About il Cinese

Il fatto che la moglie abbia accettato di avere un marito con dei seri problemi di dipendenza da giochini elettronici, la dice lunga sui compromessi ai quali è dovuto scendere pur di evitare che la sua collezione di cartucce finisse misteriosamente nel bidone della spazzatura. Il suo sogno è quello di arricchirsi facendo un lavoro appagante, anche se chi lo conosce sostiene che sarebbe disposto a diventare semplicemente ricco. Nel mentre, trascorre la domenica mattina facendo le pulizie di casa, ipotizzando cosa accadrebbe se alla sua porta bussassero Elena Fisher e Liara T'Soni, insieme.

[Creazioni] Inside Tron 2.0

D’accordo… non sono mai stato un figlio modello… ma questo mi sembra davvero esagerato!

Digitalizzato.

Sono stato digitalizzato mentre interrogavo l’A.I. del server principale, cercando di ricostruire la misteriosa scomparsa di mio padre.

Il raggio laser del dispositivo a cui stava lavorando deve avermi colpito e…

Insomma, eccomi qua, trasformato in una manciata di file. Certo che di questi tempi da creativo a programma intruso il passo è davvero breve!

Comunque, anche se la mie nuove sembianze virtuali non sono niente male (non parliamone poi se mi attivano l’antialias 4x!), devo confessarvi che non vedo l’ora di uscire di qui. Questo mainframe pullula di P.A.I.!

Cosa sono, dite voi? Beh, tecnicamente sono una sorta di antivirus ma… vi assicuro che la loro forma antropomorfa incute davvero timore.

Inutile dirvi poi quanto siano aggressivi! D’altronde, come dargli torto.

Il vero problema non sono io…  ho scoperto, infatti, che l’hard disk è stato infettato da un virus di ultimissima generazione che lentamente sta infestando il tutto e… le unità P.A.I., già che ci sono, hanno deciso di mettere in quarantena anche me!

Non so che fine avrei fatto a quest’ora, se non fossi stato un motociclista provetto.

Comunque sia, qui l’atmosfera si fa sempre più incandescente e cerco di difendermi come posso… mi sembra di essere il protagonista di un FPS in piena regola!

Ho recuperato qualche arma energetica qua, qualche brandello infettivo di virus là e, modestia a parte, non me la cavo poi tanto male.

Da quando poi mi sono scaricato qualche patch di aggiornamento e la versione del mio profilo non è più quella beta, inizio ad essere un osso duro da…

Aspettate… un secondo solo… ma… quello è… NO! Il formattone riparatore no!

Ragazzi mi dovete scusare, ma devo proprio salutarvi… se non ricordo male in questo settore c’è una partizione sicura in cui potrei nascondermi.

Dunque… per il tresferimento dati? Ah sì… di là!

Rayman 3: Hoodlum Havoc

Prodotto e sviluppato da Ubisoft | Piattaforme PC/PS2/GameCube | Rilasciato nel 2003

Esilarante! Basterebbe questo per esprimere le emozioni vissute giocando a questo terzo episodio delle avventure di Rayman. Immediato e intuitivo, il titolo della Ubisoft ci impegnerà lungo nove capitoli, ciascuno dei quali caratterizzato da ambientazioni molto differenti sia nella veste grafica che nelle modalità con cui superare gli ostacoli predisposti lungo il nostro cammino. Oltre alle classiche sezioni interamente dedicate al salto delle piattaforme e alla raccolta di coins (utile per sbloccare filmati extra e minigiochi), Rayman 3 propone una varietà di situazioni da affrontare decisamente originali per il genere. Dalla corsa in stile Supreme Snowboarding e quella sui  vettori per il passaggio tra macro livelli, alla traversata dell’oceano a bordo di una nave, sparando con cannoni per difendersi dall’attacco di terribili pesci meccanici, mentre il nostro compagno Globox (al timone) urla: “Siamo i re del mondo!”. Se la trama non presenta particolari elementi originali (il nostro obiettivo ultimo sarà quello di liberare il popolo dei Lum rossi, imprigionati dalle controparti nere), ciò che lascia davvero a bocca aperta è il comparto audio. Musiche che si integrano perfettamente all’azione e che ne esaltano lo scorrere; una localizzazione così accurata da riuscire a restituire l’ironia e la comicità che gli sviluppatori hanno attribuito ai vari PNG (Globox e Andrè in primis) che ci accompagneranno per il paio di settimane di tempo richieste dal gioco per essere portato a termine. Dialoghi ricchi di citazioni, non ultima quella di Half-life, che descrive le condizioni atmosferiche del quartier generale di “Black Lusa”, in perfetto stile Black Mesa e doppiata dalla stessa voce ascoltata nel titolo Sierra. Rayman 3 è un gioco fatto davvero bene e, rutto di Glut, grazie alle trovate geniali dei programmatori (che non sembrano finire mai), riuscirà a sorprendervi fino all’ultimo momento. Imperdibile!

God of War: Chains of Olympus [seconda opinione]

Prodotto da SCEA | Sviluppato da Ready at Dawn | Piattaforma PSP | Rilasciato nel 2008

Sparare a zero su God of War: Chains of Olympus per PSP sarebbe troppo semplice. Non sarebbe nemmeno una cosa tanto originale, viste le recenti critiche mosse nei confronti del terzo capitolo su PS3. Cosa fare, quindi? Tacere l’immensa noia provata nel giocarlo o scrivere tre righe per cercare di evidenziare i (pochi) aspetti positivi che lo salvano dall’insufficienza?


