About Simone "Karat45" Tagliaferri

Nacqui, e già questo è un miracolo, vista la mole. Da piccolo ero restio al cibo, poi ho smesso (di essere restio). Appassionato di videogiochi sin dalla più tenera età, in cui un Frogger casalingo mi rubò l'anima, sono cresciuto a pane e 8 bit, poi 16 bit, poi 32 bit, poi 64 bit e infine un numero indeterimnato di bit che mi hanno fatto salire il colesterolo ma anche fatto scoprire un sacco di mondi eccezionali (ad esempio quello di Samantha Fox). Ad oggi sono tormentato da una domanda: ci sono più carboidrati in una fetta di pane o in New Super Mario Bros.? Non ci dormo la notte. Ma forse è colpa del caldo (se leggete questo profilo d'inverno sappiate che è stato scritto a fine Giugno). Ho fondato, insieme agli altri tizi presenti in questa pagina, Ars Ludica sperando di poterlo riempire di pornazzi. Ho capito troppo tardi che doveva essere un blog sulla cultura dei videogiochi scritto da sfigati. È l'essere evidentemente sfigato che non mi ha permesso di tirarmi indietro. Così eccoci qua.

Il peggio del 2010 secondo la redazione di Ars Ludica

Come ogni anno, anche nel 2010 vogliamo proporvi l’elenco del meglio e del peggio di ciò a cui abbiamo giocato negli ultimi trecentosessantacinque giorni.  I lettori attempati la conosceranno già, ma è bene ripetere la nostra filosofia a uso e consumo di quelli che s’imbattono per la prima volta nel nostro personalissimo best&worst.
In primo luogo, non si tratta di una classifica vera e propria, ma di un semplice elenco stilato in base ai personalissimi gusti di ognuno di noi. Non abbiamo alcuna pretesa di scientificità o di esaustività e, per questo, riteniamo di poter essere liberi di mettere o di omettere titoli che in altri lidi troverete osannati come monumenti all’anno appena trascorso.
Inoltre, non facciamo differenza tra titoli indie e mainstream, quindi non stupitevi di trovare la dolce Recette vicina ad Halo: Reach. Qui troverete quello che ci è piaciuto e quello che non ci è piaciuto, e non è detto che i gusti dei membri della redazione collimino, come non è detto che voi la pensiate come noi: anzi, speriamo che abbiate gusti diversi dai nostri, perché sinceramente ci interessano poco i lettori monocordi. Detto questo, vi lasciamo a questo eclettico e disordinato resoconto del 2010 videoludico, secondo la redazione di Ars Ludica, of course.

La redazione

Leggi anche: Il meglio del 2010 secondo la redazione di Ars Ludica

Arcania - Gothic 4

ARCANIA – GOTHIC 4
Simone “Karat45” Tagliaferri: Prendete una torta al cioccolato e toglietene il cioccolato, sostituendolo con qualcosa che gli somiglia ma non è paragonabile come sapore, un ingrediente sciapo e inodore: Gothic 4 è qualcosa del genere.
Matteo “Ziggybee” Anelli: Il gioco avrebbe dovuto chiamarsi solo Arcania, ma faceva brutto. Per migliorare le vendite qualcuno ha pensato di cambiare il nome in Arcania – Gothic 4: si sono scordati di mettere a posto il fatto che è brutto, però.

MEDAL OF HONOR
Simone “Karat45” Tagliaferri: Uno scalcagnato tentativo di affrontare i Call of Duty sul loro terreno ambendo a un preteso realismo che, alla prova dei fatti, risulta solo ridicolo. Però i personaggi dicono “fuck” in continuazione, quindi gli adolescenti potrebbero gradirlo.
Rudi “Mr Rud” Oxa: Povero, insipido e prematuro: EA dimostra che il brand vale più della propria credibilità.

ALIENS VS PREDATOR
Simone “Karat45” Tagliaferri: Se l’originale Aliens vs Predator era tutto tensione e atmosfera, quello del 2010 è un concentrato di alieni stupidi che non riescono a impensierire nemmeno alla prima apparizione. Lo scontro con il Predator è uno dei momenti più patetici del 2010 videoludico. Si salva solo il pulsante “quit”.
Matteo “Ziggybee” Anelli: avete visto il film con Raul Bova? Sì? Beh, è meglio di questo titolo.

