About Matteo Anelli

Project Manager e Analista che opera sui new media e tecnologie innovative, è riuscito a prevedere e valorizzare gli eventi e le tendenze più determinanti nell'evoluzione del mercato gaming e sociale dell'ultimo decennio. Conta numerose collaborazioni (anche pro-bono) con start-up Europee. E' un grande appassionato di videogiochi, con una conoscenza quasi enciclopedica sull'argomento, supportata da una vasta collezione privata (diverse migliaiaia di titoli, di tutte le epoche).

Sony cerca soluzione agli abusi di licensing su PSN

Sony sta testando con Capcom un sistema per arginare gli abusi sul permissivo sistema di protezione dei DLC utilizzato da PSN.

Come gli amici di Ringcast insegnano, una volta comperato un contenuto su PSN è possibile scaricarlo su 5 diverse console, permettendo quindi di scambiarselo utilizzando un account condiviso creato per il game sharing. Il sistema in realtà non è nato per permettere questo ma solo per garantire agli utenti la validità dei loro acquisti anche dopo la sostituzione della console.

Poiché gli abusi sono sempre più numerosi, la versione PS3 di Final Fight Double Impact sarà il primo gioco PSN a richiedere che l’utente sia loggato su PSN per funzionare, probabilmente per evitare che con una singola copia sia possibile giocare in multiplayer.

Sebbene la scelta sia discutibile (non c’è nessun disclaimer in proposito quando si acquista il gioco) non è del tutto ingiustificata.

La versione Xbox 360 del gioco è invece del tutto esente da queste limitazioni, poiché i contenuti sono autorizzati solo sulla console da cui vengono scaricati a meno che l’utente non migri esplicitamente le licenze con un apposito tool disponibile su xbox.com

Un cavallo sbrilluccicoso da 20€

Dopo aver sondato il terreno con diversi tipi di pet, Blizzard ha finalmente fatto debuttare delle cavalcature a pagamento per World of Warcraft, aggiungendole agli altri servizi e pet supportati dal sistema di “micropagamenti”.

Virgolette lecite perché il cavallo in questione (una cavalcatura universale che si adatta a tutte le modalità di viaggio accessibili in World of Warcraft), costa la bellezza di 20€, prezzo in linea con il resto dei servizi già disponibili nel loro sistema Pay To Play, mai inferiore ai 10€.

Oltre al cavallo fatto di stelle, ha debuttato anche uno dei pet più spammoni della storia dei giochi online, Lil’ XT, che importuna la chat di gioco con decine di stupide frasi e noiosissimi effetti sonori, anch’esso alla modica cifra di 10€.

L’iniziativa ha ovviamente diviso l’utenza ed ha riaperto una nuova ferita che molti fan consideravano chiusa e su cui avevano fatto concessioni per quanto riguarda i pet. Dopo pochi giorni dall’acquisizione di Blizzard, Activision aveva infatti annunciato l’intenzione di rilasciare alcuni contenuti per WoW esclusivamente (o anche) tramite microtransazioni, considerando la possibilità di vendere set di armature e nuovi contenuti di gioco. All’epoca era bastata una severa reazione dei fan per archiviare il problema, chiamato scherzosamente sui forum World of Microtransactions.

Da un punto di vista puramente finanziario la manovra ha avuto successo: affiancando al lancio un’iniziativa caritatevole legata alla vendita dei primi 5000 oggetti, Blizzard è riuscita a raggiungere l’obiettivo in meno di 4 ore. Le stime (condizionate però dalla spinta della beneficenza) fanno pensare già a diversi milioni di dollari di incasso.

Update. I cavalli venduti sono stati 140.000

Ankama Convention #5: le Foto!

Pappatutto cavalcabili, pupazzi giganti, centinaia di computer con massive gamer al seguito, tornei di carte collezionabili, illustratori a disposizione del pubblico, anteprime di cartoni animati, ciccioni che camminano mano nella mano con i più piccoli. Un clima idilliaco, incastonato nel cosmo immaginario di Ankama.

Eccovi una selezione dei migliori scatti ufficiali della Ankama Convention #5:

Foto: © AFJV

Slage in anteprima all’Ankama Convention #5

Il nuovo titolo di Ankama, Slage (pronunciato all’inglese, ci dicono i PR), sarà presentato ad Ars Ludica e al resto della stampa internazionale questo sabato 17 Aprile durante l’Ankama Convention #5.

Sin’ora le uniche informazioni note sono che si tratta di un action RPG violento ed orientato ad un pubblico decisamente adulto, anche se una serie di strumenti di parental control permetteranno persino ai più piccoli di giocare. Il setting sarà lo stesso di Dofus e Wakfu, quindi Slage avrà un background artistico e narrativo di prim’ordine sin dal lancio.

Grande sorpresa anche per noi, che eravamo già eccitatissimi dall’avere il privilegio di approfondire la conoscenza con l’imminente Wakfu!

Vi lascio ricordandovi che da lunedì vi aspetterà una settimana di curiosità, commenti ed approfondimenti su tutti i temi videoludci (e nerd in generale) dell’Ankama Convention #5!

