Lotta continua

Tanti anni a lottare per cercare di far capire al mondo che i videogiochi non sono soltanto roba da bambini e che non sono la causa di ogni atto di violenza giovanile, tanti anni passati alla ricerca di un modo per valorizzarli, cercando di definirne quel qualcosa in più che non si vede, quel sotteso pieno di potenzialità che non viene sfruttato e… arriva la Nintendo a sputtanarti tutto.
Le line up natalizie di Wii e DS sono da brividi. Entrare in un negozio di videogiochi e guardare la parete dedicata a una delle due console mette l’angoscia. È tutto un accudire cani/gatti/bambini/cavallette, un cucinare con passione e un risolvere puzzle che, spendendo 1/50, si trovano in formato cartaceo dentro qualsiasi pubblicazione di enigmistica. Il Nintendo DS si salva solo grazie a qualche remake di titoli storici, mentre il Wii fatica ancora a trovare un senso alla sua esistenza ludica (ovvero l’ha trovato… è che noi speriamo ancora possa cambiare). Ma queste sono lamentele da comari…

Il problema vero è che le due console Nintendo hanno fatto fare all’industria un bel salto all’indietro, almeno dal punto di vista strettamente ideologico. Se la prima PlayStation era guidata dal concetto di videogioco come esperienza e la seconda aveva mantenuto la stessa filosofia (inseguita dall’Xbox), l’ultima generazione di console sta riaffermando un concetto vecchissimo che di rivoluzionario non ha proprio nulla, dato che è lo stesso con cui la nonna N vendette il NES risollevando l’industria nella metà degli anni 80: il videogioco è un giocattolo e il suo pubblico d’elezione è il bambino… al massimo il nonno che gioca con il bambino… e al massimo la mamma che vuole dimagrire o sentirsi mentalmente giovane (notate che il papà è quasi escluso da questa visione del marketing… in effetti non esistono giochi tipo, non so, Giulio Passione Calcio o Monta il tuo Elicottero e Vivi Felice Dimagrendo).

Dopo una lotta invero neanche tanto strenua, schiacciati dai costi di produzione dei giochi, arrivati a livelli folli, e vista la via scelta dal mercato (che sta premiando la filosofia della Nintendo), anche la Microsoft questo Natale sta cercando di vendere la sua console alle famiglie, travestendola da oggetto per tutti, con cui riunirsi davanti al caminetto in allegria cantando con Lips. Fortunatamente, a differenza delle console Nintendo, non mancano giochi più “seri” (passatemi il termine, anche se non mi piace affatto), ma il degrado è evidente e il balzo all’indietro è notevole.

Anzi, forse in questo modo sarà più facile sdoganare i videogiochi (ma ce n’è ancora così tanto bisogno? Qualcuno crede veramente che i critici si placheranno?), ma il rischio è che il risultato si raggiungerà dopo averli fatti diventare “intellettualmente innocui”, ovvero dopo averli privati di buona parte della loro natura.

82 comments on “Lotta continua

  1. @La Zappa: La Zappa, tiratela sul cazzo se permetti.

    Comunque se vai nel forum di questo blog ho postato un mio game design, semplice
    invero, per un casual game, rapido e veloce.

    Ecco quoto Emack, che stupisca, ma non solo, che faccia giocare, che sia una sorta di “l’ultima partita e vado”, dove una partita dura pochissimo tempo.

    Ieri sono rimasto incredulo da come un gioco stupidissimo per iPhone possa tirare sebbene sia una stupidata: si schiaccia con il dito sotto un pallone da calcio e bisogna fare più palleggi possibile. Ecco, per quanto grezzo quello mi piace perchè ti diverti a fare il record, a passarlo all’amico di fianco a te ed a fare sfide. Eravamo in una quindicina di persone, fra chi bestemmiava e chi esultava per un nuovo record ottenuto.

    Quello è un gioco carino casual 😉

  2. > La Zappa, tiratela sul cazzo se permetti.

    Perché adesso ho il desiderio impellente di conoscere qualcuno che si chiami Zappa solo per potergli dire questa cosa?

    (lol)

  3. Emack è vivo e lotta insieme a noi.

    Verissima sta cosa della pausa dal 2006 in poi. Nintendo ora come ora esercita un controllo qualità praticamente nullo, per permettere anche alla nonna di Cherno di sfornare Giulia passione Carnival Games.

