Le ore

Finalmente è uscito il film di Metal Gear Solid 4. Ora speriamo che esca anche il gioco, che lo sto aspettando con trepidazione.

Scherzi a parte, conosco l’ultima opera di Kojima soltanto per numeri, e quelli mi limiterò a commentare, partendo dall’affermazione di un recensore di Wired: “My clear time for Metal Gear Solid 4 was 18 hours, and more than half of that was spent watching”.

Mi ha inquietato. Più di 9 ore di filmati su 18 totali di gioco?

L’idea di videogioco d’autore è così pervertita? Ovvero: è un autore di videogiochi chi non fa videogiochi? Il complesso d’inferiorità nei confronti del cinema è così marcato che ci esaltiamo per la bellezza dei filmati di MGS 4 arrivando a considerarlo “arte” solo per questo? Proprio come un film, del resto…

Ovvio emozionarsi davanti ad un film emozionante, altrimenti sarebbe un fallimento. Non contesto la “regia” delle sequenze cinematiche di Metal Gear Solid 4 perché ne ho viste troppo poche, ma contesto senza mezzi termini l’idea che un videogioco in quanto tale possa essere giudicato “arte”, o semplicemente bello, in relazione ai filmati che contiene. Ovvero mi sembra assurdo che si stia commentando e valutando MGS 4 soprattutto sulle fasi non giocate.

In effetti, del gameplay si è parlato pochissimo, relegandolo in un angolo quasi fosse un extra non necessario… quasi una curiosità esotica. Non nego il fascino della produzione in sé, e non nego che i filmati possano essere coinvolgenti, ma se la bellezza di un titolo qualsiasi è concentrata soprattutto nella sua “cinematograficità”, allora facciamolo recensire da Ciak e non chiamiamolo videogioco. Ho troppo rispetto per il medium videoludico da poter tollerare in silenzio un’umiliazione simile.

Ma forse mi piace semplicemente chiamare le cose con il loro nome. È da quando ho giocato con Metal Gear Solid 2 che ho la certezza della vera ambizione di Kojima, ovvero dirigere un film. Anzi, dirò di più: Kojima sembra quasi infastidito dal dover concepire le sezioni giocate con cui condire i filmati. Non per niente Metal Gear Solid 2 aveva un gameplay stealth decisamente mediocre, basato su una concezione bidimensionale dello spazio superata da anni. Si fosse chiamato “Parappa the Assassin” e fosse stato monco dei filmati avrebbe ricevuto valutazioni molto differenti.

E invece, per l’ennesima volta, stiamo qui a discutere di bei filmati dimenticandoci completamente il medium che abbiamo davanti, come se la cinematograficità fosse un valore assoluto da perseguire e non un abuso da evitare. Insomma: al cinema ci sono arrivati decenni fa a stroncare i film troppo teatrali o troppo letterari… chissà l’intellighenzia videoludica quando arriverà a capire che bisogna tentare di staccare il cordone ombelicale che tiene attaccato il medium videoludico al medium cinema, piuttosto che esaltarsi ogni volta che viene annodato intorno al collo del bambino rischiando di strozzarlo.

53 commenti su “Le ore

  1. E’ un punto di vista che condivido in toto. Nonostante abbia giocato a tutti e quattro i titoli della saga di MGS, purtroppo non rientro tra i fan accaniti proprio per il fatto che questa saga ha sempre calcato troppo la mano sulle cinematiche (nulla di grave) portando in secondo piano le meccaniche di gioco (grave). Con il terzo capitolo e con il quarto capitolo le cose sono un po’ migliorate (nulla a che vedere con MGS2 che era seriamente rovinato da troppe, troppe cinematiche), ma resta comunque chiaro l’intento di Kojima che è appunto quello di raccontare una storia attraverso filmati, più che attraverso le fasi di gioco. Nonostante tutto non so se medium videoludico e cinema si debbano necessariamente scindere. Alla fine è una questione di bravura/astuzia dei game designer.

