Lo sta realizzando la Gearbox… quelli di Borderlands. Speriamo bene. Intanto eccovi il primo artwork e i packshot ufficiali:
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define('DISALLOW_FILE_EDIT', true); define('DISALLOW_FILE_MODS', true);
Quali degli eventi sotto elencati sono i più improbabili a verificarsi in questo strato del multiverso?
1) Il PD che fa opposizione
2) Una donna vergine che partorisce un bambino e gli fa fondare una religione
3) Il Maderna che ci segnala l’uscita di un numero di Outcast?
Cioè, ragazzi, parlano due ore di… Dead Space! In attesa che dedichino una puntata monografica a un gioco bello, scaricate questa e state a sentire!
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Nuovo esordio per Outcast, con i podcast monografici dedicati a una serie, un gioco, una pucchiacca, una qualsiasi cosa. Si parte con Dead Space, tutto quanto, tutto assieme. Viene fuori un mezzo casino, ma fatto con passione.
Il sito (su cui ci potete ascoltare in streaming e trovare tante informazioni INTERESSANTISSIME), sta qua.
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L’MP3 dell’episodio si scarica qua.
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Il professor Michael Abbott deve essere un tipo veramente attento alla modernità e alle potenzialità espressive di un medium complesso e sottovalutato come quello dei videogiochi, altrimenti perché includere Portal tra i “testi” richiesti ai suoi studenti?
Abbott insegna al Wabash College, in Indiana, e ha convinto a far inserire il gioco di Valve tra le opere di un seminario dove gli studenti analizzeranno i “classic and contemporary works from all the disciplines.” (trad. opere classiche e contemporanee di tutte le discipline).
Il corso mira a far riflettere gli studenti sulle domande fondamentali dell’umanità viste da prospettive multiple e a dirla tutta, Portal accanto a Shakespeare e Aristotele sta veramente bene.
Abbott ha convinto i suoi colleghi più tradizionalisti affermando che Portal è un esempio di “backstage machination and onstage performance“, partendo dal libro Presentation of Self in Everyday Life di Erving Goffman, in cui il modo di presentarsi di un individuo viene paragonato a un piece teatrale con la verità nascosta dietro le quinte.
Pare inoltre che Portal sia una specie di titolo apripista per Abbott, che mira a inserire nei suoi corsi altri videogiochi. Chissà quali.
Vediamo di riassumere e commentare la sconcertante notizia (che trovate linkata in fondo all’articolo):
Una delle piste di go kart di Gran Turismo 5 sarà ambientata a Piazza del Campo di Siena. Quella del palio. Ora, se voi foste una media città di una qualsiasi parte del mondo, sareste felicissimi di avere pubblicità gratis in un gioco che venderà milioni di copie a prescindere e i cui si parlerà fino all’uscita del seguito (probabilmente nel 2020). A Siena non lo sono. Anzi, sono incazzatissimi perché un videogioco si sta appropriando impunemente dell’immagine della loro piazza più rappresentativa e delle bandiere delle contrade che partecipano al palio.
Sono proprio queste ultime l’oggetto primo della recriminazione, visto che la loro immagine sarebbe tutelata e ci vorrebbe un’autorizzazione per usarle. Quindi immagino e voglio sperare che ogni giornale del mondo terracqueo che abbia pubblicato, voglia pubblicare o pubblicherà un’immagine del Palio di Siena abbia chiesto l’autorizzazione al Consorzio per la Tutela del Palio di Siena.
Ma forse sono io in errore, perché secondo Anna Carli, la rappresentate del Consorzio che ha rilasciato le sue dichiarazioni al Corriere Fiorentino, il problema principale è di tipo storico: “vista la non attinenza del videogioco con la storia e i riferimenti alla nostra Festa, nello specifico con l’uso delle immagini delle bandiere delle Contrade, non ne avremmo comunque autorizzato l’utilizzo”
La minaccia è chiara: se le bandiere non verranno rimosse, il Consorzio chiederà il ritiro di Gran Turismo 5 dal mercato. Ora… perché non evitarci certe brutte figure con il resto del mondo? Avete mai letto di un Comitato di tutela di Times Square che si lamenta per i videogiochi ambientati a New York e che dichiara di volerne boicottare l’uscita? Come potrebbe Gran Turismo 5, che è un videogioco serissimo ed estremamente realistico, infangare l’immagine di Siena e del palio riproducendo le bandiere delle contrade dove, effettivamente, sono collocate? Ovvero in Piazza del Campo? Ma, soprattutto, perché sputare su tanta bella pubblicità gratuita?
Sinceramente, quella del consorzio mi sembra una posizione da bottegai, che mostra una chiusura estrema e la volontà di proteggersi da non si sa bene quale “offesa”. In effetti, a meno che i piloti dei kart virtuali non si puliscano il culo con i vessilli a fine gara, stento a capire la dimensione e la natura della lesione all’immagine della città che, anzi, in questo modo diverrà ancora più conosciuta. Misteri italiani.