  4. Come dice Karat, perché dovremmo stupirci quando cinema (vacanze di natale?) o letteratura (il codice da vinci?) musica (boyband) sono eclatanti esempi di come la popolarità sia spesso sinonimo di superficialità? Il medium in questione, il videogioco, è imprescindibile da questo assodato teorema. Da che mondo e mondo, la merda commerciale è benefica soltanto per l’industria bucodiculo di turno. “Perchè rischiare di creare un videogioco innovativo quando un sequel di Giulia assicura guadagni senza rischio?” – chiedete. Ed io vi giro la domanda retorica: “perché bisogna considerare sempre tutto dal lato economico?”. Rispondetevi, prendete coscienza di ciò e capirete che tutte queste discussioni sono ARIA FRITTA. Il mercato di nicchia continuerà sempre ad esistere; questo è ciò che valorizza lo strumento d’arte, per chi vuole così intenderlo. Sinceramente preferirei le sporadiche accuse di giornali sulla violenza dei videogiochi piuttosto che un’apertura del videoludo al popolo, apertura che porterebbe ineluttabilmente ad un appiattimento del mercato e ad una omologazione imbottita di qualunquismo, soffocando quella parte sana e artistica che tutti noi qui difendiamo.

  5. c’è una cosa che non ho capito: da quand’è che il classico FPS spettacoloso dal gameplay trito e ritrito è diventato un’opera d’arte?

  6. Ok ora l’emack pensiero è molto più chiaro…

    Posso comprendere la tua delusione,ma non posso fare a meno di considerare i tuoi desideri su come avrebbe dovuto evolversi la “rivoluzione” decisamente utopici e irrealistici,in un mercato dove la spinta trainante è stata per tantissimo tempo il semplice avanzamento della tecnologia.
    Molti non hanno seguito il “new deal” nintendo perchè sono brutti e cattivi e vogliono produrre solo merda,ma perchè non saprebbero produrre di meglio di quello che hanno prodotto fino ad adesso.Non potresti spiegare altrimenti i ridicoli tentativi di seguire le nuove mode del videogioco di molte case blasonate,come la cutscene “toccante” di crysis warhead ,o i “training” di altre case che,nel cercare di seguire una via alternativa e non clonare direttamente i titoli nintendo, sono stati realizzati in maniera approssimativa,dimostrandosi intuili e poco profondi.

    I game designer realmente capaci sono, secondo me,molti meno di quel che si pensi.Non ho mai creduto che wii e ds avrebbero portato un improvvisa età dell’oro dei videogiochi e ho sempre dato per scontato che ci sarebbe stata tantissima palta.Forse proprio per questo riesco ad aprrezzare ancora di più i titoli veramente originali,le idee più fresche e i lavori migliori che sono comunque arrivati anche grazie all’operato di nintendo

  7. ramar

    Come dice Karat, perché dovremmo stupirci quando cinema (vacanze di natale?) o letteratura (il codice da vinci?) musica (boyband) sono eclatanti esempi di come la popolarità sia spesso sinonimo di superficialità? Il medium in questione, il videogioco, è imprescindibile da questo assodato teorema. Da che mondo e mondo, la merda commerciale è benefica soltanto per l’industria bucodiculo di turno. “Perchè rischiare di creare un videogioco innovativo quando un sequel di Giulia assicura guadagni senza rischio?” – chiedete. Ed io vi giro la domanda retorica: “perché bisogna considerare sempre tutto dal lato economico?”.

    Se ne fa una questione economica perché, vivendo in una società capitalistica, è sciocco continuare a lamentarsi che un’azienda faccia qualcosa di diverso da ciò che le è più evidentemente conveniente per sopravvivere e magari mettere da parte un po’ di grana nei momenti in cui gira per il verso giusto. Specie visto che fino a poco fa per alcuni girava per il verso sbagliato. È un po’ come lamentarsi perché McDonald non regala gli hamburger ai poveri o perché invece delle schifezze stravendute che produce non prova a smerciare raffinate pietanze francesi.

