About StM

La causa occulta di tutto ciò che va male su arsludica.org. Programmatore e perditempo, pc-ista convinto dal 1993, consolaro redento negli ultimi anni. Non videogioca tanto quanto vorrebbe.

Comunicazione di servizio: trasferimento server

Comunicazione tardiva, ma non ne abbiamo avuto la certezza fino a poco fa: Ars Ludica si sposta di server, e perciò oggi potrebbe essere non disponibile per circa 6 ore. Ci rivediamo su un server (auspicabilmente) più stabile!

Update: il trasferimento, avvenuto in modo quasi indolore, sembrerebbe concluso. Da questo cambiamento ci aspettiamo che il tradizionale down giornaliero del sito diventi solo un ricordo, e speriamo che la vostra (e nostra) esperienza su Ars Ludica torni ad essere piena di baldanzosa felicità e priva di frustrazioni. Nel mentre ringraziamo l’assistenza Bluehost per il supporto fornitoci.

Gaming on the Go #2 (Android)

Il gioco su Android muove i suoi primi passettini, con una frammentazione tra le varie versioni tutto sommato accettabile (chi non donerebbe un rene per una userbase in cui la versione di OS più utilizzata – Android 2.1 – ha circa il 40%?). L’utilizzatore di Android ha la gioia di navigare giocondo tra applicazioni inutili, spyware, trojan, applicazioni innocentemente mangiasoldi che non sono quello che sembrano (tipo Angry Birds che NON era Angry Birds, prima che uscisse la demo e poi il gioco completo originale sul Market); e pirateria, a catinelle (dalle copie delle applicazioni stesse, fino ad applicazioni regolarmente vendute sul Market che contengono rom di giochi commerciali).

In tutta questa giungla non guasta avere a portata di mano il machete del parere degli utenti, non sempre molto pregnante quando imbevuto di acrinomia, scazzo o passeggero entusiasmo, come succede nel Market. Vado quindi ad esporre la mia esperienza con alcuni giochi molto probabilmente a voi già noti, poiché attualmente il panorama non tiene esattamente impegnati a trovare la chicca nell’abbondanza. Nel Market ci sono molte demo, ed è possibile farsi rimborsare un acquisto entro 48 ore: approfittatene! (Quindi no, non aspettate che Fifa 10 si metta a funzionare da solo, riprendetevi i vostri soldi). Sentitevi liberi di fare anche le vostre segnalazioni: segnalate anche i giochi che sono presenti su altre piattaforme; giacché, volendo vivere, non mi sono adoperato per scovarli tutti.

I giochi sono stati tutti provati su Acer Liquid con Eclair (quindi con multitouch, indispensabile per alcuni giochi), il cui touchscreen ad essere sinceri è buono ma non è il top di gamma. Alcune cose che hanno fatto desistere me potrebbero piacere a voi, che avete uno smartphone più figo e perciò mi iScherzate. Ho messo link ad AppBrain, ma a me non funziona granché bene, quindi è solo per completezza e non perché ve lo consiglio.

Virtual Table Tennis 3D (Clapfoot Games)


Solo versione completa su AppBrain.

Un simulatore di ping pong molto valido, tutto sommato credibile, e sotto costante aggiornamento. Tra le caratteristiche aggiunte nel corso del tempo, i tiri ad effetto (caricati da apposita barra) e… il rimbalzo nel proprio campo alla battuta (d’oh!). Piacevole svago a livello facile, mentre ai livelli di difficoltà più avanzati non potrete fare troppe partite di fila senza crampi alle dita. Uniche pecche: la mancanza di una motivazione di fondo come un campionato e una classifica e l’assenza di quello che sarebbe un fantastico multiplayer (ma qui si sogna); al momento potete solo scegliere che nazione rappresentare, il livello di difficoltà e chi affrontare (suppongo che ogni avversario abbia caratteristiche proprie, ma non sono arrivato alla finezza di distinguerli tra loro). Possiamo però confidare che nel tempo spuntino nuove funzioni interessanti.

Retro Defense (Larva Labs Ltd.)

Su AppBrain: full e lite.

Uno tra mille Tower Defense, ma quello che mi ha convinto di più per stile e interfaccia. Ogni mappa prevede che vi difendiate per 30 turni (forse un po’ troppi, ma potete uscire e riprendere da dove avete lasciato) posizionando torrette di vario costo, funzione e potenza, e decidendo via via se aggiornare o rivendere e sostituire quelle già posizionate. I fetidi nemici entreranno da una parte (da uno o più ingressi) e usciranno dall’altra dello schermo (da una o più uscite) se non li intercetterete prima; ogni nemico che è riuscito a passare non solo si porterà con sé una vostra vita, ma riapparirà al punto di partenza e dovrete augurarvi che venga abbattuto al secondo giro. L’aspetto vettorial-retrò convince e ho personalmente apprezzato il fatto che non ci sia un tempo limite per pianificare la propria difesa, anche perché è un’operazione più articolata rispetto ad altri giochi dello stesso genere, magari più incentrati invece sull’azione. Consigliato ai difensori di torri un po’ scacchisti.