Epic Mickey

ELEMENTAL WAR OF MAGIC
Simone “Karat45” Tagliaferri: Su questo gioco nutrivo grosse aspettative. Poi è uscito e le aspettative sono crollate, anche perché la prima versione difficilmente resisteva più di dieci minuti di fila senza impallarsi. Ora la situazione è migliorata, ma non risolta, e nel frattempo l’amore è morto. Speriamo si riaccenda con l’arrivo della primavera.
Matteo “Ziggybee” Anelli: Se non si chiama Civ5, non puoi rilasciare un gioco che al lancio crasha molto più del tollerabile.

FINAL FANTASY XIII
Simone “Karat45” Tagliaferri: Il tutorial è lungo diverse ore e prima di accedere al mondo di gioco bisogna percorrere corridoi dritti per venti ore circa. No, non sono un amante dei calci sui testicoli, soprattutto se dati per tante ore di fila.

FINAL FANTASY XIV
Simone “Karat45” Tagliaferri: Gli autori di Final Fantasy XIV prendevano in giro quelli del XIII perché hanno impiegato molti anni a finire il loro gioco… beh, ora che sono entrambi sul mercato, possiamo dire che almeno Final Fantasy XIII è stato finito. Final Fantasy XIV è una chiavica sotto tutti i punti di vista, dal sistema di spostamento a quello economico, e la Square è stata costretta a regalare mesi di gioco gratuito per cercare di non far fuggire i giocatori inviperiti.
Matteo “Ziggybee” Anelli: La Limited Edition aveva in omaggio un boccale per birra. Ora sapete perché.

Prince of Persia: Le sabbie dimenticate

PRINCE OF PERSIA: THE FORGOTTEN SANDS
Simone “Karat45” Tagliaferri: Un Prince of Persia insapore e inodore che scorre come la sabbia nel deserto e, alla fine, non lascia nulla. Un episodio deludente per un brand rinato a suo tempo con Le Sabbie del Tempo.

CASTLEVANIA HD
Matteo “Ziggybee” Anelli: C’è il DLC col livello a piramide! Che ci crediate o no, è il piatto forte del gioco.

BLACKLIGHT TANGO DOWN
Rudi “Mr Rud” Oxa: Vorrebbe essere Quake ma si campera troppo, vorrebbe essere Call of Duty ma le armi sembranno sparapallini; vorrebbe essere uno sparatutto multiplayer, ma in realtà è solo un blob confuso di idee pensate male ed implementate peggio.

LIMBO
Rudi “Mr Rud” Oxa: Non basta un’ottima atmosfera per fare un ottimo gioco. La mancanza di contesto e un level design disordinato mostrano Limbo per quello che è: uno specchietto per le allodole.

Limbo

MASS EFFECT 2
Simone “Karat45” Tagliaferri: Uno sparatutto piatto le cui potenzialità narrative vengono bruciate da alcune scelte puerili e da una seconda parte indegna di un cartone animato seriale americano. Salverei alcuni momenti e personaggi, ma in generale il primo capitolo era enormemente migliore.
Matteo “Ziggybee” Anelli: Blake Stone HD.
Rudi “Mr Rud” Oxa: Sentire Carrie Ann-Moss pronunciare “Don’t Fuck” con tanta boria è la ciliegina su una torta di cui avrei fatto volentieri a meno.

FABLE 3
Matteo “Ziggybee” Anelli: Piano diabolico: lasciamo giocare gli utenti con l’inventario, così forse non si accorgeranno che manca il gioco. Forse era meglio supportare Kinect o farci lavorare sopra qualcuno bravo.
Rudi “Mr Rud” Oxa: Ci sono giochi facili e giochi semplici, ma mai nessun gioco ha offeso la mia intelligenza come Fable 3.
Simone “Karat45” Tagliaferri: è di Molyneux, lo odio sulla fiducia.

EPIC MICKEY
Turrican3: C’è Warren Spector. Ci sono innumerevoli citazioni disneyane. Ma purtroppo quelli di Junction Point si son scordati di mettere anche il (bel) gioco, sfornando un prodotto discreto ma ampiamente al di sotto delle (mie) aspettative.
Matteo “Ziggybee” Anelli: la prova scientifica che Spector riesce a fare qualcosa di buono solo quando reitera System Shock.

Kinect

MAX AND THE MAGIC MARKER
Roberto “il Cinese” Turrini: Quando un’idea originale viene realizzata con i piedi, un minimo di disappunto è più che legittimo. Tanto più che è stato acclamato dalla critica internazionale come uno dei titoli più innovativi dell’anno! Ne avessero fatto anche un buon gioco… e invece!

