Portal all’università

Il professor Michael Abbott deve essere un tipo veramente attento alla modernità e alle potenzialità espressive di un medium complesso e sottovalutato come quello dei videogiochi, altrimenti perché includere Portal tra i “testi” richiesti ai suoi studenti?

Abbott insegna al Wabash College, in Indiana, e ha convinto a far inserire il gioco di Valve tra le opere di un seminario dove gli studenti analizzeranno i “classic and contemporary works from all the disciplines.” (trad. opere classiche e contemporanee di tutte le discipline).

Il corso mira a far riflettere gli studenti sulle domande fondamentali dell’umanità viste da prospettive multiple e a dirla tutta, Portal accanto a Shakespeare e Aristotele sta veramente bene.

Abbott ha convinto i suoi colleghi più tradizionalisti affermando che Portal è un esempio di “backstage machination and onstage performance“, partendo dal libro Presentation of Self in Everyday Life di Erving Goffman, in cui il modo di presentarsi di un individuo viene paragonato a un piece teatrale con la verità nascosta dietro le quinte.

Pare inoltre che Portal sia una specie di titolo apripista per Abbott, che mira a inserire nei suoi corsi altri videogiochi. Chissà quali.

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