Everlands (Hexage Ltd)

Su AppBrain: full e lite. Presente anche versione per iOS.

Su una griglia fatta di tanti esagonini s’incontrano per giocare tra loro a “saccagnamoci di botte” gli animaletti buoni (verdi) e quelli drogati (viola). Ogni animaletto ha punti salute e attacco, direzioni di attacco, capacità particolari (come quella di colpire sempre per primo, di curare gli alleati vicini, di aumentarne la capacità di difesa o attacco, eccetera eccetera). Una volta posizionato, un animale non può più essere spostato, ma solo cambiare di schieramento nel caso in cui i suoi punti vita vengano azzerati. Vince chi alla fine della partita occupa più del 50% delle caselle.

Everlands è fatto su misura per mini-partite, sebbene progredendo nei livelli il bisogno di pianificare le vostre strategie potrebbe farvi sforare i 20 minuti del vostro viaggio in bus. Ha tutta l’aria di essere un gioco noioso ma in qualche modo finisce per avvincere e appassionare. Probabilmente alla lunga desidererete passare ad altro, ma vale tutto il suo prezzo.

E’ stato recensito anche da Ferruccio.

Giochi consigliati in breve:

Fruit Ninja (Halfbrick) (full), il notissimo gioco per chi odia la frutta al punto da tagliarla spietatamente a fettine senza mangiarla. Il vostro divertimento sarà molto dipendente dalla qualità del vostro touchscreen (il mio Acer Liquid è giusto passabile).

Fruit Pirate (Wavecade) (full e lite), clone di Fruit Ninja meno costoso e con qualche peculiarità, come la possibilità di tagliare di nuovo i pezzi di frutta già tagliata. Se non siete proprio appassionati del genere ma volete un (altro) passatempo.

MiniSquadron! (Gray Fin Studios) (full e lite), frenetico dogfight tra aeroplanini che forse lascia davvero spazio alla vostra abilità, dandovi abbastanza visuale e preavviso da pianificare le vostre manovre.

Radiant (Hexage Ltd) (full e lite), variazione sul tema di Space Invaders piuttosto divertente, nonostante tutto ciò che dovete fare sia muovervi da una parte all’altra dello schermo, lasciando fare il resto all’autofire.

Zenonia (Gamevil) (full e free), recensito da Matteo Anelli nella versione per iPhone qui.

Giochi su cui ho qualche dubbio di varia natura:

Impossible Level Game (HyperBees Ltd) (full e lite – di un altro sviluppatore?) non è un gioco ma una tortura. Uno dei livelli va risolto trascinando da fuori dello schermo un oggetto (che non potete sapere sia fuori dallo schermo, né dove, né quando dovete muovere le dita per trascinarlo dentro) con cui poi dovete fare una certa cosa; senza alcun genere di aiuto. Ci sono anche enigmi simpatici, ma a quel punto onestamente mi sono fermato.

OpenTyrian (pelya) (gratis, versione completa) è rimandato a settembre. È gratis ed è il solito vecchio OpenTyrian, ma non è all’altezza dei porting per altre piattaforme (tipo Symbian).

Prism 3D (HyperBees Ltd) (full) è il gioco di una palla che rimbalzando deve colpire alcune celle e altre no, e nel frattempo andare avanti. Ridatemi Glover.

Sky Force Reloaded (Infinite Dreams) (full) è troppo difficile per me. Mea culpa. Ma già faccio fatica ad arrivare alla fine del livello con la visuale perennemente parzialmente occultata dal mio dito, e poi mi dicono che se non ammazzo l’80% dei cattivi non posso proseguire? Ridatemi un NEO-GEO e Ghost Pilots.

Space Challenge 3D (Osaris Games) (full e demo) mi ricordava un po’ il vecchio shareware SkyRoads, che ho adorato da piccino, così mi ci sono avventato come il lupo affamato sull’insalatona mista (è a dieta). Purtroppo le somiglianze sono davvero labili, e laddove Space Challenge sarebbe meno impegnativo viene in soccorso la difficoltà di usare l’accelerometro per muoversi.

Speedx 3D (HyperBees Ltd) (full) è una forsennata corsa a ostacoli con una generazione dinamica dei percorsi, che possono variare tra tunnel, pianure, tunnel invertiti (cioè in cui voi siete fuori), e qualcosa che magari non sono riuscito ancora a vedere. È carino, ma se il vostro accelerometro non è ottimo e perfettamente calibrato tirerete delle bestemmie. Inoltre non avrebbe guastato la presenza di livelli, in modo da non dover cominciare a giocare sempre dallo stesso posto (per quanto poi il percorso sia sempre un po’ diverso tra una volta e l’altra).