DRM DELLA UBISOFT
Simone “Karat45” Tagliaferri: Lo considero un fallimento non tanto per la scomodità o l’invasività, ma perché dopo nemmeno un mese dal rilascio di questa “protezione definitiva”, i pirati l’avevano già bucata. Valeva la pena spenderci tanto a livello economico e d’immagine?

KINECT
Simone “Karat45” Tagliaferri: Dalla periferica pensata per abbattere ogni barriera ludica con giochi come Milo alla periferica scimmiotta-giochi del Wii il passo è stato breve, troppo breve: giusto il tempo di una conferenza all’E3. Dal Move non mi aspettavo niente e niente è stato. Da questa mi aspettavo molto, forse troppo, e invece si sono materializzati solo titoli indegni anche di un elenco come questo. Gli unici che possono salvarlo sono gli hacker PC che stanno per inondare il mercato di titoli pornografici.

MOVE
Simone “Karat45” Tagliaferri: Si scrive “Move”, si legge “Wiimote”. Un giorno rideremo del destino dell’ennesima “rivoluzione” del mondo dei videogiochi.

Aliens vs Predator

BIOSHOCK 2
Simone “Karat45” Tagliaferri: talmente inutile che stavo quasi per dimenticare di inserirlo tra i worst: un seguito parassita che non aggiunge nulla all’originale. Come gioco in sé non è neanche malaccio, ma a che serve? Da oblio.

AMBIENTAZIONE MODERNA DEGLI FPS
Roberto “il Cinese” Turrini: Intendiamoci. Io, in linea di principio, non ho nulla contro la ripetitività fine a sé stessa (altrimenti smetterei di fare l’amore), ma quando ti annoi ti annoi! Con tutti i periodi storici in cui l’uomo si è ammazzato con delle armi da fuoco, ma solo Medio Oriente, Cecenia e WWII ci date per scannarci?! Una Grande Guerra? Una Coerea? Niente, eh?
Matteo “Ziggybee” Anelli: Avete rotto il cazzo. Team di produzione mastodontici, risorse quasi illimitate e il massimo che concepite è una guerra in medioriente o Nathan Fillion che zompetta sui ruderi?
Simone “Karat45” Tagliaferri: Ma con tutti i soldi che spendete per fare ‘sti giochi, proprio quel coglione di Bush dovevate scegliere come game designer?

GLI OBIETTIVI SBLOCCABILI CHE NULLA HANNO A CHE FARE CON L’ABILITÀ DEL GIOCATORE
Andrea “Coolcat” Rubbini: Forse quanto dico vale anche per il 2009, il 2008, e così via a ritroso fino al giorno in cui nei giochi sono stati inseriti gli obiettivi sbloccabili. Che sarebbero una bella trovata per i giocatori desiderosi di approfondire le meccaniche del gameplay e migliorarsi, soprattutto ora che i videogiochi si finiscono guardando il soffitto anziché il televisore; ma che diventano infidi e patetici se sono pensati solo per vendere guide. Quando ti manca un solo obiettivo dopo 50 ore di gioco sudato, e quell’unico obiettivo è “trova i 59.599 passeri d’argento, nascosti sotto le sottane delle 63.000 passanti gemelle”, ti viene voglia di buttare tutto. E a ragione.

Il meglio del 2010 secondo la redazione di Ars Ludica

Come ogni anno, anche nel 2010 vogliamo proporvi l’elenco del meglio e del peggio di ciò a cui abbiamo giocato negli ultimi trecentosessantacinque giorni.  I lettori attempati la conosceranno già, ma è bene ripetere la nostra filosofia a uso e consumo di quelli che s’imbattono per la prima volta nel nostro personalissimo best&worst.
In primo luogo, non si tratta di una classifica vera e propria, ma di un semplice elenco stilato in base ai personalissimi gusti di ognuno di noi. Non abbiamo alcuna pretesa di scientificità o di esaustività e, per questo, riteniamo di poter essere liberi di mettere o di omettere titoli che in altri lidi troverete osannati come monumenti all’anno appena trascorso.
Inoltre, non facciamo differenza tra titoli indie e mainstream, quindi non stupitevi di trovare la dolce Recette vicina ad Halo: Reach. Qui troverete quello che ci è piaciuto e quello che non ci è piaciuto, e non è detto che i gusti dei membri della redazione collimino, come non è detto che voi la pensiate come noi: anzi, speriamo che abbiate gusti diversi dai nostri, perché sinceramente ci interessano poco i lettori monocordi. Detto questo, vi lasciamo a questo eclettico e disordinato resoconto del 2010 videoludico, secondo la redazione di Ars Ludica, of course.

