Il Tentacolo Viola – Ep 10

Oggi bis di Maderna. Visto che siamo in un mondo virtuale, fatto da gente virtuale che in realtà non esiste, se volete lanciare mutande e giarrettiere fatelo contro il monitor o speditele per posta. A chi? Ora volete sapere troppo! Comunque ci sono la dottoressa Valeria e il Cego…
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Dopo aver sognato di aver registrato un podcast sui videogiochi, Davide e Andrea tornano alla realtà richiamando sottol’egida del tentacolo due ospiti del recente e meno recente passato: Paolo “Cego” e la Dottoressa Valeria.
In un tourbillon di rivelazioni, insulti e una buona dose di tachipirina, i tre moschettieri si fanno esaminare in un test preparato apposta dalla strizzacervelli più videoludica che c’è: sono pazzi? C’è da preoccuparsi? I sogni aiutano a vivere meglio o ci si sveglia solo tutti bagnati?
La risposta a questi ed altri atroci quesiti nel decimo episodio del tentacolo viola. Scarrricate ed ascoltate!!!

ATTENZIONE!!! SPOILER WARNING!!
Dal minuto 40:27 al minuto 43:15 si rivela e si discute del finale di INCEPTION!!
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Outcast Magazine 6

Eccoci a un nuovo episodio di Outcast. Ne sentivate la mancanza, vero? E annuite, suvvia! Siate cortesi!
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Sesto appuntamento con le Chiacchiere Borderline, che questa volta vedono un tris di sciammanati d’eccezione dedicarsi agli argomenti più disparati, ma senza il supporto di sostanze psicotrope. In coda, l’eroe di grandi e piccini: il Marrone!

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Ringcast 41- il bunga bunga di Gatsu e soci

Guardate, mettere online questa puntata di RingCast è stato quasi come partorire un bue dal naso. Ma finalmente, amicici da casa, ce l’abbiamo fatta: in differita dalla terra degli Abba e dell’Ikea, il trio comico più famoso dell’etere dopo Gianni & Pinotto (qui dovete ridere) torna con incredibili interazioni in real-time e tante chiacchiere che toccano – fra gli altri argomenti – pure i videogiochi. Ma solo perché siamo buoni, mica per altro.

In questo episodio, tutto quello che potete leggere nella cover, più: la battaglia di Vitoiuvara contro i siti italiani e il Wii, le milf norvegesi e i massaggiatori oliati, la verità sui ritardi di GT5, Steve Jobs è un hardware, il duro lavoro degli idraulici jamaicani, giochi di pianerottoli, il primo round della competition sulle sigle, musica live e, in sottofondo, Dante: il bambino urlatore.

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Babel 026: Stage Clear

La malinconia s’impossessa di noi mentre sfogliamo l’ultimo numero di Babel, ma la curiosità si fa strada a riguardo degli sviluppi futuri. Mantenete comunque il punto fermo che non ci si asciugano gli occhi con lo stesso fazzoletto con cui ci si soffia il naso, e la vita vi sorriderà.

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Era il dicembre del 2007, dieci mesi prima avevamo pubblicato un numero celebrativo di Ring, il 100, per ricordare una rivista ufficialmente morta da due anni abbondanti. Federico Res, che di videogiochi non voleva smettere di parlare, venne da alcuni di noi e ci disse: “Facciamo qualcosa di diverso”.

Non ricordo benissimo come si svolsero le cose: alcuni dei vecchi decisero di accettare la nuova sfida, molti altri nel frattempo se li era portati via la vita, il lavoro, la donna, il windsurf. La redazione venne rinnovata e allargata a nomi che ormai dovrebbero essersi guadagnati la vostra attenzione e fiducia. Quello che uscì da quelle nuove energie e dall’intenzione di affrontare i videogiochi con più leggerezza fu, appunto, Babel.

Come un orologio atomico, tre anni dopo, ci troviamo in una situazione analoga. Con questo numero, Babel cessa il suo ciclo vitale naturale e inizia la sua ascesa mistica verso quel posto in cui si conservano i ricordi più belli, le cose da sussurrare quando, da vecchi rincoglioniti, ci troveremo al funerale di Vitoiuvara e ci chiederemo: “Ti ricordi?”.

Ma lasciatemelo dire, più che morire è un addormentarsi dolce. Incredibilmente, siamo arrivati alla fine di questa avventura editoriale praticamente illesi. Perché staccare la spina dunque? Direbbe Faith di Mirror’s Edge: “You have changed / I’ve changed / just like you / just like you”. Siamo cambiati noi, siete cambiati voi, e Babel, così com’è, forse non ha più la forza di rispecchiare chi siamo.

