Retrocrap – Rise of the Robots

Prodotto da Time Warner Interactive| Sviluppato da Mirage| Piattaforma Amiga, PC, Snes, Megadrive e molte, troppe altre| Rilasciato nel 1994

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Quando penso a giochi brutti mi si affacciano alla mente una serie di picchiaduro uno contro uno che hanno segnato irrimediabilmente la mia infanzia (Human Killing Machine, Dangerous Street, Ballz, Street Fighter 2 su Amiga…brr) e non solo la mia, visto che un utente del forum con il cervello probabilmente in stato terminale (te l’avevo detto che drogarti poteva andare bene lo stesso), un certo Cherno, ha deciso di riesumarne uno per, tenetevi forte, RIGIOCARCI! E poi dicono a me che sono un pervertito. Se lo incontrate per strada evitatelo, soprattutto se vedete che gli cola della bava dalla bocca. Si tratta di un individuo socialmente pericoloso che pare sia stato beccato più volte a copulare con dei muri (non è però mai stato specificato se di mattoni o di foratini).

Il tech demo (chiamarlo gioco sembra eccessivo) in questione è nientepopodimenoche Rise of the Robots della Mirage, pubblicato dalla Time Warner Interactive nel 1994, forse uno dei primi casi di hype smodato, culminato in voti parabolici su quasi tutte le riviste nostrane che, invece, era soltanto un gioco di merda che occupava un fottio di dischetti (13 la versione AGA, le altre versioni non so, ma immagino non fossero pochi).

Facendo un excursus storico possiamo vedere come questa fetecchia immonda sia uscita nello stesso anno di Darkstalkers della Capcom, di King of Fighters 94 della SNK, di Killer Instinct della Rare, di Mortal Kombat 3 della Midway, di Super Street Fighter 2 Turbo della Capcom, di Samurai Showdown 2 della SNK e di X-Men Children of the Atom della Capcom, tanto per citarne alcuni dei più famosi. Insomma, Street Fighter 2 era uscito ormai da anni, il genere andava sviluppandosi velocemente e molte delle innovazioni che lo caratterizzano nacquero proprio intorno a quel periodo. Ma come gli è venuto in mente di tirare fuori questa mazzata alla prostata?

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Tanto erano veloci i piacchiaduro più famosi e giocati, tanto Rise of the Robots era lento e macchinoso. Tanto si andavano affermando super mosse speciali, combo, vasti parter di personaggi dal background ricco di dettagli ecc, tanto Rise of the Robots presentava un solo inutile personaggio principale e una manciata di nemici (sei in totale) anonimi e privi di qualsiasi appeal, dotati di due, tre mosse e senza alcun extra oltre a dei filmati brevissimi inseriti tra uno scontro e l’altro. Anche gli scenari, immobili come il culo di uno studente prima di un’interrogazione, erano caratterizzati mostruosamente. Oltretutto, durante la campagna, era usabile un solo personaggio e, se non si aveva un amico a disposizione, gli altri non si potevano usare.

In realtà anche con un amico era impossibile usare gli altri personaggi: all’epoca dell’uscita provai a far giocare qualcuno in doppio a questa sborrata di cervo, ma ottenni solo delle fughe repentine giustificate con scuse improbabili (“mia moglie mi aspetta a casa” “quale moglie che non hai nemmeno 18 anni?” “vaffanculo, muori tu e questo schifo di gioco”) e amicizie finite con persone che da quel giorno si fecero negare al telefono (uno s’impiantò anche delle tette per non farsi riconoscere).

Ma come mai questo gioco è così brutto? Talmente brutto che Ratzinger lo usa per sentirsi normale? Beh, diciamo che un picchiaduro terminabile usando una sola mossa non merita neanche di essere chiamato picchiaduro e, guarda caso, proprio Rise of the Robots è finibile in questo modo (calcio calcio calcio calcio calcio calcio calcio… sulle palle).

È talmente noioso che per riprendersi dalla boria di una partita si deve accendere la TV alla ricerca di Studio Aperto (il reinserimento nella realtà deve essere graduale). È talmente insulso da essere meno profondo di un film porno con dei cani come protagonisti. I primi minuti di gioco si prova ribrezzo, i secondi minuti si entra in depressione, i terzi minuti o si è morti, oppure si parte per lavorare nell’Electronic Arts, così da vendicarsi del mondo cinico e baro che ha permesso a Rise of the Robots di avviarsi.

Pare che alcuni sviluppatori si siano iscritti al club degli onanisti gerontofili chiropratici anonimi dopo averlo realizzato. E pare anche che l’ideatore del letale calcio risolvi-gioco abbia chiesto scusa alla moglie e ai figli prima di suicidarsi… il rimorso per aver pensato quella mossa lo tormentava la notte.

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Commento: Probabilmente ha prodotto più pedofili Rise of the Robots che Non è la Rai.

Da ricordare: La colonna sonora formata da 30 secondi presi da una canzone di Brian May, da una serie di effetti sonori contabili sui peni di un club di sole donne e… basta

Giudizio sintetico: Le idee di design contenute in Rise of the Robots sono molte e sono state applicate alla perfezione. Non credo esista un gioco capace di fracassare i coglioni in modo scientifico come questo.

25 commenti su “Retrocrap – Rise of the Robots

  1. A me non faceva così schifo, dai. Era brutto ma sopportabile, soprattutto la versione HI-RES si faceva anche guardare.

    Però io non conto affatto, a me piaceva persino BallZ…

  2. Si noti che non solo in singolo si poteva usare solo il cyborg, ma se si giocava in due uno doveva usare il cyborg per forza.