La redazione

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Heavy Rain

ALAN WAKE
Rudi “Mr Rud” Oxa: Bright Falls è, semplicemente, uno dei (non) luoghi meglio realizzati nella storia videoludica. Si potrebbe pure parlare del protagonista, della donna amata o della spalla comica, ma le ombre si avvicinano e bisogna trovare subito una torcia.

RECETTEAR – AN ITEM SHOP’S TALE
Simone “Karat45” Tagliaferri: Recettear è bello perché è una sorpresa e perché dimostra che non ci vogliono chissà quali mezzi per fare un GDR alla giapponese originale e migliore di titoli multimiliardari come Final Fantasy XIII. Lato tenerone on: Recette è dolcissima!

AMNESIA: THE DARK DESCENT
Simone “Karat45” Tagliaferri: Un gioco horror intelligente e dall’atmosfera densa che costringe il giocatore a soppesare ogni passo. Ottima la dialettica tra luce e ombra, con la follia e la morte sempre in agguato. Giocato al buio e con le cuffie è da insonnia.

Deadly Premonition

THE BALL
Simone “Karat45” Tagliaferri: Non pensavo che trascinare una palla per un mondo sotterraneo potesse essere una buona idea, invece mi sbagliavo. The Ball è indicativo della capacità della scena indie di sperimentare con successo concept apparentemente inconciliabili con i moderni canoni del videogioco.

LARA CROFT AND THE GUARDIAN OF LIGHT
Simone “Karat45” Tagliaferri: Lara un po’ la si ama e un po’ la si odia. The Guardian of Light lo attendevo come si attende una malattia, ma si è dimostrato migliore degli ultimi capitoli classici. Più che un capolavoro, una sorpresa.
Matteo “Ziggybee” Anelli: La dimostrazione che il passato remoto dei videogiochi è una fonte inesauribile di spunti da rivisitare in chiave moderna. In un periodo di reboot senza idee e speranze, Lara Croft è un inno ai giochi giocati che non scimmiottano i film ma danno comunque emozioni cinematografiche.

MAFIA II
Simone “Karat45” Tagliaferri: Probabilmente è una scelta controversa e ammetto la presenza di molti dei difetti denunciati dalla critica e dal pubblico, ma non posso non citare in questo elenco quella che secondo me è una delle esperienze videoludiche mainstream più riuscite dell’anno.

Recettear - An Item Shop's Tale

METRO 2033
Simone “Karat45” Tagliaferri: Un gioco descrittivo e capace di raccontare aspetti della realtà con una profondità che spesso i videogiochi rifuggono inorriditi. Come FPS non si discosta molto dalla media, ma nel complesso è un gran gioco.
Roberto “il Cinese” Turrini: È la prima volta che mi capita sottomano un videogioco che riesce non solo a catturare le atmosfere di un romanzo, ma anche a esaltarne gli aspetti evocativi. Un FPS anomalo, quasi poetico, che punta tutto sul coinvolgimento emotivo del giocatore. Se state cercando azione frenetica, fatelo altrove.

DRAGON QUEST IX
Simone “Karat45” Tagliaferri: Altra bella sorpresa e il segno che, nonostante tutte le critiche che gli si possono muovere, gli sviluppatori giapponesi sono alla ricerca di nuove formule per rendere più appetibili i loro giochi sul mercato occidentale.
Matteo “Ziggybee” Anelli: il JRPG che l’occidente aspettava ma che l’occidente non ha avuto l’umiltà di riconoscere. Marketing esterofobo permettendo, Dragon Quest IX è un modello da seguire sotto molti punti di vista, partendo dall’esecuzione e dalla scioltezza con cui affronta temi difficili e adulti che vanno ben oltre lo schemino eroico che sempre l’occidente ha consolidato sino alla nausea.

CASTLEVANIA: LORDS OF SHADOW
Matteo “Ziggybee” Anelli: l’evoluzione della specie.

BAYONETTA
Matteo “Ziggybee” Anelli: Platinum Games riporta l’action nei giochi action e mantiene la figa con uno dei giochi più visionari, disincantati e divertenti dell’ultimo decennio. Il bello è che, in finale, lo fa con poco maschilismo e uno stile invidiabile (almeno se vi piace Le Bizzarre Avventure di JoJo).