Vogliamo fare qualcosa di nuovo, e non è poco. Per un attimo abbiamo pensato di espandere Babel, di rivoltarla come un calzino, di farla più grossa e bella.

Ma il ribollire di queste (ed altre) idee ha scalfito il bozzolo ed ha fatto nascere una rivista diversa, con una personalità propria. Ci troverete nomi vecchi e nomi nuovi, ma soprattutto dei contenuti che forse ancora non vi aspettate.

Si chiamerà Players, e, salvo imprevisti, il numero zero debutterà a dicembre all’indirizzo http://www.playersmagazine.it.

Per quanto riguarda Babel, alcune rubriche continueranno in versione web-only sul blog di Parliamo di Videogiochi. Non escludiamo Best Of o numeri speciali in futuro, ma la sensazione di fondo è che Babel la sua missione l’abbia portata a compimento.

Fa sempre paura lasciarsi alle spalle la sicurezza di pattern noti per lanciarsi verso l’ignoto. Ma, pad alla mano, quante volte l’abbiamo fatto con il sorriso sulle labbra? Stage clear, quindi, ed ora…to the next level!

Babel 026

In questo numero:

Cover Story – Stage Clear

QPTO – Final Destination

Parafernalia Cinesi – Casualness

Odio di Gomito – Se Guardi nell’abisso abbastanza a lungo

Ars Ludica – La Retorica del Cambiamento

Frame – Limited Perdition

Review – Formula 1 2010

Review – Halo Reach

Review – Medal of Honor

Review – Gotich 4

Review – Amnesia: The Dark Descent

Review – PlayPantaRei

1493

Terra Bruciata 4

Time Waits for Nobody 16 [Chō aniki Zero – Muscle Brothers, Resonance of Fate, Shin Megami Tensei: Strange Journey, Mimana: Iyar Chronicles, Blue Dragon: Awakened Shadow, Hexyz Force, The Last Rebellion, Agarest: Generations of War, 3D Dot Game Heroes]

Sparate al capoverso – Dragon Age RPG

Arena: l’eredità di Babel

da parliamodivideogiochi.it

Outcast Magazine – Episodio 05

Ragazzi… roba seria. Si parla di Android. Porca miseria.
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Quinto episodio per Outcast Magazine, con ampio spazio dedicato al gioco su cellulari e alle seghe mentali di Marrone. Guest star: il subconscio di Babich, intrappolato nel quinto livello del limbo a fantasticare su una Sega Megadrive.

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Gaming Effect – Episodio dodici

L’episodio decimo secondo di Gaming Effect ci parla del mercato italiano dei videogiochi. Questa è gente seria, ragazzi… pensate, hanno trovato un mercato dei videogiochi in Italia! No, il marocchino che vende i dvd a Piazza Vittorio non conta.
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Locandina episodio dodici

Gaming Effect torna con il dodicesimo episodio che apre la seconda stagione del podcast.

Abbiamo cercato di analizzare il mercato italiano basandoci sui dati del 2009 forniti da due sondaggi: quello dell’Interactive Software Federation of Europe e quello della nostrana AESVI.

Incrociando i due documenti abbiamo scoperto come si colloca il nostro paese all’interno del mercato europeo, focalizzando l’attenzione su usi e costumi dei gamer italiani.

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Planescape: Torment su gog.com

Dopo lo scherzone che quelli di GOG hanno fatto ai loro utenti (me compreso), quasi non volevo dare questa notizia. Però l’amore ha vinto. Il secondo gioco del catalogo Hasbro pubblicato su GOG.com è nientemeno che Planescape: Torment. Come facevo a non segnalarvelo? Suvvia, se esiste Ars Ludica un po’ lo si deve anche a lui.

Per quegli sfigati inutili che non lo conoscono ancora (giocatelo ed evolvetevi dal vostro stato larvale!), diciamo che Planescape: Torment è uno dei giochi di ruolo per computer più belli e acclamati di sempre. Nato sulla scia di Baldur’s Gate, di cui condivide il motore grafico, ha impiegato poco ad emanciparsi grazie alle sue incredibili qualità. I giocatori rimasero infatti coinvolti da una storia insolitamente ben narrata che permetteva di risolvere la maggior parte delle situazioni semplicemente dialogando, dai personaggi profondi e ben caratterizzati e da una visione di fondo di ampio respiro, insolitamente ispirata per un videogioco. Era un’epoca felice in cui si pensava che i giochi di ruolo potessero evolversi in un senso che, invece, è andato perduto con gli anni.

Se ve lo siete perso, andate ad acquistarlo immediatamente. Tra gli extra otterrete degli artwork e dei wallpaper molto belli.

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