Cerchiamo di ripigliarci un po’ di libertà

Lettori di Ars Ludica, andate a firmare questa petizione:

www.anitel.it/petizione/index.php

Eccovi il testo che l’accompagna:

Alla luce delle recenti denunce dalla Siae a siti didattici e culturali non profit per l’utilizzo di immagini digitali di pittori protette dai diritti d’autore, con richiesta di ingenti somme pecuniarie, esprimiamo all’opinione pubblica  le nostre preoccupazioni di educatori e formatori.
La Siae infatti, applicando "alla lettera" una legge le cui origini risalgono all’anteguerra (legge del 22/4/1941, n. 633 e successivamente adeguata con la legge 22 maggio 2004, n. 128) e non individuando alcuna  differenza tra uso didattico-formativo-istituzionale e uso commerciale, pretende il pagamento di diritti d’autore su opere protette. In particolare  essa sostiene che l’utilizzazione, anche parziale, di un’opera costituisce lesione del diritto morale dell’autore e che la riproduzione non autorizzata  delle opere in questione lede gli esclusivi diritti patrimoniali che la legge riconosce agli stessi.

Ecco solo alcune delle innumerevoli conseguenze dirette che si verificano rispettando la norma:
1- qualsiasi sito scolastico o blog didattico che utilizza per puro scopo didattico file sonori, immagini protette, citazioni d’autore, rischia  ingenti sanzioni e quindi la chiusura immediata
2- le rappresentazioni teatrali, i saggi di fine anno caratterizzati da sottofondi musicali alla presenza di pubblico o dei genitori sono  insostenibili dal punto di vista economico
3- la realizzazione di cd rom didattici e la creazione di ipertesti sono estremamente costose
4- la libertà didattica e le specifiche competenze professionali degli insegnanti ne risultano condizionate

Questo comportamento limita fortemente la funzione formativa della Scuola e la libertà didattica degli insegnanti!

Chiediamo quindi al Ministero della Giustizia, al Ministero della Pubblica Istruzione, al Ministero dei Beni Culturali che la Scuola, nell’ambito della propria e specifica funzione educativa, formativa e didattica, sia esentata  dal COPYRIGHT in situazioni non profit e che gli insegnanti vengano  equiparati alle categorie che possono beneficiare gratuitamente di opere artistiche nel contesto professionale, senza fini di lucro. Chiediamo inoltre che le richieste vengano estese a produttori di cultura off /on line a livello gratuito e che operano nello spirito del Cooperative Learning, quali associazioni e community non profit.  

La sottoscrizione è iniziata il 28 Gennaio 2007

Dreamcast piattaforma principe per gli sviluppatori indipendenti?

DreamcastDan Loosen, GOAT Store Publishing, su gamasutra.com:

“[…] La prima domanda cui penso si possa dare risposta è perché sviluppatori indipendenti lavorino su Dreamcast. Ci sono tre motivi principali: il primo è che il sistema gode della reputazione di essere innovativo e per hardcore gamers; […] ha ospitato notevoli esperimenti come Seaman, Samba de Amico, Shen Mue e Jet Grind Radio. […] Questo rende la console perfetta per testarvi nuove idee.
[…] Il Dreamcast è stato inoltre reverse engineered legalmente. E ciò costituisce un grande vantaggio, dal momento che tutto il lavoro ‘legale’ per capire come rilasciare piccoli giochi indipendenti è già stato svolto, e l’ambiente di sviluppo è potuto diventare sufficientemente robusto da supportare qualsiasi genere di progetto.
Infine, il Dreamcast ha una backdoor che permette l’esecuzione di media standard ed economici: tutti i titoli GOAT Store Publishing sono stati rilasciati su CD, poiché la console può leggerli direttamente. Ciò ci permette di mantenere bassi i costi di stampa, e conseguentemente prezzi meno cari per i consumatori, garantendo un più ampio margine di guadagno per il developer.

Nonostante il mercato Dreamcast sia molto limitato, lavorare sulla console permette comunque di provare dei concept in maniera economica; […] può costituire un buon modo per nuovi team di imparare come portare a termine un progetto.”

Reputo sempre interessante appurare l’esistenza di persone impegnate nell’ottimizzazione: in questo caso, un hardware uscito fuori produzione da cinque anni ha permesso la nascita di un business dal mercato ristretto ma redditizio, e soprattutto innovativo, grazie al fiuto di chi si insinua nei gangli lasciati scoperti dai battage pubblicitari della next-generation e popolati da chi vuole semplicemente trovare modi immediati e originali per divertirsi.

Reportage

Mi premeva segnalare questo bel reportage di Gianluca Masina (collaboratore di riviste come TGM e Videogiochi e di siti come Gameprog.it) che aiuta a capire in modo chiaro e approfondito la situazione dell’industria dei videogiochi in Italia. Il titolo mi sembra abbastanza esplicativo:

Game Development: rimanere in Italia o tentare all’estero?


Lo potete leggere a questo link
.

Enjoy.

The Blob

The Blob

The Blob è un videogame olandese sviluppato utilizzando librerie free (ogre3D per la grafica, ODE per la fisica e FMOD per l’audio); cosa più importante di tutte, però, è la dimostrazione di come si possa mettere in piedi un progetto interessante e ben visto dalla critica affrontando costi contenuti. Degno di menzione, infine, è il fatto che si tratti di un titolo realizzato in quattro mesi, grazie alla partecipazione di nove studenti della Scuola delle Belle Arti di Utrecht. Enjoy!