Mafia 2

DARKSIDERS
Matteo “Ziggybee” Anelli: mio personale gioco dell’anno e il portabandiera di un genere che, da fine anno, sta tornando prepotentemente di moda: quello degli action-adventure con molto spessore e che sfruttano in maniera eccellente le potenzialità delle console HD.

BATTLEFIELD: BAD COMPANY 2
Rudi “Mr Rud” Oxa: Non c’è riparo che tenga e i vincitori non agiscono mai da soli. DICE porta nei nostri schermi tattica e gioco di squadra, senza dimenticare il divertimento e ponendosi come unica alternativa credibile a Call of Duty.
Giuseppe Puglisi
In attesa di Battlefield 3, Bad Company 2 ha saputo offrirmi ottima compagnia per diverse decine di ore di gioco con amici e perfetti sconosciuti su mappe varie ed originali, il tutto accompagnato da un reparto tecnologico di prim’ordine e mai visto in un gioco multiplayer di tale portata. Sonoro eccezionale, volume a palla e i vicini ringraziano.

THE MISADVENTURES OF P.B. WINTERBOTTOM
Rudi “Mr Rud” Oxa: Un ottimo puzzle game con una fantastica atmosfera: se pensate che mi stia riferendo a quell’altro gioco vi sbagliate, quello lo trovate nel prossimo post.

The Misadventures of P.B. Winterbottom

The Misadventures of P.B. Winterbottom

JUST CAUSE 2
Rudi “Mr Rud” Oxa: Prendete l’abilità di spostarsi agevolmente, poche meccaniche versatili e ben collaudate e una gigantesca mappa in cui fare casino: ecco come si fa un bel free roaming ! Ed ecco com’è Just Cause 2. Enough said ?
Matteo “Ziggybee” Anelli: Esplodono le esplosioni!
Turrican3: Un free roaming caciarone ma assolutamente non dispersivo, e se è piaciuto tantissimo a me che detesto il genere…

HALO: REACH
Rudi “Mr Rud” Oxa: Bungie se ne va con il botto e ci dona il suo Halo migliore: niente più backtracking né corridoi lunghissimi, ma solo la triste storia di un declino.

HEAVY RAIN
Roberto “il Cinese” Turrini: Un discreto thriller, raccontato sfruttando l’interazione con il joypad. Una forma d’intrattenimento alternativa, che cerca di coniugare cinema e videogiochi, riuscendoci quasi perfettamente. Sarebbe sciocco non averlo almeno provato. Il mio gioco dell’anno.

Castlevania: Lords of Shadow

MONKEY ISLAND 2 SPECIAL EDITION
Simone “Karat45” Tagliaferri: I remake non sono mai essenziali, ma quando sono fatti così bene fanno piacere, soprattutto se riescono a mettere in luce la grandezza e i limiti di un intero genere. Irresistibile.
Roberto “il Cinese” Turrini: Avete presente Monkey Island 2? Ecco. Solo più bello da vedere.

PLATFORM NINTENDO
Turrican3: Il colosso di Kyoto si conferma leader incontrastato dei platform: nell’arco di 13 mesi circa sforna New Super Mario Bros Wii, Super Mario Galaxy 2, Kirby: Epic Yarn e Donkey Kong Country Returns. E gli amanti del genere gongolano…

SAM & MAX SEASON 3
Giuseppe Puglisi
Telltale bissa il successo dei precedenti S&M proponendoci una nuova e originale struttura per risolvere gli enigmi del gioco, una storia intrigante sin dal primo episodio, dei personaggi nuovi e un look rinnovato e ancora più personale. Chi osa, vince.

Amnesia: The Dark Descent

DEATHSPANK
Giuseppe Puglisi
Cercate un hack’n’sMash senza fronzoli, con dei personaggi fuori di testa e dialoghi demenziali? DeathSpank fa per voi. Concept e dialoghi sono di Ron Gilbert (e si vede!), il resto è ad opera dei ragazzi di Hothead Games, che hanno confezionato un Diablo spensierato coadiuvato da una sceneggiatura degna del suo creatore, al costo di due tozzi di pane.