    Ti ripeto, cercando di articolarlo meglio, quello che dissi nella quindicesima pagina di un qualche topic nel forum, l’innovazione e la creatività sarebbe invece ragionevole aspettarsela soprattutto dalle piccole produzioni, dal freeware, e solo ogni tanto, occasionalmente, dai titoli tripla A o dalle uscitone delle software house importanti. Invece a volte, leggendo molti discorsi di giocatori che sono (volenti o nolenti) hardcore, si ha l’impressione che i “veri” videogiochi, quelli “seri”, possano essere soltanto questi, le megaproduzioni portatrici sane di meraviglia tecnoludica o che rispettino certi canoni (critiche che sono state fatte ai giornalisti del settore, ma forse i giocatori non sono così diversi), e gli altri delle simpatiche curiosità o poco più.

    Il paragone con il cinema e la letteratura non regge, lo trovo forzato. Se le sale sono vuote quando proiettano Rohmer e strapiene per i cinepanettoni è giusto e doveroso lanciare merda a palate verso questi ultimi, insultando i babbei privi di gusto che li vanno a vedere, idem se Moccia vende cento volte più di Saramago.

    Tra STALKER o uno dei vari, pur validi FPS dipinti quali stato dell’arte, o un Tunguska premiato con 91 e Brain Training (o Spore), intanto semplicemente NON c’è lo stesso abissale divario, lo spessore del primo non è affatto quello di un film o di un romanzo d’autore come si vorrebbe far credere, e si tratta di generi di intrattenimento diversi (i videogiochi, ammesso che siano arte o cultura nel senso più elevato del termine, hanno comunque una natura particolarissima che va tenuta presente, e restano comunque *anche* GIOCHI: richiedono pertanto abilità e impegno, e un po’ di abnegazione in certe fasi, che non tutti hanno, o non hanno ancora, o sono aspetti che comunque scoraggiano… un film d’autore sarà pesante e complicato da capire, ma quantomeno la pellicola scorre, anche se non si afferra tutto qualcosa resta); e poi comunque quello che si è portati a fare in prima persona la maggior parte del tempo può indisporre: escludere dal medium chi non ha intenzione di ammazzare gente in modo truculento o saltare su piattaforme, non intuendo immediatamente quanto divertimento e quanta poesia ci sia dietro quell’idraulico del cazzo dal look bambinesco, o passare le giornate a farmare per sfoggiare un pene più grosso o le altre robe che finora sono state considerate “videogioco” non è molto simpatico e democratico.

    Tantopiù che comunque questo tipo di giochi non mi pare che manchino: volete la complessità? benissimo: chi vi impedisce di comprare Europa Universalis III? avete finito anche l’ultima espansione e tutti gli altri mattoni del genere? non penso proprio; volete i titoli hardcore vecchio stampo? ma siamo veramente sicuri che ne uscissero tanti di più prima? (no, com’è stato detto in commenti precedenti); tirarsela tanto (talvolta con punte di arroganza) per il fatto che io gioco a una versione deluxe e un po’ più complicata, e con più fuffa dentro, dei “soldatini” o del “Monopoli”, mentre le regazzine si avvicinano al medium con una versione informaticamente accessibile di Cicciobello o del gioco dell’arredatore e i vecchietti con la Settimana Enigmistica è semplicemente grottesco e un po’ “classista”. 🙂 😛 :-* :asd: :rotfl: :lul: <- (faccine a caso per sdrammatizzare l’eccessiva trollosità dell’intervento).

  8. No, no, aspetta un momento.

    91 a Tunguska?

    91 A TUNGUSKA?????????

    Ma chiiiiiiiii! Ma doveeeeeeeeeee!

  9. è sciocco continuare a lamentarsi che un’azienda faccia qualcosa di diverso da ciò che le è più evidentemente conveniente per sopravvivere e magari mettere da parte un po’ di grana nei momenti in cui gira per il verso giusto.

    EH?

    escludere dal medium chi non ha intenzione di ammazzare gente in modo truculento o saltare su piattaforme, non intuendo immediatamente quanto divertimento e quanta poesia ci sia dietro quell’idraulico del cazzo dal look bambinesco, o passare le giornate a farmare per sfoggiare un pene più grosso o le altre robe che finora sono state considerate “videogioco” non è molto simpatico e democratico.

