Archivi autore: Simone "Karat45" Tagliaferri
La fine di Diablo… in sei minuti
Il making of di The Whispered World
https://www.youtube.com/watch?v=GLf0xnoWc1E
Prison Break: The Conspiracy
Sviluppato da ZootFly | Distribuito da Koch media | Piattaforme: PS3, Xbox 360, PC | Pubblicato nel marzo 2010 | Sito ufficiale
La versione testata è quella PC

Lo confesso, ho usato Prison Break: the Conspiracy per fare un esperimento e ho sfruttato un paio di amici come cavie. Uno dei due è un fan sfegatato della serie televisiva, mentre l’altro non ne ha mai vista una puntata nonostante l’insistenza del primo nel proporglielo come il miglior telefilm mai realizzato. La domanda di partenza è quella che sembra porsi ogni recensione di un videogioco sulla faccia della terra: è divertente?
Il fan accende la console e inizia a giocare. Io vado a farmi un caffè e torno dopo una ventina di minuti in salotto. Trovo il mio amico assorto e completamente immerso nel gioco. Ci scambio qualche parola e ottengo una serie di citazioni dalla serie che, pur avendone viste alcune puntate, non capisco appieno (lui è uno di quelli che sa vita, morte e miracoli di tutti i personaggi… anche dei cani e delle mosche). Gli piace il gioco? Assolutamente sì. Mi tengo fuori dal giudizio perché in questo caso non è importante. Perché gli piace? Parlandone a posteriori mi ha detto principalmente perché secondo lui cattura bene lo spirito del telefilm. Mettiamoci anche un altro paio di elementi: era molto eccitato dal poter provare il gioco prima che uscisse nei negozi e quando gli ho proposto la cosa si è in un certo senso sentito investito da una specie di missione che trascendeva il titolo in sé.
Il problema è capire se tutto questo faccia parte del gioco. Direi di sì, visto che mi è impossibile negare che si sia divertito da pazzi, arrivando a chiedermi di dargli la mia copia (“Tanto a te l’hanno regalata, purciaro”… ahem, che amici che ho!).
Con il secondo amico la prova è andata diversamente. Premetto che non è un videogiocatore accanito e che preferisce di gran lunga i titoli casual a quelli più impegnativi (a livello di tempo). Grande giocatore di Farmville e Bejeweled vari, non disdegna però di dedicarsi a qualche gioco più complesso quando attira particolarmente la sua attenzione. Anche lui inizia a giocare. Passato qualche minuto in silenzio davanti allo schermo inizia a parlarmi d’altro. Passa una mezz’ora e capisco che sta giocando quasi per farmi un favore. Mentre parliamo della canzone di Emanuele Filiberto rifatta da Elio e le Storie Tese, gli chiedo a bruciapelo se si sta divertendo. La risposta è un sì poco convinto. Però continua a giocare. Nota qualche errore narrativo che l’altro non aveva notato e dice che il gioco è carino ma non lo esalta.
Ho per caso scoperto l’acqua calda? Ovvero che i fan sono più portati ad apprezzare titoli ispirati alle loro passioni i quali, giocati da altri, possono lasciare indifferenti? Sì, questo è ovvio e non avevo bisogno di nessun esperimento per dimostrarlo. Averlo fatto mi consente però di riflettere sulla natura del divertimento e su quanto sia assurdo volerlo usare come “elemento oggettivo di giudizio” in una recensione.
In questo caso se il primo amico dovesse scrivere di Prison Break: The Conspiracy, ne uscirebbe fuori un articolo esaltato in cui lo definirebbe senza dubbio un capolavoro… e ne sarebbe convinto, perché per lui è così. Nel secondo caso la recensione sarebbe più fredda e distaccata e probabilmente di capolavoro non si parlerebbe mai. Chi dei due avrebbe ragione? Se considerassimo il solo divertimento, la avrebbero entrambi, perché non è possibile per nessuno negare a una persona il fatto che si sia divertita o meno, anche con il gioco (o qualsiasi altra cosa) più brutto del mondo.
Oltretutto, immagino che i fan della serie preferirebbero conoscere il giudizio di un fan come loro rispetto a leggere l’articolo di un indifferente. Perché? Perché anche loro si esalterebbero per le citazioni e le atmosfere mutuate dal piccolo schermo. Anche loro saprebbero cogliere le sfumature che ha colto lui e trarrebbero piacere nel leggere un testo scritto da chi pensano possa comprendere quello che cercano nel videogioco del loro telefilm preferito.
Viceversa i non-fan rimarrebbero freddi di fronte alla passione, che può far chiudere gli occhi sui difetti, anche quelli più evidenti, e preferirebbero sicuramente l’altro articolo, più nelle loro corde.
Diventa quindi facile affermare che il divertimento non nasce soltanto dal gioco in sé, quanto da una serie di fattori che vanno a interagire tra loro e di cui il gioco è effetto e causa nello stesso momento. È proprio per questo che bisognerebbe cercare di tenerlo fuori da ogni discorso critico, dandogli il ruolo che merita. Cercare di renderlo un “dato” è un atto di arroganza che ne ignora la natura essenzialmente aleatoria e determinata. Se la critica videoludica vuole maturare, può ancora permettersi di rimanere attaccata alla mammella del nulla?