    Faccio un esempio: The Darkness è un gioco dal “taglio cinematografico” (presentazione, stile narrativo, scenografia fanno l’occhiolino a parecchie produzioni cinematografiche), ma nonostante tutto riesce a raccontare la sua storia attraverso il gameplay (si, abbiamo anche dei filmati ma non sono assolutamente invadent). Per non parlare di Dead Rising, che fa palesemente l’occhiolino al film Dawn of the Dead, e che ugualmente riesce a portare avanti la sua narrazione attraverso le fasi giocate e le cinematiche ma lasciando che siano le prime a svolgere il ruolo da protagonista, e non viceversa.

    Quindi mettiamola così. Videogiochi e “Cinema” possono anche andare a braccetto, quello che conta è che il game-designer non perda di vista quello che è l’obiettivo numero uno, ossia creare un videogioco. Kojima invece fa il contrario, per lui il videogioco non è il fine, ma il mezzo attraverso il quale raccontare la sua storia. E logicamente molti si chiedono, “ma non poteva direttamente farne un film?”

  2. Prendete le parti di gioco di Metal Gear.
    Prendete i filmati.
    Separatele.
    Ora analizzatele, hanno la stessa valenza presi da solo!?
    Sparare a Gray Fox, il duello con Ocelot, lo sneaking nella base, avrebbe lo stesso senso?

  3. Di gameplay si è parlato pochissimo perchè quando se ne parla, la
    prima domanda dei detrattori è: “ma quanti filmati ci sono, quanto
    durano?”.

    Al che cascano le palle fino a rotolare al centro della terra: pare
    che dopo mgs2 tante persone non abbiano proprio preso visione dei
    capitoli successivi, parlando a vanvera, ed è un peccato. E’ un peccato
    perchè uno vorrebbe anche dire quanto la parte stealth ed action si
    alternano e si accavallano in maniera convincente e naturale, invece niente.

    Nessuno chiede.

    Forse chi detrae deve per forza di cose mettervi su mgs il bollino di non
    gioco, mettendo volutamente in secondo piano il gameplay: anche se fosse
    stato di 17 ore contro una di filmati.

    Devo essere comunque sincero, il quarto capitolo non è il migliore della
    serie, anzi, si piazza sopra al secondo solo perchè l’azione, durante le
    missioni, non si interrompe praticamente MAI. Ha altri difetti imputabili
    soprattutto ad alcune scelte di design, però il gioco c’è ed è li: di
    sicuro non fa venire la sincope come il secondo capitolo della serie.

    Alla salute.

  4. “ma contesto senza mezzi termini l’idea che un videogioco in quanto tale possa essere giudicato “arte”, o semplicemente bello, in relazione ai filmati che contiene”

    Chi giudica “arte”, i filmati di MGS?

  5. Awwww, cribbio!!! Io sto ancora qui ad aspettare che mi venga pubblicato il mio primo articolo, sennò non posso cominciare a scriverne uno nuovo che parli però di MGS4. (>v<);

    Vabbé intanto commento. Innanzitutto, Karat, devi capire che i giapponesi hanno una concezione del videogioco COMPLETAMENTE diversa da quella occidentale. Mi spiego: il videogiocatore occidentale cerca l’interazione nel videogioco e lo vede come un sistema di competizione, o azione. Il videogiocatore orientale invece cerca la narrazione nel videogioco, e lo vede come un sistema appunto narrativo, di atmosfera. Nota anche solo la differenza fra gli rpg occidentali come un Baldur’s Gate, e gli rpg orientali come un Final Fantasy. Ma potrei anche solo parlare dei “videogiochi-racconto” in cui ci si limita solamente a immagini semianimate seguite da parole e parole e parole, in cui il massimo che il giocatore è chiamato a fare è scegliere fra la risposta A e la risposta B: questi giochi sono ultrapopolarissimi in Giappone, ma da noi non se li sarebbero mai inventati.

    Quindi Metal Gear Solid NON E’ MAI STATO UN FILM MANCATO. E’ SOLAMENTE UN VIDEOGIOCO STRETTAMENTE GIAPPONESE. Il problema principale (ma anche il vantaggio: a me piace questa cosa) della saga ideata da Kojima è che nasconde un’anima puramente giapponese dietro ad una facciata che sembra quella di un gioco dallo stile occidentale. Questo porta spesso i giocatori a rimanere perplessi dalla quantità spropositata di dialoghi, dal surrealismo di alcune scene, dal vago sessismo gratuito, o anche semplicemente dalla impostazione narrativa (se ti fai una cultura di teatro, o anche solo di cinematografia, proveniente dal Sol Levante, capirai subito che per i giapponesi le trame NON devono avere senso, NON devono essere realistiche, e addirittura NON devono avere una fine: la saga di MGS cerca di occidentalizzarsi ma rimane in sottofondo il dadaistico stile narrativo classico giapponese).