    Chi lo ha fatto su AL? Chi?

    tirarsela tanto (talvolta con punte di arroganza) per il fatto che io gioco a una versione deluxe e un po’ più complicata, e con più fuffa dentro, dei “soldatini” o del “Monopoli”, mentre le regazzine si avvicinano al medium con una versione informaticamente accessibile di Cicciobello o del gioco dell’arredatore e i vecchietti con la Settimana Enigmistica è semplicemente grottesco e un po’ “classista”. 🙂 😛 :-* :asd: :rotfl: :lul: < - (faccine a caso per sdrammatizzare l’eccessiva trollosità dell’intervento).

    Come, dove e quando?

    Insomma, a me sembra tanto che tu te la stia prendendo con le persone sbagliate. Tu facevi parte di questo gruppo di persone che prendeva un po’ in giro i talebani del videogioco che si masturbavano con Crysis e farmavano tutto il dì, flammando sul mezzo framerate in più o in meno di questo o quel gioco. Ora, a distanza di alcuni mesi, te la prendi con lo stesso gruppo di persone dicendo che fa esattamente ciò che biasimava fino a poco tempo fa. Come te lo spieghi?

    Il trucco delle faccine è vecchio come il cucco, potevi risparmiartelo.

    PS: Brain Training è un gran bel gioco 😉

  10. Penso che l’arrotino non abbia capito.
    Io credo che qui ci si lamenti non dell’esistenza di questi giochi, ma della loro qualità.
    Non è che “perchè è casual” va bene tutto.
    I bambini di oggi si divertono con i gormiti, ma fan comunque cagare.
    La gente che va al cinema una volta all’anno va a vedere Boldi – De Sica, ma quei film fan comunque cagare.
    Le persone che non leggono libri idolatrano Dan Brown, ma lui resta uno scrittore mediocre.
    I giocatori casual comprano Giulia Passione Quel che è, ma il gioco resta una merda.

    Che queste cose non si possano giudicare per il loro valore assoluto perchè rivolte ad un mercato diverso, mi pare sciocco.

    Volere che il gioco “casual” non perda la sua identità ma trovi una dimensione di gioco di qualità (come può essere Brain Training, o altri giochi ancora), non provando a vendere delle schifezze (anche se vendono, eh), mi pare legittimo.

  11. @lamb, il Besser su TGM, o almeno così asseriva Mikha ripetutamente… sai com’è fatto… :asd:

    @emack, non mi sembra difficile da capire: il mondo non è statico e molti mesi fa il tiro al piccione casual qua dentro non era cominciato, o almeno non era così intenso, a tratti “isterico” direi. Valuto in base a quello che succede. Non è che basta *dichiarare* una cosa una volta perché sia vera in eterno. Se nell’86 ho detto che il gelato al pistacchio mi fa schifo e oggi riempio il frigo di vaschette col gelato al pistacchio, non mi meraviglio se qualcuno pensa che il gelato al pistacchio mi piaccia.

    Se con tutta una serie di interventi esce fuori che STALKER è il non plus ultra, Bioshock pure, Half Life 2 è il parametro per la narrazione nei videogiochi, Quake 4 è un gran gioco e perfino Crysis, nonostante gli intermezzi ridicoli, in fondo è una figata, beh, mi sento autorizzato a insinuare che il genere non sia disprezzato qua dentro ^_____^ (perlomeno dagli autori che portano avanti la baracca e che, volenti o nolenti, sono quelli che “marchiano” il blog e il progetto).

    L’impressione che ne ho ricavato è che (per esempio) un FPS (a prescindere dall’ossessione per il framerate di alcuni: non ho mai detto che qualcuno qui la coltivi) sia comunque più o meno molto spesso considerato un gioco “serio”, degno, hardcore, mentre altri generi di intrattenimento vengono irrisi (sì, compreso a volte quel Brain Training e derivati… “risolvere puzzle” non va bene a quanto pare, a giudicare da questo stesso articolo, o è da niubbi… no, dico, i PUZZLE… vedi tu). La qual cosa mi fa abbastanza sorridere, perché se ridicolizzo prodotti pensati per determinate fasce di pubblico con epiteti quali “Cicciobello” o “Settimana enigmistica”, non posso fare a meno di notare che io mi esalto giocando sostanzialmente a “i soldatini”, non è che stia sviscerando il Decalogo di Kieslowski o svolgendo un’attività intellettualmente paragonabile alla traduzione dei poemi omerici in serbo-croato come si vorrebbe far credere con paragoni un po’ troppo azzardati, quindi semplicemente sarebbe magari il caso di “alzare un po’ meno la cresta” o rallentare il quantitativo di invettive verso chi si diverte in maniera diversa.

