About Simone "Karat45" Tagliaferri

Nacqui, e già questo è un miracolo, vista la mole. Da piccolo ero restio al cibo, poi ho smesso (di essere restio). Appassionato di videogiochi sin dalla più tenera età, in cui un Frogger casalingo mi rubò l'anima, sono cresciuto a pane e 8 bit, poi 16 bit, poi 32 bit, poi 64 bit e infine un numero indeterimnato di bit che mi hanno fatto salire il colesterolo ma anche fatto scoprire un sacco di mondi eccezionali (ad esempio quello di Samantha Fox). Ad oggi sono tormentato da una domanda: ci sono più carboidrati in una fetta di pane o in New Super Mario Bros.? Non ci dormo la notte. Ma forse è colpa del caldo (se leggete questo profilo d'inverno sappiate che è stato scritto a fine Giugno). Ho fondato, insieme agli altri tizi presenti in questa pagina, Ars Ludica sperando di poterlo riempire di pornazzi. Ho capito troppo tardi che doveva essere un blog sulla cultura dei videogiochi scritto da sfigati. È l'essere evidentemente sfigato che non mi ha permesso di tirarmi indietro. Così eccoci qua.

Giochi indie a prezzi eccezionali

Leggo su Indie Vault che in giro è possibile trovare diversi giochi indie a prezzi scontatissimi. Visto che nell’elenco sono compresi alcuni capolavori che dovete provare assolutamente, tipo Amnesia: The Dark Descent o Bit.Trip Runner, o dei giochi sperimentali e interessanti come Dinner Date, ci fa piacere proporveli anche qui. Su su, datevi da fare con la carta di credito che ne vale la pena!

Steam

Braid — € 2,70

Amnesia — € 7,49

Bit.Trip Beat — € 4,49

Flotilla — € 4,49

Bit.Trip Runner — € 8,99

B.U.T.T.O.N. — € 2,69

Dinner Date — € 4,04

NightSky — € 8,99

Direct2Drive

Trine — £ 8,50

GamersGate

Vizati — € 1,98

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FONTE

Nasce un nuovo podcast: Archeologia Videoludica

Fa sempre piacere sapere che nel mondo ci sono altre persone, oltre a te, che dispongono di abbastanza tempo da buttare via nella registrazione di un podcast. Questo sembra pure fatto molto bene! Archeologia Videoludica ci parla di un’epoca in cui l’Anelli era fan della BioWare e il Rubbini Rubacuori non aveva ancora iniziato a fare la escort. Anni d’oro!
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1×00 (PUNTATA PILOTA) Misteriose racchette antiche

Benvenuti a questa prima, entusiasmante puntata di Archeologia Videludica, la prima trasmissione dell’era IPN che ci racconterà e ci farà discutere della storia del videogioco e della cultura degli anni settanta, ottanta e novanta.

In questa appassionante escursione archeologica Giuseppe “Professor Jones”ScalettaMarco “il Distruggitore” Gualdi ci faranno compagnia, coadiuvati alla conduzione da Simone Pizzi.
Cogliamo l’occasione per scusarci della non eccelsa qualità del formato audio, che sarà di gran lunga migliore già dall’episodio 1.

Ringraziamo infine i tester (Michele Shuren, Rocco Caprella, Julien di Rock House, Matt e Graz di Nowherecast) che ci hanno permesso di rifinire in corsa questo episodio e grazie ai quali realizzeremo i miglioramenti futuri.

Vi invitiamo a partecipare e inviare le vostre critiche e suggerimenti, tanto il Distruggitore le ignorerà, ma il Prof. Jones ci tiene e quindi fatelo contento 🙂

Ascolta il podcast

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IN QUESTO EPISODIO

Videoche?
Come prima cosa, grazie ad alcune diciture trovate in rete, ma soprattutto grazie a Wikipedia, cerchiamo intanto di dare una definizione al videogioco:

“Il videogioco è un gioco le cui regole sono gestite automaticamente da un dispositivo elettronico che utilizza un’interfaccia uomo-macchina basata sul display come sistema di output. Come qualsiasi gioco, il videogioco riproduce simbolicamente determinati contesti culturali, astraendoli dal loro ambito di default ed applicandoli a contesti e situazioni che possono andare dalla simulazione più fedele fino alla parodia.”