    Quindi non criticare MGS prima di conoscere la mentalità giapponese.

  6. Guarda io di mentalità giapponese non ne so nulla, ma alcune
    scene rimangono davvero trash, da qualsiasi punto di vista le
    si giudichi.

    Il punto non è questo: prima di scrivere opinioni, li vogliamo
    giocare i giochi? Oppure entriamo anche il Ars Ludica nel meccanismo
    secondo il quale un gioco si bolla o si esalta a simpatia?

    Vi prego, no.

  7. Il Videogioco giapponese è così? Guardando le produzioni Nintendo, Sega, Konami, Namco ecc. non si direbbe. In campo arcade la giocabilità pura è quasi sempre stata giapponese, storicamente sono gli europei a propinare ciarpame estetizzante (si veda la ludoteca Amiga per ulteriori ragguagli).

    Al massimo questa è una frangia del videogioco giapponese che qualcuno, tanto più se di altro continente, può legittimamente avere sulle palle. O per amor di apertura giochiamo tutti ai simulatori di treno e di scommesse sui cavalli (generi molto nipponici e molto poco narrativi, peraltro)?
    Poi, restando su MGS, il fatto che la trama sia farraginosa è davvero l’ultimo dei suoi problemi – almeno per me, a cui le parti giocate piacciono forse anche meno di quelle filmate.

  8. @ Joe: per quanto mi riguarda è mero divertimento dissacratorio. Anche perché, come accennavo altrove, ignoro il rispetto dei gusti altrui a tal punto che non mi aspetto nemmeno il rispetto dei miei.

    MGS poi dà particolarmente gusto nella misura in cui può contare su un fandom sempre pronto a dirti che è Arte, che è il solo vero Videogioco (anche se zeppo di filmati che, come abbiamo appena visto, sono giustificabili solo relativizzando) e che sei tu che trovi demenziale giocare a Commandos col pad e un decimo delle opzioni (e metà delle armi che semplicemente non si riesce a usare in modo accettabilmente preciso, ma mi sembra di capire che con gli episodi più recenti hanno risolto) a non capire ed essere in torto.

    E’ come sparlare dei Queen – qualche album piace anche a me, sono pure bravi, ma vuoi mettere l’ingrifamento dei talebani?

  9. Si ma nel contesto Ars Ludica nessuno dice che è Arte, sarebbe carino
    fare una discussione seria tenendo conto di questo contesto.
    Altrimenti è anche inutile seguire, dopo un pò.

    Vabè.

  10. Lun-Sei, non mi sembra debba essere necessario conoscere la cultura giapponese a fondo per porre delle critiche, altrimenti non avremmo nè recensioni nè review sparse per il globo ma solo quelle della stampa locale e … stop. Non ci vedo niente di male nell’analizzare la saga da un punto di vista occidentale, perchè è solo un punto di vista diverso, non “sbagliato” o che dir si voglia. Cerchiamo di non idolatrare sterilmente la cultura giapponese solo per giustificare comodamente una tesi.

  11. Allora, Karat fa benissimo a tirare fuori queste osservazioni.
    MGS non è né un film, né un videogioco in senso stretto: è un’opera multimediale diretta da Hideo Kojima.
    Il neo di fondo, la stonatura, sta nel fatto che queste sequenze filmate sono effettivamente “cinema”, ma la durata complessiva supera quella di un film. E’ una miniserie? E siamo sicuri che la trama abbia veramente un senso?

    MGS sa troppo d’accozzaglia, ecco tutto. MGS2 (che reputo molto buono a livello di meccaniche, mi sembra un po’ esagerato il commento di Karat) è stata la prima conferma: Kojima è esaltato dalle potenzialità del medium, e ci infila dentro tutto quello che gli viene in mente. Ci vuole un pochino più di misura; lui ne ha abbastanza (oltre al grande talento visionario), ma ce ne vuole di più.

