About Simone "Karat45" Tagliaferri

Nacqui, e già questo è un miracolo, vista la mole. Da piccolo ero restio al cibo, poi ho smesso (di essere restio). Appassionato di videogiochi sin dalla più tenera età, in cui un Frogger casalingo mi rubò l'anima, sono cresciuto a pane e 8 bit, poi 16 bit, poi 32 bit, poi 64 bit e infine un numero indeterimnato di bit che mi hanno fatto salire il colesterolo ma anche fatto scoprire un sacco di mondi eccezionali (ad esempio quello di Samantha Fox). Ad oggi sono tormentato da una domanda: ci sono più carboidrati in una fetta di pane o in New Super Mario Bros.? Non ci dormo la notte. Ma forse è colpa del caldo (se leggete questo profilo d'inverno sappiate che è stato scritto a fine Giugno). Ho fondato, insieme agli altri tizi presenti in questa pagina, Ars Ludica sperando di poterlo riempire di pornazzi. Ho capito troppo tardi che doveva essere un blog sulla cultura dei videogiochi scritto da sfigati. È l'essere evidentemente sfigato che non mi ha permesso di tirarmi indietro. Così eccoci qua.

[E3] Immagini hi-res della nuova Xbox 360 Wi-Fi con Kinect

Molti l’hanno definita brutta, altri mostruosa. A qualcuno è piaciuta. La nuova Xbox 360 slim nera con Wi-Fi integrato (finalmente) è stata presentata ufficialmente all’E3 ed è subito fitness grazie al wiimot… al Kinect! Yawn.

PS. per vedere le immagini alla risoluzione originale, cliccate sulle anteprime della galleria.

[E3] Child of Eden: la nuova visione di Tetsuya Mizuguchi

Tra tutta la robaccia che viene presentata all’E3, qualcosa di interessante, di molto interessante in questo caso, la si riesce comunque a trovare. Ubisoft ha infatti annunciato di aver stretto un accordo con la Q? Entertainment di Tetsuya Mizuguchi (il creatore di Rez e Lumines) per la pubblicazione di Child of Eden, uno shooter multisensoriale che dal trailer e dalle prime immagini sembra un sensazionale mix tra suggestioni visive caleidoscopiche e musica. Previsto per Xbox 360 e PlayStation 3, si annuncia essere come una delle opere più visionarie di questa generazione di console, anche se promette di avere controlli semplici e intuitivi (come gli altri suoi giochi, del resto).
L’uscita del gioco è prevista per un generico Q1 2011, mentre il sito ufficiale è invece già online.

WINtA, il nuovo gioco del papà di Parappa the Rapper

Il game designer Masaya Matsuura, autore di Parappa the Rapper per la prima PlayStation, ovvero uno dei precursori del genere dei rhythm game, è pronto a uscire su IPhone e Ipod Touch con un nuovo titolo, WINtA, pubblicato da OneBigGame, publisher che si occupa di progetti con cui raccogliere fondi per iniziative benefiche. Ovviamente nei comunicati stampa sono tutti eccitatissimi, manco avessero visto l’Anelli ballare la lap dance, ma in questo caso, visto il calibro del designer, siamo molto incuriositi anche noi. Vediamo cosa si dice sul gioco:

About WINtA
Disegnato dal padre dei giochi musicali Masaya Matsuura, WINtA è il conseguente passo successivo nel genere e propone un nuovo modo di coinvolgere i giocatori nel mondo della musica e della lirica. Unendo elementi legati alle sfide basate sul riconoscimento insieme alla naturale tendenza umana a combinare ritmi e parole, WINtA compie un passo oltre la via dei simboli colorati che sono diventati sinonimo di gioco musicale da quando PaRappa the Rapper è diventato un caposaldo nel 1996. Con il pieno utilizzo delle possibilità di interazione tattile offerte da iPhone e iPod touch, WINtA è per tutte le persone un modo naturale e divertente di tamburellare le proprie musiche preferite creando allo stesso tempo un’unica e coinvolgente sfida di gioco.

Ci avete capito qualcosa? No? Sarà per questo che mi intriga?