Tetris (EA Mobile) (full) è l’ennesima buona reiterazione dell’immortale gioco, con l’aggiunta di un Magic Mode rimpinzato di power-up dall’apparenza inutile, ma che non ho ancora molto approfondito per via della lotta con i controlli che fanno sì che i pezzi scendano quando li voglio spostare o girare, si girino quando li voglio spostare o far scendere, e si spostino quando li voglio far scendere o girare. Ridatemi il Gameboy, s’il vous plait.

Winds of Steel (DeckEleven Entertainment) (full e demo) è un ingegnoso modo di piazzare un simulatore di volo su uno smartphone, con un’interfaccia minimale che si arricchisce on-demand per le virate secche e altre operazioni del genere. Finisce però per annoiare e non dare molte soddisfazioni. Ridatemi il pc e la cloche.

Giochi che mi hanno fatto desistere dopo qualche minuto (ma di cui vale anche la pena fare cenno):

Armored Strike Online (Requiem Software Labs, Inc) (full e demo), un clone di Worms che mi ha fatto un po’ rimpiangere gorilla.bas.

Deadly Chambers (Battery Powered Games, LLC) (full e demo), al cui confronto Resident Evil ha i controlli più fluidi che siano mai esistiti.

Nelson Tethers: Puzzle Agent

Telltale Games | 30 giugno 2010 | PC (versione testata), iPad, MacOSXWiiWare | Sito ufficiale

Strappato al suo entusiasmante lavoro di ufficio, Nelson Theters, agente FBI del dipartimento Puzzle Research, viene inviato a investigare sul perché sia stata interrotta la produzione di un bene di importanza vitale per la Casa Bianca, in una zona che pullula di pericolosissimi… puzzle.

Puzzle Agent si presenta come un gioco linearissimo, con esplorazione pressoché nulla e ridotto davvero all’osso: ci siete voi, una storia, e gli enigmi. Nelson non si muove all’interno delle location, a meno che non clicchiate su un oggetto o su un personaggio che facciano partire un’azione o un dialogo. Tali oggetti sono in qualche modo segnalati anche se cliccate in un punto in cui non succede nulla.

La trama e la caratterizzazione dei personaggi sono quanto di meglio si potesse fare per la durata relativamente breve della storia (dopotutto il piatto forte sono gli enigmi): i risvolti ad alta tensione avvincono e molte scene strappano più di un sorriso, anche se forse si abusa di pause comiche leggermente troppo lunghe. Possiamo dire che è una FBI-story un po’ meglio riuscita di tante altre.

Lo stile grafico è un mix tra scenari in alta risoluzione e personaggi disegnati quasi a carboncino; non sempre è efficace, ma molti scenari sono piacevoli da guardare per quanto semplici (altri sono invece tristemente mosci), e la stilizzazione dei personaggi denota carattere.

Ma veniamo agli enigmi, che sarebbero ciò che giustifica il gioco. Ne ho contati 37 (non vi spoilero niente: potete saperlo da subito contandoli nel vostro schedario, anche se all’inizio ci saranno solo punti interrogativi), non tutti necessari per arrivare alla fine, ma tutti giocabili a gioco terminato. Non avrete difficoltà a risolvere la maggior parte di essi, eccetto forse una dozzina che potrebbero farvi ragionare qualche minuto in più: a volte perché davvero ben congegnati, a volte giusto per capire cosa è necessario e cosa non è necessario fare; e almeno in un caso (così è capitato a me) per capire tristi verità come: non importa se esiste una soluzione che usa meno pezzi, voi dovete usarli tutti anche se non è scritto da nessuna parte. Casomai doveste avere comunque difficoltà, potrete usare il sistema di aiuti che consumerà i chewing gum, raccolti in giro per il paese, di cui le facoltà riflessive di Nelson vanno ghiotte; usare aiuti o sbagliare risposte, tuttavia, vi farà ottenere punteggi inferiori e non potrete bullarvi con un perfect score nel forum della Telltale.

Nel confronto inevitabile con il Professor Layton, Puzzle Agent mette le mani avanti e dichiara che comunque è un episodio e non un gioco completo. Se avete solo un iPad (perché questo è: un gioco per iPad) ovviamente il dilemma non si pone, salvo che esistano giochi analoghi di cui ignoro l’esistenza (ed è probabile); se invece avete un DS, tornate a Puzzle Agent quando avrete finito al 100% Il Professor Layton e il paese dei misteri e il pur inferiore Lo scrigno di Pandora, e ancora non ne avrete abbastanza. Se però volete enigmi all’acqua di rose, non volete impegnarvi per troppo tempo, e volete godervi una storia non originale ma all’altezza degli standard Telltale, Puzzle Agent potrebbe fare più al caso vostro. Personalmente non mi pronuncio né in lodi sperticate né in stroncature spietate, ma mi metto in curiosa attesa di qualche seguito, certo che se Telltale vi si imbarcherà sarà per rifinire a dovere quanto si è visto in questo episodio pilota.