DEADLY PREMONITION
Giuseppe Puglisi
Un horror in free roaming a cui piace fare a pugni coi neuroni del videogiocatore, immergendolo in una storia folle, ricca di situazioni paranormali e personaggi squilibrati. Da avere assolutamente se volete provare qualcosa di diverso, a patto di chiudere un occhio sul terribile aspetto grafico (ampiamente controbilanciato dal prezzo di lancio).

ARCHON CLASSIC
Simone “Karat45” Tagliaferri: Un remake perfetto di un vecchio classico. Non è essenziale, ma è l’incarnazione dello spirito della creatività di un’epoca che vedeva nei videogiochi il modo per dare vita all’immoto. Speriamo solo che esca presto la patch per il multiplayer online.

[Podcast] Outcast #7

Qui si rischia l’incontinenza… Comunque, nel giro di una settimana, ecco un’altra puntata di Outcast. Se proprio non riuscite a vivere senza la voce del Maderna, ne sarete ben contenti. Ma se proprio non riuscite a vivere senza la voce del Maderna, perché non lo rapite e lo rinchiudete facendolo parlare solo per voi? Intanto andate a scaricare anche questo episodio che serve per augurarvi un buon Natale!
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Ed eccoci qua con l’episodio natalizio di Outcast, ultimo appuntamento per il 2010. Spero vivamente che nessuno di voi abbia talmente poco da fare durante le feste da trovare il tempo di ascoltarci, ma non si sa mai. Oppure potete ascoltarci dopo le feste. Oppure potete ignorarci, che forse è la scelta migliore.

Il sito (su cui ci potete ascoltare in streaming e trovare tante informazioni INTERESSANTISSIME), sta qua.

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Il feed RSS sta qua.

L’MP3 dell’episodio si scarica qua.

Ah, siamo pure su Facebook, qua.

Caedite eos! Novit enim Dominus qui sunt eius.

Il 2010 verrà ricordato come un anno pieno di delusioni per i videogiocatori accorti (tanto i coglioni che si fanno abbindolare dal marketing non ci leggono, quindi possiamo fare gli elitari quanto ci pare). La maggior parte dei titoli tripla A pubblicati ha deluso per qualche motivo; vuoi l’estrema brevità, vuoi la banalità di fondo, vuoi la cattiva implementazione di qualche meccanica sbandierata ai quattro venti come rivoluzionaria e così via.

Sono troppi i giochi che sono stati pubblicati con qualche problema di troppo e di capolavori tra i tripla A non c’è nemmeno l’ombra, visto che anche titoli osannati come God of War III e Mass Effect 2 (brrr) perdono il confronto con i predecessori. A risollevare un po’ la situazione arrivano alcune conferme, come Civilization V o Victoria II (sempre che amiate gli strategici a turni ultra complessi) e qualche titolo proveniente dalla scena indie, invero molto viva, ma siamo in pochi a considerarli nel discorso generale (non contiamo i giochi presunti indie che vengono scoperti grazie al marketing delle multinazionali, grazie).

Il 2010 è stato l’anno in cui FarmVille è cresciuto a dismisura (e poi quasi crollato), diventando, di fatto, il videogioco più conosciuto e giocato al mondo, anche da gente che poi non ha il coraggio di confessare che passa le ore ad arare il suo terreno virtuale e a raccogliere la cacca dei maiali per comprare il costumino nuovo al fattore (Io? No no, faccio pompini ai semafori, è vero, ma non sono mai scesa così in basso da mettermi a videogiocare!).

L’Isola che non c’è è diventata un Wii Sport Resort, concludendo una fase di transizione lenta e inesorabile, che ha prodotto delle ferite letali. Sono arrivati i turisti, quelli che stuprano le fatine e poi ci si fanno le foto insieme, costringendole a sorridere; quelli che si mettono a prendere il sole davanti alla nave di Capitan Uncino, facendo le foto ai bambini che vengono giustiziati dai pirati; quelli che acquistano statuette di Peter Pan ma sono ben felici che il suo cadavere serva per far crescere i fiori dell’aiuola dietro al chiosco dei panini.

Insomma, il 2010 è stato l’anno in cui la mediocrità videoludica (parlo in generale) ha regnato incontrastata e in cui l’idea primeva di videogiocatore è stata definitivamente abbattuta, facendo diventare molti di noi dei pezzi da museo che, magari, verranno studiati nei secoli a venire come tristi fenomeni di costume. C’è chi si è adeguato ai tempi per mero spirito di sopravvivenza e chi proprio non ci riesce. Chissà se in questo caso, il dio marketing riuscirà a riconoscere i suoi.