About Simone "Karat45" Tagliaferri

Nacqui, e già questo è un miracolo, vista la mole. Da piccolo ero restio al cibo, poi ho smesso (di essere restio). Appassionato di videogiochi sin dalla più tenera età, in cui un Frogger casalingo mi rubò l'anima, sono cresciuto a pane e 8 bit, poi 16 bit, poi 32 bit, poi 64 bit e infine un numero indeterimnato di bit che mi hanno fatto salire il colesterolo ma anche fatto scoprire un sacco di mondi eccezionali (ad esempio quello di Samantha Fox). Ad oggi sono tormentato da una domanda: ci sono più carboidrati in una fetta di pane o in New Super Mario Bros.? Non ci dormo la notte. Ma forse è colpa del caldo (se leggete questo profilo d'inverno sappiate che è stato scritto a fine Giugno). Ho fondato, insieme agli altri tizi presenti in questa pagina, Ars Ludica sperando di poterlo riempire di pornazzi. Ho capito troppo tardi che doveva essere un blog sulla cultura dei videogiochi scritto da sfigati. È l'essere evidentemente sfigato che non mi ha permesso di tirarmi indietro. Così eccoci qua.

Polybus 2.0

Polybus fa ancora parte delle leggende dei videogiochi. Riassumendo: è un gioco arcade che, tramite una studiata serie di luci e suoni costringe i fruitori a suicidarsi. Ovviamente trattasi di puttanata galattica, ma per qualche anno è stato bello crederci e, soprattutto, oggi fa ridere ripensare agli articoli allarmati di certa stampa che immaginavano i videogiocatori tutti in fila sui ponti autostradali pronti a buttarsi di sotto.

Negli anni non sono mancate reinterpretazioni del fenomeno, come quella di Raquel Meyers, artista spagnola che questo venerdì sta per mostrare il suo Polybus 2.0 al PlazaPlus Festival di Eindhoven, in Olanda. Ovviamente lo scopo non è quello di far suicidare qualcuno, ma:

The purpose of Polybius is to explore the relationship between fiction and reality by creating a feeling of losing your senses. … By combining line-vector aesthetics with video manipulation and 8-bit technology, we want to induce feelings of apophenia, amnesia and panic. We want to develop a new media identity dialogue by playing with human perceptions of incompatible symbolism and representations.

(Trad. Il fine di Polybus è quello di esplorare la relazione tra la finzione e la realtà ingenerando la perdita dei sensi. … Combinando l’estetica delle linee vettoriali con la manipolazione video e la tecnologia a 8 bit, vogliamo indurre sensazioni di apofenia, amnesia e panico. Vogliamo quindi creare un dialogo con la nuova identità dei media tramite la percezione di simbolismi e rappresentazioni paradossali.”)

Beh, se per caso vi trovate da quelle parti, andate a dargli uno sguardo. Magari ne vale la pena.

Fonte: Games Set Watch

Per altre immagini: Raquel Meyers

Un gruppo di casalinghe inferocite vuole prendere Niko Bellic a calci sugli zebedei


In realtà la notizia è un’altra, ma il titolo mi piaceva assai è ho deciso di mantenerlo anche se è fuorviante.

Vi ricordate nel 2004 il caso delle mogli dei dipendenti di EA che ottennero un risarcimento milionario per i loro mariti vessati dalle terribili condizioni lavorative a cui erano costretti? Bene, pare che la storia stia per ripetersi con la Rockstar San Diego (a me stavano più simpatici quando facevano i Lemmings, ma non tergiversiamo).

In una lunga lettera pubblicata su Gamasutra e firmata “Determined Devoted Wives of Rockstar San Diego employees” (Trad. le mogli devote e risolute dei dipendenti di Rockstar San Diego) le simpatiche donnine hanno annunciato che hanno intenzione di passare alle vie legali con la società per ottenere dei miglioramente nelle condizioni lavorative dei loro congiunti.

La situazione si è resa insostenibile dal Marzo del 2009, quando lo studio è entrato in crunch mode per ultimare Red Dead Redemption, con ritmi lavorativi di 12 ore al giorno per sei giorni alla settimana. A peggiorare la situazione è venuta la mancanza di adeguati riconoscimenti economici e la prospettiva della chiusura dello studio a gioco ultimato, a causa delle pessime condizioni finanziarie in cui versa Take-Two.

