
Di tanto in tanto la realtà ci ricorda quanto sia più facile per lei sembrare irreale, di quanto lo sia per un videogioco sembrare reale.
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Un videogiocatore arcor non acquisterebbe mai un titolo appartenente a una serie che da diversi anni si ripropone sempre uguale a se stessa. Infatti, Call of Duty: Black Ops ha venduto pochissimo al lancio e si appresta a diventare un fallimento commerciale.
Il videogiocatore arcor è uno che ama diversi generi: gli sparatutto in prima persona, i tuttospara in prima persona, gli spara spara in prima persona, gli ammazza ammazza in prima persona e i giochi di ruolo in cui si spara e basta (vedi Mass Effect 2). A volte impazzisce, e accetta di giocare in terza persona. Ma solo quando un gioco è veramente arcor.
Ma quanto sono arcor le fiere di settore in cui vengono presentati mille sparatutto in prima persona?
Il videogiocatore arcor segue le nicchie ed è attento all’originalità: infatti, premia con l’acquisto titoli come The Ball o Amnesia: The Dark Descent e non robaccia come Medal of Honor.
Il videogiocatore arcor acquista solo giochi originali, perché sa bene che se vuole altri giochi arcor deve fare in modo che chi li produce sopravviva sul mercato.
Il videogiocatore arcor approfondisce sempre i videogiochi che compra, non si esalta mai per titoli superficiali o per quelli troppo facili, che non offrono alcuna sfida e si finiscono da soli, come Enslaved o Fable III.
Il videogiocatore arcor guarda alla sostanza, piuttosto che alla superficie delle cose. Non accetta le competizioni sul futile. Mai perderebbe tempo a disquisire di schede grafiche nei forum cercando di dimostrare come giocare a 500 FPS sia molto diverso dal giocare a 499 FPS.
Il videogiocatore arcor ha una vasta conoscenza del mondo videoludico.
Il videogiocatore arcor non giocherebbe mai e poi mai ai giochini di Facebook, perché difficilmente ne trova qualcuno in prima persona in cui si spara.
Per il videogiocatore arcor la parolaccia è segno inconfutabile di prodotto maturo.
Il videogiocatore arcor crede fermamente che la guerra virtuale sia molto simile a quella reale.
Il videogiocatore arcor ha una concezione berlusconiana delle donne, anche se non lo ammetterebbe mai.
Il videogiocatore arcor passa le giornate sui forum a criticare o a difendere videogiochi che usciranno tra un anno o due.
Un videogiocatore arcor commenta la notizia del semi-fallimento commerciale di Metroid: Other M: “Hanno cambiato troppo il brand, troppe modifiche , dovevano farlo uguale ma con delle piccole modifiche e una trama degna del nome che porta!”
E voi, sapete altro sulle abitudini della massa dei videogiocatori arcor?

Nintendomania e Jovanotti. Erano i tempi della guerra dei testimonial tra SEGA e Nintendo, con quest’ultima che mirava direttamente ai giovanissimi grazie all’astro nascente del rap italiano (certo che il Jovanotti dell’epoca, quello di For President e La Mia Moto, oggi sarebbe inconcepibile come “artista”). Una pubblicità a tutt’oggi ricordata con affetto dagli appassionati e che ci dimostra come il videogioco in occidente (soprattutto da parte di Nintendo), vent’anni fa era indirizzato ai giovanissimi snobbando completamente altre fasce d’età.
Gimme Five! Alright!