Ryzom diventa il primo MMORPG commerciale rilasciato come open source


Tutto è bene quello che finisce bene? Sono passati tre anni dalla bancarotta di Nevrax, e le vicende successive sono state piuttosto alterne. Ora, nelle mani di Winch Gate Property Ltd., Ryzom è contemporaneamente ritornato un MMORPG con sottoscrizione a pagamento e diventato un software open source, per quanto paradossale questo possa sembrare.

Si fa presto a dire open source; ma quanto open? La licenza scelta è la GNU Affero General Public License, che riprende dalla GNU Public License il diritto dell’utente di eseguire il software, disporre del codice sorgente, modificarlo, e il dovere di redistribuirlo sotto la stessa licenza (quindi il software sotto AGPL rimane sotto AGPL); in più viene accordato il diritto di ottenere i sorgenti anche a chi usa il software indirettamente, come nel caso dell’utente di un sito, o più genericamente di un server: se quel sito usa internamente software protetto da AGPL, l’utente ha diritto ad ottenere i sorgenti del software medesimo.

Winch Gate ha quindi dato al mondo open source un’opportunità non di poco conto, considerato che non solo il software ma anche gli asset sono stati rilasciati (sotto licenza Creative Commons attribution-share alike); e se avete un’idea della qualità media dei medesimi nei giochi open source, sapete bene quanto ce n’era bisogno (per quanto anziani questi possano ormai essere). Chiunque ora può scaricare il codice e mettere su il proprio server di Ryzom (a patto di implementare un qualche algoritmo di generazione del mondo, per ora ancora proprietario), magari senza sottoscrizione, magari modificato. D’altra parte però, l’uso della licenza AGPL permette a Winch Gate di beneficiare di ogni miglioramento effettuato sul gioco dalla community, non solo nel Ryzom Core ma anche in qualsiasi versione derivata.

Sarebbe ora da stabilire da un lato se Ryzom così come è ora ha ancora qualcosa da dire nel campo dei MMORPG, e dall’altro se la comunità open source coglierà questa opportunità unica per dimostrare che  ha qualcosa da dire anche nel campo dei videogame.

Riferimenti

Ryzom – The MMORPG Ryzom goes Free Software!

The MMORPG Ryzom goes open source! (thread nel forum ufficiale)

MMORPG Ryzom Released Under AGPL (Slashdot)

I commenti su Ars Ludica diventeranno a pagamento

Siamo stati gratis per anni, l’abbiamo dato via facile (il sito), ma anche noi dobbiamo pur campare, non trovate? Considerato che con i banner non riuscivamo a pagarci nemmeno la Lavazza (non il caffè, tutta l’azienda), abbiamo deciso di sperimentare un nuovo sistema di finanziamento che abbiamo visto applicare in diversi portali di una certa importanza, i cui CEO prima viaggiavano in maggiolone e ora in Rolls Royce: micropagamenti sui commenti alle notizie.

Se la prima cosa che vi passa per la testa è “e allora non commenterò mai più (gne gne gne)”, sappiate che i redattori sono già al lavoro su una serie di articoli dal flame assicurato, talmente provocatori che vi sarà impossibile non sganciare metà del vostro stipendio per cantarcele chiare.  Voi SAPETE cosa sono in grado di fare Simone Tagliaferri e Matteo Anelli, vero? Ahr ahr ahr.

Per il momento i commenti sono ancora gratuiti, ma per abituarvi all’idea abbiamo inserito il bottone di paypal che da domani diventerà lo standard. Più tardi in giornata pubblicheremo le tariffe, basate sul numero di caratteri del commento.

Dopo Telltale Games, anche Valve coglie l’Apple

Tempi gioiosi questi per l’utenza Apple. Dopo il porting di Tales of Monkey Island e la decisione popolare del porting di Sam & Max da parte della Telltale Games, ora Valve alza la posta: Steam e Source approderanno su computer Apple ad aprile, portando con sé tutto il catalogo Valve che di Source fa uso; e Portal 2 sarà il primo lancio multipiattaforma.

Questo è stato possibile, tra le altre cose, grazie al supporto di OpenGL in Source e la sostituzione di Internet Explorer con Webkit (su cui si basa Safari) come motore di Steam (della quale versione potete già ora partecipare a una appagante beta).

E adesso i talebani della mela con cui faccio lan party non mi vengano più a dire che esiste solo Call of Duty: United Offensive.