About Matteo Anelli

Project Manager e Analista che opera sui new media e tecnologie innovative, è riuscito a prevedere e valorizzare gli eventi e le tendenze più determinanti nell'evoluzione del mercato gaming e sociale dell'ultimo decennio. Conta numerose collaborazioni (anche pro-bono) con start-up Europee. E' un grande appassionato di videogiochi, con una conoscenza quasi enciclopedica sull'argomento, supportata da una vasta collezione privata (diverse migliaiaia di titoli, di tutte le epoche).

ArsLudicast 203: Passione Passato

Torna la rubrica preferita dagli ascoltatori della prima stagione e rilanciamo anche con un Dario Oropallo (Puck). Tra aneddoti e le solite rimembranze, Simone Tagliaferri finisce tutti i coin-op impossibili, Alessandro Monopoli rimorchia in sala giochi, Vittorio Bonzi ci fa scoprire uno dei migliori dungeon crawler di sempre e Dario Oropallo ci erudisce sui Pokémon. Mentre l’Anelli parla del solito gioco che serve il diploma al MIT…

  • Pokémon Oro / Argento (GBC)
  • Rastan (Arcade)
  • Mother (o Earthbound Zero) (NES/SNES/GBA)
  • Captain Commando (Arcade)
  • Anvil of Dawn (PC)

Vi ricordiamo che se volete assistere come ospiti al podcastproporre un argomento di discussioneo, perché no?, proporre un arrangiamento al Monopoli, potete farlo contattandoci a: arsludicast@arsludica.org o redazione@arsludica.org, oppure utilizzando l’apposito thread sul forum!

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Scaricate l’episodio:

 

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Brano in Apertura:
Jackie Chan Action Kung-Fu, di Masakatsu Maekawa, arrangiata ed eseguita da Alessandro Monopoli

Brano in Chiusura:
Dr. Wily Castle (Megaman 2) di Ogeretsu Kun

ArsLudicast 201: A Volte Ritornano

Siamo tornati!

Vittorio Bonzi conduce Giuseppe Puglisi, Emanuele Colucci, Matteo Steccolini, Rudin Peshkopia e i soliti Matteo Anelli, Simone Tagliaferri e Alessandro Monopoli in quello che doveva essere l’episodio finale della stagione scorsa.

Per inaugurare il nuovo corso del podcast (con la rubrica della posta, quindi continuate a scriverci!) si parla di giochi giocati, con una nutrita lista di novità più qualche classico, senza escludere un po’ di venerea venerazione per il santo Kojima, e ricordandovi che: è l’energia che uccide i prepotenti!

Vi ricordiamo che se volete farci delle domande per la rubrica della postaassistere come ospiti al podcastproporre un argomento di discussione o, perché no?, proporre un arrangiamento al Monopoli, potete farlo contattandoci a: arsludicast@arsludica.org o redazione@arsludica.org, oppure utilizzando l’apposito thread sul forum! E se volete darci una mano con una donazione non fatevi sfuggire gli sconti e le occasioni del nostro sponsor Amazon.

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Brano in Apertura:
High Score Music (Turrican) di Chris Huelsbeck, arrangiato ed eseguito da Alessandro Monopoli

Brano in Chiusura:
Frozen Utopia (Metroid Prime) remixato da Mesmonium 


A Dance with Dragons

Ci avete fatto caso che su Internet non ne parla più nessuno? Vi siete chiesti perché?

Senza svelarvi nulla, basta dire che Martin manda tutto a Khal Drogo.

Questo autore ha avuto troppe seconde occasioni. Fenomeno televisivo o meno, il Martin scrittore è tornato il confusionario e pedestre autore di inizio carriera, che scriveva libri che parlavano di niente, sprecava pagine per parlare di niente e ad un certo punto eri lì a chiederti cosa diamine stavi leggendo a fare. E infatti smettevi.

Il detto dice che un fulmine non può cadere due volte nello stesso punto, eppure i primi due libri delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco smentiscono questo adagio. Sono semplicemente geniali.

