About Simone "Karat45" Tagliaferri

Nacqui, e già questo è un miracolo, vista la mole. Da piccolo ero restio al cibo, poi ho smesso (di essere restio). Appassionato di videogiochi sin dalla più tenera età, in cui un Frogger casalingo mi rubò l'anima, sono cresciuto a pane e 8 bit, poi 16 bit, poi 32 bit, poi 64 bit e infine un numero indeterimnato di bit che mi hanno fatto salire il colesterolo ma anche fatto scoprire un sacco di mondi eccezionali (ad esempio quello di Samantha Fox). Ad oggi sono tormentato da una domanda: ci sono più carboidrati in una fetta di pane o in New Super Mario Bros.? Non ci dormo la notte. Ma forse è colpa del caldo (se leggete questo profilo d'inverno sappiate che è stato scritto a fine Giugno). Ho fondato, insieme agli altri tizi presenti in questa pagina, Ars Ludica sperando di poterlo riempire di pornazzi. Ho capito troppo tardi che doveva essere un blog sulla cultura dei videogiochi scritto da sfigati. È l'essere evidentemente sfigato che non mi ha permesso di tirarmi indietro. Così eccoci qua.

Dead Space 2 se la fa sotto…

Dead Space 2 sta avendo successo. Con il successo arrivano le ovvie polemiche. Ad esempio, se nel gioco chiami una religione d’invasati Unitology e le dai alcuni dei tratti di Scientology, devi quantomeno aspettarti una presa di posizione da parte di quest’ultima o qualche polemica accesa dei fan di Tom Cruise. La presa di posizione di Scientology è legittima, sia chiaro, come però è altrettanto legittima la tua libertà di parodiare quello che vuoi (basta non scadere nel penale).

Ovviamente l’industria videoludica è piena di leoni e, come già dimostrato con il caso di Medal of Honor, ci tiene a farsi considerare come una realtà seria e autorevole. Infatti, subito dopo il primo accenno di polemica, Wright Bagwell, il direttore creativo di Visceral Games, ha puntato i piedi con forza e… negato che Unitology sia stata ispirata da Scientology.

Sì, la gerarchia è simile, la divinità aliena c’è e i modi d’agire farebbero pensare proprio a una parodia, ma in realtà si sono ispirati a un libro (quando ci si deve difendere si tira sempre fuori un libro): The Demon-Haunted World di Carl Sagan, nel quale superata una certa soglia di evoluzione tecnologica, gli esseri umani sono tornati vittime delle superstizioni e delle credenze, non riuscendo più a comprendere il mondo che li circonda.

Insomma, Unitology sarebbe un tentativo di parlare di temi universali e i riferimenti a Scientology sarebbero solo casuali. Tiriamo il fiato e accettiamo questa tesi come buona. Non abbiamo nessun motivo per non farlo.

Rimane però sospesa una domanda fondamentale: ma anche se Unitology fosse ispirata direttamente da Scientology, dove sarebbe il problema?

Esistono decine di libri che raccontano la realtà di Scientology da un punto di vista critico, come esistono libri, film, quadri e così via che analizzano, anche aspramente, le altre grandi religioni. Perché i videogiochi non possono farlo? Perché bisogna andarsi a parare dietro la letteratura e negare che Unitology sia palesemente ispirata (sin dal nome) a Scientology? I videogiochi non hanno il diritto, diritto proprio di tutte le altre forme di espressione riconosciute, di raccontare come vogliono un fatto umano?

Da questa domanda ne deriva un’altra, ancora più importante: l’industria videoludica è preparata a difendere la propria libertà di espressione dagli attacchi che provengono dall’esterno? Oppure, a ogni polemica su un qualsiasi tema, dovremo continuare a leggere balbettamenti simili a quelli di Bagwell o censure idiote come quelle subite dai talebani in Medal of Honor? Vogliamo iniziare a prenderci sul serio?

GGOAL – Strategia calcistica

Giulio Giorgetti ci ha segnalato questo interessante progetto italiano dedicato al mondo del calcio. Si chiama GGOAL, un browser game che permette di gestire strategicamente le partite.

Se volete provarlo, andate sul SITO UFFICIALE e create la vostra squadra. Intanto ne affidiamo la presentazione alle parole degli autori:

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GGOAL è un browser game di tipo Tattico/Strategico che vede sfidarsi giocatori reali su quella che possiamo definire unaScacchiera Calcistica.

Il punto di forza di GGOAL è proprio la gestione accurata dei propri giocatori in campo, è possibile muovere i propri giocatori, decidere se farli correre, fargli fare dei contrasti, passare la palla e naturalmente tirare e segnare!