    Perché?
    Perché le merdosissime collisioni che-uno-manco-se-ne-accorge erano tutte precalcolate e ciucciavano una montagna di memoria già così!
    Ahahahahahahahahah, tecnologia portami via!

  3. Non l’ho capita o meglio, non la voglio capire!Collisioni precalcolate?
    OMFG, Sicuro?

    Comunque ho comprato sia il primo che il secondo, da pazzi 😀
    Mi verrebbe da farne un remake giocabile: dai chi fa il rip degli sprite? 😀

  4. > Non l’ho capita o meglio, non la voglio capire!Collisioni precalcolate?
    OMFG, Sicuro?

    Parola di Mirage :DDD

  5. Oh, fantastico, certe battute fanno piegare.
    Probabilmente la recensione DEFINITIVA di Rise of the Robots.

  6. E poi siccome MK aveva reso di moda le fuoriuscite (di pomodoro), Rise of the Robots rispondeva con le schegge di metallo! Ahahahahahahahahahahahahahah!

  7. Un mio amico lo prese per PC (molto migliore graficamente della penosa versione Amiga di tutti) e io passai le vacanze di natale ad inventarmi scuse per non giocarci… Che tempi quelli! Per un gioco, essere su CD-ROM voleva dire fare pena!

  8. Un momento: hype a parte, dopo l’uscita del gioco si leggevano recensioni con “voti parabolici”? Io ricordo che Game Power lo demolì, probabilmente perché quando uscì per console “ci si era resi conto dellammerda”.
    Ma sarei curioso di vedere le recensioni per amiga e pc.
    Magari farò un giro su old computer mags… 😉

  9. Già guardato:si fermano al 1993.
    Cmq mi ricordo che Superconsole lo stroncò di brutto.

    Hey chi si ricorda quella perla di Kasumi Ninja per Jaguar?

  10. Me lo ricordo benissimo! Ai tempi io avevo un 286 e sbavavo sugli screen incredibili che vedevo su TGM.

    Non ricordo come venne trattato, però mi pare che in generale venne trattato bene.
    Ho visto un bel filmato su youtube che fa vedere un longplay amiga: mostra in tutto e per tutto la bruttezza del titolo 😀

  11. Hei io mi ero comprato il seguito e torno a dire che era mooolto meglio dei questo.
    Ma di picchiaduro assurdamente brutti ce ne sono a bizzeffe. Basta pensare a Kasumi Ninja, survival arts e Tatoo Fighters!

  12. E se lo dice uno che si chiama NEO GEO bisogna credergli.

    Tra parentesi, io annovero anche MK tra i picchiaduro brutti: rotoscoping a parte, faceva veramente pena ed i seguiti non hanno fatto che confermare la medicrità della serie.

  13. Però MK si inserisce in un contesto di pop-culture videoludica molto affascinante.
    Fatality, Babality, Friendship… il secondo e definitivo capitolo sapeva essere molto simpatico nel suo essere kitsch, perché non si prendeva affatto sul serio come il primo.
    TOASTY!!! 😀

  14. Il primo episodio lo saltai a piè pari, ma il secondo ce l’ho ancora nell’armadio, acquistato a poco prezzo parecchi anni fa!
    ..e vi dirò: il 2 a me è piaciuto!!
    La grafica per l’epoca non era affatto male e il design dei robot discretamente affascinante.. 🙂

  15. Mi era sfguggita questa recensione retrocrap e concordo pienamente con tutto quanto abbia letto nell’articolo. Una nefandezza immane, ma uno di quei giochi che comunque mi ricordano l’infanzia videoludica.
    La cosa più snervante del gioco era il ritardo nei controlli: se premevo un tasto per dare un pugno dopo tre secondi dava il pugno il personaggio. tra l’altro i personaggi erano una schifezza immane…insomma…giusto che stia qui tra le retrocagate

  16. Lo ebbi come regalo per il Natale del 1995. Era la versione per DOS, ed era contenuta in numerosi floppy disk (ve li ricordate? Altro che memorie USB!). Windows 95 era uscito da poco e sembrava chissa’ che cosa, in particolare la tecnologia plug and play era fantascienza (ed infatti funzionava poche volte). Ma io avevo ancora MS-DOS 6.22 e Windows 3.1. Giocai a Rise of the Robots su un Pentium di prima generazione (perche’ allora erano diffusi i 486) a 90 Mhz, con 8 Megabytes di Ram. Un processore standard, a quei tempi, era un 486 DX2 a 66 Mhz, ma andava bene anche un 486 DX2 a 33 Mhz. Pero’ erano anche usciti i primi Pentium a 100, 120 e 133 Mhz, costosissimi. Ma torniamo a Rise. L’installazione richiedeva un po’ di tempo (com’era lento, quel drive! E quanto rumore faceva…) ed era probabile che, su 13 (o 14? non ricordo) floppy disk ce ne fosse qualcuno difettoso. E allora corri in negozio a farti sostituire tutta la scatola. Tra l’altro i picchiaduro, in generale, non mi piacevano molto (avevo 13 anni). Comunque… la grafica non era male, cosi’ come i brevi filmati tra un incontro ed un altro. Duravano pochissimo ma erano in vero 3D, con incredibili dettagli per i computer di allora. Certo, la giocabilita’ era pessima. Tra l’altro ho letto su questo gioco che “un personaggio non poteva scavalcare l’altro” perche’ “gli sprite non potevano rigirarsi”. Forse pochi di voi sanno che e’ stato anche pubblicato un libro intitolato Rise of the Robots con l’immagine del cyborg sulla copertina. E anche quel libro era brutto. In generale il gioco era scarso, ma la grafica era decente. Nulla a confronto con Mortal Kombat II o Street Fighter II (lasciando perdere i loro seguiti).

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