Deve essere bello ricevere lodi sperticate da chiunque per il proprio lavoro, videogiocatori compresi. Crei un’avventura grafica originale e stilisticamente impeccabile, la fai pagare pochino per permettere a tutti di acquistarla senza svenarsi. La fai PC only. La crei stabile e in grado di girare su tutti i PC. Ovvero ammazzi tutte le scuse classiche che i pirati usano per giustificare il fatto che scaricano i giochi invece di comprarli.
Poi scopri che il 90% degli utenti usa copie pirata del tuo lavoro e, invece di lamentarti, abbassi il prezzo del gioco per qualche tempo, portandolo nella fascia dei cappuccini con cornetto e permettendo di scaricare la versione PC, quella Mac e la colonna sonora completa. Vi sembra impossibile? No, è quello che è successo ad Amanita Design con il loro splendido Machinarium. Se non lo avete ancora fatto, a 5$ non potete non comprarlo. Se lo avete scaricato, siete semplicemente stronzi e non ci si può proprio fare niente in questo caso.
Che la versione attuale di EverQuest II (non parliamo di quella di lancio, che fortunatamente è stata uccisa dopo un anno) sia il mio MMORPG preferito è una cosa risaputa ed è con gioia, gaudio e tripudio che avevo accolto la notizia che il gioco diventasse Free 2 Play a partire dal 17 Agosto (in cui partirà una sperimentazione limitata del servizio), nonostante gli ultimi due-tre anni siano stati una conferma continua del successo di quello che può essere definito come l’unico ed il solo MMORPG di rilievo nella sempre più striminzita offerta Sony.
Poi ho visto la matrice del nuovo servizio Free to Play ed ho capito un po’ di cosette.
Nascosto da Free to Play abbiamo un deciso aumento dell’abbonamento! Per permettere l’accesso a tutti i contenuti di gioco (alcuni dei quali, come le razze rimarranno comunque a pagamento con Station Cash) ora è necessario un abbonamento Platinum da 200$, circa il costo dello Station Access, che però dava accesso a tutti i giochi su abbonamento di Sony.
Altra bella rogna è che chi vorrà mantenere aperto un normale abbonamento mensile da 15$ (o meno, se Sony manterrà attivi i piani trimestrali, semestrali e annuali) si troverà con meno slot per i personaggi, 15 razze su 19 a pagamento e con la necessità di dover acquistare la possibilità di raggiungere il level cap (il livello 90) senza però poter accedere all’ultima espansione, uscita questo Febbraio.
In sostanza, per avere lo stesso livello di servizio dei vecchi abbonamenti, adesso l’utente hardcore dovrà spendere 16.66$ contro al mese i vecchi circa 10$ raggiungibili con l’abbonamento annuale al solo EverQuest II, e dovrà inoltre acquistare alcuni contenuti sin’ora gratuiti e compresi nel costo di acquisto delle espansioni annuali (che, a differenza di altri giochi, includono sempre anche tutti i contenuti passati, ad un costo molto basso), come le razze aggiuntive, una scelta non solo estetica ma che influenza contenuti e zone accessibili.
Niente da dire sui piani minori, invece. Nonostante limitino di molto l’utilità dei personaggi nei raid più grandi e nelle quest epiche, sono un’alternativa relativamente economica per provare l’esperienza su uno dei migliori MMORPG sulla piazza.
Credo che molti operatori del settore abbiano un senso della realtà limitatissimo. Ad esempio Chris Lewis, che afferma candidamente in un’intervista a gamesindustry.biz, che ci vorranno 18 mesi per vedere giochi hardcore per Kinect e che la fase di lancio della nuova periferica è stata pensata appositamente per i non videogiocatori. Capito? Ci vuole meno a fare un bambino e per di più deve odiare i videogiochi. In realtà la cosa dovrebbe avere un senso… ma quale senso ha? Vogliono provare a fare breccia nel mercato del Wii, immettendo sul mercato una periferica che lascia aperti mille dubbi sulla sua funzionalità, escludendo di fatto dalla fase di lancio quella che è la base installata dell’Xbox 360? Ovvero i giocatori di Arcore? Non si fa, suvvia. Maleducazione pura. E dateglielo sto FPS per Kinect!
Poi non hanno ancora risolto l’annoso dilemma che affligge le menti di tutti i frequentatori di forum videoludici: il Kinect sarà usabile mentre si fa sesso… da soli (se frequentiamo forum videoludici un motivo ci sarà, suvvia)? In realtà, a leggere certi articoli di approfondimento sembra di trovarsi davanti a una versione riveduta del Kamasutra: e sdraiati no, e seduti forse, e in piedi sì, ma solo in due, in tre no perché ho la cistite, niente vestiti lunghi, solo vestiti attillati…
Mi viene un’altra considerazione. Al prossimo E3 la Nintendo dovrebbe presentare la sua nuova console, erede del Wii, che, sicuramente, porterà qualche novità sostanziale (si spera) o migliorerà quanto già fatto dalla console precedente (non si spera)… a quel punto, chi si ricorderà che esiste Kinect?