Babel 22 on air

Basta parlare, non se ne può più. Soprattutto se quello che dovete dire si avvicina al contenuto della nuova rubrica Terra Bruciata, sfogo di Gatsu sui videogiocatori analfabeti. Ma anche, basta parlare di Unreal Engine, di grafica, di aspetti tecnici. Se invece vogliamo discutere di stile, di idee di gameplay o di donne nude, ecco, dite pure la vostra. Babel 022, numero che vede il ritorno de La Tv che Videogioca, vi spiega due cose sulle pulizie di primavera in casa Guren, vi svela l’assassino di Heavy Rain (scherzo) e molte altre cose che saprei se avessi avuto tempo di leggerlo. Voi che invece non avete mai un cazzo da fare, fate i bravi e iniziate a sfogliarlo.
Link: QUI
In questo numero:
* Cover Story – Basta Parlare
* Ars Ludica – La sfida alla morte
* Esco di Rado – Due final is megl che uan?
* Review – Chime
* Review – Bayonetta
* Review – Glory of Heracles
* Review – Sands of Destruction
* Review – Heavy Rain
* Review – Alien Vs Predator
* Review – Le disavventure di P.B. Winterbottom
* Review – Bioshock 2
* Review – Battlefield: Bad Company 2
* Giochi di Merda – Tristologia di Navarrosh PC
* Sparate al Capoverso
* La Tv Che Videogioca – Dante’s Inferno Animated
* Terra Bruciata – 1
* Time Waits for Nobody – Spring Cleanings
* Nero Ludico – 5
* 1493
* Arena – 7
Gaming Effect, ottavo episodio
Ora lo confesso: ma quanto mi piacciono i podcast? Mi fa quindi piacere segnalarvi l’ottavo episodio di Gaming Effect, podcast dell’uomo che mi ha fatto comprare e apprezzare The Sky Crawlers su Wii. Ascoltatelo:
———————————————————————–
Gaming Effect vi propone un nuovo episodio per discutere alcuni argomenti strettamente legati tra loro.
La difficoltà nei videogiochi è fondamentale per riuscire ad ottenere un prodotto appassionante e vincente dal punto di vista del successo di critica e di pubblico.
Analizzeremo quali sono i fattori che influenzano il livello di difficoltà nei videogiochi di oggi, con un occhio al passato, scoprendo quali sono i tentativi fatti da team di sviluppo e publisher per migliorare i rapporti tra gioco e giocatore.
Passeremo quindi a discutere sull’alto tasso di abbandono dei giochi di oggi, cercando di capire le motivazioni alla base della scelta di acquistare un titolo, iniziarlo ma non portarlo a termine.
Infine parleremo della durata di un videogioco, fatto che spesso è correlato all’abbandono, e cercheremo di capire qual’è la lunghezza giusta per far si che un titolo venga fruito completamente ed apprezzato dai giocatori.
Ecco tutti i link:
Sito: http://www.gamingeffect.it
Post sull’episodio: http://www.gamingeffect.it/episodio-otto.html
Post degli approfondimenti: http://www.gamingeffect.it/episodio-otto-approfondimenti.html
MP3 diretto: http://www.gamingeffect.it/mp3/Gaming%20Effect%20episodio%20otto.mp3
Ubisoft regala un gioco completo agli utenti PC che hanno avuto problemi con Assassin’s Creed 2
Nelle ultime settimane la Ubisoft è stata subissata di critiche per il DRM invasivo di Assassin’s Creed 2 (e di altri giochi, tra i quali l’appena pubblicato The Settlers 7), soprattutto dopo i problemi riscontrati da molti giocatori che hanno acquistato il gioco originale e che non hanno potuto giocarci per un paio di giorni.
Conscia del problema e di aver scontentato buona parte dell’utenza, la casa francese ha deciso di rispondere in modo davvero signorile (quando va detto, va detto), ovvero regalando un gioco completo a scelta tra quattro titoli piuttosto importanti del suo catalogo: Prince of Persia (l’ultimo), Tom Clancy’s H.A.W.X., Heroes over Europe e Tom Clancy’s Endwar.
Pare inoltre che diversi utenti abbiano ricevuto altri regali invece del gioco, ovvero dei contenuti precedentemente disponibili solo nell’edizione speciale.
Ecco il testo dell’email in italiano che ho ricevuto:
Ciao, Karat45
In seguito ai recenti problemi che hanno interessato i server di gioco, inficiando l’esperienza ludica di alcuni utenti PC possessori di Assassin’s Creed 2, desideriamo premiare la tua pazienza durante il disservizio verificatosi offrendoti la possibilità di scaricare gratuitamente un gioco completo tra quelli riportati nella riportata più avanti.
Speriamo che tu possa divertirti ancora a lungo con Assassin’s Creed 2 e usufruire della nostra offerta gratuita.
Cordiali saluti
Il team Ubisoft
RSS