    Non si può continuare ad alternare la fase cinema alla fase gioco, ma soprattutto non si può dire che questo sia l’unico modo di raccontare una storia nel videogame. Anche perché ormai ci siamo rotti.

    Con calma leggerò tutta la recensione di Joe, che mi sembra bellissima.

  12. a me MGS piace proprio perchè è MGS, se no mi reinstallo per pc splinter cell
    p.s. chi se lo ricorda il filmato dove snake si presentava vestito da fisher?

  13. comunque ne faccio una questione meramente di linguaggio: che senso ha esaltare un videogioco che ha come maggiore punto di forza quello di avere dei bei filmati?
    Sul gameplay mediocre di MGS 2: confermo, faceva schifo ed era ancora legato ad una concezione a 8 bit dello stealth. Basta provare la demo del primo Thief per capire quando sia inadeguato e vecchio il gameplay di un MGS qualsiasi.

  14. e poi non è che premia, in MGS4 kojima si è arrabbiato con me perchè avevo preso troppo gusto con gli headshot

  15. Beh, però si diceva nelle preview che l’approccio sarebbe stato più diretto…
    C’erano anche delle considerazioni semioloGGiche e narratoloGGiche sul perché di questo cambiamento ma non me le ricordo più, mi asciugavano.

  16. In verità non lo dico nella recensione ma era un’impressione da ciò che avevo visto prima, il gioco ti offre vari approcci. In ogni caso mi dispiace che molti di voi giudicano il gioco basandosi su vecchi episodi che, probabilmente, non avete nemmeno approfondito. Il punto di forza dei MGS non è il mega filmato cinematografico. Per me è la fusione di entrambi gli elementi, con un gameplay originale che forse è rimasto troppo fedele al passato. Inoltre non si possono non considerare tutte le chicche nascoste all’interno del gioco: non avendo giocato il 3 (pieno di trovate geniali mai viste e di questo bisogna dar merito al team), ad esempio, non credo possiate capire cosa intendo. Certo, alcune cose sono di contorno, ma sono dettagli e prelibatezze che non ho trovato in altri videogiochi, o almeno non in questa quantità e cura. Scusate se è poco.

  17. Il fatto è che puoi o massacrare tutti, o sgattaiolare di soppiatto.
    Il fatto è che è richiesto di andare cauti senza farsi vedere, pena
    ritrovarsi massacrati.

    Ma se non ci giocate come fate a valutare questa cosa?

    La questione linguaggio poi è un fatto meramente soggettivo: ad esempio
    mi domando quale senso abbia fare un gioco dove una vecchia di merda deve
    sedersi su una panchina e morire. L’unico pregio è che se lo vuoi comprare
    ti costa massimo 5€.

    Altra cosa che non mi quadra mai in questi articoli “d’opinione”: spesso
    si sente la frase “Kojima punta più al film che al gameplay”. Ma dove?
    Le meccaniche di gioco son ben presenti e dettagliate: le scelte di
    gameplay possono essere non condivisibile, ma da quel che si legge pare
    che il gioco sia strutturato su un set di regole casuali. Ma va là su 😀

    @Mario: la storia del gioco ha senso, può far cagare ma il senso ce l’ha.
    Se vogliamo è anche un messaggio abbastanza serio, ma non ho voglia di
    ripetere le stesse cose già dette.

    Badate che alcune cose che dite sono condivisibili, il punto è che calcate
    eccessivamente la mano.

  18. In ogni caso, a prescindere dalla qualità del gioco, trovo inopportuno basarsi così tanto su un tipo di linguaggio proveniente da un altro medium, in questo caso il cinema.
    Il videogioco in senso generale manca probabilmente di un suo linguaggio e di una sua identità ben definita, continuare a prediligere oltremodo la fusione con il cinema è semplicemente deleterio verso l’evoluzione del videogioco come forma d’espressione.
    MGS4 è sicuramente un’opera di valore(ma non l’ho provato, quindi non posso esprimere un’opinione in merito)ma non aiuta il medium ad elevarsi verso qualcosa di suo, di personale che le altre opere espressive non possono avere nella stessa misura.
    Sappiamo che ciò che contraddistingue il videoludo è l’interattività, nel momento in cui essa passa in secondo piano si perdono gli intenti originali.
    Torniamo al cinema, cos’è stato sin dall’inizio dei tempi?Racconto per immagini, a cominciare dai fratelli Lumiere, poi la narrazione ha abbracciato anche il campo immaginario oltre a quello realistico, si è assistito all’inclusione totale del sonoro e all’utilizzo di effetti speciali, ma la base del cinema è sempre quella, il racconto per immagini che ne resta componente principale.
    Se questo con i videogiochi non avviene, abbiamo in effetti tra le mani dei “videogiochi” o delle “opere narrative dalla limitata componente interattiva”?

