I ragazzi di Ringcast fanno un’uscita speciale di fine Agosto per… parlare di Lost. Non mi guardate con quelle facce ebeti. Un giorno Dio li punirà per questo e Gatsu partorirà con gran dolore e Vito ridiverrà un ciccione. Fino ad allora scaricate tutti i podcast che segnalo.
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Quand’ero piccolo, mio nonno, pace all’anima sua, mi ha insegnato come chiudere qualsiasi discorso: rispondendo sempre e comunque “D’altra parte è così”. Esempio: oggi piove – d’altra parte è così. Ho pagato 500€ di bolletta del gas – d’altra parte è così. Alla domanda: “Ma perchè RingCast fa una puntata su Lost, quando dovrebbe parlare di videogiochi?”, noi infatti rispondiamo: d’altra parte è così. Nello speciale più OT di sempre, RingCast risponde con gente che ne sa a domande tipo: abbiamo perso tempo per 6 anni? Lost è la serie più bella di sempre, o un complesso imbroglio massonico per distrarci dal men che entusiasmante andamento del PIL? Gli sceneggiatori sono dei cazzari? C’è una strana tensione virile fra Jack e Hugo o sembra solo a me? La risposta a questi e altre inquietanti misteri in RingCast Extra 13 – Speciale Lost. Con noi in studio: il critico cinematografico più incompreso d’Italia (Fulgenzio), il peloso mastermind di Metal Gear Solid: Philanthropy (Giacomo Talamini) e per la prima volta sulle nostre frequenze Fabio Guaglione di Fast & Forward, responsabile assieme all’altro Fabio degli eccezionali cortometraggi EDEN, The Silver Rope e Afterville.
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Il professor Michael Abbott deve essere un tipo veramente attento alla modernità e alle potenzialità espressive di un medium complesso e sottovalutato come quello dei videogiochi, altrimenti perché includere Portal tra i “testi” richiesti ai suoi studenti?
Una delle piste di go kart di Gran Turismo 5 sarà ambientata a Piazza del Campo di Siena. Quella del palio. Ora, se voi foste una media città di una qualsiasi parte del mondo, sareste felicissimi di avere pubblicità gratis in un gioco che venderà milioni di copie a prescindere e i cui si parlerà fino all’uscita del seguito (probabilmente nel 2020). A Siena non lo sono. Anzi, sono incazzatissimi perché un videogioco si sta appropriando impunemente dell’immagine della loro piazza più rappresentativa e delle bandiere delle contrade che partecipano al palio.






















