Bioshock 2 versione PC: problemi con il widescreen e con i controller


Bioshock 2 è un bel titolo? Boh, forse. La notizia però è un’altra e riguarda la versione PC. Come già successo nel primo Bioshock il gioco è uscito senza supporto per il widescreen (16:9 e 16:10), ovvero, è possibile selezionare risoluzioni in questi formati ma invece di ottenere una visione più ampia dello schermo (come naturale), si ottiene un semplice zoom della versione 4:3.

Non fosse bastato questo a far attizzare i fan, ci si è messo anche il mancato supporto per i joypad. Ora, scopro con orrore che su PC c’è gente che gioca i titoli in prima persona con il controller. Purtroppo siffatti individui, invece di optare per il suicidio, hanno iniziato a rompere le balle a T2, la quale ha risposto che il mancato supporto è dovuto al fatto che l’interfaccia della versione PC è stata appositamente modificata per renderla migliore con mouse e tastiera…

Una sola domanda: visto che sulla confezione di Bioshock 2 c’è la fascia Games for Windows di Microsoft, e quindi si appoggia a quella roba inutile di Games for Windows – LIVE, il supporto per il joypad 360 non dovrebbe essere standard?

Fonte: Kotaku

La maggior parte dei giocatori di WoW non ha superato il livello 10


World of Warcraft è una droga? Crea dipendenza? Distrugge la vita sociale delle persone? Anche, ma pare che non sia stato così per la maggior parte di quelli che lo hanno giocato, che lo ha abbandonato intorno al livello 10 (il level cap attuale è 80, quello del gioco base senza espansioni era 60. Contando il fatto che i primi livelli sono i più veloci da superare, non ci vuole molto a fare i conti). La sconvolgente (yawn) rivelazione è stata fatta dal CEO di Blizzard, Mike Morhaime che ha parlato di un 70% di abbandoni in quelle che possiamo considerare le fasi preliminari del gioco. Che sia arrivato il momento del del declino definitivo di WoW?

Fonte: Kotaku

Assassin’s Creed III sarà ambientato a Roma

Forte delle otto milioni di copie vendute con il secondo capitolo e forte del fatto che gli utenti pare abbiano gradito l’ambientazione italiana, la Ubisoft ci riprova e ambienta il terzo Assassin’s Creed a Roma.

Il protagonista sarà sempre Ezio Auditore, ma dovrà affrontare problemi completamente inediti come il traffico sulla Tangenziale Est o lo slalom tra le cacche dei cani lasciate a seccare sui marciapiedi. Non mancheranno i Templari, onnipresenti, e i turisti orientali, onnipresenti anche loro.

La verà novità sarà la presenza di un’inedità modalità multiplayer chiamata Assassination, di cui non si sa praticamente nulla, se non che costringerà i giocatori a collaborare.

Che altro dire? Spero solo di poter andare a fare un po’ di casino in Vaticano, all’epoca pieno di donnine svestite e Papi sporcaccioni.

Foto di: Carlo [aka Granchius]

Annunciato Sonic the hedgehog 4 Episodio I

La SEGA ha annunciato ufficialmente lo sviluppo del quarto capitolo delle avventure del porcospino blu più famoso del mondo (esistono altri porcospini blu?), conosciuto precedentemente come Project Needlemouse.

Pare che sarà un gioco in 2D diviso in diversi episodi i quali verranno rilasciati tramite i servizi di DD dell’Xbox 360, della PS3 e del Wii.

Un ritorno al passato alla ricerca delle radici della serie, insomma.

Se siete interessati, potete andare a dare uno sguardo al sito ufficiale del gioco, che è pieno di conti alla rovescia che nei prossimi giorni riveleranno le diverse caratteristiche. Per ora, a parte il logo qui sopra e il trailer qui sotto, di Sonic 4 sono disponibili solo degli artwork estremamente preliminari.

Fonte: VG247

Giochi PS2 su PSN: un’altra conferma

In una recente intervista, Peter Dille ha implicitamente confermato la già trapelata eventualità di avere a breve titoli per PS2 su PSN.

Prima di Natale, infatti, era trapelata una lista di line-up per PSN che vedeva elencati diversi titoli PS2, tra cui la serie di GTA e diversi titoli Sega usciti per PS2. Nel documento si fa esplicita menzione anche a dei port da Dreamcast, cosa che sta già accadendo per Xbox Live.

L’eventualità di vedere titoli PS2 emulati è tutt’altro che assurda: l’ultimo batch di PS3 retrocompatibili lo era grazie ad un emulatore software, che secondo indiscrezioni è persino più affidabile (ma ancora tutt’altro che infallibile) del vecchio sistema con hardware dedicato, che per incompatibilità implementative era soggetto ad occasionali perdite di dati e glitch nella gestione dell’input.

