(in rigoroso ordine alfabetico)

Apple
Android 5. Think different.
Lion: Quello che hanno già tutti gli altri. Ma il nostro è d’annata.
Almeno undici mesi di hacking continuo ad iTunes. E vi abbiamo distratti con Sony.
Almeno undici mesi di hacking continuo ad iTunes. Vogliono festeggiare l’anniversario.
iCloud: ora c’è la lista degli acquisti. Ah, non serviva a questo?
iOS 5: è già Jailbreak. Apple fa i sistemi più sicuri al mondo. Se non lo cracki.
Hanno ancora il 44% del mercato e va tutto bene. Tra le persone fighe.
140 milioni di iBooks scaricati. Cazzo come tira I Viaggi di Gulliver!
140 milioni di iBooks scaricati. Meno di due libri gratis ad utente. Con la cultura non si campa!
In arrivo NewsStand. Così l’anno prossimo potranno dirci che sono state scaricate 140 milioni di riviste.
Annullata la demo del controllo vocale per Lion: se non avevi l’iPhone 4 bianco non ti cagava.
Microsoft
Halo 4. Con l’iPhone ha funzionato, cosa potrebbe andare storto?
La nuova dashboard: anche loro hanno copiato il rivoluzionario concept di Windows 8.
In arrivo il controllo vocale su Kinect. Quelli che imitano Star Trek verrano schedati dal device.
Kinect: la home console numero uno tra quelle da mettere sotto la TV che riconoscono il movimento.
CliffyB: “Se non vi piace Kinect non ci giocate”. La migliore idea di marketing dai tempi di Steal This Album.
Modern Warfare 3, Gears of War 3, Bioshock, Halo 4, Halo Anniversary. It only does shooters (but doesn’t go offline).
Presentato un nuovo Fable. Al Keynote Moulinex non l’hanno fatto entrare.
Annunciata la Summer of Arcade. Ecco dove erano le esclusive decenti!
Kinect: ehm… Talk Different ?!
Dio: abbiamo fatto vincere Pisapia, quest’anno mica vorrete pure i giochi?
Nintendo
Chi si bagna per l’ennesimo freeware iPad e minimizza il mezzo chilo di Vita dice che il controller stanca.
È SOLO HD! Ma che siamo, a cinque anni fa!?
Si può usare anche il pennino! Ma mica vorrano fare i controlli touch precisi?
Solo vecchie IP! Risparmio soldi e mi compro Ridge Racer per Vita!
Non siamo mica bimbiminchia! Provoluscion sarà sempre meglio sulla Plestescio!
“Pronto? Scusa non prendeva. Secondo me il controller si scarica sub…” Nooo! Ho scordato il cavetto dell’iPhone in Italia!
3DS: ci serviva un portatile dimmerda per far sembrare Wii U ancora più figo.
Wii U: tanto per far vedere a Sony il senso della Vita.
Wii U: non fanno più la Nintendo di una volta.
Wii U: se Firemint non fosse già fallita un Real Racing non ce lo toglieva nessuno.
Wii U vuole battere ogni record: annunciato un nuovo Doctor Who che punta allo 0.5 su Metacritic.
Sony
Finché c’è Vita c’è speranza (scusa Doc).
La dovevamo chiamare Vito ma poi abbiamo scoperto che si è ritirato…
Uncharted 3. Il nuovo che avanza.
Vita non sarà come PSP: questa volta Gran Turismo non l’hanno nemmeno annunciato.
Un gioco di Star Trek anche per PS3. Che non si fa per riempire trenta secondi di buco.
Sono diversi da Nintendo: ricicliano vecchie IP più di una volta l’anno! Su piattaforme multiple!
Sono diversi da Nintendo: in mancanza di esclusive hanno i multipiatta!
Basta con ‘sta storia di PSN! GameCenter lo violano tutti e a nessuno interessa!
Nuovo Digital Delivery per Vita: questa volta i giochi ci saranno, solo che si cancellaranno dalla memoria quando meno te l’aspetti.
Vita: la potete toccare di dietro. Cento preordinate da Arcore.
Vita tranquillizza gli aficionado PSP: confermato Dinasty Warriors e un sacco di remake pacchi da PS3.
Resistance 3: sempre lo stesso vecchio trucco. Eh, Sony?
Riannunciato Qriocity. Così in Apple sono convinti di aver inventato qualcosa.
Conclusioni
E3: ma che volevate i giochi? Non siete qui per vedere la figa?
E3: Praga è più vicina e scopi pure.
E3: chissà perché quando vietarono le donne furono gli anni migliori.
E3 e keynote sparsi: essere normali non è mai sembrato più alternativo.
RSS
Certe volte mi fermo a pensare a come cambia la percezione delle cose senza che ci si ponga nessun problema in merito. Prendiamo gli shoot’em up, genere commerciale per eccellenza degli anni Ottanta e dei primi anni Novanta.
I videogiochi sono condannati a raccontare sempre le stesse storie, sempre nello stesso modo. Spesso non sono arte, non sono frutto di visionarietà visionarietà e non c’è alcuna ricerca di senso. Sono una ripetizione costante dello stesso incubo di un adolescente che si guarda allo specchio e fa la conta dei brufoli.
Non venite a raccontarmi che la scena italiana dello sviluppo dei videogiochi non è mai esistita, che l’industria italiana non ha mai prodotto niente di buono e che in fondo Gioventù Ribelle ce lo meritiamo. Evitate, per favore, perché si vede che negli anni 80/90 eravate troppo piccoli per leggere chi avesse sviluppato il gioco che stavate comprando, oppure non eravate stati ancora spruzzati dal pene di vostro padre.
Doverosa premessa: non sono né un’orientalista né mi definirei un esperto di cultura giapponese. Questo articolo è frutto di una serie di riflessioni, senza alcuna pretesa di validità scientifica o sociologica.