Qualche video dall’E3

L’unica cosa interessante dell’E3 ve la proponiamo anche noi: i video. Certo che, invece di quel baraccone inutile, basterebbe creare un canale su Youtube per fare felici tutti e risparmiare un sacco di soldi e di balle. Ma non si può avere tutto dalla vita…

Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate

Sviluppato e distribuito da Ubisoft | Piattaforma: PC, PS3, Xbox 360, Wii | Pubblicato: giugno 2010 | Sito ufficiale | Versione testata: PC

Mentre eravate lì che vi incarognivate con Spirito Guerriero, il titolo che ha segnato la definitiva coattizzazione del principe di Persia nonostante i buoni propositi alla fine de Le Sabbie del Tempo, non potevate sapere che il nostro aveva appena avuto un piccolo alterco con il fratello, con il Re Salomone e con un esercito di creature di sabbia guidato da un demone rubato da un Final Fantasy qualsiasi o da un manuale di D&D. Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate ha lo stesso titolo del film, ma non ne condivide la triste trama (la trama è comunque triste, ma è tutta sua). Un paradosso temporale ha voluto che fosse ambientato tra il primo e il secondo capitolo di quelli della new wave Ubisoft, e che tra tutti i vari sequel usciti sia quello più simile al primo episodio, quando ancora il principe era una persona posata, intelligente e non era stato corrotto dal cel-shading diventando un altro di cui non si è ben compreso il ruolo nel mondo. Non ci avete capito una mazza? Belli, qui si gioca con il tempo e si congela l’acqua, mica stiamo a pettinare bambini nudi come nelle sagrestie. E comunque la strappona di turno c’è, quindi consolatevi.

Sistemati i problemi con le Sabbie del Tempo nel primo episodio, il re spedisce il principe da suo fratello per fargli apprendere le basi del buon governo. Questo fratello è talmente bravo che quando Principe (si chiama proprio così, non lo sapevate?) arriva sul posto lo trova assediato da un esercito nemico, con il regno in fiamme e il palazzo reale quasi in macerie. Al che uno avrebbe potuto già a questo punto voltare indietro il cavallo per manifesta incapacità del congiunto e mettersi a studiare regnologia con un Civilization qualsiasi. Invece Principe si lascia coinvolgere dalla situazione e decide di aiutarlo. L’apice lo si raggiunge quando il genialoide consanguineo decide di risvegliare un esercito di demoni della sabbia per scacciare gli assalitori; ovviamente la situazione gli sfugge di mano (anche perché non è che avesse ben chiare le idee su come comandare il suddetto esercito… ma si sa, papi ha fiducia in lui e da certe figuracce c’è tutto da imparare) e i demoni iniziano a comportarsi da demoni e ad ammazzare tutti. Il collezionista di figuracce, tanto per darsi un tono, decide a questo punto di attivare tutte le trappole del castello, che non servono a niente contro i demoni, ma che sono ottime per mettere i bastoni tra le ruote a Principe. Nel corso del gioco, il nostro collezionerà altre figuracce di cui non vi parliamo per non svelarvi la trama (tanto è chiara, vero?).

Il brand Prince of Persia non riesce a fare passi in avanti significativi. Probabilmente non è questo l’episodio giusto da cui pretendere la svolta, ma dire che ci troviamo di fronte a un rimpasto di Le Sabbie del Tempo è un eufemismo. I controlli sono identici, i trabocchetti idem e anche il design di alcuni dei livelli lo ricordano moltissimo. Paradossalmente però (se consideriamo gli anni trascorsi) gli mancano la spettacolarità e la solidità narrativa del capostipite. Alcune trovate come il potere di gelare l’acqua o l’accumulo di punti esperienza, con la possibilità di spenderli in poteri speciali, sono solo variazioni minime rispetto alla formula base, mentre le due modalità extra (una va sbloccata tramite Uplay, il nuovo servizio online di Ubisoft da cui è possibile ottenere anche altri bonus significativi: due punti extra per i poteri, i wallpaper per il desktop e la skin di Ezio Auditore. I punti Uplay si accumulano in modo simile agli obiettivi della Microsoft o ai Trofei della Sony) sono veramente poca cosa.