Poi è arrivata l’idea di basare tutto su poche idee confuse, sterminare gli unici personaggi interessanti e sostituirli con macchiette bidimensionali come nemmeno in Dragonlance, sempre più schiave dell’ultimo gimmick high fantasy per riuscire a stupire il lettore. Macchiette spesso abbandonate senza nemmeno una risoluzione.

Oppure, siamo realisti, è semplicemente arrivata la vecchiaia.

Chissà.

[Diario] Sulle tracce del capitano Qwark

(Anche se lo sanno tutti che esiste un solo capitano e si chiama Jack Harkness)

Il gioco è agli sgoccioli, Ratchet ha rintracciato il Capitano Qwark ed è rimasto deluso. Il suo role model in realtà è un cinico mercenario, sedotto dal denaro e dal potere. Qwark non esita a togliere di mezzo i due avventurieri attirandoli in una trappola e Ratchet decide di lasciar perdere tutto, tramando vendetta contro l’odiato supereroe. Dato il personaggio di Qwark io avevo optato per la tesi del finto eroe codardo e non per quella dell’eroe mercenario, ma forse è meglio così.

Il risultato della cocente delusione di Ratchet è che quest’ultimo si trasforma in uno stronzetto inutile, che Clank deve prendere a calci ogni tre per due, mentre continua a provare faticosamente a salvare il mondo. Le tinte si fanno un po’ più fosche: dopo aver dato del novellino a Obama, Drek annuncia alla galassia che ha trovato un posto per il suo nuovo pianeta, posto già occupato da un altro mondo, che si provvederà a disintegrare con un bel missilone. Dopo qualche ora di piagnistei e capricci, Ratchet capisce che deve lasciar pedere la vendetta personale e cercare di salvare la galassia, non senza tenere gli occhi aperti per scoprire dove si stia nascondendo Qwark.

https://www.youtube.com/watch?v=ZS9ff1VaPuM

Dopo il secondo boss (un po’ meno deludente del primo ma comunque molto poco sfidante), il gioco si trasforma in qualcosa di molto più impegnativo e complesso. Premesso che sono una schiappa con i platform 3D, le sequenze di gioco sono molto più articolare ed i combattimenti più affollati e frenetici. L’entrata in gioco del jetpack, degli stivali magnetici e di differenti tipi di terreno e di level design rendono ogni zona un misto di puzzle ambientali e sequenze action impegnative. A volte addirittura frustranti. La frustrazione deriva dai checkpoint, che a volte sono molto ravvicinati ed altre sono così lontani da costringermi a rigiocare le sequenze d’azione anche una dozzina di volte di seguito (Orxon è un esempio esasperante del problema). Senza mai poter salvare.

Ora il missilone è vicino. Speriamo che ci sia un boss degno a difenderlo, questa volta.

Due freeware iOS per Ferragosto

Vi state scassando più del dovuto sotto l’ombrellone? Il villaggio turistico dove vi siete rinichiusi vi sta stretto? Siete rimasti a casa perché c’è la crisi? Nessun problema: ci pensiamo noi a farvi passare qualche minuto di divertimento, consigliandovi due giochi in promozione gratuita che hanno bisogno della vostra attenzione per alzare un po’ le loro statistiche di vendita!

Dinosaur Slayer è un intenso e piuttosto divertente Defense Game in cui dovrete ostacolare l’avanzata di una instancabile orda di dinosauri. Niente di troppo diverso dal solito ma un’ottima presentazione grafica ed il fatto che ci sono i dinosauri, con tanto di boss di fine livello lo rende mediamente più sopportabile e coinvolgente rispetto agli altri cloni del genere. Provare per credere!

Magnetic Baby è invece un platform-puzzle pacioccoso che metterà a dura prova le vostre meningi e la vostra pazienza. Per descriverlo in poche parole basta dire che siamo molto vicini ad un Super Mario Galaxy 3D bidimensionale. Che ha come protagonista Kirby. Da giocare!

Entrambi i giochi supportano gli obiettivi di Open Feint (che è anche l’artefice dell’offerta) e anche quelli di Game Center.

Basta con la musica classica violenta!

E’ ora di finirla con questa cosa della musica classica che poi vedete come va a finire? La gente muore!