    Più facile di così non te la so mettere, se non è chiaro, pazienza, perdere tempo a fare i puntini sulle i non fa per me.

    Il trucco delle faccine è vecchio come il cucco, potevi risparmiartelo.

    Non è che forse era ironico appunto verso l’usanza di abbondare in faccine? Forse, eh.

    Cia’.

  12. @Maelzel: ti invito presuntuosamente a rileggere quanto ho scritto prima di dire agli altri (che magari discutono e scrivono sull’argomento anche da più tempo di te) che non hanno capito. Mi “lamentavo” dell’intensificarsi del postaggio anticasual. Scrivere una volta ogni tanto che i giochi casual ti fanno ribrezzo e accusare Nintendo e soci di essere la rovina del videoludo è una cosa. Ribadirlo in continuazione è un’altra. Semplice, chiaro, recoaro.

    Benissimo la libertà di giudizio, ma al venticinquesimo post/topic nello spazio semplicemente dai l’idea di essere eccessivamente ossessionato da questa cosa, soprattutto in rapporto ad altre (sarò distratto, ma non ho ancora visto un post in cui qualcuno se la prende con gli RTS perché non innovano una mazza e ho visto numerosi post/topic in cui si elogiano le avventure grafiche, non notando i difetti strutturali assurdi che si portano appresso da sempre, con qualche eccezione recente… e sì che bisogna avere fette di salame belle spesse davanti agli occhi per non vederle).

    I videogiochi sono un medium particolare per tanti motivi, tra i quali il modo in cui se ne fruisce, non si può dare per scontato che gli altri considerino i videogame opere d’arte o manufatti dall’alto spessore culturale, o comunque qualcosa che “vale”, non un passatempo frivolo. Ci devono arrivare piano piano (e non è detto che ci arrivino, certo).

    Li considerano solo o principalmente GIOCHI (anche perché, opere d’arte o no, sono comunque ANCHE giochi), e come tale vengono scelti. Call of Duty è bellissimissimo e chi non lo gioca preferendogli un puzzle game semplice per DS pubblicizzato in TV è un cojone superficiale? No, è semplicemente qualcuno che nei momenti di relax magari si guarderà pure La sottile linea rossa, ma non vuole impersonare uno che se ne va in giro a trucidare gente (che è un ruolo più attivo e diverso che guardare un film). “Ok, ma se non gli piacciono gli FPS potrebbe giocare a qualcos’altro, Sim Life, per esempio”. Prima cosa, non si trova (facilmente) in commercio, mentre il puzzle del DS sì; inoltre, non avendo i videogame (a differenza dei film) fama di prodotto dall’alto spessore culturale non si può imputare a un casual la “colpa” di non andarsi a cercare quelle che noi nerd brufolosi riteniamo essere le perle del passato: se m’ingozzo di cinepanettoni senza mai provare il bisogno di vedere un film dallo spessore un po’ maggiore sono un pirla, se ho voglia di un giochino facilmente accessibile

    Altra cosa: la curva di apprendimento di questi famosi titoli spesso è *proibitiva* per chi non sia nerd (il quale ovviamente non si accorge di questo, preso com’è a pontificare e inveire… già la combinazione tastiera-mouse-altri tasti che a noi sembra così naturale taglia fuori o scoraggia di brutto buona parte della popolazione mondiale: a scuola si insegna a leggere, ma non a fare le piovre col PC… probabilmente le cose cambieranno mano a mano che la popolazione si informatizzerà/nerdizzerà/videoludicizzerà ma pretendere un adattamento immediato è eccessivo!).