Qualcuno potrà opporre che il precedente capitolo, con il tentativo di abbracciare il genere free roaming, ha prodotto risultati discutibili (altro eufemismo) e che forse la strutturazione lineare a livelli è quella che meglio sottolinea le caratteristiche principali della serie. Per quanto sia possibile convenire su queste affermazioni, ci troviamo comunque di fronte a un titolo che soffre della grandezza del suo passato, da cui viene inevitabilmente schiacciato proprio per l’eccessiva somiglianza. Non è esagerato definirlo “inutile”, nel senso che probabilmente verrà dimenticato senza troppi problemi in non molto tempo, anche in virtù di un sistema di combattimento che rende la vita troppo facile al giocatore. A parte alcuni scontri collocati verso la fine del gioco, ma prima di prendere la super spada spacca mondo oppurtanamente infilata in una roccia (mai farsi mancare le banalità, quando è possibile), non esistono scontri capaci di impensierire. Nella maggior parte dei casi basta premere a raffica il tasto attacco per vincere senza problemi. Distribuendo punti ai poteri la facilità cresce esponenzialmente e alcune tecniche, come il colpo potente, diventano superflue. In effetti i combattimenti sono talmente semplici che la modalità Arena, solitamente pensata per impegnare il giocatore al massimo, risulta quasi disarmante.

Certo, va detto che alcuni passaggi sono ben studiati a livello coreografico e scenografico e che alcune sequenze di salti, con l’intrecciarsi dei tre poteri forniti dalla strappona di cui sopra (migliaia di anni a truccarsi e a provare vestitini sexy per un re morto sono una dura prova), sono intricate al punto giusto e non fanno rimpiangere i capitoli precedenti. Il problema è che tutto rimane vacuo e intangibile, come il carattere di Principe, sempre pronto alla battuta pure nelle situazioni più drammatiche, quasi a voler togliere ulteriore peso a qualcosa che proprio non ne ha.

Commento: Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate è un compitino resosi necessario per sfruttare l’uscita del film e nulla più. Ha senso se lo si cala in un’ottica commerciale, ma a livello videoludico è un’opera trascurabile che non aggiunge o toglie niente alla serie. Ormai il brand è parecchio stanco e mostra pesanti segni di cedimento. Ci vorrebbe una nuova svolta, come quella rappresentata da Le Sabbie del Tempo, ma è difficile apportare cambiamenti così radicali quando non si ha una nuova dimensione da sfruttare.

Outcast Magazine Episodio 3

Uno scarica il Podcast per sentire la rubrica Puffetti Rosa e invece ci trova Il Toso. Ma vi sembra giusto? Per indignarvi come lo sono io, non vi resta che scaricare il podcast.
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Per chi non ha apprezzato il delirio dell’ultimo Chiacchiere Borderline, magari questo Outcast Magazine 3 sarà più godibile. O magari no, vai a sapere. Comunque, nuovo appuntamento con le nostre rubriche, ma tutto al maschile per questioni contingenti.

Il sito (su cui ci potete ascoltare in streaming e trovare tante informazioni INTERESSANTISSIME), sta qua.

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Natal viene ribattezzato Kinect e finalmente mostra a tutti… la sua natura da Wii

Eddai su che lo sapevamo… gli unici idioti che hanno favoleggiato sulle “possibilità interattive” di Project Natal, ribattezzato Kinect per chiarire al mondo la sua vera natura di anti-Wii, eravamo noi videogiocatori da forum. Bastava un piccolo sforzo immaginativo per capire a cosa stava puntando la Microsoft: fare concorrenza al Wii creando una periferica che permettesse di importare su Xbox 360 i generi nati con l’ultima console da salotto di Nintendo. Quel cretino di Milo andava letto come un Nintendogs evoluto e più faticoso da gestire, mentre la promessa integrazione in Fable III solo come fumo negli occhi. L’obiettivo erano i giochi di fitness e i party games da far consumare alle famiglie da divano a tre o cinque posti, nonni inclusi. Stop. I primi filmati (presi da IGN) e i titoli annunciati per il lancio tolgono ogni dubbio:

Kinectimals – addestrate e giocate con 20 diversi tipi di felini, inclusi gatti, leoni, leopardi e tigri.

Joyride – un gioco di corse con cui si usano le mani per girare un volante immaginario e si usa il corvo per eseguire le evoluzioni.

Kinect Sports – la versione Xbox di Wii Sports con sei discipline, incluse boxe, bowling, beach volley, corsa, calcio e ping pong.

Kinect Adventures – altra raccolta di discipline più o meno sportive, tutte ispirate al mondo degli sport estremi.

Dance Central – potevamo mancare il gioco di ballo? Certo che no.

Qualcuno nutre ancora qualche speranza?