La musica classica da sempre è leva di ideologie politiche e sociali più o meno violente. Il Nazismo stesso fece di Wagner e del prezzolato Holst uno dei suoi principali mezzi di propaganda sulla superiorità razziale e la giustificazione della violenza verso gli inferiori. Tutte le più grandi rivoluzioni del mondo sono avvenute sull’onda di qualche pezzo classico, composto per l’occasione, per coinvolgere emotivamente le folle, per dargli un senso di appartenenza e al tempo stesso per spersonalizzare l’avversario (nella maggior parte dei casi il potere costituito, orrore!), rendendolo meno pauroso, più facile da abbattere e uccidere. La musica classica è la base di generi musicali ben più violenti, come la Tecno/Trance dei Rave Party o l‘Heavy Metal satanico.

Teste sono cadute dietro marce trionfali, gli stessi inni nazionali sono stati spesso veicoli di carneficine di massa, l’apoteosi della violenza fine a sé stessa. Le rivoluzioni sono sempre state fatte da giovani, la dimostrazione matematica di quanto stupidi, indifesi ed influenzabili siano i nostri ragazzi anche quando dovrebbero essere abbastanza adulti da avere una vita propria e di farsi carico delle proprie scelte individuali.

Assurdo.

Cosa direbbero i loro genitori?

Deve essere per forza tutta colpa della musica!

Ndr.: questo articolo è satirico. La prossima volta che un idiota prova a dire che se un trentenne va fuori di testa e fa una carneficina è colpa di un videogioco (o di qualsiasi altra cosa), spingetelo a farsi una cultura che vada oltre figa e pallone. 

[Diario] Avete scelto, avete vinto!

Eccomi qui, la cavia umana della community di Ars Ludica!

La scelta l’avete fatta ed è ricaduta su Ratchet & Clank. Il primo, l’originale (che peraltro apparteneva al nostro Vittorio Bonzi).

I fortunati vincitori estratti a sorte da random.org sono Nevade e Carlo De Intinis (che ci ha contattato su Google+). Scrivete a redazione@arsludica.org e vi manderemo i codici-premio per Good Old Games! Se non vi fate vivi entro una settimana dalla pubblicazione dell’articolo estrarremo altri vincitori.

Ora veniamo al gioco.

Dopo quattro ore posso dire che è un gran bell’action adventure. Non come Beyond Good & Evil e un pelino sotto Jack & Daxter (che aveva un doppiaggio italiano strepitoso) ma comunque un ottimo gioco. Inizio a sentire della stima per questo Lombax sfigato e per il suo intraprendente compagno robotico. La passeggiata spaziale a gravità zero è stato un modo molto carino per farmi apprezzare ed introdurre il carattere e le abilità di Clank.

Inizialmente ho sospettato di avere tra le mani un gioco un po’ telefonato e lineare, o quanto meno un platform con livelli piuttosto semplici, dal momento che dopo la mia prima visita a Rilgar (per vincere la prima gara di hoverboard) avevo trovato un solo bullone d’oro e il layout dei vari pianeti mi era sembrato piuttosto semplice. Invece… no.

Semplicemente il gioco si è schiuso dopo un inizio un po’ sonnecchiante, introducendo un backtracking graduale che con nuovi gadget apre location già viste e che consideravo del tutto esaurite a situazioni nuove ed impensabili. Non è Metroid ma l’effetto sorpresa merita. L’estremismo delle armi e delle abilità a disposizione mi sta piacendo molto perché ti spinge a pensare fuori dagli schemi dei normali platform, anche se alla base di tutto rimangono dei capisaldi del genere come i salti doppi e le planate. Per ora i boss mi sono sembrati sotto tono e devo ammettere che alcuni incontri li ho trovati un po’ troppo frustranti o proni a delle risoluzioni abbastanza banali, come attirare i nemici uno ad uno. Magari non sono ancora troppo pratico delle armi, che sono veramente assurde. Chissà.

L’unico dubbio che mi assale è se sia normale che sin’ora ho trovato un solo bullone d’oro. Sono scarso o cosa?