  19. A me invece sembra debilitante stabilire a priori quale debba
    essere il linguaggio dei videogames. Come sappiamo bene, questo
    media è molto giovane e soprattutto offre una libertà di
    comunicazione mai visti ne sentiti in altri contesti: abbiamo
    avuto avventure grafiche, film interattivi, pong, tetris,
    system shock, tutto.
    Pensa che schifezza sarebbe stato se si fosse stabilito subito
    cosa fare e cosa no, è giusto che ognuno sperimenti la comunicazione,
    il linguaggio del videogame, come meglio crede ed è giusto poi
    valutare dopo aver toccato con mano l’esperienza.

    Dopo questo banalissimo passaggio potremmo disquisire allegramente
    su quale siano le direzioni più appropriate, fino ad allora eviterò
    accuratamente di condividere giudizi con chi parla a vanvera. Anche
    se sono d’accordo con il soggetto in questione, perchè se parliamo
    bisogna farlo argomentando e qui, ora, ne vedo poche poche poche poche,
    di argomentazioni.

    La cosidetta aria fritta 😀

  20. Ma chi è che parla di arte per MGS4? io ho letto in giro un po’ di recensioni e commenti e onestamente ‘sta parola non l’ho incontrata.
    A giocarci non ci ho giocato ma vedendo i longplay su youtube (sempre sia benedetto) ho notato un certo numero di tocchi di classe (l’uso dello split screen in alcune fasi, shadow moses, il combattimento finale) che non saranno “arte” sicuramente, però contribuiscono a dare un'”anima” al gioco.
    Nel bene o nel male MGS4 risalta nel panorama videoludico, certo più per le sue scelte narrative che per quelle videoludiche, ma non sarei così estremo da colpevolizzarlo di una qualsivoglia sudditanza del videogioco nei confronti del cinema… al contrario ciò che personalmente sento quando vedo le cutscene di MGS4 è che ormai il videogioco (forse soprattutto grazie al contributo di Kojima) non ha niente da invidiare al cinema, per lo meno dal punto di vista tecnico.

  21. @ Bruno: se ne parla in termini di Arte, per esempio, in qualunque forum in cui si protesta perché il tale o il talatro sito/rivista gli ha dato 9,765639876298172 ma non 10, che avrebbe meritato essendo perfettissimo ed ermeticissimo.

    @ Perno: perdonami, ma chi ha mai detto che le meccaniche di gioco sono “a caso”? Nessuno dice che lo siano, si vede che non lo sono. Sono brutte, ecco tutto =P

  22. “A me invece sembra debilitante stabilire a priori quale debba
    essere il linguaggio dei videogames. Come sappiamo bene, questo
    media è molto giovane e soprattutto offre una libertà di
    comunicazione mai visti ne sentiti in altri contesti: abbiamo
    avuto avventure grafiche, film interattivi, pong, tetris,
    system shock, tutto.”
    Cetamente la sperimentazione deve essere portata avanti, soprattutto nel videogioco che è un medium giovane, sono d’accordo, il reale problema secondo me è dato dal fatto che ci si muove in direzioni che non sfruttino realmente le potenzialità del media.
    Perchè delegare lo svolgimento della storia alle sole parti non interattive?E’ una cosa necessaria per il cinema o per la letteratura che non possono farci impersonificare un soggetto, ma non per il videogioco dove noi siamo i protagonisti e dove noi possiamo utilizzare la nostra mente e le nostre capacità in maniera attiva.
    Non dico che MGS4 sia sbagliato, dico che la strada a mio parere è un’altra.

  23. >Il fatto è che puoi o massacrare tutti, o sgattaiolare di soppiatto.
    Il fatto è che è richiesto di andare cauti senza farsi vedere, pena
    ritrovarsi massacrati.

