La sessualità negata dei personaggi videoludici

Articolo originariamente apparso su Babel#13

Uno degli argomenti ciclici che ogni tanto va affrontato è quello della sessualità all’interno dei videogiochi. Com’è la vita sessuale di Super Mario? Non che ci interessi particolarmente, in realtà, anche perché il discorso da fare è sicuramente più ampio. Partiamo da The Witcher in cui il sesso è presente in modo massiccio.

I toni del gioco sono fantasy/dark, la trama e i dialoghi rientrano nella tradizione del genere, con perdita della memoria annessa e cattivone che vuole distruggere il mondo. La differenza, almeno per l’universo videoludico, rispetto agli altri titoli del genere è che Geralt, il protagonista, è costantemente impegnato nel cercare (e nel riuscire) a portarsi a letto i personaggi femminili di primo piano. Insomma, è una specie di mandrillo fantasy piuttosto belloccio. Moralismi a parte (li lasciamo volentieri al Moige), quello che va notato è l’incapacità completa del gioco di rappresentare coerentemente ed efficacemente il sesso, come parte della realtà dei personaggi. In un mondo decadente e piagato da una peste terribile, ogni volta che i dialoghi toccano l’argomento sesso, il gioco si trasforma in una specie di commedia all’italiana dove regnano i doppi sensi e dove le fanciulle sfoderano un repertorio linguistico degno del peggior film di Massimo Boldi e Cristian De Sica. Anche dal punto di vista visivo siamo nel regno dell’ammiccamento pruriginoso, con letti che cigolano e mulini da cui escono i gemiti di un amplesso, i quali vengono interpretati dagli abitanti di un vicino villaggio come il segno della possessione del luogo. Corollario di questa visione pecoreccia del sesso è il fatto che la pratica sessuale sia legata a una specie di quest implicita riassumibile in “trombale tutte”. Insomma, i toni gravi di The Witcher, epici oserei dire, vengono stemperati nella peggiore commedia possibile e diventa evidente come chi ha scritto le sequenze di seduzione e accoppiamento sia un grande cultore del cinema porno, che non riesce a concepire il sesso in un quadro di normalità, dandogli un ruolo sinceramente descrittivo nell’economia dei personaggi.

Ma avviamo Mass Effect. Nel titolo della Bioware il sesso è usato in modo differente rispetto a quanto visto in The Witcher, in realtà c’è una sola sequenza di sesso in tutto il gioco, che può riguardare un uomo e una donna (umana o aliena che sia) o una donna e una donna, non un uomo con un uomo. Già questa “limitazione” ci racconta qualcosa, ma non tergiversiamo sulle discriminazioni (magari ne parlerò in un altro numero della rubrica). Il grosso problema di questa unica scena di sesso è che sembra uscita da un filmaccio erotico di serie B pensato per il mercato dell’home video, uno di quelli che ogni tanto passano nelle ore notturne sui canali locali. Il problema è che non c’è grosso coinvolgimento dei personaggi a cui il sesso viene fatto vivere come una parentesi esterna rispetto alla vita. Ovvero, il sesso non viene contestualizzato, non crea dramma ma è solo appoggiato al dramma principale, c’è ma non crea tensione, cioè non determina nulla se non se stesso. È una specie di easter egg da “sbloccare” e che può essere ignorato completamente. Insomma, in Mass Effect il sesso è incidentale nella vita dei personaggi, è un bonus regalato all’onanismo del videogiocatore medio che farà di tutto per vedere quella sequenza, senza riuscire a concepirla come parte della trama. Da quell’esperienza i personaggi non ne escono arricchiti, in senso positivo o negativo. È come vedere un film in cui a un certo punto viene inserita una scena di sesso perché fa cassetta. I personaggi si ritrovano ad accoppiarsi per una forza innominabile nella diegesi che si chiama sceneggiatura, ovvero s’impegnano per dare al pubblico quello che vuole, ma non ne sono partecipi e non riescono a convincere. Della scena di sesso di Mass Effect si è parlato molto, più che altro per via delle polemiche che ne sono scaturite, guidate sapientemente dagli addetti del marketing della EA, che l’hanno cavalcata per aumentare l’interesse intorno al titolo.