Resta da vedere come Sony gestirà il region lock e l’assortimento dei vecchi titoli su PSN, visto che l’Europa, al momento, è molto più che penalizzata sia quantitativamente che qualitativamente (sul serio: perché rilasciare nello store europeo la versione stretchata con bande nere di Final Fantasy VII quando il gioco non è localizzato?).

Il tema si fa ancora più caldo se si considera l’imminente introduzione di alcuni piani di abbonamento per PSN avranno come benefit l’accesso flat ai classici Playstation.

Fonte

Dopo Dante, la EA se la prende con Shakespeare

Il producer di Dante’s Inferno, non contento di aver smerdato il povero sommo poeta, ora ha puntato il dito contro il bardo inglese per eccellenza, William Shakespeare. L’uomo, al secolo Jonathan Knight, evidentemente in lite con la letteratura mondiale, ha scelto la sua prossima vittima: Macbeth. Secondo lui:

Macbeth the game is something I’ve been thinking about for years, but now, I think the emotional quality that games are achieving and the value level of the acting and the sound work makes it possible
(Trad. Ho riflettuto per anni sulla possibilità di un videogioco basato su Macbeth e ora credo che la qualità delle emozioni che i giochi riescono a trasmettere e i miglioramenti nella recitazione (virtuale nda) e dei suoni lo rendano possibile)

Purtroppo il delirio non finisce qui e il nostro decide di dare sfoggio del suo pensiero aggiungendo:

The thing is, the unique quality of games is being interactive; it’s about action and killing things and pursuing those mechanics is tricky when bringing in classic media; Dante’s is more of a violent interpretation of the poem for example. Macbeth would be great, though; there are witches and a supernatural experience along with plenty of intrigue and murder.
(Trad. Il fatto è che la caratteristica peculiare dei videogiochi è l’interattività; è agire e uccidere, meccaniche complicate da importare dagli altri media.  Ad esempio Dante è un’interpretazione più violenta del poema. Anche Macbeth sarebbe grande: ci sono streghe ed esperienze sovrannaturali insieme a intrighi e omicidi.)

Insomma, bisogna iniziare a tremare? Non che la tragedia Shakespeariana sia parca di morti e battaglie, ma visto come è stato interpretato l’inferno dantesco e lette le parole del producer, tremo al solo pensiero di come verrà riletto il noto monologo:

To-morrow, and to-morrow, and to-morrow,
Creeps in this petty pace from day to day,
To the last syllable of recorded time;
And all our yesterdays have lighted fools
The way to dusty death. Out, out, brief candle!
Life’s but a walking shadow, a poor player,
That struts and frets his hour upon the stage,
And then is heard no more. It is a tale
Told by an idiot, full of sound and fury,
Signifying nothing.

Già vedo Lady Macbeth a vagina ignuda che ghermisce il povero Macbeth e immagino lo scontro a colpi di combo con re Duncan. Ho un gran mal di testa.

Apriamo una petizione: impediamo a Jonathan Knight di leggere altri libri.

Fonte: VG247

The Tester. Ma anche no

Pensate che lavorare in un call center sia poco cool e dia troppe sicurezze?

Sony ha il lavoro giusto per voi: il playtester. Una professione talmente figa che si è meritata un reality (The Tester, per l’appunto) su PSN in cui i pretendenti dovranno umiliarsi nei modi peggiori possibili per vincere un lavoro di merda (scusate la brutalità, playtester di tutto il mondo). Se questo non è un simbolo della crisi mondiale credo che dovrò aspettare la riabilitazione completa di Craxi.

Cosa vuol dire fare il playtester? Di solito vuol dire lavorare in una specie di sede-ghetto (in particolare per gli europei) dove si fanno i controlli di qualità, quindi scordatevi la leggenda che dal playtesting si diventa game designer (o meglio, lo era ai tempi di David Jaffe, ora quelli come lui hanno un ruolo di potere, perché dovreste avere l’occasione di usurparli?). Il lavoro non è affatto figo: non consiste nel giocare tutto il giorno ma nell’iniziare la build di un gioco, andare a caccia di bug (seguendo alla lettera delle procedure prestampate oppure improvvisando), trovarli, riempire un form pieno di domande strane (questo potrebbe essere un test di accesso agli strati superiori dell’industria videoludica, considerando le domande dei colloqui di Google) e poi ripetere tutto dall’inizio sino al prossimo, inebriante baco (si, ogni volta si riparte da zero, capito perché i lunghissimi giochi giapponesi ci mettono almeno 6 mesi ad essere tradotti?).

In questo caso si vince un posto da tester ufficiale, che è un grandioso passo avanti: l’unica differenza è che i tester precari fanno la fila di buon mattino di fronte alle sedi di lavoro, sperando di essere presi per una sana giornata di invidiabile lavoro al minimo sindacale.

Sito Ufficiale

PS: Proprio oggi Sony ha dimezzato il numero di personale nell’ennesima sede europea. Si vocifera che la competizione possa essere rinominata in “The Soon-To-Be Jobless“.