Quella che vedete non è un’edizione particolare del gioco, ma la copertina dell’ultimissima edizione americana della Divina Commedia. Ok boys, il messaggio è chiaro: Dante spacca i culi. Il bello è che è ancora la versione tradotta da Henry Wadsworth Longfellow e pubblicata nel 1867. Mi chiedo cosa vogliano ottenere. Vendere il libro incitando il lettore a scoprire le differenze con il videogioco? Già immagino i “fuck Virgilio” e i ragazzini in ansia che sperano che Dante estragga una spada rotante per distruggere la porta dell’inferno gridando “time to kick ass”. Oppure vogliono nobilitare il videogioco accostandolo all’opera di cui francamente sembra aver ripreso solo il titolo? Magari vogliono convincere qualche genitore che non sta acquistando un action rozzo e ignorante, ma una colta riduzione di un classico della letteratura mondiale? Chi può dirlo… comunque se mi capitasse mai di sviluppare un videogioco, ci infilo dentro una versione troiereccia delle piccole donne, promesso.
Fonte: Joystick
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