Quello che in generale è assente nel sesso praticato nei videogiochi è l’umanità dell’atto, costantemente stemperata in fiction. In realtà le eccezioni nobili non mancano (ne parlerò sul prossimo numero), ma sono gocce nel mare. Nella maggior parte dei titoli il sesso è negato, anche se in molti non manca una certa tensione sessuale (vedi Bioshock o Silent Hill); invece, come visto, nei titoli in cui è esplicito l’inserimento è spesso forzato e superficiale, asettico e greve. Manca la consapevolezza narrativa e manca la capacità di inserirlo in un contesto coerente in cui il sesso appaia come elemento tra gli altri, più che come momento estemporaneo inserito per far sghignazzare il giocatore e far parlare la stampa, ottenendone la pubblicità che serve per vendere qualche copia in più. Non per niente, alcuni di quei pochi titoli in cui il sesso è stato inserito in modo strutturale, non hanno destato alcuno scandalo, pur essendo a volte più espliciti di quelli molto chiacchierati.

8 comments on “La sessualità negata dei personaggi videoludici

  1. Bisogna fare sempre attenzione a quello che si desidera perchè si rischia di ottenerlo, lo disse Oscar Wilde a suo tempo e lo ripeto ora.
    Se pretendiamo che il videogioco diventi una fedele trasposizione della vita reale dobbiamo essere pronti a pagarne il prezzo, perchè, come nella vita reale tutto sarebbe finalizzato a infilarlo ovunque (per i personaggi maschili) o incredibilmente complesso, mutevole e sentimentalmente contorto (per i personaggi femminili).
    E sesso in cambio di cosa? In cambio della nostra avvenenza, aumentata dai bracciali +10 in personalità, in cambio della nostra fama perchè abbiamo ucciso il drago sputaprovole, in cambio del nostro cavallo fuoriserie o del fatto che siamo sindaci del mondo?
    E quanto dovrebbe essere complesso il meccanismo alla base della nostra relazione virtuale? La nostra riuscita nel campo sessuale a quale abilità dovrebbe essere legata (chi si ricorda la Perk di Fallout 2?), basterà premere ritmicamente un tasto come nei mod per Morrowind, o sarà più difficile e rischieremo una eiaculazione precoce? E la volta dopo? e quella dopo ancora? quando il nostro partner si stancherà della monotonia che regna tra le nostre lenzuola?

    Non vedo il vantaggio narrativo del sesso, lo trovo equivalente se non inferiore a quello di una normale “romance”. Il sesso può essere qualcosa di occasionale e non costituire un legame solido che influenza le nostre decisioni, ma è più la sua assenza a creare in noi stimolo per le azioni/decisioni … possiamo essere schiavi del sesso che non facciamo, ma implementare un concetto del genere all’interno di un videogioco sarebbe più che controproducente.
    Da un videgioco richiediamo un’esperienza che nella vita non possiamo avere, in un videogioco sono un cavaliere, un soldato o uno sportivo che tende a vincere le sfide che affronta, la frustrazione della sfera sessuale è qualcosa che concettualmente non mi diverte … la parte divertente del sesso è farlo, e il videogioco questo non può surrogarlo in alcun modo.

    Difficile concedere spazio al sesso all’interno di una narrazione senza farlo diventare qualcosa di vizioso alla maniera di DeSade, dove il sesso diventa la perversione che non abbiamo coraggio (una volta) di manifestare e condividere con il mondo, una sorta di catarsi che ci riappacifica con noi stessi facendoci sentire meno malati.
    Meglio allora la parentesi pruriginosa, divertente e leggera, che passa come “colore”, diversivo o semplicemente come acme di una storia d’amore che è parte della trama.
    Trovo poi abbastanza ovvio che il popolo videoludico non chiede qualcosa di diverso nella direzione “narrativa” del sesso, dal mondo dei modder i prodotti che escono fuori tendono ad accentuare la superficialità con la quale si VUOLE vivere la sfera sessuale nel videoludo un esempio su tutti:

    http://www.youtube.com/watch?v=g7X8rLgaTcA

    un mod che inserisce una camminata da “passeggiatrice” per tutti i personaggi femminili mi sembra che si spieghi da solo, e non citiamo i sexy cloth.