    Ma va là. Richiesto dove? La terza missione è l’unica dove si è costretti (meno male, aggiungo) ad adottare un approccio stealth. MGS è non è considerata uno stealth-game? Oppure improvvisamente per comodità stiamo facendo finta che MGS non sia considerato tale solo per giustificare il fatto che in MGS4 viene incentivato l’approccio alla Rambo anzichè quello stealth in virtù del fatto che più cadaveri si accumulano, più soldi si fanno e più armi e munizioni si possono acquistare (che fa pesantemente l’occhiolino al giocatore dicendo, se vuoi stare armato fino ai denti per i boss fight ti conviene fare stragi). Che ci sia stato un miglioramento nelle meccaniche lungo il corso della serie non lo nega nessuno, già con il terzo capitolo hanno fatto un enorme passo avanti rispetto agli altri due (anche per la sola gestione della telecamera o per le fasi stealth), però nel quarto capitolo questo sistema di vendita delle armi ha fatto fare un bel passo indietro anzichè in avanti, in my opinion. Che poi a te ne non te ne freghi nulla poco importa, ma che questo sistema vada ad inficiare l’approccio stealth è un dato di fatto che va pesato se si analizza MGS come stealth-game. E siccome MGS è uno stealth-game e viene pubblicizzato come tale, è normale che questo aspetto pesi negativamente e non positivamente.

  24. Sì, lo so che non è che bisogna per forza essere esperti di cultura ed arte giapponese, per poter comprendere lo stile usato da Hideo Kojima.
    Ma il fatto è che, ovviamente, chi invece conosce queste cose è in diritto di “correggere” affermazioni totalmente errate come “MGS è un film mancato”, spiegandone le ragioni.

    MGS, si dice, o lo si ama o lo si odia, e questo chiacchierare tanto su come “doveva essere un film” o robe del genere, è un’altra dimostrazione della potenza nel prodotto (come diceva Oscar Wilde: “Parlate male di me, purchè parliate di me”). E’ ovvio che paragonare un videogioco, sia anche MGS4, all’Arte, quella con la “a” maiuscola, è esagerato. Ma questo non significa però screditare un sistema di gioco dall’impronta ultranarrativa, solo perché non piace. Altrimenti io potrei dire che Final Fantasy fa schifo proprio perché parlano e parlano e parlano prima ancora di cominciare il gioco. Invece Final Fantasy piace a molti, quindi evidentemente non è che faccia schifo: è A ME che fa schifo. Ma è sbagliato ritenerlo un brutto gioco, perchè se a molti piace, significa che a molti piace la sua realizzazione. Stesso discorso vale per la saga di Metal Gear: se lo stile cinematografico, la trama assurda ed intricatissima, e i dialoghi infiniti, non fossero ben realizzati e piaciuti al pubblico, di sicuro non ne avrebbero fatto quattro episodi più i vari spin off.

    Beninteso, NON ho alcuna intenzione di difendere “lo stile giapponese” a tutto tondo. Anzi, sono proprio io la prima a scagliarmi contro i pessimi gusti videoludici mostrati dagli orientali (fra simulatori di treno, giochi porno, mmorpg assolutamente monotoni e meccanici…..). Ma personalmente io lodo la saga di MGS proprio perché normalmente non amo questo particolare stile giapponese: il fatto che invece nel caso di MGS mi sia così gradito che anzi non vedo l’ora di sorbirmi due ore di (splendidi) filmati, significa che LA FORMULA DI MGS4 E’ UN SUCCESSO. Non è per tutti, ovvio, ma non esiste videogioco che piaccia a tutti.

  25. Si adesso mgs4 con il sottotitolo “No place to hide” doveva essere
    il re degli stealth. Dai Zeavis sii serio.

    Probabilmente sei davvero bravo, ma io in certi punti ho dovuto agire
    di soppiatatto pena essere fatto fuori. Soprattutto godendo di essere
    riuscito a farlo. Fornirti da Drebin in continuazione e fare stragi è
    una scelta data in mano al giocatore, per esempio io non ho preso quella
    strada. Quindi? Chi ha ragione? Magari io sbaglio, quello che vedo però
    è una scelta data in mano al giocatore.

