deepsilver.com dà ai suoi visitatori maggiori informazioni sul nuovo gioco per PC sviluppato da Animation Arts. Il sito ufficiale di “Lost Horizon” sostituisce la vecchia pagina teaser.

Lo schermo mostra le prime scene del gioco. Sul lato destro dello schermo, gli spettatori possono vedere immagini che forniscono altre anticipazioni sull’incredibile varietà di ambientazioni in “Lost Horizon”. Sulla sinistra, si possono vedere i bozzetti dei personaggi, scaricabili anche come sfondi per desktop. http://lost-horizon.deepsilver.com offre anche notizie in diverse lingue, oltre a dettagli interessanti sul gioco. I visitatori del sito possono anche iscriversi alla newsletter e chattare nei forum con altri fan delle avventure.

“Lost Horizon” è il terzo titolo di Animation Arts, gli sviluppatori della pluripremiata serie Secret Files. La classica ambientazione negli anni ’30, luoghi affascinanti da esplorare tra cui Hong Kong, Tibet e Marocco e un’avvincente ricerca per svelare uno dei più grandi misteri dell’umanità fanno di “Lost Horizon” un titolo che terrà di sicuro i fan delle avventure incollati agli schermi.

La storia
1936: a Fenton Paddock, ex soldato britannico e sfortunato contrabbandiere, viene chiesto di cercare una spedizione scomparsa in Tibet. Lungo il viaggio, incontra degli sgherri dei nazisti che seguono una pista lungo i monti dell’Himalaya alla ricerca di armi occulte da usare per alimentare i loro piani di conquista, nella speranza di ritrovare uno dei più grandi segreti dell’umanità: la leggendaria Shambala.

Notizie sul prodotto
Piattaforma: PC
Genere: avventura punta e clicca
Sviluppatore: Animation Arts
Editore: Deep Silver
Data di uscita: 2010

Per ulteriori informazioni, visitate il sito web http://lost-horizon.deepsilver.com

Ryzom diventa il primo MMORPG commerciale rilasciato come open source


Tutto è bene quello che finisce bene? Sono passati tre anni dalla bancarotta di Nevrax, e le vicende successive sono state piuttosto alterne. Ora, nelle mani di Winch Gate Property Ltd., Ryzom è contemporaneamente ritornato un MMORPG con sottoscrizione a pagamento e diventato un software open source, per quanto paradossale questo possa sembrare.

Si fa presto a dire open source; ma quanto open? La licenza scelta è la GNU Affero General Public License, che riprende dalla GNU Public License il diritto dell’utente di eseguire il software, disporre del codice sorgente, modificarlo, e il dovere di redistribuirlo sotto la stessa licenza (quindi il software sotto AGPL rimane sotto AGPL); in più viene accordato il diritto di ottenere i sorgenti anche a chi usa il software indirettamente, come nel caso dell’utente di un sito, o più genericamente di un server: se quel sito usa internamente software protetto da AGPL, l’utente ha diritto ad ottenere i sorgenti del software medesimo.

Winch Gate ha quindi dato al mondo open source un’opportunità non di poco conto, considerato che non solo il software ma anche gli asset sono stati rilasciati (sotto licenza Creative Commons attribution-share alike); e se avete un’idea della qualità media dei medesimi nei giochi open source, sapete bene quanto ce n’era bisogno (per quanto anziani questi possano ormai essere). Chiunque ora può scaricare il codice e mettere su il proprio server di Ryzom (a patto di implementare un qualche algoritmo di generazione del mondo, per ora ancora proprietario), magari senza sottoscrizione, magari modificato. D’altra parte però, l’uso della licenza AGPL permette a Winch Gate di beneficiare di ogni miglioramento effettuato sul gioco dalla community, non solo nel Ryzom Core ma anche in qualsiasi versione derivata.

Sarebbe ora da stabilire da un lato se Ryzom così come è ora ha ancora qualcosa da dire nel campo dei MMORPG, e dall’altro se la comunità open source coglierà questa opportunità unica per dimostrare che  ha qualcosa da dire anche nel campo dei videogame.

Riferimenti

Ryzom – The MMORPG Ryzom goes Free Software!

The MMORPG Ryzom goes open source! (thread nel forum ufficiale)

MMORPG Ryzom Released Under AGPL (Slashdot)