La preistoria videoludica
Il percorso del Professor Jones e soci inizia proprio dagli albori, anche se resta labile la definizione di videogioco, almeno nelle intenzioni. Il primo esempio di intrattenimento o interazione risulterà essere un dispositivo a valvole che simulava il lancio e il direzionamento di un missile verso un determinato bersaglio.
OXO, il classico gioco del filetto, o tris, invece ci pone davanti al primo esempio di interazione e intrattenimento realizzato proprio con un calcolatore elettronico. Concepito dal suo creatore proprio per dimostrare le potenzialità di interazione tra l’uomo e la macchina.
Tennis for Two invece è proprio quello che potremmo definire il primo esempio di videogioco, con finalità di intrattenimento e divertimento, realizzato con un oscilloscopio. Il gioco è un antesignano, sebbene molto più evoluto per certi versi, del più popolare Pong, al quale molti danno il merito di essere il primo vero videogioco dell’era moderna.

Brani in questo episodio
Rock’n’Roll Hall Of Fame – Pornophonique

Links
EDSAC, un supercomputer per far girare OXO
The Edsac Simulator
Tennis For Two su YouTube
100 di questi videogame, Willy Higinbotham
Celebrating Tennis for Two

LICENZA DEL PODCAST. Questo podcast può essere usato e liberamente distribuito o diffuso. Consentito l’uso per scopi commerciali. Non è possibile modificare l’opera.

 

Dichiarazione giornaliera di BioWare su quanto sia bello Dragon Age II

Dovendo lanciare Dragon Age II, alla BioWare tutti i giorni ne dicono una nuova, cercando di far credere che le scelte fatte per il loro nuovo prodotto siano quelle giuste. Oggi tocca a Mike Laidlaw, uno degli sviluppatori, spiegarci che il primo Dragon Age era troppo difficile e ha fatto piangere un sacco di bambini.

Parlando con The Escapist, il buon Mike ha affermato che la difficoltà Normal è stata abbassata (ce ne siamo accorti giocando la demo, caro) per evitare all’utente morti frequenti e la necessità di dover usare attivamente tutto il party, pratica considerata troppo difficile e complessa per il videogiocatore medio, evidentemente immaginato come una scimmia capace solo di sbucciare banane (in effetti… sono tentato di dargli ragione), incapace di resistere alla terribile frustrazione di morire un paio di volte di fila senza iniziare a pensare che, in fondo, il Wii non è poi troppo male.

Insomma, corazzate il vostro avatar e non avrete problemi a finire il gioco premendo tasti a caso, la sopravvivenza è assicurata dai tester di BioWare. Chi invece volesse una sfida che richieda di gestire tutto il gruppo, dovrà puntare sui livelli di difficoltà più alti, Hard e Nightmare, dove Hard va idealmente a corrispondere al livello di difficoltà Normal del primo Dragon Age (quindi Normal è più o meno il livello Casual).

Fonte

RADIOGAME II 03 FIGHTER

Avanti, andate a scaricare il terzo episodio ufficiale della nuova serie di Radiogame, l’unico podcast in cui non ci sono cialtroni che parlano per ore! Tanta bella musica vi aspetta!
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Finalmente il terzo episodio della seconda stagione di Radiogame è qui. Inneggiamo ai coin-op degli anni Novanta con The King of Dragons e Real Bout Fatal Fury Special, dopodiché proseguiamo con il folle secondo capitolo di No More Heroes e lo spettacolare Mass Effect. Dopo la pausa ci aspettano niente meno che le musiche di Shadow of the Colossus, i terrificanti brani di Quake, i riarrangiamenti folliniani di Bionic Commando per Commodore 64 e infine un assaggio della colonna sonora di Street Fighter III: Third Strike.
Buon ascolto!

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Tasto destro del mouse e “Salva file come…” – 94 MB, 98 mins.