Il gioco è multiplayer, ogni utente ha una squadra composta da se stesso e altri 5 giocatori che potrà manovrare. In questo modo l’utente è sia il giocatore in campo che l’allenatore.

Il giocatore corrispondente all’utente sarà un po più forte come skill rispetto agli altri giocatori.

Il gioco è gratuito e siamo in fase di lancio del gioco dopo una fase di test durata 60 giorni durante il quale si sono già registrate oltre 1.200 squadre.

GGOAL è un gioco innovativo e vede proprio nel suo gameplay il punto di forza.

Nei prossimi mesi verranno inoltre sviluppate estensioni del progetto quali il calciomercato, la gestione dei preparatori atletici e altre novità.

In questa fase ci interessa far conoscere il gioco partendo proprio dal suo core che è appunto il campo di gioco.

Il gioco è disponibile in 6 lingue, italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco e portoghese.

Se avete problemi a giocare consultate la GUIDA COMPLETA.

Retro Game Challenge

Sviluppato da indieszero | Pubblicato da Xseed Games | Piattaforme Nintendo DS | Rilasciato nel 2007 (Giappone), 2009 (USA) | Versione testata USA

Un super giocatore virtuale chiamato Arino, strano essere con la testa fluttuante sopra una croce direzionale, sfida il giocatore a superare delle prove di difficoltà crescente in giochi fittizi usciti nella metà degli anni ’80, che girano su una console simil-NES. Ogni gioco richiede di superare quattro prove per sbloccare il successivo e per diventare liberamente utilizzabile senza i limiti della campagna principale. La selezione comprende:

Cosmic Gate
È uno sparatutto a schermate fisse con nemici che arrivano a ondate, ordinandosi nella parte alta del livello. Lo potremmo chiamare anche Galaga, soprattutto per la struttura e per il look dei nemici.

Robot Ninja Haggle Man
Un platform in cui bisogna ripulire i livelli dai nemici saltandogli in testa o sbattendogli delle porte in faccia. Qui il referente più probabile è Ninja JaJaMaru-kun per NES, attualmente giocabile sulla Virtual Console del Wii.

Rally King
Gioco di corse con visuale a volo d’uccello, in cui, partendo per ultimi, bisogna scalare le posizioni della corsa per cercare di arrivare in buona posizione. Non mancano accelerazioni improvvise, sgommate, testa-coda, scorciatoie e tutta una serie di extra che rendono interessanti i quattro circuiti. Le fonti d’ispirazione potenziali sono molteplici.

Star Prince
Sparatutto a scorrimento verticale con potenziamenti e boss di fine livello. Molto difficile, soprattutto nei livelli avanzati. Anche qui le fonti d’ispirazione sono diverse, ma quella più riconoscibile è sicuramente il primo Star Soldier (MSX, NES).

Robot Ninja Haggle Man 2
Anche nelle competizioni di retrogaming esistono i sequel che migliorano solo la grafica.

Rally King SP
Altro sequel con grafica ritoccata.

Guadia Quest
Il piatto forte della compilation. Guardia Quest è un vero e proprio JRPG, realizzato con tutti i crismi del caso. Dura parecchie ore ed è ben realizzato. Ci sono oggetti da raccogliere, boss da combattere e una specie di trama da seguire. Anche qui le fonti d’ispirazione sono molteplici, dai Final Fantasy ai Dragon Quest, passando per Zelda.

Robot Ninja Haggle Man 3
Terzo episodio della saga dei ninja robot. È molto diverso dagli altri due episodi; ricorda Ninja Gaiden.

Il giocatore sarà aiutato nella sua impresa dalla lettura di alcune riviste di settore, fittizie anch’esse, dove troverà recensioni, trucchi e anticipazioni. Volendo può leggere anche i manuali di tutti i giochi… ma conoscete un vero giocatore che legga i manuali? Suvvia, non scherziamo. Farsi le pippe con le guide ufficiali è lecito (qualcuno le scambia anche per letteratura), ma i manuali proprio no.

Retro Game Challenge segue il filo della nostalgia e tenta di ricostruire un’atmosfera, oltre che di proporre delle sfide impegnative. I giochi della raccolta sono tutti di buona fattura, in relazione a quello che ci si aspetta da un prodotto degli anni ’80, e sembra veramente di trovarsi di fronte a dei classici del passato. E poi c’è anche la mamma che prepara la merenda ai bambini che giocano da soli nella stanzetta, cosa volere di più?

Curiosità: Retro Game Challenge è ispirato a una trasmissione televisiva giapponese, Game Center CX: Arino’s Challenge. In Giappone è uscito un sequel del gioco, chiamato Game Center CX: Arino’s Challenge 2, che non è stato portato nel mercato occidentale a causa delle scarse vendite registrate. Peccato.