Ho optato per questa seconda opzione, dato che indirettamente mi offre l’opportunità di esprimere un giudizio negativo sull’intera esperienza di gioco, offerta dal team dei Ready at Dawn Studios. Incominciamo, quindi, con l’applaudire l’unico aspetto dannatamente figo del titolo e cioè la sua realizzazione tecnica. Per intenderci, credo che se esistesse l’antidoping nel mondo dell’intrattenimento videoludico, la console portatile di casa Sony sarebbe senza dubbio risultata positiva a qualsiasi controllo. Non mi azzardo in valutazioni sullo sviluppo tout court che non mi competono, però credo che tutti quelli che hanno avuto la possibilità di metterci sopra le mani, siano rimasti colpiti da quella grafica tanto pulita quanto ricca di dettagli. Un altro elemento che mi ha piacevolmente colpito è stato quello della regia con cui hanno “girato” la sceneggiatura del gioco: cambi di inquadrature, piani sequenza, long take… Tutto molto bello e, soprattutto, molto efficace nel coinvolgere il giocatore. Infine, ho adorato l’usuale senso di onnipotenza che i controlli pensati per Kratos riescono ad infondere, a chi lo impersona. Per intenderci, credo che anche il “cane di Zave” (una figura leggendaria di cui, magari, vi parlerò in futuro) avrebbe potuto ultimare il gioco se solo qualcuno si fosse preso la briga di assumere il controllo del fantasma di Sparta, nelle sequenze dedicate al salto tra piattaforme. Per il resto, anche la povera bestiola avrebbe goduto come un grillo a menar fendenti a destra e a manca, schiacciando tasti a caso, ché tanto la combinazione giusta, prima o poi, salta fuori sempre.

Tutto il resto, a mio modesto parere, fa schifo. Dalla storia alla cornice narrativa, passando per i minigiochi erotici ai QTE, per finire con gli occhi di Gorgone e le piume di Fenice che, davvero, non se ne può più! Potrei concludere con l’affermare la sua natura di casual game, ma rischierei di offendere altri titoli in flash che, al contrario, meriterebbero di essere giocati, quindi mi fermo qui.

Credo sia opportuno segnalarvi che, su queste stesse pagine, il buon Vittorio “lamb-O” Bonzi scrisse una recensione ben più corposa e descrittiva. Nel caso in cui foste interessati, ecco il link!

La morte sua

Il recente appuntamento dell’E3 ha dimostrato che il PC, come piattaforma di gioco tout court, sta agonizzando. Non si è fatto che parlare di Kinect, Move e 3DS: parole che sono suonate come i rintocchi delle campane che, alle ore 15.00 di tutti i venerdì feriali, ricordano ai cristiani la morte di Gesù. Agli “accaniti del mouse”, inutile girarci intorno, sono rimaste solo le briciole di un mercato che, fino a pochi anni fa, era di loro esclusiva competenza. Nel mio essere “politically scorrect”, non posso che sorridere di fronte all’ostinazione con cui alcuni amici continuano ancora a difendere l’esperienza di gioco su PC, additandola come l’unica degna di essere vissuta.

Eppure, se ipotizzassimo un futuro videoludico in cui Blizzard e gli FPS online scomparissero, ci sarebbe da chiedersi quali titoli giustificherebbero l’acquisto di quegli ingombranti, costosissimi e rumorosi cabinet, che infestano le nostre scrivanie da un paio di decenni. Rispondere a questa domanda con la parola “Crysis”, non farebbe che amplificare l’assurdità di una così strenua difesa. Pare, infatti, che i ragazzi di Crytek, fino a ieri ultimi alfieri dello sviluppo innovativo ed esclusivo per PC, abbiano realizzato il seguito tenendo conto dei limiti tecnici imposti dalle console dell’attuale generazione. Per abbracciare l’utenza console, infatti, è stato ideato un tool di sviluppo che modifica in tempo reale quello che viene concepito nell’editor, rendendolo immediatamente compatibile con l’hardware di ciascuna piattaforma. Che la mossa sia stata imposta da EA o dal potenziale economico espresso dall’enorme base di 360 e PS3 installata, questo è irrilevante. Permane il fatto che l’industria del “mouse e tastiera”, vacillando anche laddove si era in presenza di un primato tecnologico inviolabile, stia vivendo un periodo davvero buio. Uno di quelli da cui sarà difficile rialzarsi.

È opinione di alcuni che ipotizzare la fine del gaming su PC sia non solo prematuro, ma anche fuori moda. Un po’ come quando si scrive che le avventure grafiche sono morte: lo si ripete da anni e puntualmente si viene smentiti. Ciò nonostante, per quanto sarebbe più corretto parlare di un’evoluzione del modo di giocare e di fruire i contenuti su PC, personalmente ritengo che l’atteggiamento remissivo delle software house, che hanno rinunciato alla guerra del “chi c’ha i requisiti minimi più alti”, sia un altro segnale estremamente negativo: impossibile non tenerlo in considerazione. Sembra che nessuno, infatti, sia più disposto a rischiare di non riuscire a rientrare nelle sempre crescenti spese necessarie allo sviluppo di un videogame. I grandi publisher, ormai, si impongono con autarchia deprimendo qualunque spinta propulsiva che non garantisca ampi margini di guadagno.

Vedremo cosa riusciranno a fare i prossimi Starcraft 2 e Diablo 3, che tutti noi stiamo attendendo da troppo tempo. Nel temere che non saranno sufficienti ad invertire l’abituale tendenza di investire sempre e solo nel mercato del “sofà entertainment”, mi chiedo se la strategia dell’”uscire solo quando saremo pronti” non rischi di fare troppe vittime tra quelli che si sono stancati di aspettare.