    Sciocco è dare dello sciocco a qualcuno perché in un momento di relax vuole *giocare* (e non usufruire di una “strana forma d’arte”) a qualcosa di semplice, di facilmente reperibile e di “contiguo a quello che gli piace fare o fantasticare nella vita non videoludica” (quindi accudire animali, personalizzare l’arredamento, risolvere enigmi da settimana enigmistica, fare l’allenatore, giocare con le bambole, ecc.)

    I giocatori casual comprano Giulia Passione Quel che è, ma il gioco resta una merda.

    Che queste cose non si possano giudicare per il loro valore assoluto perchè rivolte ad un mercato diverso, mi pare sciocco.

    No, è sciocco lamentarsi *ininterrottamente* perché le ragazzine giocano a Barbie, i vecchietti alla Settimana enigmistica, ecc. Fidati. E andiamoci piano con i “valori assoluti”: se a me la casa di Barbie fa cacare non vuol dire che non sia il prodotto più adatto per una bambina, che è stupida perché potrebbe almeno giocare a Super Mario, ecc. E recensire la casa di Barbie in un sito in cui si recensiscono Giochi di ruolo da tavolo con regole complicate, urlando allo schifo, lascia semplicemente il tempo che trova… è un’operazione snobistica e inutile.

  13. “Benissimo la libertà di giudizio, ma al venticinquesimo post/topic nello spazio”

    Mi sono mangiato “di qualche mese”, si vede che avevo proprio fame. ^_______^

  14. arrotino, sono parzialmente (solo parzialmente) d’accordo con te: nel senso che non ci vedo dietro quello che ci vedi tu, ma in effetti l’argomento è un po’ inflazionato.
    Non è nemmeno la prima volta che si cade in una cosa del genere (mesi fa qualcuno si era lamentato del fatto che si stroncava tutto in un periodo in cui le stroncature erano tante, per esempio).

    Comunque, se ti può consolare, sto preparando un post sulle ambientazioni fantasy del cazzo.

  15. Il problema alla fine è un altro.
    La rabbia e la delusione,per quanto giustificati,sono rivolte contro i soggetti sbagliati.
    E’ difficile non essere fraintesi,se decidi di prendertela con chi ha comunque messo tutta la cura e le idee possibili nei suoi prodotti ,per quanto casual,accusandoli di aver rovinato il mercato,mentre invece dovresti sfogarti contro la marea di mediocri mestieranti che cercano di spremere senza sforzo la gallina dalle uova d’oro.
    Intanto la Activision Blizzard chiude la porta in faccia a Tim Schaefer,perchè brutal legend non ha potenziale per produrre millemila seguiti annuali…una cosa che farà benissimo al mercato…

  16. @ABS: io mi sono sforzato in tutti i modi per dimostrarti che non c’è partitismo, ci ha provato anche l’agnello e penso che la cosa sia stata compresa da quasi tutti. Se poi continui a vederci chissa che cosa, allora non so davvero che dire.

    PS. STALKER ha una storyline dalla sensibilità unica, Bioshock è bello ma non è questo immenso capolavoro che ci si aspettava, HL2 è ottimo, Crysis è sempre la solita minestra e Quake 4 uno scacciapensieri. Mi sembra siano questi i giudizi sintetici dei suddetti giochi sinora espressi qui.

    PPS. Ti prego di notare che non ho mai dato del coglione, o del decerebrato al pubblico casual, né esplicitamente, né implicitamente, quindi perché tu ci biasimi questo motivo, è un altro mistero. :O

  17. Vorrei che almeno qualcuno, di quelli che hanno mosso accuse di chiusura mentale, smontasse il seguente passaggio:

    Il problema vero è che le due console Nintendo hanno fatto fare all’industria un bel salto all’indietro, almeno dal punto di vista strettamente ideologico. Se la prima PlayStation era guidata dal concetto di videogioco come esperienza e la seconda aveva mantenuto la stessa filosofia (inseguita dall’Xbox), l’ultima generazione di console sta riaffermando un concetto vecchissimo che di rivoluzionario non ha proprio nulla, dato che è lo stesso con cui la nonna N vendette il NES risollevando l’industria nella metà degli anni 80: il videogioco è un giocattolo e il suo pubblico d’elezione è il bambino… al massimo il nonno che gioca con il bambino… e al massimo la mamma che vuole dimagrire o sentirsi mentalmente giovane

    Io lo trovo perfetto paradigma della situazione.