[Diario] Nuovo Entusiasmo

Lo ammetto: il tour de force per Final Fantasy XIII ha praticamente stroncato la mia tempra videoludica per parecchi giorni.

Nonostante tutto, dopo una breve pausa pasquale, posso affermare con orgoglio che anche Fire Emblem: The Sacred Stones (GBA) è stato domato (almeno per quanto riguarda il bivio di Ephraim, per quello di Eirika ci sarà tempo più avanti). Avendo giocato i due capitoli per GBA in sequenza, non so come descrivervi la maggior soddisfazione provata per l’ultimo episodio: storia più organica e scevra da qualsiasi riempitivo, due bei dungeon opzionali zeppi di sfide estreme (anche se le ricompense lasciano molto a desiderare) e alcuni dei migliori scenari della serie, sia per bilanciamento (mai troppo difficile, a differenza del capitolo precedente) che per level design. Ancora più importante il fatto che il gioco dura il giusto, mentre il primo episodio si trascinava per ore ed ore, spesso senza ragione apparente.

A tempo perso (beh, mica tanto, in un mesetto quasi 8 ore di gioco… quasi tutte la domenica) mi sto intrattenendo con Yakuza (PS2), su consiglio del buon Joe redazionale. Sebbene i videogiochi (o qualsiasi altra cosa) a sfondo malavitoso non mi abbiano mai attirato troppo, non ho potuto fare a meno di riconoscere l’importanza di questa serie per l’industria videoludica degli ultimi cinque anni: il primo capitolo è praticamente una specie di GTA IV Redux, con miglior ritmo, meno dispersione ed una storia semplicemente strepitosa. All’inizio la struttura alla Virtua Fighter degli scontri mi ha infastidito ma devo dire che si cala a pennello con il taglio da moderni samurai che il gioco vuole dare ai malavitosi giapponesi.

Visto che noi siamo in attesa della Ankama Convention #5, da Febbraio ho ripreso a giocare a Dofus nella sua nuova versione 2.0.

Approfittando del fatto che anche SonicReducer voleva giocare, ho rispolverato il mio account fermo da questa estate per via della migrazione alla nuova versione ed ecco Vardus (uno Iop, in pratica un Paladino), il mio ottavo personaggio, che insieme a Dieselina (una Cra, un ranger) a Febbraio ha già macinato una ventina di livelli ed è pronto per il dungeon dei Pappatutto (o Gobbal che siano). Per gli altri personaggi (il più vecchio dei quali è attorno al 50esimo livello) ci sarà tempo a migrazione ultimata.

Dopo un’attenta analisi dei cambiamenti posso dire che il gioco è realmente arrivato ad esprimere il suo reale potenziale. La sua formula atipica (combattimenti da RPG tattico) e la sua stupenda presentazione grafica vi obbligano a provarlo o a riprovarlo, perché Dofus 2.0 non è stato tanto una revisione ma un vero e proprio rilancio: non c’è più una sola build obbligatoria per classe, l’itemizzazione è molto più varia e le skill dei personaggi sono distribuite su statistiche più eterogenee. Fortunatamente per me gli Osamodas (gli evocatori) sono ancora i personaggi più potenti e questo non fa altro che rendere l’attesa per la migrazione del server (Shika) dove risiede il mio amato Merclaw ancora più snervante!

La possibilità di cambiare nel tempo è la cosa che più mi affascina dei giochi online. Con Monopoli abbiamo apprezzato anche i progressi di Star Trek Online dopo il rilascio della Stagione 1, che oltre ad una massiccia iniezione di contenuti, ha anche revisionato l’usabilità e la tecnologia del client. Devo dire che, tranne che per Dofus, una soddisfazione così alta dopo un’update l’avevo provata solo per l’EVE Online dei tempi d’0ro o per Everquest II, quando si revisionò l’intero sistema di gioco.

E a voi? È mai successo di tornare a giocare un videogioco (online o offline) per via di qualche aggiornamento massiccio che vi ha rinnovato l’entusiasmo?

Dofus Screenshot Contest: i vincitori!

La redazione si è riunita, gli screenshot sono stati valutati ed eccovi i vincitori!

Il primo premio, ovvero un’entrata premium per l’Ankama Convention #5 ed una borsa colma di omaggi va a:

Sim1

Che ha saputo trasmetterci quel senso di liberazione ed esaltazione che accompagna la prima volta contro un boss di fine dungeon, anche se si tratta di quello dei newbie!

Gli altri quattro finalisti, a cui va un abbonamento omaggio a Dofus sono:

M. B.

Che vorrebbe prendersi cura della romantica coppia di forzieri qui rappresentata!

M. Bi.

Che ha saputo rendere molto bene una delle più popolari particolarità di Dofus: la propensione per giochi di parole e gli anangrammi (guardate qui se volete sapere a cosa si riferiscono quei nomi)

Bombolino

Che ci mostra una dei tanti riferimenti ammiccanti nascosti nel mondo di Dofus!

G. M.

Che immortala uno dei glitch più comuni di Dofus 1.29: i personaggi che si tramutano in qualcos’altro. La cosa buffa è che quando succede, spesso è solo la vittima che vede il bug, con situazioni a volte molto comiche.

I vincitori verranno contattati al più presto per ricevere i premi!