Insomma: tanto lavoro, incertezza per il futuro, gratificazioni zero, considerazione meno di zero e poco sesso hanno reso furiose le mogliettine che hanno deciso di farla pagare salatamente alla Rockstar (queste non hanno mai lavorato in Italia…), scatenando un nuovo dibattito sul tema di cui potete leggere più diffusamente QUI.

Solo il 15% dei videogiocatori console acquista i DLC

Secondo un recente sondaggio condotto da Frank N. Magid Associates, soltanto il 15% dei videogiocatori acquista contenuti scaricabili. Molti degli intervistati hanno addirittura affermato di non sapere dell’esistenza dei contenuti extra per i giochi (43%), mentre i restanti hanno detto di sapere dell’esistenza dei DLC ma di non averne mai acquistati. Secondo Mike Vorhaus, il presidente di Magid Advisors, la fetta di giocatori non a conoscenza dell’esistenza di contenuti scaricabili possiede console dove questi non vengono promossi (Wii e PlayStation 2).

FONTE

Retro Remakes elenca cinque tra i migliori remake videoludici indie mai realizzati

Retro Remakes, blog curato da Rob Fearon e @DrMistry che, come intuibile dal nome, si occupa dei remake videoludici, ha stilato un elenco con i cinque migliori remake che la scena indie abbia mai prodotto. Nonostante la classifica sia discutibile (del restocome ogni classifica), è indubbio che stiamo parlando di realizzazioni di primissimo livello e valide in senso assoluto che vi invitiamo a provare (tanto sono gratuiti):

1. Star Wars (Minionsoft)

2. Head Over Heels (Retrospec)

3. Counterclockwise (16×16)

4. Cholo (Ovine By Design)

5. Manic Miner: The Lost Levels (Headsoft)

Per leggere l’articolo originale completo, in cui si parla di altri titoli degni di menzione, CLICCATE QUI

Per Ron Jeremy ai bambini fanno più male i videogiochi del porno

Ron Jeremy, detto Porcospino per la sua conformazione fisica, è un famoso attore di film porno noto per capolavori come… vabbé, niente capolavori. Però è un simpaticone, diciamocelo. Bene, il nostro ero ha dichiarato, durante il CES 2010, che  sui bambini i videogiochi hanno un’influenza molto peggiore dei film porno. Che dire… intanto si spera che i genitori non comprino film porno ai bambini: “Mamma mamma, corri, sta iniziando una gang bang”. Inoltre, le dichiarazioni di Jeremy vanno inquadrate nei recenti attacchi fatti all’industria del porno da certa stampa americana. Insomma, quale miglior difesa di questa? Ricordo un caso del genere anche in Italia, con un Riccardo Schicchi infoiato che, per difendere il porno dalle solite accuse di deviare le menti dei giovani, si scagliò contro i videogiochi. Se Super Mario può continuare a consumare funghi allucinogeni, perché noi non possiamo continuare a iaculare come ci pare? Mi sembra giusto.

Final Fantasy XIII… stroncato

Final Fantasy XIII, l’ultima incarnazione della saga che affonda le sue radici negli anni ’80, è stato letteralmente stroncato da una rivista di Honk Hong che gli ha rifilato un sonoro 4/10. I motivi che hanno portato il recensore a dare un giudizio negativo così netto risiedono tutti nella struttura di gioco, definito “talmente lineare da sembrare un giro al luna park”. Il recensore ha anche contestato il fatto che molti abbiano difeso il gioco dicendo che diventa eccezionale dal Capitolo 11, ovvero dopo più di 20 ore dall’inizio. Il giudizio finale è stato perentorio: “Final Fantasy XIII è una delle più grandi truffe della storia dei videogiochi”. Non male, veramente. La Square-Enix ne sarà entusiasta.

Fonte

Assassin’s Creed II Discovery

Sviluppato da Griptonite | Distribuito da Ubisoft | Piattaforme: Nintendo DS | Pubblicato 2009| Sito ufficiale

Pare che stia diventando una tradizione il fatto che a ogni Assassin’s Creed pubblicato io riesca a giocare e finire la versione per Nintendo DS prima di quella per i sistemi maggiori. Il primo capitolo (sottotitolo: Altair’s Chronicles) era abbastanza pietoso e, nonostante qualche spunto discreto (LEGGETE QUI), c’era poco da stare allegri. Ad essere bacata era la struttura di fondo, struttura che è stata completamente rivoluzionata in questo Discovery. Insomma, a differenza dell’Assassin’s Creed II per console e PC (quest’ultima versione deve ancora uscire), quella per la caffettiera portatile della grande N non ha seguito i passi dell’originale tentando di migliorarli. È completamente diverso. read more