  2. “la parte divertente del sesso è farlo”.

    esatto, se mentre sgozzo galline maledette sul Monte Ufo il gioco me lo fa venire in mente, spengo la console e torno in contatto con il mondo.

  3. Sono più concorde col parere espresso da JimiBeck, anche se sono consapevole, come dici tu, che in Mass Effect sembra che la scena di sesso sia stata inserita perché a un certo punto (e guarda caso alla vigilia di un avvenimento importante) ci deve essere la trombata tra i protagonisti stile “film da cassetta”. Però secondo me lo si può perdonare in virtu del fatto che può essere letta come un “appprofondimento” delle vicende dei personaggi. E ti fa vedere che effetto fa sulle Asari: per un fatto culturale, eh 😉

    Ma cerchiamo veramante qualcosa di più? Come, secondo te, dovrebbe influire nella trama, non il riuscire a portare a letto qualcuno, ma riuscire a fare sesso “bene”?

    Per quanto riguarda The Witcher la cosa la vedo in modo diverso: gli autori hanno fatto una scelta precisa e trattano la cosa in una maniera leggera e ironica. Non vedo il male di inserire una quest così particolare, chiara nei suoi intenti (ti fai due risate, ti pigli pure una cartolina ricordo) e finisce lì.

    Attenzione al testo seguente contiene SPOILER per chi non ha ancora giocato a Farenheit (anche se è passato un po’ di tempo…)

    Con questo discorso mi viene in mente quando giocai a Farenheit: giunto alla prima “copulazione” (non so se ci hai giocato, succede se riesci a tirar su il morale alla ex di Lucas suonando la chitarra) ho avuto un pochino la sensazione di “sesso messo lì perchè i film hanno sempre la scena di sesso”, ma essendo un maschietto mi andava anche bene così… Poi, più o meno a metà del gioco, Carla fa una doccia e la telecamera indugia (ma non troppo) sulle sue curve. Ma si, dai, ci stava, un po’ di sano erotismo. Ma verso la fine del gioco Carla decide di fare sesso con Lucas… cioè, uno che pensavi fosse un assasino fino a poco fa, che conosci da pochissimo tempo, freddo e smorto come un cadavere, tu cosa fai? Ma si facciamolo (ovvero trombata prima del gran finale)… ed è qui che, oltre che per alcune virate della trama, mi sono fatto l’idea che David Cage si auto esalti un po’ troppo e che la sua teoria “tutte le opere d’arte (film, libri, musica ecc…) sono sempre ispirate ad altre opere d’arte” rischi di servirgli più come scusa per se stesso che come risposta agli utenti per tutte le volte che inserisce scene stereotipate nei suoi prodotti.
    Non fraintendetemi, non ce l’ho con Cage, ma penso che siano molti ad aver fatto questo pensiero e che nonostante come me desiderano Heavy Rain su PC, hanno allo stesso momento molti dubbi.

  4. ok Karat, ma in che modo il sesso secondo te dovrebbe essere implementato all’interno di una narrazione senza essere relegato a semplice parentesi?

  5. Beh, ad esempio in Fahrenheit è stato ben contestualizzato, ma lo stesso Fatale affronta la sessualità in modo più organico e meno pecoreccio di altri titoli. Forse anche Prince of Persia non è poi male (parlo di Le Sabbie del Tempo)… quello che mi infastidisce è il non saperlo trattare come hanno fatto gli sviluppatori di The Witcher.

  6. ma parliamo di sessualità o di sesso, sono due livelli della stessa cosa differenti, dove il primo può essere implicito per ampliare una storia di amore, l’altra (il sesso) deve per forza essere descrittivo per non venire relegato a:

    – lui la aspetta a letto, lei esce dalla doccia
    *inquadratura delle gambe di lei con accappatoio che cade a terra*
    – i due amanti sono sotto le lenzuola, si intuisce l’intreccio delle gambe
    *carrellata close view sul letto, poi la telecamera indugia sulle tende della finestra, dissolvenza al nero*

    Per introdurre un elemento “sessuale” ti basta solo sapere che due ogni tot se lo buttano sotto la coda? o che tra A e B la relazione è culminata nello “zigo zago” cinque minuti fa?
    Non vedo in che modo questo arricchisca la narrazione, mi sembrano espedienti da teen-movie americano … ho visto (malauguratamente) puntate di Smallville più ardite.

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