    Detto questo non dico affatto che mgs4 sia un capolavoro, neanche che sia c
    hissà che, nella mia classifica vince di poco sul secondo capitolo e questo
    è tutto dire.

    Per me è un gioco dignitoso che rimane coerente con se stesso nel corso del
    tempo, nelle scelte di realizzazione. Come tale esigo che quando si vanno
    a scrivere delle opinioni, le si scrivano con cognizione di causa: se
    mi si dice “il gioco blablablabal è blablablabalbla, ma non l’ho giocato”,
    ti darò torto pure se hai ragione, pensa un pò te.

    Tutto questo per dire che l’articolo di Karat stavolta non mi è piaciuto
    per nulla, più che per i contenuti per l’approccio.

  26. @Fattanz: Anzitutto complimenti per il nick, già mi stai simpatico 😀
    Per risponderti dico che sicuramente il tuo discorso è condivisibile
    e sensato: quello che dico io è che proprio l’uscita dagli schemi oppure
    le così dette sbandate, possono effettivamente essere utili per arrivare
    a capire come integrare narrazione ed interattività al fine di rendere
    un prodotto migliore, a livello ludico.

  27. Cherno, nessuno sta dicendo che MGS deve essere il re degli stealth. Però se mi permetti un gioco che viene spacciato e pubblicizzato come stealth game che poi si ritrova ad avere alcune meccaniche che sono l’anti-tesi del genere lo rende un po’ insipido, non so se mi spiego. Altra cosa, se da un lato come giustamente dici te è una scelta del giocatore quella di giocarlo “in stealth” o alla Rambo, è anche vero che il secondo stile di gioco alla fine è quello che paradossalmente rende l’esperienza di gioco più facile senza alcuna penalità. E’ come se in Thief io provassi a fare stragi di guardie (cosa impossibile da fare, si morirebbe quasi subito) perchè sono troppo pigro/svogliato nell’affrontare il gioco nella maniera nella quale è stato concepito. Ora in Thief non si può fare perchè giustamente chi prova ad adottare un approccio diverso viene “punito” da un livello di difficoltà adeguato. In MGS4 è l’opposto, ossia più si fa il Rambo e più diventa facile (io per dirti ho fatto così nella seconda missione e nella quarta, inutile dire che al momento del Boss Fight ero armato così tanto da far schifo, lol), quando invece dovrebbe essere l’esatto contrario, ossia più si cerca un approccio spartano non votato allo stealth e più difficoltà si incontrano. Ma in MGS4 non è così, ahimè. E no, non credo di essere chissà quale fenomeno, anzi.

  28. Non voglio fare lo stronzo, però mi spieghi bene in un campo
    di battaglia come si fa a giocare di stealth puro senza penalizzazione
    nel caso si debba agire di forza?

    Ecco posso dire che in alcuni casi lo stealth avrebbe dovuto essere
    più favoreggiato rispetto all’azione di forza, questo si.

  29. Secondo me Karat intendeva concentrarsi sulla questione del “monte ore” dedicato al videoludo e agli spezzoni cinematografici piuttosto che concentrarsi su MGS4. Anzi, secondo me MGS4 in questo caso è solo un pretesto per porre la questione se sia giusto riempire per metà un videogioco di filmati.

  30. Mah non so quanto l’articolo sia “in generale” piuttosto che essere
    concentrato sul titolo di Kojima. Questo ce lo può dire solo Karat.