  18. Come ho detto già prima un ritorno alle origini era necessario,almeno secondo me.
    Il concetto di videogioco “esperienza” è stato pesantemente frainteso da molti ,sià nell’industria che fra l’utenza,e ha portato ad un pesante snaturamento delle capacità del medium.Si è tolta sempre più libertà di azione e di interazione all’utente per renderlo spettatore passivo degli eventi,trasformando il gameplay in un passatempo per passare da una cutscene o una scena scriptata ad un altra.
    Ben venga quindi questa riabilitazione del gameplay e questo ritorno del giocatore e delle sue azioni come parte centrale dell’esperienza

    Poi, a voler dire la verita,le storie più belle che i videogiochi ci hanno narrato,sono sempre state quelle in cui era il giocatore a scoprirle a mano a mano,come conseguenza dei suoi progressi e della sua curiosità di capire e conoscere ( gli audiodiari di Bioshock e System Shock o le cassaforti emozionali di Psychonauts).

  19. Per la cronaca, quoto integralmente il pensiero di Kaos.

    Riguardo il pezzo citato da Emack, non condivido nè l’analisi su Sony nè quella sulla “vecchia” Nintendo.

    La prima ha IMHO fondamentalmente sdoganato il videogioco rendendolo “cool”. Una volta chi teneva il pad in mano era un povero nerd, con Playstation è improvvisamente diventato un gran figo. Ma il fenomeno ha mantenuto pressochè invariato il target, prevalentemente di sesso maschile, al più aumentandone leggermente l’età media: da qui l’equivoco del videogioco adulto che ha assunto forme che secondo me spesso hanno ben poco a che fare con il videoGIOCO (l’uso del maiuscolo non è affatto casuale).

    Non parliamo poi di Nintendo: sinceramente tutti questi nonni e queste mamme “affamati” di videogiochi io non me li ricordo. La rivoluzione di Wii e DS è a mio avviso estremamente significativa perchè ha cambiato tutte le regole del gioco: dal punto di vista dei costi di sviluppo, dal punto di vista del target, dal punto di vista della giocabilità.

    Il primo punto è a dir poco lapalissiano, e IMHO fortunatamente non ha ripercussioni solo per le software house, cosa che in fin dei conti potrebbe anche non interessarmi (cosa che poi non è del tutto vera, dal momento che in teoria costi più bassi consentono di rischiare maggiormente sotto il profilo dell’innovazione), ma anche per gli utenti finali: i giochi Wii e DS mediamente costano meno delle controparti PSP e 360/PS3.

    Il secondo punto mi pare altrettanto evidente, ma è collegato al terzo quindi li tratto assieme: Wii e DS sono due piattaforme che abbracciano un target di utenza estremamente eterogeneo, sia dal punto di vista anagrafico che sessuale. Ma l’allargamento non sarebbe stato possibile senza la novità costituita dalle nuove interfacce utente, touch pad e wiimote per sintetizzare al massimo. Queste due innovazioni hanno contribuito ad abbattere considerevolmente la barriera di complessità costituita da mouse+tastiera e pad, ma se il tutto si fosse “limitato” a Brain Training o Wii Sports sarei stato entusiasta fino a un certo punto.

    E’ indubbio che (specie su Wii, in particolare riguardo il motion sensing che immaginavo sarebbe stato sfruttato meglio, ma l’introduzione del WiiMotionPlus mi lascia supporre che probabilmente ci fossero dei limiti tecnologici) ci troviamo letteralmente sommersi da una valanga di schifezze, tuttavia ritengo che in mezzo a tutto questo ci sia materiale di valore con innovazioni sostanziali rispetto al passato, sia in termini assoluti che relativamente al mercato console (penso agli FPS/TPS con il puntamento diretto grazie al wiimote).

    Giulia non fa altro che rispondere ad una precisa esigenza del mercato, ma non la vedo altro che come una naturale differenziazione (non necessariamente di qualità, ed infatti mi sta più che bene che lo si critichi, se risulta carente dal punto di vista realizzativo) dell’offerta: credo che in futuro il business del videogioco sarà sempre più simile a quello dell’auto, nel quale bene o male il valore aggiunto di, che so, una BMW o una Mercedes rispetto ad una Fiat o una Ford si riflette nel prezzo di listino.