Dopo pochi mesi di vita, APB ha chiuso i battenti definitivamente. Il colossale fallimento di Realtime Worlds, che ha fatto un paio di migliaia di passi più lunghi della gamba, non merita altro che di essere spernacchiato a futura memoria. Attualmente è impossibile collegarsi ai server e al sito ufficiale, ma tanto a cosa servirebbe? Gli sviluppatori hanno salutato i quattro giocatori sopravvissuti alla massa abnorme di scelte infelici contenute nel progetto, dicendo che è stata una fantastica avventura: forse per loro, non certo per quelli che speravano di trovarsi davanti a un GTA online e invece si sono trovati in una specie di simulatore di burocrazia in cui era difficile capire anche come comprarsi un cappellino. Dispiace solo che al progetto lavorassero molte persone che dopo il fallimento della società si sono ritrovate a spasso. Ciò non toglie che l’operazione complessiva meriti sicuramente un bell’Ano in faccia, sperando di non dover più assistere a disastri simili.
Aggiornamento: pare che la Epic sia interessata a rilevare il gioco. Chissà quali strategie useranno per rilanciarlo (se mai lo rilanceranno).
D’accordo… non sono mai stato un figlio modello… ma questo mi sembra davvero esagerato!
Digitalizzato.
Sono stato digitalizzato mentre interrogavo l’A.I. del server principale, cercando di ricostruire la misteriosa scomparsa di mio padre.
Il raggio laser del dispositivo a cui stava lavorando deve avermi colpito e…
Insomma, eccomi qua, trasformato in una manciata di file. Certo che di questi tempi da creativo a programma intruso il passo è davvero breve!
Comunque, anche se la mie nuove sembianze virtuali non sono niente male (non parliamone poi se mi attivano l’antialias 4x!), devo confessarvi che non vedo l’ora di uscire di qui. Questo mainframe pullula di P.A.I.!
Cosa sono, dite voi? Beh, tecnicamente sono una sorta di antivirus ma… vi assicuro che la loro forma antropomorfa incute davvero timore.
Inutile dirvi poi quanto siano aggressivi! D’altronde, come dargli torto.
Il vero problema non sono io… ho scoperto, infatti, che l’hard disk è stato infettato da un virus di ultimissima generazione che lentamente sta infestando il tutto e… le unità P.A.I., già che ci sono, hanno deciso di mettere in quarantena anche me!
Non so che fine avrei fatto a quest’ora, se non fossi stato un motociclista provetto.
Comunque sia, qui l’atmosfera si fa sempre più incandescente e cerco di difendermi come posso… mi sembra di essere il protagonista di un FPS in piena regola!
Ho recuperato qualche arma energetica qua, qualche brandello infettivo di virus là e, modestia a parte, non me la cavo poi tanto male.
Da quando poi mi sono scaricato qualche patch di aggiornamento e la versione del mio profilo non è più quella beta, inizio ad essere un osso duro da…
Aspettate… un secondo solo… ma… quello è… NO! Il formattone riparatore no!
Ragazzi mi dovete scusare, ma devo proprio salutarvi… se non ricordo male in questo settore c’è una partizione sicura in cui potrei nascondermi.
Dunque… per il tresferimento dati? Ah sì… di là!
C’è ancora qualcuno che crede che quel po’ che resta dell’industria videoludica italiana e dei suoi indotti sia composta da stimati professionisti che amano il mercato e farebbero di tutto per evitare un suo danneggiamento?
Dopo questo retro di confezione (che, ricordiamolo, dovrebbe vendere il gioco) credo solo che sarebbe utile che anche quel fantasma che è la nostra industria si depuri da certe facilonerie prive di sostanza da ex miracolati della new economy e inizi veramente a crescere.
Sul serio: ma chi ha approvato questa copertina?
Dicci, perché ami
i giochi di rally?
Perché non ti trastulli
con altri già più belli
come Gran Turismo
o Forza Motorsport?
Giammai vorrei seguire
linee già tracciate
ma voglio gareggiare
in piena libertà
Improvvisando curve
con sterzo ben dosato
per perder traiettoria
in modo controllato
L’istinto, la tensione
restare sempre all’erta
e non sottocoperta
su nave da crociera

Deserto sassi e neve,
strisciar sulle catene
saltare sopra ai dossi
cadere sopra agli assi
E correre solinghi
immersi nella terra
temer solo se stessi
non il retrovisor
E mentre lui riposa,
si studiano le strade
si cambiano le gomme
si ripara un fanale
Ché luce ce n’è poca
se corri senza asfalto
di notte e anche di giorno
se l’acqua è un muro alto
E i bolidi rombanti
che sputan fuoco e fiamme…
Non voglio certo dir
che siano meno belli,
ma Ecco perché amo
i giochi di rally.