  31. Cherno, forse non riesco a spiegarmi perchè la tua risposta non c’entra una mazza con il mio discorso. :asd:

    Rispondo ugualmente al tuo commento. Dove ho parlato di “stealth puro”? Di nuovo, o stai fraintendo quello che sto cercando di spiegare, o mi sto spiegando male io non so. Non è questione di essere “stealth puri” o meno, la cosa è molto semplice. MGS4 andava benissimo se non avessero implementato il “premio in denaro” che si ottiene raccogliendo ogni arma dai cadaveri, semplice. Se non ci fosse stata questa feature uno avrebbe potuto fare il Rambo, ma mancando di motivazioni per farlo sarebbe tornato ad un approccio stealth. Il problema è che con questa feature si incentiva ad adottare un approccio antitetico a quello stealth. E’ questo il problema. Un conto è avere due scelte (giocare stealth o alla caciara) e avere pro e contro in egual misura in entrambe, un altro conto è avere due scelte una con pro e contro (stealth) bilanciati, l’altra con quasi tutti pro e pochissimi contro (approccio alla Rambo). E’ un difetto di design. Che poi si decida di ignorarlo il difetto resta, c’è poco da dire. E di nuovo, per un gioco che si presenta come stealth game (puro o meno, la saga di MGS è conosciuta come stealth game, non come gioco caciarone) è un controsenso invitare (perchè è questo quello che fa il sistema di crediti che si ottengono raccogliendo le armi, è un palese invito) il giocatore a fare tutt’altro. E’ come se, per assurdo, in un gioco di calcio si desse la possibilità al giocatore di correre con la palla in mano, invitandolo a trasgedire la natura della tipologia del gioco stesso, anzichè dirgli “guarda, puoi prendere il pallone con le mani ma ti conviene comunque giocare con la palla usando i piedi”.

  32. > Altrimenti io potrei dire che Final Fantasy fa schifo proprio perché parlano e parlano e parlano prima ancora di cominciare il gioco.

    Infatti non è che “potresti”: puoi. Anche adesso.
    E puoi anche dire che è fatto male, non vedo proprio perché no. Almeno della maggior parte degli episodi si può dire senza problemi e incontrando anche un vasto appoggio.

  33. Va bene, ho inteso.

    Allora tirando le somme: il gameplay c’è, ha qualche magagna, i
    video sono ovviamente presenti, ora voglio capire: com’è che da quello
    che scrivi sembra che non si riesca a parlare di gameplay, quando
    in vece ne stiamo parlando Zeavis ed io ed anche Joe nella sua recensione?

    L’articolo è decisamente accusatorio, ma non è che forse più che colpa
    del gioco è colpa dei giocatori che non vogliono vedere o se ne vanno
    troppo in visibilio per due cinematiche?

  34. In realtà l’articolo è stato scritto prima di leggere la recensione di Joe che, in quanto parte di Ars Ludica, fa storia a se (lui è tanto bravo e non me lo toccate).

    xMonops: impara, dilettante… e senza dire parolacce od offendere nessuno 😛

  35. >>>>Sul gameplay mediocre di MGS 2: confermo, faceva schifo ed era ancora legato ad una concezione a 8 bit dello stealth. Basta provare la demo del primo Thief per capire quando sia inadeguato e vecchio il gameplay di un MGS qualsiasi.

    Nah, non farmi rodere il fegato con questi modi presuntuosi.
    Attenzione a tutti: allora parliamo sempre di scelte registiche, ok?
    Sia nel gameplay, sia nell’utilizzo delle sequenze cinematografiche.

    Dici che il gameplay di MGS2 faceva schifo perché era ancora legato a una concezione 8 bit dello stealth. Questione di visuale fissa, probabilmente (orrore!). Ma ti rendi conto che questo era l’essenza di una meccanica che funzionava assai ed era divertente?

    Ho detestato MGS PSP e la sua visuale libera (a che pro con uno schermo mini?), il TASTO PER APPIATTIRSI SUI MURI, ma siamo pazzi? Era talmente bello e intelligente usare lo stick o il pad per fare la stessa cosa.
    Insomma, “modernizzare” is not the way, non sempre, non quando si tratta di qualcosa che era unico e funzionale sia su MSX che su PS2 (con tutte le innovazioni del caso).

    Era una scelta registica: siamo tutti d’accordo? Penso di sì.
    Poi la si può comprendere e apprezzare o rifiutare e denigrare, e questo vale anche per l’abbondanza cinematografica (e non interattiva) presente in MGS4.

  36. alla faccia vostra l’ho iniziato ore fa.
    Ora magari NON è uno stealth, (ma il 4 voleva esserlo?? dai trailer mi pare fosse chiaro l’approccio a “guerra aperta”).
    Per il resto, è l’unica saga che ancora mi sa far venire i brividi.
    NO, mi spiace, i BRIVIDI con civilization Revolutions non mi sono venuti, con Darkness mi sono divertito, ma non mi sono emozionato.
    Metal Gear ci riesce, sono un fanboy?? se è il prezzo da pagare per provare qualche autentica emozione di fronte a un freddo monitor sta bene, crocifiggetemi, ma almeno avrò il sorriso sulle labbra.

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