  20. Non sono d’accordo sulla tua interpretazione dell’era Sony: il videogioco doveva essere “cool”, ma per farlo si puntava sulla validità dell’esperienza costruita.

    Per il resto, interessante e rinfrancante punto di vista il tuo: spero tu abbia anche ragione su tutta la linea 🙂

  21. Ah beh, se è per quello lo spero anch’io: non è che Nintendo mi paga, generalmente sono assai ben disposto nei confronti delle novità ma i Mario Galaxy di turno continuo a desiderarli con tutte le mie forze e se in un futuro più o meno prossimo Iwata e soci si dovessero dedicare esclusivamente a Wii Fit et similari mi rivolgerei ad altro o più probabilmente mi darei al retrogaming, chè di arretrati ne ho alcune caterve! 😉

  22. Ricordatevi che i soldi per produrre Fellini e Antonioni, i produttori li ricavavano da Franco e Ciccio, dai “film delle docce”, e dagli spaghetti western…

  23. “eccola! la Rivoluzione! yay!”
    “ma quale rivoluzione? a me sembra più un’involuzione!”
    “ma va a cagher sonaro/boxaro/linaro/pcista/maccaro del cavolo!”

    pagherei per rivedere i loro bei faccioni adesso dopo 2 anni 😀

  24. Pingback: Ars Ludica » Blog Archive » Lotta continua (reprise)

  25. La prima Playstation era guidata dal concetto di “fare soldi senza dover condividere le royalities con Nintendo”, la seconda dal concetto “fare ancora più soldi ora che abbiamo il quasi-monopolio”. E così la terza, è guidata dal concetto “continuare ancora a far soldi perché il monopolio non ce lo strapperanno più”, peccato sia andata male perché Nintendo, seguita a ruota da Microsoft, ha fatto il mazzo così a Sony nella generazione attuale. Se poi mi dite che tutti i produttori console partono con l’idea di fare soldi, non posso che darvi ragione, e infatti scrivo questo solo per sottolineare come Sony non si sarebbe mai mossa se non avesse sentito l’odore dei verdoni, “videogioco come esperienza” un paio di balle, tanto più che come sviluppatore di videogiochi non ha mai fatto granché (almeno fino a poco tempo fa). Ciò che ha reso la Playstation 1 quel che era sono stati gli sviluppatori terzi, che per forza di cose non potevano avere una visione unica del videoludo.

  26. Mah, scusate se non leggo gli 80 commenti che ci sono, andro’ diretto al punto 🙂
    Secondo me non e’ cosi’. Le due console Nintendo non hanno fatto fare un balzo indietro all’industria, anzi… Dal mio punto di vista hanno fatto esattamente quello che si diceva: “videogiochi non sono soltanto roba da bambini”. Il motivo e’ semplice: perche’ prima il mercato dei videogiochi era si “piu’ vario” (o se volete metterla in quei termini: “con meno stronzate da bambini”), ma adesso si usa la console per scopi non solo ludici. DIMAGRIRE non e’ un gioco, wii fit non e’ un gioco. Come non lo e’ brain training (o meglio, lo e’ in parte), come non lo e’ quello per cucinare.
    La realta’ e’ che queste due console HANNO portato il videogioco (o meglio, le console) al livello che tutti speravano, quello della diffusione e dei fini non esclusivamente ludici. Il problema (vostro, direi, perche’ per me non e’ un problema) e’ che c’era Nintendo di mezzo in questa trasformazione, e sappiamo tutti che BigN e’ sempre strata buonista (cosa che Sony con PS non era). Allora, mettiamola cosi’: non e’ che la trasformazione non c’e’ stata. La trasformazione C’E’ stata e a voi non piace.

  27. No, non ti preoccupare Bopupum, chiunque tu sia. Io non sono Wlady. Non ti venderò le suonerie di Materazzi, non pretenderò che ci “ritornino” la Gioconda. Soprattutto, non essendo neppure Wlady2000, non farò piangere il buon Zeavis, che non aveva capito che sostanzialmente sfottevo PG e tutti i bimbiminchia sonari come lui (e quelli cresciutelli, come The One e Pharaoh).

Leave a Reply